{"id":6740,"date":"2017-08-01T17:34:56","date_gmt":"2017-08-01T17:34:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6740"},"modified":"2017-08-05T20:49:00","modified_gmt":"2017-08-05T20:49:00","slug":"liberta-uguaglianza-e-contenuto-universale-della-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6740","title":{"rendered":"Libert\u00e0, uguaglianza e contenuto universale della democrazia"},"content":{"rendered":"<div class=\"content\">\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dibattito politico della sinistra di classe, essenzialmente nell\u2019ambito dell\u2019eurocomunismo, per molto tempo, si \u00e8 discusso dell\u2019esigenza di affermare il \u201cvalore universale della democrazia\u201d, dunque di conciliare questo principio con i valori di uguaglianza e giustizia sostanziale propri del socialismo. E\u2019 un discorso ineccepibile, che nasce dalle contraddizioni della nostra storia novecentesca ma che, purtroppo, a guardare la realt\u00e0 concreta, rischia di apparire maledettamente astratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella retorica democratica del mondo occidentale un punto su cui sempre si insiste \u00e8 il primato della volont\u00e0 popolare espressa nel voto, dunque il rispetto dei governi legittimamente eletti. Andando per\u00f2 a vedere bene cosa significa storicamente tutto ci\u00f2 bisognerebbe aggiungere: \u201csempre che questa volont\u00e0 e i governi da essa espressi stiano nel campo dei nostri valori\u201d (primato delle leggi di mercato e tutela dell\u2019ordine sociale nei termini classici di questo modo di produzione). La strategia della tensione da noi, il Cile di <strong>Allende<\/strong>, ma anche pi\u00f9 recentemente la Bolivia, il Brasile e soprattutto il Venezuela ci dimostrano come il risultato del voto interessi ben poco i grandi santoni del mondo politico e intellettuale liberale, sovente, pronti a utilizzare qualsiasi mezzo, compresa la scorciatoia autoritaria dei colpi di Stato, per tutelare i propri interessi minacciati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tutte queste ragioni, \u00e8 lecito credere\u00a0nel valore assoluto della democrazia, ma solo in un contesto nel quale una o pi\u00f9 classi non si trovino in una condizione di abissale vantaggio in termini di risorse economico-materiali di cui disporre nella competizione politica, sia per costruire il proprio universo ideale e rappresentativo, sia per, molto pi\u00f9 prosaicamente, corrompere il mondo intellettuale e comprare chi \u00e8 costretto dal bisogno. Insomma, possiamo fare affidamento sul\u00a0valore universale della democrazia solo in un contesto nel quale il privilegio e la differenza economico sociale non siano di ostacolo all\u2019effettivo esercizio dell\u2019uguaglianza formale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Berlinguer<\/strong> ha il merito di aver posto nel movimento comunista con forza e profondit\u00e0 il tema del rapporto tra uguaglianza e libert\u00e0, dunque tra socialismo e democrazia, cogliendo una contraddizione reale del \u201csocialismo storico\u201d. Occorrono per\u00f2 due precisazioni: 1) Berlinguer sollev\u00f2 il problema del valore universale non solo per polemizzare con la sottovalutazione sovietica \u00a0di questo tema, ma anche per richiamare il quadro dell\u2019arco costituzionale ai valori dell\u2019antifascismo in una fase marcata dalla strategia della tensione e dai molteplici rischi di Golpe autoritari; 2) egli, riallacciandosi alla tradizione togliattiana, faceva riferimento alla democrazia come processo, inteso come progressivo allargamento degli spazi di democrazia politica, sociale ed economica, non semplicemente ad un quadro statico di democrazia rappresentativa borghese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiarita questa premessa, con altrettanta forza \u00e8 il caso, credo, di occuparci delle contraddizioni che, fino ad oggi, hanno impedito (in qualsiasi latitudine del pianeta) una qualsivoglia transizione pacifica e\u00a0democratica non solo al socialismo o comunque a diversi rapporti sociali di produzione, ma a forme pi\u00f9 avanzate di democrazia sociale. Senza andare al Cile di Allende, pensiamo solo al significato programmatico della nostra Costituzione e a tutti gli strumenti \u2013 leciti e illeciti \u2013 utilizzati per disattenderlo. Con questo non sto mettendo in discussione il valore del processo di democratizzazione, in s\u00e9 indispensabile al socialismo, semplicemente richiamo l\u2019attenzione su un problema storico concreto. Negli anni Settanta si scriveva \u201ci tempi sono maturi per discutere serenamente delle contraddizioni che hanno limitato e minato le esperienze reali di socialismo\u201d. Oggi, in un contesto dominato dal progressivo svuotamento di ogni contenuto sociale della democrazia, penso siano i maturi anche i tempi per discutere serenamente dei limiti e delle contraddizioni che hanno limitato e minato le esperienze storiche di socialdemocrazia, impedendo una completa emancipazione dell\u2019uomo e del lavoro dal dominio del capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Libert\u00e0 e uguaglianza non sono ossimori e non debbono essere contrapposti, anzi, i due termini si integrano e completano a vicenda. Il problema \u00e8 la traduzione concreta,\u00a0in termini positivi, della loro dialettica storica, tenendo sempre bene in mente che tra gli strumenti di governo pi\u00f9 sofisticati ed efficaci a disposizione della borghesia\u00a0resta comunque \u201cla falsa coscienza\u201d, ossia, la rappresentazione mistificata della realt\u00e0, attraverso la quale i suoi interessi particolari finiscono per assumere una (apparente) natura generale. Analizzando\u00a0i paradigmi di storia etico-politica presenti nella <em>Storia dell\u2019Europa nel secolo XIX <\/em>di Benedetto Croce, <strong>Gramsci<\/strong> localizz\u00f2\u00a0un uso politico delle categorie come \u00abstrumento di governo\u00bb assai significativo. Il limite maggiore della rappresentazione compiuta da Croce dell\u2019et\u00e0 liberale, risiederebbe nel mantenere due livelli nettamente distinti (uno per gli intellettuali, uno per le grandi masse popolari) di ci\u00f2 che si intende per religione, filosofia, libert\u00e0. \u00abLa libert\u00e0 come identit\u00e0 di storia e di spirito e la libert\u00e0 come religione superstizione, come ideologia circostanziata, come strumento pratico di governo\u00bb. La presupposta eticit\u00e0 dello Stato liberale si scontra cio\u00e8 con la sua poca propensione espansiva-inclusiva.\u00a0Non abbiamo necessita di richiamare concetti e categorie relativi agli apparati privati dell\u2019egemonia nella societ\u00e0 civile per spiegare cosa intendiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, oggi, in America Latina \u00e8 sempre pi\u00f9 manifesta e virulenta una offensiva delle classi privilegiate per ristabilire da ogni punto di vista (sociale, culturale, istituzionale e delle relazioni internazionali), i vecchi equilibri conservatori. Come nelle fasi che precedettero i Golpe degli anni Sessanta\/Settanta, classi medie spaventate, ideologi e agitatori dei ceti dominanti scendono in piazza inneggiando alla \u201clibert\u00e0 e alla democrazia\u201d, tuttavia, non riescono minimamente a mascher<span class=\"text_exposed_show\">are il profondo odio di classe verso il basso, il contenuto reazionario, autoritario e spesso fascistoide delle loro mobilitazioni sovversive. Tutto sembra pericolosamente procedere su un piano inclinato, eppure alcuni dicono \u201cle societ\u00e0 di oggi sono diverse, quel che accadde non pu\u00f2 ripetersi\u201d. E\u2019 bene ricordarlo, anche le realt\u00e0 di Brasile, Cile e Argentina (alla vigilia delle loro rispettive svolte autoritarie) si consideravano oramai \u201cdemocrazie mature\u201d, in pochi ritenevano realmente possibile potesse capitare quanto poi accadde. <strong>Ludwig von Hayek<\/strong>, icona teorica del liberismo senza filtri, ebbe quantomeno un merito, fece cadere d\u2019un colpo l\u2019ipocrisia del pensiero liberal-democratico chiarendo un concetto poi ampiamente sperimentato in questo continente, a partire dal Cile di <strong>Pinochet<\/strong>: la libert\u00e0 economica pu\u00f2 svilupparsi anche in un quadro di assenza delle libert\u00e0 politiche e sociali. Anzi, in un contesto autoritario e antidemocratico la riaffermazione integrale delle leggi di mercato \u00e8 ancora pi\u00f9 efficace e rapida. Quanto sta accadendo serva di lezione, soprattutto a sinistra, a quanti continuano a ritenere la lotta di classe roba museo dei fenomeni sociali e per questo continuano a ricercare spasmodicamente altre contraddizioni (ambientali, di genere, ecc. ecc.) che possano sostituire quella fondamentale tra capitale e lavoro, come se le prime non fossero parte organica di quest\u2019ultima.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Fonte<\/span>:<\/strong><\/em> <em><a href=\"http:\/\/www.giannifresu.it\/2016\/05\/liberta-uguaglianza-e-contenuto-universale-della-democrazia-2\/\">www.giannifresu.it <\/a><\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel dibattito politico della sinistra di classe, essenzialmente nell\u2019ambito dell\u2019eurocomunismo, per molto tempo, si \u00e8 discusso dell\u2019esigenza di affermare il \u201cvalore universale della democrazia\u201d, dunque di conciliare questo principio con i valori di uguaglianza e giustizia sostanziale propri del socialismo. 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