{"id":6806,"date":"2017-08-14T18:55:24","date_gmt":"2017-08-14T18:55:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6806"},"modified":"2017-08-14T22:43:12","modified_gmt":"2017-08-14T22:43:12","slug":"i-dissidenti-cinesi-usati-dalloccidente-per-indebolire-il-dragone-rosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6806","title":{"rendered":"I dissidenti cinesi usati dall\u2019Occidente per indebolire il dragone rosso"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il Premio Nobel per la Pace del 2010, il \u201cdissidente\u201d cinese <strong>Liu Xiaobo<\/strong> \u00e8 deceduto il mese scorso a causa di un cancro al fegato. Liu era convinto che solo altri 300 anni di colonialismo occidentale avrebbero garantito il progresso in Cina e il raggiungimento degli standard democratici occidentali. Non c\u2019\u00e8 dunque da stupirsi di come la sua persona sia stata ricordata e celebrata in Occidente, mentre la sua dipartita \u00e8 passata quasi del tutto inosservata in Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Liu non \u00e8 stato n\u00e9 il primo e non sar\u00e0 di certo l\u2019ultimo personaggio ambiguo usato dall\u2019Occidente per indebolire il continuo progresso cinese.\u00a0Il recente caso del cittadino cinese naturalizzato statunitense <strong>Harry Wu<\/strong> ne \u00e8 un altro buon esempio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche lui recentemente deceduto, Wu in Occidente ha raggiunto la fama grazie alla pubblicazione del suo passato nelle prigioni cinesi. La qual cosa\u00a0gli ha permesso di varcare molti palchi di universit\u00e0 e <em>talk-show<\/em> statunitensi, in qualit\u00e0 di autoproclamato difensore dei diritti umani in Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Wu si accorse molto velocemente che poteva fare una bella vita denigrando\u00a0il proprio Paese. Da un modesto \u201csalario\u201d da attivista no-profit, in poco tempo Wu riusc\u00ec ad acquistare un edificio di 3 milioni di dollari a Washington DC per ospitare un museo dedicato alle presunte violazioni dei diritti umani in Cina. Nel museo non mancano le gigantografie di Wu immortalato assieme a personaggi di una ben precisa area politica,\u00a0quali\u00a0<strong>Margaret Thatcher<\/strong>, <strong>Bill Clinton<\/strong> e i membri del Congresso Americano <strong>Nancy Pelosi<\/strong>, <strong>Chris Smith<\/strong> e <strong>Frank Wolf<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il trucco \u00e8 semplice: da una parte basta raccogliere l\u2019attenzione dei media occidentali, spesso \u201cmorbosi\u201d d\u2019informazioni basate su fatti abilmente disegnati o esagerati, e dall\u2019altra esprimere incondizionata ammirazione per il concetto occidentale di democrazia.\u00a0A Wu questa \u201ccarriera\u201d in Occidente port\u00f2 un vasto riconoscimento mondiale; anche lui come Liu Xiaobo fu nominato Premio Nobel per la Pace, ma senza vincerlo. A differenza di Liu Xiaobo, Wu rimase al sicuro negli agi garantitogli dall\u2019Occidente, mentre il primo\u00a0torn\u00f2 in Cina per sostenere invano il rovesciamento del Partito Comunista Cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia a Wu che a Liu non interessavano n\u00e9 i notevoli progressi economici e sociali portati avanti dal Partito Comunista Cinese, i quali\u00a0hanno permesso di risollevare dalla soglia di povert\u00e0 oltre 700 milioni di\u00a0cittadini\u00a0in 25 anni, n\u00e9 il grande consenso popolare attorno al PCC, del quale, secondo un recente studio del <i>Pew Research Center<\/i> \u2013 centro di ricerca americano non di certo accusabile di essere filo-comunista\u00a0&#8211; l\u201980% della popolazione cinese ne approva in modo soddisfacente l\u2019operato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possano Liu Xiaobo e Harry Wu riposare in pace, ma\u00a0\u00e8\u00a0difficile immaginare per quanto tempo saranno ricordati in Occidente: probabilmente saranno presto sostituiti con altri \u201cdissidenti\u201d. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che sicuramente essi sono gi\u00e0 stati dimenticati in Cina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Premio Nobel per la Pace del 2010, il \u201cdissidente\u201d cinese Liu Xiaobo \u00e8 deceduto il mese scorso a causa di un cancro al fegato. Liu era convinto che solo altri 300 anni di colonialismo occidentale avrebbero garantito il progresso in Cina e il raggiungimento degli standard democratici occidentali. Non c\u2019\u00e8 dunque da stupirsi di come la sua persona sia stata ricordata e celebrata in Occidente, mentre la sua dipartita \u00e8 passata quasi del tutto inosservata in Cina. 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