{"id":6686,"date":"2017-07-04T21:27:42","date_gmt":"2017-07-04T21:27:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6686"},"modified":"2017-07-11T00:20:27","modified_gmt":"2017-07-11T00:20:27","slug":"reykjavik-lislanda-e-la-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6686","title":{"rendered":"Reykjavik, l\u2019Islanda e la NATO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Islanda non \u00e8 Reykjavik, ma Reykjavik \u00e8 l\u2019Islanda. Certo, occorre spiegarsi. Quest\u2019isola fredda, triste, grigia e brulla, stretta tra vulcani, geyser, ghiacciai, lande sabbiose che rappresentano quasi la met\u00e0 della sua superficie, mentre un quarto \u00e8 formato da campi di lava rinsecchiti e ricoperti da radi muschi e licheni, ha pochi pascoli e molte acque calde, che riscaldano le serre da cui proviene la frutta e la verdura che ha migliorato un\u2019alimentazione in cui il latte e la crema hanno addolcito per secoli squali, balene e altri pesci variamente conservati. Spazzata dal vento e infastidita, anche d\u2019estate, dalla pioggia, l\u2019isola lambisce a settentrione il Circolo Polare Artico ed \u00e8 di fatto spopolata, vi vivono infatti solo centomila persone. Poi c\u2019\u00e8 la capitale, dove ne vivono duecentomila, a giugno alcuni fiori gialli e blu e molti prati colorano di verde la citt\u00e0, mentre la neve si restringe solo sulle vette delle montagne che la circondano. Cos\u00ec che si ha un\u2019isola senza abitanti e una piccola porzione di terra, la citt\u00e0, in cui si raccolgono i due terzi dei cittadini di tutto il paese. Proprio per questo l\u2019Islanda non \u00e8 Reykjavik, ma Reykjavik \u00e8 l\u2019Islanda. Potremmo dire che un piccolo lembo di terra raccoglie i cittadini di una nazione che altrimenti non ne avrebbe. Miti e favole da queste parti si moltiplicano, si affastellano e si contraddicono. Non a caso Verne faceva partire da una spelonca isolana il suo viaggio per sprofondarsi nel centro della terra. Qui \u00e8 quasi sempre buio, d\u2019estate perch\u00e9 il sole, anche se resta in cielo ventiquattr\u2019ore, si perde dietro le nuvole, d\u2019inverno per la notte, che per sei mesi abbraccia tutto, rischiarata a volte dalle valchirie che lasciano i loro celesti segni, le aurore boreali, cos\u00ec almeno raccontano i miti di queste parti. La fame per secoli ha attanagliato gli abitanti, perch\u00e9 a queste latitudini neppure il mare \u00e8 generoso e non sempre si possono calare le barche per la pesca, data l\u2019eccessiva violenza delle onde, cos\u00ec che il rubarsi il poco cibo \u00e8 stata pratica secolare, a cui si \u00e8 cercato di dare nei racconti popolari l\u2019aura al contempo tragica e allegra dei folletti che rubano tutto, anche dai piatti. Terra disabitata fino alla fine del IX secolo, sono i vichinghi a insediarvisi e a farne un avamposto verso Abya Yala, quelle terre che il monaco Waldsemuller nel 1507 chiamer\u00e0 Amerika, con la \u201ck\u201d essendo tedesco. Cinque secoli prima infatti Leif Erikson, figlio di Eric il Rosso, dopo che il padre lo ha portato in Groenlandia, decide di spingersi pi\u00f9 in l\u00e0, giungendo nell\u2019attuale Canada. Sar\u00e0 quello di Leif Erikson un viaggio di conoscenza e di amicizia. Tre secoli dopo, poco dopo la morte di Dante a Ravenna, i fratelli e commercianti veneziani Zeno arriveranno negli stessi luoghi e vi troveranno un insediamento vichingo. Pi\u00f9 tardi conquiste, morte e depredazioni saranno praticate dal resto degli europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il liberismo sfrenato qualche anno fa ha portato al collasso il paese, i debiti li stanno ancora pagando, ma dopo la sbornia liberista hanno preferito ripiegare su un pi\u00f9 confortevole modello socialdemocratico, una nuova stagione di fame e miseria sarebbe stata intollerabile, meglio relegarla al passato e alle colpe dei folletti. Tuttavia, per quanto possa suscitare simpatia nella strampalata sinistra europea, che apprezza qualsiasi esperimento purch\u00e9 sia poco o per niente marxista, la realt\u00e0 islandese \u00e8 meno affascinante di quello che si potrebbe sospettare. Qui dalla seconda guerra mondiale si sono insediati gli statunitensi e le loro basi poi sono diventate quelle della NATO. I nordamericani col tempo hanno anche imposto brutalmente i loro mediocri modelli culturali e portato alcune fabbriche, come quelle di alluminio, che nonostante la retorica dei locali partiti di destra, hanno offerto pochi posti di lavoro e inquinato molto. Gli islandesi sono principalmente pescatori consapevoli della necessit\u00e0 di tutelare l\u2019ambiente naturale e la biodiversit\u00e0 rappresentata dalla loro isola, ma sono anche marinai e sebbene nel 2006 i militari a stelle e strisce abbiano sbaraccato la base NATO, il ruolo dell\u2019Islanda nell\u2019organizzazione che la ha vista tra i fondatori nel 1949, \u00e8 fondamentali per controllare l\u2019Artico, i cui scioglimenti stanno permettendo ai russi e ai cinesi di prendere questa via per i loro commerci, evitando l\u2019Oceano Indiano e il mar Rosso e puntando ai porti tedeschi, danesi e belgi. Il controllo degli avversari commerciali dell\u2019Occidente non \u00e8 esattamente una delle prerogative della NATO, ma chi protesta rischia di essere contestato pi\u00f9 Halld\u00f3r Laxness, scrittore e Nobel negli anni \u201950, amico dei comunisti e dei sovietici. Se questa \u00e8 la politica, per le strade della capitale le ragazze bionde, ma anche castane e rosse, i vichinghi scandinavi per popolare l\u2019isola facevano razzia di adolescenti scozzesi e irlandesi, indossano sorridenti le maglie dei calciatori locali, l\u2019identit\u00e0 nazionale \u00e8 stata riscattata dal pallone, gli islandesi son stati protagonisti del campionato europeo del 2016 e contano di provare ad arrivare ai prossimi mondiali, continuando a giocare un calcio vivace e veloce e raccogliendo la simpatia planetaria ogni volta che mettono in difficolt\u00e0 le squadre pi\u00f9 blasonate. La passione sportiva \u00e8 pi\u00f9 forte del freddo e i giovani calciatori e le giovani calciatrici sembrano divertirsi almeno quanto le balene, le sole a fare capolino tra la pioggia che cade inesorabile e tormentosa dal cielo e gli sbuffi delle onde dell\u2019Oceano, acqua da sopra, acqua da sotto, acqua d\u2019ovunque, questa \u00e8 l\u2019Islanda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Islanda non \u00e8 Reykjavik, ma Reykjavik \u00e8 l\u2019Islanda. Certo, occorre spiegarsi. 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