{"id":6768,"date":"2017-08-07T16:30:49","date_gmt":"2017-08-07T16:30:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6768"},"modified":"2017-08-07T16:30:49","modified_gmt":"2017-08-07T16:30:49","slug":"le-donne-non-devono-votare-e-lordine-divino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6768","title":{"rendered":"Le donne non devono votare: \u00e8 l\u2019ordine divino!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><i>Presentato nella sezione Panorama Suisse, il film della regista Petra Volpe \u2013 gi\u00e0 vincitore del Prix de Soleure alle Giornate di Soletta e in corsa per gli Oscar 2018 come rappresentante della Svizzera \u2013 racconta con accuratezza, ironia e profondit\u00e0 una storia importante per il nostro Paese.<\/i><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il film si apre con le immagini della rivoluzione sessantottina in varie parti del mondo che raccontano la mobilitazione delle donne per la libert\u00e0 sessuale e la parit\u00e0 di genere. Ma nel piccolo villaggio della svizzera tedesca dove vive Nora, interpretata da una bravissima Marie Leuenberger, una giovane casalinga sposata con due figli, la rivoluzione di quegli anni non sembra essere arrivata. In seguito a una discussione con il marito circa la possibilit\u00e0 di riprendere a lavorare per un\u2019agenzia di viaggi, cosa che le viene negata dal consorte, Nora entra in contatto con il mondo militante delle attiviste per il diritto di voto e di eleggibilit\u00e0 delle donne previsto per il 7 febbraio 1971. Conoscer\u00e0 altre donne \u2013 in particolare una barista e ristoratrice italiana, che spinger\u00e0 le donne del villaggio allo sciopero (poi represso) grazie anche alla tradizione culturale, e una anziana militante che aveva vissuto il fallimento del 1959, che la accompagneranno in un viaggio alla scoperta dei diritti delle donne e di s\u00e9 stessa, travalicando anche le barriere moralistiche che opprimevano la sessualit\u00e0 e il piacere femminile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/961698.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6770\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/961698-300x165.jpg\" alt=\"961698\" width=\"300\" height=\"165\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/961698-300x165.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/961698-480x264.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/961698.jpg 702w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La storia raccontata da Petra Volpe \u00e8 assolutamente necessaria per una nazione che ha visto il suffragio universale femminile, a causa delle resistenze di Appenzello Interno, introdotto a tutti i livelli solo grazie all\u2019intervento del Tribunale federale nel 1990 e diventato effettivo il 28 aprile 1991. Il voto del 1971 arriva ben 53 anni dopo la Germania, 52 dopo l\u2019Austria, 27 dopo la Francia e 26 dopo l\u2019Italia. Lungo lo sviluppo del film, lo spettatore pu\u00f2 seguire la protagonista nella progressiva presa di coscienza della condizione femminile attraverso le tematiche riguardanti i diritti civili, sociali e politici. Non va scordato che le discriminazioni lavorative erano (e sono) importanti \u2013 ancora oggi le donne guadagnano mediamente circa il 20% in meno dei loro colleghi uomini (!) \u2013 e impedivano lo sviluppo della parit\u00e0 di genere attraverso lo status lavorativo e il reddito. La parit\u00e0 di genere attraverso il lavoro, sebbene siano state sfondate alcune barriere, \u00e8 oggi sotto attacco anche a causa della riduzione delle prestazioni del Welfate State, che veicola modelli di vita e relazioni familiari attraverso le sue politiche. Non solo parit\u00e0 di genere per\u00f2: nell\u2019epoca del precariato vanno rivendicate buone condizioni di lavoro da parte di tutti, tenendo insieme gli interessi generali e particolari come collettivit\u00e0 di lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lungometraggio della Volpe ci insegna anche un&#8217;altra cosa. Se \u00e8 vero che &#8220;il privato \u00e8 politico&#8221;, \u00e8 anche vero che \u201cil politico non \u00e8 il privato\u201d. Solo attraverso la lotta e le rivendicazioni di carattere collettivo le donne sono riuscite ad ottenere il diritto di voto (per quanto riguarda la Svizzera, pensiamo anche alla legge sul divorzio e a quella sull&#8217;interruzione volontaria di gravidanza nell\u2019Italia degli anni Settanta). Oggi il senso di quella frase, che sottolineava come l&#8217;egemonia culturale si estendesse ben oltre i caratteri della vita pubblica coinvolgendo le relazioni familiari e personali &#8211; mai staccate dal mondo in cui sono inserite \u2013\u00a0\u00e8 stato stravolto. \u00c8 il privato ad avere preso il centro del discorso pubblico: il sociologo americano Sennett scriveva gi\u00e0 nel 1977 de \u00abIl declino dell\u2019uomo pubblico\u00bb. Oggi i politici e la politica sono giudicati e si espongono quasi solo attraverso la propria vita personale (mediata dai social network), mentre il carattere eminentemente politico delle loro scelte e decisioni viene spesso messo in secondo piano. Il film ci insegna invece che a contare \u00e8 (anche) l\u2019assunzione pubblica delle proprie scelte, decisioni e convinzioni, anche se in minoranza rispetto all\u2019opinione dominante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentato nella sezione Panorama Suisse, il film della regista Petra Volpe \u2013 gi\u00e0 vincitore del Prix de Soleure alle Giornate di Soletta e in corsa per gli Oscar 2018 come rappresentante della Svizzera \u2013 racconta con accuratezza, ironia e profondit\u00e0 una storia importante per il nostro Paese. Il film si apre con le immagini della rivoluzione sessantottina in varie parti del mondo che raccontano la mobilitazione delle donne per la libert\u00e0 sessuale e la parit\u00e0 di genere. 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