{"id":6791,"date":"2017-08-12T00:44:30","date_gmt":"2017-08-12T00:44:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6791"},"modified":"2017-08-13T13:14:48","modified_gmt":"2017-08-13T13:14:48","slug":"perche-a-ventanni-si-puo-e-si-deve-scegliere-da-che-parte-stare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6791","title":{"rendered":"&#8230;perch\u00e9 a vent\u2019anni si pu\u00f2 (e si deve) scegliere da che parte stare!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Finalmente, al <em>Locarno Festival<\/em> di quest\u2019anno, abbiamo trovato un documentario esplicito, di denuncia sociale, impegnato, e soprattutto senza troppe ambiguit\u00e0: senza cio\u00e8 quel <em>politically correct<\/em> che intorpidisce ormai troppo spesso il dibattito storico e intellettuale anche nella cinematografia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cCHoisir \u00e0 vingt ans\u201d di <strong>Villi Herman<\/strong> ha il pregio di mostrare la bestialit\u00e0 dell\u2019imperialismo francese in Algeria da un punto di vista che raramente viene tenuto in considerazione: quello di chi coraggiosamente, a quell\u2019epoca, coi suoi 18\/20 anni, decise di sottrarsi alla leva militare e di non rendersi complice della macchina bellica del governo di Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il 1954 e il 1962 furono centinaia i giovani francesi che dissero No all\u2019ordine di marcia. Considerati \u201ctraditori\u201d in patria, fuggirono in Svizzera, godendo di una rete organizzata di solidariet\u00e0 che oggi non conosciamo purtroppo pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni di loro, poi, collaborarono direttamente con il Fronte di Liberazione Nazionale Algerino: certo da internazionalisti, ma anche \u2013 bench\u00e9 loro forse non si definirebbero tali \u2013 da sinceri patrioti; patrioti di quello spirito rivoluzionario repubblicano\u00a0che a Parigi, ai piani alti della politica era stato calpestato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CHoisir_affiche_1500px.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6792\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CHoisir_affiche_1500px-212x300.jpg\" alt=\"CHoisir_affiche_1500px\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CHoisir_affiche_1500px-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CHoisir_affiche_1500px-768x1086.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CHoisir_affiche_1500px-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CHoisir_affiche_1500px-480x679.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CHoisir_affiche_1500px-353x500.jpg 353w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CHoisir_affiche_1500px.jpg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a>Correnti diverse si trovano cos\u00ec riunite: dagli anarchici ai cattolici di base, passando per\u00a0quei marxisti critici verso l\u2019attitudine del Partito Comunista Francese (PCF). Il PCF, infatti, per timore che le colonie potessero finire in mani fasciste, mise per troppo tempo in secondo piano la solidariet\u00e0 per l\u2019indipendenza algerina e non fu entusiasta verso la scelta dell\u2019obiezione di coscienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tradizioni politiche diverse ma che &#8211; \u00a0contro il colonialismo del proprio Paese e per l\u2019indipendenza dei popoli africani del cui sottosviluppo \u00e8 l\u2019Occidente a doversi assumere gran parte della responsabilit\u00e0 &#8211; trovano una comune lotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulle note in sottofondo del <em>Disertore<\/em> di <strong>Boris Vian<\/strong>, il regista ritrova molti decenni pi\u00f9 tardi i compagni\u00a0di allora. Ricordando l\u2019importanza dell\u2019accoglienza svizzera ma anche, con ironia, la diffidenza verso questi giovani \u201cribelli\u201d da parte delle autorit\u00e0 svizzero-tedesche che li invitano anzi esplicitamente a starsene in Romandia, area pi\u00f9 \u201cadatta\u201d a certi temperamenti, non vi sono ripensamenti: a vent\u2019anni non erano stati indifferenti, avevano scelto la parte \u00a0giusta della barricata, anzi no: della storia!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ostilit\u00e0 terminate, l\u2019Algeria conquista l\u2019indipendenza formale (quella economica ancora non ce l\u2019ha!). Alcuni di quei ragazzi che al servizio militare si erano eroicamente sottratti, si recano in loco come insegnanti, come cooperanti, e ancora oggi risalta l\u2019importanza del Servizio Civile Internazionale nell\u2019opera di ricostruzione (in particolare del distretto di Sebdou) e di aiuto umanitario al popolo algerino, derubato, oppresso e umiliato dall\u2019occupazione francese. A oltre mezzo secolo di distanza \u00e8 lo stesso\u00a0Hermann a\u00a0ritrovare i volti di quei bambini algerini che dopo la guerra erano stati suoi allievi, ormai adulti: restano le speranze che la lotta anti-imperialista continua a suscitare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella ai danni dell\u2019Algeria \u00e8 stata una occupazione in cui non sono mancate le torture e crimini contro l\u2019umanit\u00e0 da chi oggi pretende di insegnare la democrazia al mondo intero: l\u2019ammissione dei protagonisti secondo cui le torture e gli atti di cieca violenza contro i partigiani o civili africani, venissero commessi dai soldati di leva francesi e non da chiss\u00e0 quali \u201cmercenari\u201d \u00e8 l\u2019ulteriore dimostrazione che un esercito \u201cdi popolo\u201d non \u00e8 necessariamente meno aggressivo o pi\u00f9 controllabile di un esercito di professionisti. Nulla di nuovo per chi ricorda lo scritto\u00a0dello spartachista tedesco\u00a0<strong>Karl Liebknecht<\/strong>: \u201cle reclute narcotizzate, confuse, lusingate, comprate, oppresse, imprigionate, trascinate e bastonate; cos\u00ec si mescola e si impasta, granellino per granellino, il cemento per la poderosa costruzione dell\u2019esercito; cos\u00ec si lega pietra a pietra per la costruzione del baluardo contro la sovversione. E a questo punto il singolo viene cos\u00ec indelicatamente piegato, tirato e storto in tutte le direzioni che anche la spina dorsale pi\u00f9 solida corre il pericolo di rompersi, e o si piega o si spezza&#8221;. Un monito ulteriore per chi, a sinistra, continua a credere nel mito della milizia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente, al Locarno Festival di quest\u2019anno, abbiamo trovato un documentario esplicito, di denuncia sociale, impegnato, e soprattutto senza troppe ambiguit\u00e0: senza cio\u00e8 quel politically correct che intorpidisce ormai troppo spesso il dibattito storico e intellettuale anche nella cinematografia. \u201cCHoisir \u00e0 vingt ans\u201d di Villi Herman ha il pregio di mostrare la bestialit\u00e0 dell\u2019imperialismo francese in Algeria da un punto di vista che raramente viene tenuto in considerazione: quello di chi coraggiosamente, a quell\u2019epoca, coi suoi 18\/20 anni, decise di sottrarsi alla leva militare e di non rendersi complice della macchina bellica del governo di Parigi. 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