{"id":6745,"date":"2017-08-02T18:25:30","date_gmt":"2017-08-02T18:25:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6745"},"modified":"2017-08-07T22:43:45","modified_gmt":"2017-08-07T22:43:45","slug":"6745","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6745","title":{"rendered":"Il problema del Venezuela non \u00e8 la scarsit\u00e0, ma l\u2019eccesso di democrazia!"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">In Venezuela non c\u2019\u00e8 il Partito unico. Vi sono oltre cento tra partiti e partitini che si organizzano liberamente. In Venezuela c\u2019\u00e8 piena libert\u00e0 di stampa e di opinione: solo il 5% delle emittenti radio e tv appartiene allo Stato, un 25% sono radio e tv comunitarie locali e ben il 70% \u00e8 in mani private. In Venezuela vige la divisione dei poteri; non ve ne sono solo tre (esecutivo, parlamentare e giudiziario), ma 5, con il CNE, che \u00e8 il Consiglio nazionale elettorale, completamente autonomo dagli altri, e il Potere cittadino, quello che garantisce una partecipazione e un controllo diretto dei cittadini sugli atti e i comportamenti dell\u2019apparato pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><strong>Pepe Muijica<\/strong>, ex presidente uruguayano, ha sostenuto che il problema del Venezuela non \u00e8 la scarsit\u00e0, ma piuttosto l\u2019eccesso di democrazia.\u00a0E si potrebbe aggiungere, anche una scarsa propensione al rigoroso rispetto delle regole, sia quelle che imporrebbero una convinta repressione della violenza, sia quelle che imporrebbero un contrasto convinto della corruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">Senza voler ripercorrere la storia del Paese fin dalla conquista della sua indipendenza a opera del <em>Libertador<\/em> <strong>Simon Bolivar<\/strong>, basti qui ricordare che esso \u00e8 stato da sempre oggetto di particolare attenzione da parte delle grandi potenze europee e degli Usa: ancora oggi il 95% degli ingressi valutari \u00e8 costituito dalle esportazioni di petrolio; che pu\u00f2 continuare a produrre al ritmo attuale (circa 2,5 milioni di barili di petrolio al giorno) per i prossimo 300 anni. Secondo gli Usa, le riserve di oro nero venezuelano ammontano al 28% delle riserve globali, oltre un quarto di tutto il petrolio del pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">Come mai dunque l\u2019esperienza politica bolivariana inaugurata da <strong>Hugo Chavez<\/strong> \u00abcostituisce una minaccia insolita e straordinaria\u00bb per gli Usa, come affermato da <strong>Barack Obama<\/strong>?\u00a0Semplicemente perch\u00e9 siamo di fronte a un Paese di cultura occidentale, cattolica, che sta tentando di emanciparsi, con risultati contraddittori e alterni, dall\u2019estrattivismo tipico delle ex colonie e di gran parte del continente latino americano. La fase di ridistribuzione e socializzazione delle risorse del petrolio e delle altre consistenti risorse minerarie ha dato vita ad uno sviluppo della coesione sociale del paese che non ha confronti nel mondo: \u00e8 stato eliminato l\u2019analfabetismo; \u00e8 stato introdotto un sistema sanitario pubblico, gratuito e diffuso sul territorio; \u00e8 stata decuplicata la frequenza scolare, universitaria e post-universitaria, anch\u2019essa gratuita; sono stati costruiti milioni di alloggi di edilizia popolare; sono state realizzate imponenti opere infrastrutturali; 6 milioni di immigrati dalla Colombia sono stati integrati a tutti gli effetti e con gli stessi diritti degli autoctoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">Se si compara l\u2019indice di concentrazione della ricchezza (indice di Gini) con gli altri paesi latino americani, il Venezuela ha raggiunto la prima posizione nel continente per la sua equa distribuzione. Dal punto di vista del debito pubblico, il Venezuela potrebbe essere ammesso nel ristrettissimo club dei paesi europei che non abbisognano di alcuna manovra da Fiscal compact, poich\u00e9 esso \u00e8 meno del 60% del Pil.\u00a0Queste conquiste hanno consentito a Chavez e al Partito socialista unificato, di vincere 16 consultazioni elettorali delle 18 che si sono svolte in Venezuela negli ultimi 18 anni. Sempre verificate da organismi internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">Ovviamente, quando la ricchezza viene diffusa e socializzata, qualche problema lo si incontra. Anche problemi seri. Essi sono all\u2019origine del colpo di stato del 2002 a seguito della nazionalizzazione della Pdvsa, la grande impresa petrolifera che fino ad allora costituiva un potere a se stante e centrale, monopolizzato dalle poche famiglie dell\u2019oligarchia locale che avevano fatto il bello e cattivo tempo per circa un secolo. Sono all\u2019origine delle guarimbas del 2014 subito dopo la morte di Hugo Chavez e di quelle iniziate dell\u2019aprile di quest\u2019anno che hanno portato alla morte di oltre 100 persone, la gran parte delle quali non \u00e8 morta a seguito della dura repressione della polizia, ma delle azioni violente dei settori di estrema destra dell\u2019opposizione che ha contemplato, tra l\u2019altro, la morte di 23 persone, chaviste o in odore di esserlo, che sono state bruciate vive a Caracas e in altre citt\u00e0 del Paese. Oltre 40 persone sono rimaste uccise per essersi trovata loro malgrado in mezzo agli scontri, colpite da oggetti contundenti o esplosioni e una decina sono state assassinate da sicari a colpi di arma da fuoco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">La sconfitta alle elezioni parlamentarie del dicembre 2015 che ha visto prevalere i partiti di opposizione grazie ad una consistente astensione degli elettori chavisti, corrisponde all\u2019acuirsi della crisi internazionale con la drastica diminuzione dei prezzi del petrolio che ha reso pi\u00f9 difficile la continuazione delle imponenti politiche sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">Il programma di emancipazione economica che avrebbe dovuto rendere via via il paese meno dipendente dalle importazioni non ha raggiunto i livelli sperati. Su questo, che costituisce la vera sfida del bolivarismo, vi sono stati errori di vario genere: la corruzione non \u00e8 stata debellata, le competenze in ambito di pianificazione e programmazione economica non sono state all\u2019altezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">Non \u00e8 affatto semplice, come ha sostenuto l\u2019ex presidente ecuadoregno <strong>Rafael Correa<\/strong>, trasformare un Paese che per oltre un secolo \u00e8 stato essenzialmente un enorme campo petrolifero, in un paese in grado di produrre e competere nel settore agricolo o industriale. Non \u00e8 semplice anche perch\u00e9 la borghesia locale, alla quale corrisponderebbe storicamente questo compito, \u00e8 in buona parte una borghesia importadora e commerciante, particolarmente attiva, all\u2019interno, solo nel settore dell\u2019edilizia. Gli enormi introiti del petrolio sono una manna e al tempo stesso una dannazione per lo sviluppo di una industria locale efficiente. E infine, tutti i Paesi a economia estrattiva sviluppano chi pi\u00f9, chi meno, una \u00e9lite prevalentemente parassitaria e scarsamente interessata alle sorti del paese: nel caso del Venezuela, la loro dimensione culturale e di investimento si situa sull\u2019asse Caracas\/Miami. Nella capitale della Florida, i maggiori investitori stranieri negli ultimi anni sono venezuelani\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">Per comprendere meglio la specificit\u00e0 venezuelana, valgano ancora le parole di Correa, secondo il quale l\u2019oligarchia del suo Paese, quella ecuadoregna, assomiglia, se comparata a quella venezuelana, a un gruppo di carmelitani scalzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">E in effetti le dinamiche di accaparramento di merci di largo consumo e di medicinali realizzato per finalit\u00e0 politiche in questi ultimi mesi dalle cupole famigliari che si ritrovano aggregate nel grande konzerne Polar, con lo sviluppo del mercato nero e di una forte inflazione indotta, danno un\u2019idea chiara della natura profonda di una oligarchia nostalgica profondamente disinteressata alle sorti della nazione e della maggioranza della sua popolazione.\u00a0La classe media costituita anche dai discendenti di emigrati europei arrivati in Venezuela nel dopoguerra si \u00e8 lasciata trascinare in buona parte in questa narrazione del fallimento del socialismo bolivariano\u00a0e della necessit\u00e0 del ritorno ai tempi dei facili guadagni, quando le tasse (e le politiche sociali) erano inesistenti e un muratore poteva trasformarsi rapidamente in grande imprenditore di successo grazie alla manodopera debordante affluente dai ranchos che circondavano Caracas e le altre grandi citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">Ora, la \u201cminaccia insolita e straordinaria\u201d di un Paese che tenta per via democratica di diventare un Paese moderno e, si potrebbe anche dire, normale, emancipandosi dallo stato post-coloniale \u00e8 arrivata al momento decisivo.\u00a0L\u2019opposizione non ha alcun interesse a misurarsi con le scadenze elettorali previste (entro il prossimo anno dovrebbero svolgersi le elezioni presidenziali), perch\u00e9 non ha alcun interesse ad ereditare, magari vincendo, l\u2019architettura del paese che si \u00e8 configurata in questi due decenni. Non ha interesse ad ereditare gli impegni internazionali (con Cina, Russia e gli altri paesi latino americani) sui contratti petroliferi. Ha solo interesse a far saltare il banco, in modo da poter rimettere tutto in discussione. Ma i rapporti di forza interni non sembrano tali da consentirle facilmente questa operazione. Seppure si sono manifestati defezioni e distinguo dentro la compagine chavista, l\u2019esercito continua ad essere leale al governo e il sostegno popolare molto consistente, perch\u00e9 ha compreso che in discussione non c\u2019\u00e8 tanto Maduro, ma la condizione delle decine di milioni di persone che in questi anni sono uscite dalla povert\u00e0 e dalla miseria endemica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">Quindi l\u2019isolamento internazionale del Venezuela, dipinto grottescamente come novello stato canaglia dal 90% dei grandi media globali, costituisce la condizione\u00a0<em>sine qua non<\/em>\u00a0per raggiungere l\u2019obiettivo. La copertura mediatica realizzata da Miami o da New York, come da Madrid o da Roma, con le veline della Cnn e della Fox rilanciate senza ritegno, sono parte costitutiva del progetto di ribaltamento dell\u2019ordine costituzionale, non un mero supporto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">Gli effetti sono evidenti nel disorientamento di buona parte dell\u2019opinione pubblica di sinistra in molti paesi, compreso il nostro: <strong>Nicolas Maduro<\/strong> \u00e8 un dittatore e il bolivarismo una sorta di socialismo reale che, per\u00f2, si \u00e8 stranamente realizzato in una cornice istituzionale tipica dello stato di diritto liberal-democratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">Quindi, l\u2019esperimento venezuelano costituisce uno dei momenti decisivi di questi anni per testare la capacit\u00e0 del pensiero unico di modificare e manipolare drasticamente la stessa logica dell\u2019analisi e del giudizio politico delle opinioni pubbliche e potrebbe diventare un modello di ingerenza in uno Stato sovrano non del Medio Oriente o del mondo islamico, non di residui o ex Paesi socialisti e neanche di arretrati Paesi africani, ma di un Paese occidentale e per giunta profondamente cattolico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">L\u2019esito del voto del 30 luglio per l\u2019insediamento dell\u2019Assemblea Costituente che avviene a due settimane dal voto, illegale, ma consentito, del cosiddetto Plebiscito organizzato autonomamente dall\u2019opposizione, ci riguarda, dunque molto da vicino,\u00a0non solo per il destino del Venezuela e dell\u2019intero continente latino americano, ma anche per il destino di esperienze politiche e sociali alternative al neoliberismo dovunque.<\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Fonte:<\/strong><\/span><strong> <a href=\"http:\/\/contropiano.org\/documenti\/2017\/07\/28\/problema-del-venezuela-non-la-scarsita-leccesso-democrazia-094317\">Contropiano.org<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Venezuela non c\u2019\u00e8 il Partito unico. 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In Venezuela vige la divisione dei poteri; non ve ne sono solo tre (esecutivo, parlamentare e giudiziario), ma 5, con il CNE, che \u00e8 il Consiglio nazionale elettorale, completamente autonomo dagli altri, e il Potere cittadino, quello che garantisce una partecipazione e un controllo<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":6746,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[19,4],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-6745","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-america-latina","category-esteri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6745","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6745"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6745\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6748,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6745\/revisions\/6748"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6746"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6745"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6745"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6745"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=6745"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}