{"id":6523,"date":"2017-05-07T22:43:16","date_gmt":"2017-05-07T22:43:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6523"},"modified":"2017-05-20T15:09:38","modified_gmt":"2017-05-20T15:09:38","slug":"nuovi-tagli-sociali-in-grecia-un-bilancio-politico-su-tsipras-ed-unione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6523","title":{"rendered":"Nuovi tagli sociali in Grecia. Un bilancio politico su Tsipras ed Unione Europea"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Grecia \u00e8 di nuovo sotto il torchio. Il popolo greco \u00e8 per l\u2019ennesima volta in pochi anni sotto la mannaia liberista dell\u2019Unione Europea. Marted\u00ec 2 maggio, ultimo scorso, il governo greco ha firmato un altro pre-accordo con i creditori internazionali, volto a dimostrare quanto la Grecia abbia \u201cben lavorato\u201d, quanti nuovi tagli sociali abbia fatto negli ultimi venti mesi (come richiesto dalla BCE e dal FMI) al fine di ottenere un possibile taglio del debito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il testo del pre-accordo dovr\u00e0 essere valutato, ed eventualmente ratificato, il prossimo 22 maggio dall\u2019Eurogruppo, previa &#8211; tuttavia &#8211; approvazione del Parlamento greco. E qui potrebbe esserci la prima sorpresa, la concretizzazione del paradosso: l\u2019opposizione di destra al governo Tsipras, non unendosi, ma assommandosi oggettivamente alle lotte sociali, sindacali\u00a0 (uno sciopero generale \u00e8 previsto per il 17 maggio) e del Partito Comunista di Grecia (KKE),\u00a0 potrebbe avere la forza di ostacolare\u00a0 il pacchetto liberista che il governo ellenico ha approntato per l\u2019Eurogruppo. Pacchetto che, tuttavia, passer\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa contiene questo nuovo pacchetto, caratterizzato dai \u201csoliti\u201d tagli sociali (un pacchetto, non casualmente, confezionato dall\u2019erede di\u00a0 <strong>Gianis Varoufakis<\/strong>, il ministro delle Finanze <strong>Efklidis Tsakalotos<\/strong>)?\u00a0 Prevede, innanzitutto, un nuovo e dolorosissimo attacco alle pensioni, una sforbiciata alle pensioni di 900 mila anziani che percepiscono pi\u00f9 di 700 euro al mese. Le misure volute dalla BCE e dal FMI prevedono un taglio medio del 9% e un massimo del 18%. Si prevede, oltre ci\u00f2, un abbassamento della \u201cno tax area\u201d da 8.636 a 5.681 euro, con un relativo aumento dell\u2019aggravio fiscale, su di una pensione di 720 euro, di circa 600 euro l\u2019anno. Il pre-accordo prevede, ancora, un taglio di circa 500 milioni di euro al progetto di aiuto ai cittadini a basso reddito, a quei cittadini cos\u00ec vicini alla povert\u00e0 che non possono nemmeno accendere il riscaldamento. Anche il lavoro, naturalmente, \u00e8 di nuovo attaccato: tra i lavoratori del settore pubblico sar\u00e0 ulteriormente ristretta l\u2019area dei premi alla produttivit\u00e0 e quella dei lavoratori con contratto a termine (scelta del governo Tsipras che accoglie totalmente una delle \u201craccomandazioni\u201d centrali della Commissione UE del 2015, quella che chiedeva ai governi, appunto, di \u201cnon appesantire\u201d i bilanci attraverso assunzioni a termine e non certo in un\u2019ottica volta all\u2019allargamento del lavoro a tempo indeterminato). I \u201csoliti\u201d processi di privatizzazione condiscono il pre-accordo: questa volta tocca alla DEI, l\u2019azienda elettrica di Stato, della quale sar\u00e0 privatizzato circa il 17%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante il nuovo governo Tsipras, dunque, non \u00e8 certo diminuita la pressione, la vera e propria dittatura economica e politica ultra liberista dell\u2019UE e dell\u2019intera Troika (il triumvirato, cio\u00e8, formato dalla Commissione Europea, dalla BCE e dal FMI) sul governo e sull\u2019intero popolo greco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I nuovi e pesanti \u201csacrifici\u201d imposti dalla Troika e totalmente accettati da <strong>Alexis Tsipras<\/strong> (sino a \u201cdieci minuti fa\u201d considerato da molta sinistra italiana ed europea il nuovo Che Guevara europeo) debbono spingerci a ripercorrere le ultime fasi greche, oggettivamente dense sul piano politico generale e vere e proprie lezioni per tutte le forze comuniste e anticapitaliste del vecchio continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alexis Tsipras rompe con il Partito Comunista di Grecia alla fine degli anni \u201990, per approdare al partito della \u201csinistra radicale\u201d Synaspismos. Nel 2008, al V\u00b0 Congresso del Synaspismos, viene eletto Presidente. Nel 2009 Syriza (partito nato dal gruppo parlamentare del Synaspismos e che ha come leader Tsipras) si presenta alle elezioni. Sulla scorta di una critica profonda alle politiche liberiste dell\u2019UE (ma all\u2019interno di una visione comunque europeista, elemento contraddittorio che segner\u00e0 di s\u00e9 &#8211; e ancora segna &#8211; sia la visione politica generale di Tsipras e del suo partito, Syriza, che la visione politica di altre forze di sinistra e comuniste europee, come la stessa Sinistra Europea, che ha oggi, tra i vice presidenti, P<strong>aolo Ferrero<\/strong>, e il Partito Comunista Francese e lo stesso Partito della Rifondazione Comunista, due forze, non a caso, molto legate a Tsipras), Siryza ottiene il 4,6% , e Tsipras viene eletto per la prima volta al Parlamento ellenico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle elezioni parlamentari del maggio 2012 Syriza (reiterando la critica radicale all\u2019UE) fa un salto di qualit\u00e0 e ottiene il 16,8% dei voti. Il presidente della Grecia, <strong>Karolos Papoulias<\/strong>, dopo che <strong>Antonis Samaras<\/strong> non riesce a mettere in piedi un governo, affida il compito di formarlo a Tsipras, che &#8211; nella frammentazione del quadro politico &#8211; non riesce a portare a termine il compito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza governo, la Grecia torna alle elezioni nel giugno del 2012 e in questa tornata (anche sulla base di un\u00a0 proprio programma elettorale che propone, in caso di vittoria, la richiesta di una rinegoziazione del piano\u00a0 di austerity imposto alla Grecia dalla Troika) Syriza diviene il secondo partito greco, con circa il 27% dei voti. Cio\u00e8: attraverso una proposta politica di netto contrasto con l\u2019UE, Syriza passa, in poco pi\u00f9 di tre anni,\u00a0 (dal 2009 al 2012) dal 4,6% al 27% dei consensi elettorali. Nel giugno del 2012, tuttavia, il primo partito rimane Nuova Democrazia, di Samaras, che questa volta riesce a formare un governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ottobre del 2013 la Sinistra Europea, su forte spinta\u00a0 del Partito della Rifondazione Comunista, propone Alex Tsipras come Presidente della Commissione Europea. Nelle elezioni per il Parlamento europeo del 25 maggio 2014 i comunisti e la sinistra italiana si uniscono in un cartello elettorale che prende il nome proprio da Tsipras, \u201cL\u2019altra Europa con Tsipras\u201d, che ottiene il 4,4% dei voti e conquista tre seggi al Parlamento europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle elezioni politiche greche del 25 gennaio del 2015 Syriza ottiene il 36,34%, su di un programma che promette di ricusare tutti gli accordi-capestro che la destra greca ha assunto con la Troika e il rifiuto dell\u2019austerity imposta dall\u2019UE. Un programma che conquista il popolo greco e accende grandi speranze.\u00a0 Il 26 gennaio Tsipras assume la carica di Primo Ministro e forma il nuovo governo, che durer\u00e0 solo sette mesi, sino al 20 agosto 2015, giorno in cui Tsipras rassegner\u00e0 le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica. Questi sette mesi sono il percorso politico che i comunisti europei e la sinistra di classe europea debbono studiare e ripercorrere per capire, per non commettere pi\u00f9 errori, per sapersi collocare sul piano geopolitico internazionale e sapersi posizionare sul piano rivoluzionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ripercorrere i sette mesi, dunque: nelle elezioni del 25 gennaio 2015 Syriza ottiene 149 seggi, che non bastano per avere la maggioranza parlamentare (151 seggi). Si va, di conseguenza, ad un\u2019alleanza Syriza ( iscritta al gruppo GUE\/NGL al parlamento europeo) e Anel (partito di centro-destra con 13 seggi al parlamento greco e iscritto al gruppo ECR &#8211; conservatori e liberali &#8211; al parlamento europeo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Formato il governo Syriza-Anel, Tsipras avvia negoziati con i creditori esteri (BCE &#8211; FMI &#8211; UE)\u00a0 per il taglio del debito. In questi mesi segnati da trattative continue con l\u2019UE, Tsipras mette in essere politiche di discontinuit\u00e0 con il passato e in forte conflitto con le direttive dell\u2019UE, della BCE e della stessa Merkel. Si presenta al Parlamento, e si approva, la legge contro la povert\u00e0\u00a0(che vede fortemente contrari i creditori internazionali), legge che doveva trovare il proprio finanziamento dal ricavato ottenuto dalla lotta al contrabbando ed avrebbe dovuto garantire gratuitamente buoni pasto, elettricit\u00e0 e sussidi per pagare l&#8217;affitto alle famiglie greche pi\u00f9 bisognose; la riassunzione di 500 poliziotte licenziate dal governo Samaras; la riapertura della rete televisiva pubblica ERT, chiudendo la NERIT, rete privata fondata dalle destre tra il 2013 e il 2015; progetti di assunzioni nel pubblico impiego e rialzo dei salari pi\u00f9 bassi. Il governo Tsipras si spinge a chiedere al governo tedesco e direttamente alla Merkel\u00a0il pagamento, a titolo di risarcimento, di 279 miliardi di euro di debiti insoluti riguardanti i danni subiti dalla Grecia per colpa dell&#8217;occupazione da parte della Germania nazista nel periodo della Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conflitto tra il governo Tsipras e l\u2019UE si acutizza; di fronte al progetto sociale complessivo che Tsipras mette in campo, i creditori internazionali sparano ad alzo zero e propongono, per garantire un piano di salvataggio per la Grecia, un contro piano degno dei Chigaco Boys che prepararono i golpe fascisti in America Latina: l&#8217;aumento dell&#8217;et\u00e0 pensionabile a 67 anni; cancellazione dei prepensionamenti e dell&#8217;Ekas (assegno bonus che integrava le pensioni minime) ; l&#8217;aumento dell&#8217; IVA greca; l&#8217;abolizione degli sconti fiscali per le isole; una forte riduzione dei salari dei dipendenti pubblici; un altro e imponente piano di privatizzazioni. Tutte richieste, da parte della BCE, del FMI, di Bruxelles e di Berlino, in netto contrasto con il programma anti liberista e anti austerity con quale Syriza aveva vinto le elezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come risposta all\u2019attacco durissimo dei creditori (attacco guidato esplicitamente dalla Merkel e dalla Deutsche Bank, attacco generale dell\u2019intera UE, sferrato nel momento cruciale del progetto di liberazione del governo e del popolo greco, attacco che dovrebbe dirla lunga a chi, anche a sinistra, anche tra i comunisti, vede ancora l\u2019UE come unico e imprescindibile terreno di lotta per il movimento operaio complessivo europeo), come risposta a quest\u2019attacco Tsipras decide di convocare un referendum consultivo sui programmi europei, dichiarando che se avesse vinto il \u201cSI\u201d si sarebbe dimesso. Il referendum si tiene il 5 luglio e il \u201cNO\u201d ai diktat dell\u2019UE raggiunge circa il 62%. Il popolo greco si schiera contro le politiche della Troika.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il successivo 11 luglio Tsipras, forte dell\u2019esito referendario, contrappone alle richieste dei creditori un proprio programma alternativo: ritorno della contrattazione collettiva nel mercato del lavoro; rialzo della tassa sui beni di lusso e aumento della tassazione\u00a0 sui profitti delle grandi imprese; mantenimento dello sconto del 30% per le isole; taglio delle spese militari di 200 milioni di euro; una tassa al 30% sui giochi elettronici online; aumento dell&#8217;IVA solo sui cibi confezionati; si all\u2019 aumento dell&#8217;et\u00e0 pensionabile a 67 anni ma entro il\u00a02022; il respingimento della proposta generale di privatizzazioni proveniente dai creditori, accettandone solo una parte (porto di Salonicco e aeroporto di Atene), ma rimandando al mittente le altre richieste di privatizzazioni (acqua ed energia elettrica).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i comunisti europei e la sinistra di classe europea studiare questi sette mesi del governo Tsipras \u00e8, come dicevamo, molto importante, importante come studiare la Comune di Parigi. Le controproposte formulate da Tsipras dopo la vittoria nel referendum, anche se gi\u00e0 risentono dell\u2019attacco dei creditori e nelle quali gi\u00e0 appaiono segni di cedimento (accettazione, se pur posticipata, dell\u2019aumento dell\u2019et\u00e0 pensionabile, privatizzazione del porto di Salonicco e dell\u2019aeroporto di Atene\u2026) tuttavia, sono ancora nel solco della politica alternativa della prima Syriza, quella che crede nella possibilit\u00e0 della riformabilit\u00e0 dell\u2019UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cosa accade, dopo il referendum e dopo le controproposte ai creditori che Tsipras lancia proprio in virt\u00f9 della vittoria referendaria? Accade che, negli stessi giorni successivi al referendum e alle controproposte, i creditori, l\u2019intera UE, la Merkel rispondano in modo durissimo e determinato (lezione per chi crede, anche tra i compagni, alla riformabilit\u00e0 dell\u2019UE e alla sua supposta essenza democratica) mettendo Tsipras con le spalle al muro, chiedendogli seccamente di scegliere tra il programma bocciato al referendum e l\u2019uscita della Grecia dall\u2019Eurozona. Tsipras, costretto dagli eventi a mostrare sino in fondo la propria e vera natura politica (e qui \u00e8 la lezione per i comunisti europei e per la sinistra di classe europea) sceglie di rimanere nell\u2019Eurozona, di genuflettersi al potere e al mito dell\u2019UE, di cedere ai diktat dei creditori e del grande capitale transnazionale europeo germanizzato. Sceglie di accettare, nonostante il responso del popolo greco al referendum, il programma liberista della Troika. In seguito a questo cedimento di Tsipras, l\u2019ala di classe di Syriza, guidata da <strong>Panagiotis Lafazanis<\/strong>, abbandona il partito costituendo \u201cUnit\u00e0 Popolare\u201d, passando all\u2019opposizione del governo Tsipras. Pur non aderendo a nessun altro partito, esce da Syriza anche l\u2019ex ministro delle Finanze Gianis Varoufakis. Tsipras, sotto il ricatto dei creditori internazionali, firma il memorandum liberista e ratifica improvvisamente\u00a0 la mutazione genetica di Syriza. Ci\u00f2 che i comunisti e la sinistra di classe d\u2019Europa debbono chiedersi \u00e8 quanto la resa fosse gi\u00e0 inscritta nella concezione di riformabilit\u00e0 dell\u2019UE che segnava la linea politica di Syriza; quanto la resa fosse gi\u00e0 inscritta nell\u2019accettazione dell\u2019UE come unica possibilit\u00e0 storica per i popoli e gli Stati europei. La domanda vale soprattutto\u00a0 per quelle aree comuniste e di sinistra europee che credono, appunto, che fuori dell\u2019Ue non possa esserci nulla, che l\u2019UE sia riformabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito al cambiamento di linea, il governo Syriza-Anel perde la maggioranza parlamentare; il 20 agosto Tsipras annuncia, in diretta TV, l\u2019esigenza di elezioni anticipate, per il 20 settembre 2015 e la sera dello stesso 20 agosto rassegna le dimissioni nelle mani del Presidente Paulopoulus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le elezioni del 20 settembre 2015 riconsegnano la vittoria a Syriza che, pur avendo rovesciato completamento la propria linea politica firmando il memorandum dell\u2019UE e dei creditori internazionali e avendo tradito lo spirito del referendum popolare, vede eroso di poco il proprio patrimonio elettorale e istituzionale, passando al 35% dei voti e ottenendo 145 seggi, rispetto ai 149 precedenti. Tuttavia i segni del \u201cdesencanto\u201d popolare emergono in modo palese: il 45% degli elettori- un dato enorme per la Grecia &#8211; questa volta non si reca alle urne; secondo il quotidiano Kathimerini quasi il 14% dei votanti decide solo nelle ultime ore per chi votare; Alba Dorata, il nuovo partito nazifascista, nel caos provocato anche dal cambiamento di linea di Syriza, ottiene il 7% dei voti, conquistando 19 seggi. La vittoria di Syriza, peraltro, appare miracolosa anche per gli stessi esponenti del governo Tsipras; dichiarer\u00e0 infatti <strong>Panagiotis Skourletis<\/strong>, gi\u00e0 ministro de Lavoro e della Solidariet\u00e0 Sociale nel governo Tsipras: \u201cE\u2019 la prima volta che un governo che applica politiche tanto dure ottiene il consenso del popolo\u201d. In piazza Syntagma, questa volta,\u00a0 la \u201cBrigata Kalimera\u201d ( Ferrero, Vendola, Fassina, D\u2019Attorre e altri, che avevano giustamente salutato la vittoria del gennaio 2915) non c\u2019\u00e8, anche se dall\u2019Italia i saluti\u00a0 a Tsipras partono lo stesso. E sono saluti un po\u2019 difficili da comprendere, nella loro enfasi, poich\u00e9 sembrano non tenere conto della resa gi\u00e0 avvenuta del governo Tsipras, non tenere conto del tradimento del responso popolare al referendum. Vendola afferma, in un\u2019intervista a \u201cLa Repubblica\u201d : \u201cQuesta di Tsipras \u00e8 una vittoria della sinistra che scommette sull\u2019Europa e che sfida le politiche dell\u2019austerity \u201d. E dir\u00e0 Paolo Ferrero, segretario nazionale del PRC: \u201cCon la vittoria di Tsipras ha vinto la sinistra alternativa a Renzi e alla Merkel\u201d. E\u2019 chiaro che se Vendola pensa ad una sinistra che scommetta tutto sull\u2019Europa rischia di far imboccare a questa sinistra la stessa strada inclinata di Tsipras e che se Ferrero non vede i limiti di Tsipras pu\u00f2 far male allo stesso PRC e alla sinistra di classe italiana. E pur tenendoci lontani\u00a0 da una critica pretestuosa non possiamo fare a meno di ricordare la nota ufficiale di \u201cL\u2019Altra Europa con Tsipras\u201d rispetto alla vittoria di Syriza nel settembre 2015: \u201cIl popolo greco ha risposto con la forza della\u00a0democrazia\u00a0a chi ha fatto di tutto per cacciare Tsipras e il suo governo. \u00a0Tsipras vince e con lui vince la democrazia e vince la Sinistra Europea. Una vittoria che parla alle forze del\u00a0cambiamento\u00a0di tutta Europa dalla\u00a0Spagna\u00a0all\u2019Irlanda. La lotta contro l\u2019austerit\u00e0 continua, con pi\u00f9 forza. La troika, l\u2019austerit\u00e0, il potere delle banche, l\u2019Europa fortezza devono diventare, loro s\u00ec, una parentesi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto a ci\u00f2 che stava accadendo, alla firma gi\u00e0 appostata, da parte di Tsipras, sul memorandum liberista dell\u2019UE, erano forse necessarie parole pi\u00f9 avvedute\u2026E\u2019 invece probabile che fu pi\u00f9 avveduto, e scaltro, il presidente dell\u2019Eurogruppo,\u00a0<strong>Jeroen Dijsselbloem<\/strong>, che facendo le congratulazioni al leader di Syriza disse: \u201cMi congratulo con Alexis Tsipras e Syriza e mi dichiaro pronto a lavorare da vicino con le autorit\u00e0 greche e a continuare ad accompagnare la Grecia nei suoi ambiziosi\u00a0sforzi riformisti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la vittoria elettorale del settembre 2015 si riforma il governo Tsipras, sostenuto dal tandem Syriza-Anel, ma la resa alle pressioni dell\u2019UE accelera il processo di involuzione politica del governo \u201cdi sinistra\u201d, che accetta totalmente il terzo memorandum dei creditori internazionali, assume pienamente le direttive liberiste dell\u2019UE, accetta supinamente il rafforzarsi della presenza della NATO in Grecia, sino ad arrivare alle\u00a0 misure antipopolari di questi giorni, essenzialmente dirette contro i pensionati, i lavoratori del pubblico impiego e contro la residua presenza dello Stato nell\u2019economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un passaggio importante, ai fini dello studio dei sette mesi del primo governo Tsipras, \u00e8 certamente quello del viaggio che Tsipras intraprende a Mosca, da Putin, l\u20198 aprile del 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo Tsipras, insediatosi nel gennaio 2015, gi\u00e0 subiva l\u2019attacco dell\u2019UE, quell\u2019attacco verso il quale Tsipras avrebbe ceduto, che avrebbe portato al referendum, alla scissione di Syriza, all\u2019uscita di Varoufakis e poi alle nuove elezioni. Nell\u2019aprile del 2015 l\u2019attacco dei creditori internazionali contro il governo Syriza-Anel \u00e8 al culmine, la \u201ckrisis\u201d ( proprio in senso greco, cio\u00e8 come processo di cambiamento) \u00e8 vicinissima. In questo contesto Tsipras decide &#8211; \u00e8 l\u20198 aprile 2015 &#8211; di andare a Mosca, di incontrare Putin. Innanzitutto la Germania, inizia a preoccuparsi ansiosamente di questo viaggio. E scrive <strong>Danilo Taino<\/strong> su \u201cIl Corriere della Sera\u201d, interpretando al meglio l\u2019inquietudine di Berlino: \u201cPer il leader russo \u00e8 un\u2019occasione per creare divisioni nella UE, la quale nei mesi scorsi \u00e8 stata inaspettatamente unita nell\u2019imporre sanzioni al Cremlino a causa della crisi ucraina\u2026 Per Tsipras \u00e8 un modo di dire: se non ci date il denaro che ci serve potremmo cambiare il quadro di alleanze della Grecia\u2026 Tra i danni collaterali che la crisi greca si trascina, c\u2019\u00e8 un cambiamento nel modo di trattare fra partner europei che in precedenza non si era mai visto. E che nei prossimi giorni potrebbe raggiungere livelli alti. Il viaggio del primo ministro ellenico Alexis Tsipras a Mosca il prossimo 8 aprile preoccupa e irrita il mondo politico tedesco. Non per il viaggio in s\u00e9: anche <strong>Angela Merkel<\/strong> e <strong>Fran\u00e7ois Hollande<\/strong> hanno incontrato <strong>Vladimir Putin<\/strong>, di recente, come ha ricordato la Cancelliera stessa. Il problema \u00e8 che il vertice greco-russo \u00e8 visto come volutamente minaccioso. Il sottinteso che lo caratterizza, sia dal punto di vista di Putin sia dal punto di vista di Tsipras, \u00e8 l\u2019obiettivo di mettere in difficolt\u00e0 l\u2019Europa. La prospettiva \u2014 improbabile, ma che aleggia sull\u2019incontro \u2014 \u00e8 la creazione di una relazione speciale con Mosca che per Atene sarebbe almeno in parte alternativa a quella con Bruxelles\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 interessante ricordare ci\u00f2 che andava affermando, in quella fase, il ministro del governo Tsipras, Panagiotis Lafazanis, attraversato forse da progetti strategici confusi ma comunque presenti. In un\u2019intervista rilasciata a I Avgi dichiarava Lafazanis: \u201cL\u2019incontro tra Tsipras e Putin potr\u00e0 segnare una nuova epoca nei rapporti energetici, economici e politici di entrambe le nazioni. Un accordo greco-russo potrebbe anche aiutare la Grecia nei suoi negoziati con l\u2019UE, in un momento in cui l\u2019UE si rapporta con il nuovo governo greco con incredibile pregiudizio, come se la Grecia fosse una semi-colonia. Le istituzioni europee, continuano a incarnare la linea dura della CDU tedesca nei confronti della Grecia, esigendo \u201criforme\u201d di piena austerit\u00e0, mentre la stampa anglo-tedesca conduce una campagna affinch\u00e9 Tsipras liberi il Parlamento greco dell\u2019ala sinistra di Syriza e la sostituisca con rappresentanti dell\u2019opposizione!\u201d. Obiettivo poi colto, da parte della stampa anglo-tedesca, come si \u00e8 espresso Lafazanis\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 l\u2019economista statunitense <strong>Lyndon LaRouche<\/strong>, in quei giorni, ad intuire, meglio di altri, il senso profondo di ci\u00f2 che stava accadendo: \u201cLa linea dura far\u00e0 affondare l\u2019Europa, i suoi mercati di derivati finanziari e le sue banche fallite, non la Grecia. La Grecia ha bisogno di sviluppo economico, non di denaro prestato, ed \u00e8 questo punto al centro delle discussioni con i BRICS\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E sar\u00e0 lo stesso Obama, in quei giorni, a comprendere l\u2019essenza strategica dell\u2019incontro Tsipras-Putin nella fase alta della crisi tra governo Tsipras e UE. A preoccuparsene profondamente e a cercarne le contromisure. Obama, infatti, telefona pi\u00f9 volte alla Merkel per indurla ad un atteggiamento meno duro con Tsipras, per evitare \u201cla catastrofe\u201d &#8211; dal punto di vista di Obama e dell\u2019occidente capitalistico &#8211; di un passaggio di campo, da parte della Grecia, dall\u2019UE ai BRICS. Come, l\u2019allora presidente USA , intervenne pi\u00f9 volte sul FMI &#8211; uno dei creditori internazionali della Grecia &#8211; affinch\u00e9 si allargasse un poco il cappio economico attorno al collo greco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi non sappiamo ci\u00f2 che accadde davvero, in quei giorni d\u2019aprile del 2015. Non sappiamo se Tsipras pensasse veramente ad un cambiamento di campo, di alleanze internazionali, per il suo Paese (alla luce dell\u2019intima natura politica e ideologica di Tsipras e di Syriza ne dubitiamo). Alla luce dei fatti, per\u00f2, alla luce della sconfitta di Tsipras e del suo ritorno col cappello in mano nel campo e del FMI, dell\u2019UE della BCE ; alla luce delle immense sofferenze che il neo imperialismo dell\u2019UE sta di nuovo infliggendo &#8211; ora tramite Tsipras &#8211; al popolo greco, alla luce di tutto ci\u00f2 anche il viaggio di Tsipras a Mosca ci si presenta come un passaggio da studiare attentamente, come un passaggio potenzialmente rivoluzionario nel momento in cui evoca forse l\u2019unica strada che possiamo percorrere per liberare i popoli dell\u2019UE dal dominio assoluto del grande capitale transnazionale europeo, che \u00e8 incarnato proprio nelle istituzioni e nelle politiche di Bruxelles: la strada della rottura con questa UE e la ricollocazione strategica di\u00a0 popoli e di\u00a0 Stati che vogliono liberarsi in un diverso fronte mondiale, un fronte progressista e indipendente dalle potenze imperialiste , un fronte di popoli e di Stati che si uniscono tra loro attraverso relazioni economiche e politiche solidali e non attraverso rapporti di dominio, subordinazione e spoliazione, come accade in questa UE che nulla ha a che vedere con un\u2019Europa dei popoli, ma che ha tutto per essere definita un nuovo polo imperialista in progress, feroce e irriformabile in virt\u00f9 dell\u2019esigenza primaria che nella fase storica data tradisce il grande capitale sovranazionale europeo: quello di dotarsi &#8211; innanzitutto attraverso la collocazione stabile del movimento operaio complessivo europeo in un vasto mercato inferiore del lavoro &#8211; di una nuova accumulazione capitalistica originaria, indispensabile per avviare seriamente la lotta interimperialistica mondiale per la conquista dei mercati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Obama, dal suo punto di vista, l\u2019aveva capito, cercando in tutti i modi di evitare una nuova collocazione internazionale della Grecia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 forse ora che lo capisca anche l\u2019intera sinistra europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Grecia \u00e8 di nuovo sotto il torchio. Il popolo greco \u00e8 per l\u2019ennesima volta in pochi anni sotto la mannaia liberista dell\u2019Unione Europea. Marted\u00ec 2 maggio, ultimo scorso, il governo greco ha firmato un altro pre-accordo con i creditori internazionali, volto a dimostrare quanto la Grecia abbia \u201cben lavorato\u201d, quanti nuovi tagli sociali abbia fatto negli ultimi venti mesi (come richiesto dalla BCE e dal FMI) al fine di ottenere un possibile taglio del debito. Il testo del pre-accordo dovr\u00e0 essere valutato, ed eventualmente ratificato, il prossimo 22 maggio dall\u2019Eurogruppo, previa &#8211; tuttavia &#8211; approvazione del Parlamento greco. E<\/p>\n","protected":false},"author":31364,"featured_media":6524,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,20,4,13],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-6523","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-europa","category-esteri","category-opinione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6523","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/31364"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6523"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6523\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6529,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6523\/revisions\/6529"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6524"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6523"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6523"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6523"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=6523"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}