{"id":6858,"date":"2017-08-23T17:39:23","date_gmt":"2017-08-23T17:39:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6858"},"modified":"2017-08-31T19:51:55","modified_gmt":"2017-08-31T19:51:55","slug":"sul-terrorismo-qualche-provvisoria-riflessione-a-partire-dagli-ultimi-avvenimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6858","title":{"rendered":"Sul \u201cterrorismo\u201d. Qualche provvisoria riflessione a partire dagli ultimi avvenimenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><del><\/del>1. \u201cTerrorismo: ideologia e pratica del terrore, esercitata di danni di obiettivi individuali o collettivi, militari o civili, per ottenere un risultato politico, a breve medio o lungo termine, o anche privo di finalit\u00e0 al di l\u00e0 del terrore, che diventa tale quando specificamente colpisce l\u2019ambito dei civili: persone e\/o infrastrutture\u201d. Una definizione minimale, questa che si legge in un dizionario politico, che in fondo non dice molto, ma, unificando fenomeni storicamente diversi e spesso lontani nel tempo e nello spazio, aiuta a delimitare il campo, anche se non affronta un dato che sempre di pi\u00f9, negli ultimi anni, e negli ultimissimi tempi, emerge con forza, ossia l\u2019uso ideologico da entrambe le parti, tanto di coloro che rappresentano gli offensori, quanto di coloro che rappresentano gli offesi. E nella sua indeterminatezza il concetto di terrorismo appare perfettamente consono allo scopo, su entrambi i fronti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. Il terrorismo, in realt\u00e0, viene di lontano, storicamente, ed \u00e8 stato usato da singoli e da movimenti, sia contro uomini simbolo (i regnanti, i governanti, i capi politici o religiosi) di un potere da combattere, con ogni mezzo, sia contro i luoghi fisici, che spesso erano luoghi a loro volta simbolici, o semplicemente davano la possibilit\u00e0 di fare un grande danno, in quanto contenevano una grande massa di persone, ma anche di beni, di opere d\u2019arte e prodotti di ingegno: un albergo, una stazione, un aereo, un grattacielo. Se il terrorista vince, e diventa magari capo di governo o di Stato, il suo passato terroristico <i>viene cancellato ipso facto<\/i> (basti citare Menachem Begin, organizzatore dell\u2019attentato all\u2019hotel King Victor di Gerusalemme, che produsse 91 morti e innumerevoli feriti, nel 1946; non solo divenne capo del governo di Israele, ma addirittura fu insignito del Nobel per la Pace). In tal senso i terroristi politici sono coloro che non vincono la loro guerra, gli sconfitti.\u00a0 Ma alla luce della definizione d\u2019esordio, come non chiamare terroristi la totalit\u00e0 dei governanti di Israele, che bombardano in modo indiscriminato quell\u2019alveare umano che \u00e8 \u201cla striscia di Gaza\u201d? come non etichettare in tal modo l\u2019Amministrazione USA che in Vietnam, negli anni Sessanta-Settanta del Novecento, in Afghanistan, in Iraq, in Siria, in Libia semina morte, distruzione e, appunto, terrore? Come non affibbiare questa infamante etichetta anche a numerosi governi europei, ovvero alle autorit\u00e0 della stessa Unione, che condividono sempre decisioni di Washington e anche, quasi sempre, di Tel Aviv?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. Si tratta di fenomeni di terrorismo di massa, pianificato, in grado di produrre centinaia, migliaia, decine e centinaia di migliaia di morti in modo scientifico, industriale: l\u2019esempio massimo sono Auschwitz e Hiroshima, che, con le loro macerie fisiche e morali, rappresentano il culmine della \u201cmodernit\u00e0\u201d industriale, in cui la scienza e la tecnica sono state tranquillamente impiegate, con qualche scarto di coscienza ex post, per annichilare popoli e citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. Dunque, oggi il terrorismo diventa parte integrante del discorso propagandistico di quello che un tempo si sarebbe chiamato \u201cil sistema\u201d, ma che oggi si esiterebbe a definire tale, nel timore di esser etichettati come r\u00e9tro, come antichi, come vetero-qualcosa. Eppure non v\u2019\u00e8 dubbio che di sistema si tratti: che producendo e distribuendo con sovrana impudenza dolore e ingiustizia, genera risentimento e rabbia; qualche anno fa Marc Ferro pubblic\u00f2 un libro sul risentimento nella storia, sottolineando l\u2019importanza misconosciuta o sottovalutata di questo elemento. Ritengo utile ricorrere a questa categoria, apparentemente impolitica, del risentimento, per aiutarci a capire ci\u00f2 che accade intorno a noi, in una serie di cerchi concentrici sempre pi\u00f9 stretti, sempre pi\u00f9 ravvicinati, nei quali diventa sempre pi\u00f9 difficile distinguere (potenziali) bersagli e (potenziali) aggressori, in cui ciascuno di noi pu\u00f2 rivestire a turno i panni della vittima o del carnefice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5. Al di l\u00e0 del risentimento, che non \u00e8 solo un fatto che concerne gli individui singoli, ma pu\u00f2 investire intere comunit\u00e0, interi popoli, non c\u2019\u00e8 dubbio che sono le nostre guerre, \u00e8 la nostra ostentata, serena iniquit\u00e0, fondata su una bipartizione del mondo sempre pi\u00f9 netta tra un pugno di ricchi, che sono ormai ultraricchi, indecentemente ricchi, e una massa sterminata di poveri, che sono ormai ridotti all\u2019indigenza estrema, non \u00e8 forse qui la fonte prima del \u201cterrorismo\u201d? Dopo le Torri Gemelle, abbiamo dichiarato \u201cguerra a oltranza\u201d, \u201cguerra senza quartiere\u201d, \u201cguerra globale\u201d, al \u201cTerrore\u201d, trasformando un concetto in una entit\u00e0 che talora abbiamo collocato anche geograficamente: in Afghanistan, in Iraq, in Siria, in Libia\u2026 Ma i dati in nostro possesso ci dicono che sono gli occidentali, con le loro classi politiche, militari, finanziarie, ad essere sovente i genitori, o progenitori, i protettori, o finanziatori, del \u201cTerrore\u201d, dai Taliban ad Al Qaida, fino all\u2019Isis. Creiamo, dunque, non solo le cause del terrorismo, ma finiamo per fomentarlo, organizzarlo, foraggiarlo, qua e l\u00e0, a macchia di leopardo, e, astutamente (ossia, credendo di agire astutamente), individuiamo negli esecutori gli architetti, nei disgraziati che si prestano a gettare la bomba o guidare un furgone, le \u201cmenti\u201d che vogliono distruggere \u201cla nostra civilt\u00e0\u201d, il \u201cnostro modello di vita\u201d, e via seguitando in una sequela di banalit\u00e0 e scempiaggini sconcertante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. Tale attitudine politica, mentre alimenta odio per lo \u201cstraniero\u201d, specie se ha la pelle scura, se \u00e8 di religione islamica, se chiede asilo, se ha la malasorte di sopravvivere alla traversata del mar Mediterraneo, che non \u00e8 pi\u00f9 \u201cmare nostrum\u201d.\u00a0 Il migrante diventa il nemico: di conseguenza, anche l\u2019<i>hospes<\/i> si trasforma in <i>hostis<\/i>, anche quando di migranti facciamo incetta come esercito lavorativo di riserva, anche quando i migranti ci danno il loro denaro, guadagnato con forme di sfruttamento bestiale, per far sopravvivere il sistema pensionistico di cui forse non godranno, anche quando i loro figli permettono alle nostre scuole di sopravvivere. Ma non solo non li vogliamo rendere \u201ccittadini\u201d: no, li additiamo a responsabili di tutto: ci rubano lavoro, assistenza, ricchezza, e ci toglie la tranquillit\u00e0 delle nostre case e la sicurezza delle nostre cose. E quando vogliamo ostentare apertura, al profugo, al derelitto, al miracolato dalla tratta schiavile, sopravvissuto ai viaggi della disperazione, diciamo: \u201ctorna al tuo Paese, ti aiuteremo l\u00e0\u201d. Dimenticando\u00a0 che sono le nostre bombe ad allontanarlo dalla sua casa, che, quasi sempre, \u00e8 un mucchio di cenere, cenere di cose e di persone: siamo noi, noi occidentali, noi ricchi, che agli occhi dei veri poveri tali appariamo, sempre e comunque, ad aver distrutto la possibilit\u00e0 di vita nei \u201cPaesi coloniali\u201d, dopo averli depredati, dopo aver messo al potere tirannelli comodi ai nostri interessi, li abbiamo spianati col napalm e con le bombe \u201ctagliamargherita\u201d, con la bombe al fosforo o con quelle all\u2019uranio impoverito. Siamo noi che abbiamo non solo preteso, ma teorizzato, il nostro diritto di cambiare le loro civilt\u00e0, giudicata \u201cinferiore\u201d o persino \u201cprimitiva\u201d, e oggi, paradossalmente, davanti agli orribili eccidi nelle nostre citt\u00e0, commessi da disperati manovrati, li accusiamo di voler modificare la nostra. (In fondo, anche solo in misura minima, un qualche cambiamento non ci riuscirebbe benefico?)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7. E, ora, per\u00f2, lasciatemi piangere con Barcellona, l\u2019amata citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Fonte:<\/span><\/strong> <a href=\"http:\/\/goo.gl\/bkesTz\">\u201cIl sito di Angelo d&#8217;Orsi\u201d<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. \u201cTerrorismo: ideologia e pratica del terrore, esercitata di danni di obiettivi individuali o collettivi, militari o civili, per ottenere un risultato politico, a breve medio o lungo termine, o anche privo di finalit\u00e0 al di l\u00e0 del terrore, che diventa tale quando specificamente colpisce l\u2019ambito dei civili: persone e\/o infrastrutture\u201d. 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