{"id":6772,"date":"2017-08-07T22:43:13","date_gmt":"2017-08-07T22:43:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6772"},"modified":"2017-08-13T01:50:02","modified_gmt":"2017-08-13T01:50:02","slug":"il-venezuela-e-la-questione-della-difesa-del-potere-rivoluzionario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6772","title":{"rendered":"Il Venezuela e la questione della difesa del potere rivoluzionario"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il compagno <strong>Giorgio Langella<\/strong>, segretario regionale del Partito Comunista Italiano (PCI) del Veneto e membro della Direzione Nazionale, qualche giorno fa ha fatto circolare un intervento del senatore Corsini (esponente di &#8220;Articolo Uno-MDP&#8221;) sulla questione del Venezuela. Riportiamo, per brevit\u00e0, le parole con le quali Langella accompagna l\u2019invio dell\u2019intervento del senatore Corsini:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\"><i>Su segnalazione del compagno Beccegato ho letto l&#8217;intervento del senatore Corsini sul Venezuela. Una cosa indecente, che evidenzia una sudditanza servile oltre che culturale nei confronti dell&#8217;imperialismo statunitense. Qua si confonde &#8220;il popolo venezuelano&#8221; con la classe benestante, quelli che hanno perso i privilegi che avevano perch\u00e9 pi\u00f9 ricchi, pi\u00f9 simili a noi &#8220;civili occidentali&#8221;. E una posizione da colonialisti, intollerabile.\u00a0 Forse (anzi sicuramente) neppure i democristiani di destra ai tempi di Allende &#8230;Con gente come Corsini non possiamo avere nulla a che fare. Sono da un&#8217;altra parte. Penso che la questione Venezuelana, cos\u00ec come quella Ucraina, quella siriana, quella palestinese ecc. non possono essere messe da parte o considerate ininfluenti quando si parla di &#8220;alleanze&#8221; e si dice che bisogna considerare le questioni territoriali o italiane. Sono, a mio avviso, questioni dirimenti. Non si pu\u00f2 stare dalla parte dell&#8217;imperialismo in politica estera e fare i progressisti in Italia. Credono di rifarsi una verginit\u00e0 ponendosi dalla parte del vincitore. Non si pongono problemi, non analizzano le cose, dicono quello che pi\u00f9 conviene loro, vanno dove tira il vento. Oggi \u00e8 di moda, in questa &#8220;sinistra snob&#8221; attaccare chi sta tentando di trasformare il sistema, chi combatte lo strapotere della &#8220;democrazia imperiale&#8221;, chi non accetta il &#8220;pensiero unico&#8221;. Questa \u00e8 un&#8217;ambiguit\u00e0 non solo irritante ma estremamente pericolosa.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cos\u2019aveva affermato Corsini, in Aula, per suscitare l\u2019indignata \u2013 quanto giusta \u2013 reazione del compagno Langella?\u00a0 Ecco uno stralcio dell\u2019intervento del senatore \u201cbersaniano\u201d:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\"><i>Signor Presidente, \u00e8 per me del tutto naturale associarmi alle dichiarazioni del presidente Casini e dei colleghi che mi hanno preceduto, anche perch\u00e9 in Commissione esteri, tempo fa, abbiamo proposto una risoluzione che \u00e8 stata portata all&#8217;attenzione dell&#8217;Assemblea. In tale risoluzione denunciavamo il processo autoritario e totalitario che \u00e8 appunto in corso in Venezuela&#8230; Qual \u00e8 il dato veramente impressionante? \u00c8 il fatto che Maduro sta imponendo, non semplicemente un monopolio d&#8217;autorit\u00e0, che espropria il Parlamento delle sue legittime funzioni di rappresentante della volont\u00e0 popolare, ma che sta, come dire, imponendo un monopolio politico che estromette gli avversari e i contendenti dall&#8217;arena e dalla scena politica. Oltre al fatto che la storia di questi giorni \u00e8 costellata di incidenti, di uccisioni, di sparatorie, di interventi che umiliano la dignit\u00e0 umana e la dignit\u00e0 dei singoli soggetti\u201d. Dobbiamo anche denunciare un fatto.\u00a0\u00c8 in corso, e molti parlamentari ne sono stati vittime, una sorta di\u00a0mail bombing\u00a0da parte di nostri connazionali, i quali si ostinano caparbiamente a negare la realt\u00e0 dei fatti, cio\u00e8 quella di un Paese martoriato che \u00e8 sottoposto al processo di affermazione di una dittatura violenta e totalitaria.\u00a0\u00c8 per queste ragioni che noi oggi vogliamo riconfermare la nostra solidariet\u00e0 al popolo venezuelano e trarre appunto auspici perch\u00e9 il Paese possa vedere rapidamente il ripristino della regola democratica nella sua pienezza.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa di Corsini \u00e8 una posizione coerentemente e pienamente controrivoluzionaria, oggettivamente (e soggettivamente) filo imperialista, completamente e dogmaticamente succube dell\u2019ideologia conservatrice occidentale e capitalistica. Da questo punto di vista il compagno Langella, con il suo \u201cj\u2019accuse\u201d, ha svolto con ogni probabilit\u00e0 un compito che \u00e8 andato ben oltre la sua stessa denuncia della natura politica contingente di &#8220;Articolo Uno-MDP&#8221;, ponendo invece una questione politico-teorica di fondo che in troppi, anche a sinistra, vanno, a partire anche dalla \u201cquestione venezuela\u201d, eludendo: la liceit\u00e0 o meno della difesa della rivoluzione attraverso la forza. Questione che si era gi\u00e0 posta, ad esempio, con Gorbaciov, nella fase che precedette lo scioglimento dell\u2019URSS e il conseguente cambio negativo del quadro mondiale: poteva Gorbaciov far s\u00ec che l\u2019Armata Rossa salvasse l\u2019unit\u00e0 sovietica? Si, teoricamente avrebbe potuto, ma non l\u2019ha potuto fare in virt\u00f9 di una, propria, degenerazione ideologica, di tipo liberale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che la rivoluzione possa difendersi o meno con la forza dalla consueta \u2013 rispetto ai moti rivoluzionari \u2013 reazione violenta dell\u2019imperialismo (in America Latina quasi sempre USA) delle destre, del capitalismo e delle forze militari, \u00e8 forse la questione centrale, quella dirimente, che separa \u2013 nel giudizio, nello schierarsi \u2013 le forze rivoluzionarie da quelle controrivoluzionarie o della sinistra moderata, quelle \u201cinterne\u201d al sistema capitalistico. E\u2019 il problema dei problemi: quello del potere. Ed \u00e8 bene \u2013 una volta tanto \u2013 affrontare la \u201cquestione venezuelana\u201d dal punto di vista anche teorico, politico-teorico. E\u2019 bene \u2013 una volta tanto \u2013\u00a0<i>approfittare <\/i>del contingente per riaprire una riflessione profonda e di nuovo appropriarci della grandezza del nostro pensiero, del pensiero e della prassi della rivoluzione. Anche per sfuggire ai meschini, vischiosi\u00a0 ed intellettualmente mortificanti \u201cpensierini\u201d sul contingente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La posizione assunta dal senatore Corsini non \u00e8, purtroppo, appartenente solo ad &#8220;Articolo Uno-MPD&#8221;: oltrech\u00e9, naturalmente, la destra, in verit\u00e0 \u00e8 quasi tutta la sinistra italiana (persino una parte comunista di essa) che oggi sposa le posizioni del senatore \u201cbersaniano\u201d.\u00a0 Tanto per dire: persino \u201cil quotidiano comunista\u201d <i>il Manifesto <\/i>(tranne la compagna <strong>Geraldina Colotti<\/strong>) fa molta fatica a schierarsi completamente con Maduro, fa molta fatica (e forse non ci arriva mai) a definire legittimo l\u2019uso della forza per la difesa della rivoluzione chavista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questi tentennamenti, a queste posizioni di fatto utili e funzionali alla controrivoluzione d\u00e0 una risposta di altissimo valore politico e teorico <strong>Domenico Losurdo<\/strong>, nel suo ultimo libro sul \u201cMarxismo Occidentale\u201d,\u00a0 marxismo uccisosi \u2013 secondo l\u2019Autore \u2013 anche a partire dalla rinuncia alla presa del potere e alla sua difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019illegittimit\u00e0\u201d della difesa della rivoluzione anche con la forza \u00e8 una categoria pseudo filosofica che ha segnato e segna di s\u00e9 ogni involuzione moderata del pensiero comunista e della sinistra occidentale; un\u2019involuzione che \u00e8 speculare alla rinuncia della trasformazione rivoluzionaria e della presa del potere: questo \u00e8 il punto centrale della discussione che il compagno Langella ha aperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un caso, infatti, che il Partito Comunista Italiano, in quella sua lunga storia involutiva che l\u2019ha portato dall\u2019accettazione della NATO alla \u201cBolognina\u201d, passando attraverso la rottura col movimento comunista mondiale e l\u2019abbandono del leninismo, abbia scandito questo stesso, proprio, processo involutivo con vere e proprie ricusazioni dei punti storici alti delle rotture rivoluzionarie: il PCI che volgeva verso la \u201cBolognina\u201d inizi\u00f2 \u2013 ben prima di essa \u2013 a rompere teoricament<i>e<\/i> con il Terrore di Robespierre, poi con la Comune di Parigi, poi con la stessa Rivoluzione d\u2019Ottobre, per non parlare dell\u2019accusa dogmatica e pregiudiziale ad ogni difesa del socialismo con la forza, posizione che cresceva contemporaneamente \u2013 o che seguiva \u2013 alla scelta del passaggio al socialismo <i>solamente <\/i>attraverso la via parlamentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando <strong>Pietro Secchia<\/strong>, gi\u00e0 da tempo in disgrazia nel PCI, and\u00f2 in Cile nel gennaio del 1972 a sostenere il governo Allende e a Santiago, di fronte ad una piazza strapiena di popolo, chiese con forza, in un suo comizio, ai comunisti, ai socialisti cileni, allo stesso governo Allende e alle \u201cforze patriottiche e popolari\u201d di prepararsi\u00a0 a fronteggiare con le armi l\u2019inevitabile reazione degli USA, della destra cilena e di Pinochet alla rivoluzione, il PCI rispose con uno sdegnato silenzio alle parole di Secchia, che poi, per le sue stesse parole, fu avvelenato dalla CIA nell\u2019aereo che lo riportava in Italia, dove mor\u00ec pochi mesi dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019abbandono dell\u2019orizzonte rivoluzionario, la rinuncia alla difesa della rivoluzione con la forza ha sempre caratterizzato le forze gi\u00e0 rivoluzionarie che imboccavano una discesa moderata. E\u2019 stato cos\u00ec per la Socialdemocrazia tedesca della fine del 1800, quando essa, rompendo platealmente, teoricamente, con la Comune di Parigi, inizi\u00f2 a trasformarsi in quella Socialdemocrazia che avremmo conosciuto, nella sua essenza di soggetto politico del sistema capitalistico, dal \u2018900 ad oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche nel Partito della Rifondazione Comunista (PRC), nella lunga monarchia bertinottiana, l\u2019abbandono delle categorie marxiste e leniniste della rottura rivoluzionaria e dell\u2019antimperialismo conseguente (che non pu\u00f2 non sfociare negli atti rivoluzionari della rottura di sistema e della difesa con la forza del nuovo sistema socialista) sono stati i cavalli di Troia per l\u2019abbandono, da parte del PRC bertinottizzato, della cultura comunista, materialista. Chi non ricorda il Bertinotti che giudica e liquida, attraverso una sua indegna (sul piano storico e teorico) commemorazione, a Livorno, nei primi anni \u201990, dell\u2019Ottobre e del \u201csocialismo realizzato\u201d, la lotta dei bolscevichi contro la guardia bianca e zarista come \u201canticipazione della degenerazione dello stalinismo\u201d? Chi non ricorda il Bertinotti della \u201cResistenza angelicata\u201d, un\u2019accusa alla \u201cviolenza della Resistenza\u201d, che si innalzava \u2013\u00a0assieme a quelle della destra, di Gianpaolo Pansae dell\u2019intero revisionismo di sinistra \u2013 proprio nel momento in cui la lotta armata e antifascista dei partigiani iniziava ad essere largamente demonizzata? Chi non ricorda il Bertinotti che negava \u2013 in un rigurgito pieno di filo occidentalismo \u2013 il carattere di Resistenza alla lotta del popolo iracheno contro gli invasori nord americani? E chi non ricorda l\u2019ex segretario del PRC imperversare sui giornali, sulle televisioni, a favore della sua nuova idea della \u201cnon violenza\u201d, ideuzza piccolo borghese che \u2013 consapevole o no Bertinotti \u2013 apriva le cateratte dell\u2019abbandono della cultura comunista e rivoluzionaria per tutto il \u201cnuovo\u201d PRC?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito alla vera e propria devastazione politica e teorica prodotta dalla lunga involuzione del PCI e poi dal bertinottismo, siamo in minoranza, oggi, a riconoscere la liceit\u00e0 storica della difesa del potere rivoluzionario anche con la forza; siamo una minoranza, dunque, a riconoscere il valore rivoluzionario della lotta, della Resistenza di Maduro contro la violenza dell\u2019asse USA &#8211; destra capitalista venezuelana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la legittimit\u00e0, politica ed etica, della difesa con la forza della rivoluzione \u00e8 un cardine stesso di tutto il pensiero e della prassi della rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E qui, veniamo a Lenin, all\u2019esigenza assoluta di rimettere in circolo e far rientrare, almeno nel senso comune dei comunisti e delle comuniste e di chi milita \u201ca sinistra\u201d, le categorie centrali del pensiero rivoluzionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riappropriamoci del quanto mai attuale saggio di Lenin\u00a0 \u201cLa rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky\u201d.\u00a0Kautsky pubblica nell\u2019agosto del 1918, sulla rivista \u201cSozialistische Auslandspolitik\u201d, proprio durante la ripresa violenta della lotta controrivoluzionaria che puntava a sconfiggere l\u2019Ottobre, un saggio dal titolo esplicito, che gi\u00e0 in s\u00e9 preannunciava la svolta antirivoluzionaria di Kautski: &#8220;Demokratie oder Diktatur&#8221; (Democrazia o Dittatura). Kautski, in pieno revisionismo controrivoluzionario, anticipa di diversi decenni le posizioni di quei comunisti e dirigenti e intellettuali della sinistra occidentale che, a partire dalla condanna della difesa rivoluzionaria del potere rivoluzionario, rinunciano di fatto alla stesso progetto della trasformazione socialista. Kautsky \u00e8 esplicito sin da titolo del suo articolo: la \u201cDemocrazia\u201d \u00e8 in antitesi alla \u201cDittatura\u201d, un giudizio apodittico attraverso il quale si rompe con Marx, con l\u2019Ottobre, con Lenin per giungere alla divinizzazione della democrazia borghese come ultima spiaggia della democrazia della storia e alla conseguente demonizzazione del potere rivoluzionario, la Dittatura, che Kautsky intende non come il potere della grande classe lavoratrice e sfruttata sulla ristretta classe dei padroni e degli sfruttatori, ma in senso metafisico, come oppressione in s\u00e9, cos\u00ec come la borghesia ha giudicato essere, per ovvie ragioni, il potere proletario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi \u00e8 Maduro che difende il potere del popolo e gli USA, la destra venezuelana pagata da Washington, le destre di ogni parte del mondo e le sinistre pavide del mondo definiscono il potere rivoluzionario chavista \u201cla dittatura\u201d. E cos\u00ec, attraverso questa feroce mistificazione politico-semantica, i media dell\u2019intero mondo occidentale fanno passare Maduro come un dittatore, in modo che tutti dimentichino che il vero problema, per il capitalismo occidentale e per l\u2019imperialismo USA, \u00e8 quello legato al fatto che il petrolio, l\u2019oro, i diamanti, le terre, le ricchezza naturali venezuelane sono state da Chavez sottratte ai pochi padroni per riconsegnarle al popolo; far dimenticare che il vero problema per gli USA \u00e8 di tipo prettamente geopolitico, nella misura in cui il Venezuela si libera dal potere imperialista offrendosi come punto di riferimento per i popoli e gli Stati che in America Latina vogliono sottrarsi alla dittatura economia, politica e militare imperialista nel momento in cui il\u00a0 Venezuela chavista rafforza il blocco che, a partire dai BRICS , si erge nel mondo come diga antimperialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come risponde Lenin all\u2019attacco controrivoluzionario di Kautsky? Dobbiamo rileggerlo, riassumerlo, anche questo Lenin, poich\u00e8 solleva un punto centrale di tutto il pensiero rivoluzionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lenin risponde all\u2019articolo\/saggetto di Kautsky con un proprio saggio: \u201cLa rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky\u201d. Dopo aver letto nella Pravda qualche estratto del saggio di Kautsky, Lenin, infuriato, scrivendo a Berzin, Joffe e Vorovski afferma: <i>\u201cLe vergognose sciocchezze, il balbettio infantile e il vilissimo opportunismo di Kautsky inducono a domandarsi: perch\u00e9 non facciamo niente contro lo svilimento teorico del marxismo da parte di Kautsky?\u201d. <\/i>Ma Lenin non perder\u00e0 tempo e nel suo saggio di risposta ridicolizzer\u00e0 Kautsky. Almeno per tutti i compagni e le compagne: \u00e8 ora \u2013 ora \u2013 di rileggerlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto al potere rivoluzionario e la sua difesa, Lenin scriver\u00e0 sul \u201cRinnegato Kautsky\u201d: \u201cSi pu\u00f2 dire senza esagerazione che questo \u00e8 il problema centrale di tutta la lotta di classe. Ed \u00e8 quindi necessario esaminarlo attentamente\u201d. Lenin lo far\u00e0 e in relazione al distinguo che Kautsky introduce tra \u201cdemocrazia e dittatura\u201d, il capo dell\u2019Ottobre scriver\u00e0: \u201cSi tratta di una confusione teorica cos\u00ec mostruosa, di un\u2019abiura cos\u00ec completa del marxismo che, bisogna ammetterlo, Kautsky supera di gran lunga Bernstein\u201d.\u00a0 \u201cIl nostro ciarlone \u2013 continua Lenin \u2013 ha riempito quasi un terzo del suo opuscolo, 20 pagine su 63, con una chiacchierata assai gradevole per la borghesia, perch\u00e9 equivale al tentativo di abbellire la democrazia borghese e di velare la questione della rivoluzione proletaria\u201d. E ancora, scrive Lenin: \u201cDel marxismo si ammette tutto, tranne i mezzi rivoluzionari di lotta\u2026\u201d. E in un passaggio incredibilmente contemporaneo e attuale, che davvero sembra parlare del ruolo che il Venezuela chavista gi\u00e0 svolge e pu\u00f2 ancor pi\u00f9 svolgere nella lotta antimperialista mondiale (ed \u00e8 soprattutto per questo che gli USA scatenano le iene reazionarie venezuelane contro Maduro) cos\u00ec scrive Lenin, in relazione alla distinzione operata da Kautsky su \u201crivolgimento pacifico\u201d e &#8220;rivolgimento violento\u201d: \u201cSta qui il nodo della questione. Tutti sotterfugi, i sofismi, le falsificazioni truffaldine servono a Kautsky per <i>scansare<\/i> la rivoluzione violenta, per nascondere il fatto che egli la rinnega ed \u00e8 passato alla politica operaia liberale, cio\u00e8 dalla parte della borghesia. Lo \u201cstorico\u201d Kautsky travisa cos\u00ec spudoratamente la storia che finisce per \u201cdimenticare\u201d l\u2019essenziale, cio\u00e8 che il capitalismo premonopolistico \u2013 il quale aveva toccato l\u2019apogeo negli anni \u201970 \u2013 si distingueva, in virt\u00f9 dei suoi tratti economici, manifestatisi in modo particolarmente tipico in Inghilterra e in America, per un amore relativamente pi\u00f9 grande della pace e della libert\u00e0. Mentre l\u2019imperialismo, cio\u00e8 il capitalismo monopolistico giunto a definitiva maturit\u00e0 solamente nel secolo XX, si distingue, in virt\u00f9 dei suoi tratti economici essenziali, per un amore assai meno forte della pace, della libert\u00e0, per un maggiore e generalizzato sviluppo del militarismo. Non avvedersi di questo, quando si esamina fino a qual punto sia tipico o probabile un rivolgimento pacifico o violento, significa degradarsi al livello del pi\u00f9 volgare lacch\u00e8 della borghesia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 la questione dell\u2019imperialismo, della sua ferocia economica e militare che non prevede la possibilit\u00e0 che popoli e Stati ad esso gi\u00e0 sottomessi possano liberarsi (come, appunto, il Venezuela di oggi) quella che pone Lenin e che certo non pu\u00f2 essere pi\u00f9 presente nel pensiero addomesticato del senatore Corsini. E di troppi altri, anche a sinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Chavez inizi\u00f2 a vincere, sul quotidiano ampiamente bertinottizzato \u201cLiberazione\u201d non andava gi\u00f9 il fatto che quel leader rivoluzionario era un militare: un altro di quei tanti \u201cpregiudizi\u201d del marxismo occidentale esausto che portano, infine, alla rinuncia della lotta rivoluzionaria. Oggi, in troppi, anche a sinistra, persino tra i comunisti \u00a0(ma non nel nostro PCI) si insinua un tarlo devastante e borghese: Maduro non dovrebbe difendere la rivoluzione chavista con la forza. Dovrebbe consegnare il Venezuela a Trump e alla destra venezuelana, invece? Lenin consigliava e continua a dirci di no, per non essere dei rinnegati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il compagno Giorgio Langella, segretario regionale del Partito Comunista Italiano (PCI) del Veneto e membro della Direzione Nazionale, qualche giorno fa ha fatto circolare un intervento del senatore Corsini (esponente di &#8220;Articolo Uno-MDP&#8221;) sulla questione del Venezuela. Riportiamo, per brevit\u00e0, le parole con le quali Langella accompagna l\u2019invio dell\u2019intervento del senatore Corsini: Su segnalazione del compagno Beccegato ho letto l&#8217;intervento del senatore Corsini sul Venezuela. Una cosa indecente, che evidenzia una sudditanza servile oltre che culturale nei confronti dell&#8217;imperialismo statunitense. Qua si confonde &#8220;il popolo venezuelano&#8221; con la classe benestante, quelli che hanno perso i privilegi che avevano perch\u00e9 pi\u00f9<\/p>\n","protected":false},"author":31364,"featured_media":6773,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[19,28,4,13],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-6772","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-america-latina","category-editoriali","category-esteri","category-opinione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6772","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/31364"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6772"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6772\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6775,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6772\/revisions\/6775"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6773"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6772"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6772"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6772"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=6772"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}