{"id":6512,"date":"2017-05-05T01:36:58","date_gmt":"2017-05-05T01:36:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6512"},"modified":"2017-05-07T22:32:06","modified_gmt":"2017-05-07T22:32:06","slug":"la-scuola-azienda-che-verra-no-grazie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6512","title":{"rendered":"La scuola-azienda che verr\u00e0? No, grazie."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il Sindacato Indipendente degli Studenti e degli Apprendisti (SISA) pubblica oggi, dopo aver chiesto una deroga al DECS per poter rispondere alla consultazione, la propria analisi critica del progetto di riforma\u00a0<a href=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/La-scuola-che-sar%C3%A0.pdf\"><em>La scuola che verr\u00e0<\/em><\/a>. Nel complesso, il parere del sindacato in proposito \u00e8 sostanzialmente negativo: la riforma dipartimentale, a nostro modo di vedere, apre infatti le porte ad una potenziale svendita del sistema scolastico pubblico ticinese, in linea con le direttive europee in materia di formazione ma in aperta contraddizione con i principi educativi ufficialmente posti alla base del progetto (equit\u00e0, inclusivit\u00e0, educabilit\u00e0, ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo nodo critico evidenziato \u00e8 quello del cosiddetto \u201capproccio per competenze\u201d, il nuovo paradigma pedagogico definito dal\u00a0<em>Piano di studi della scuola dell\u2019obbligo<\/em>\u00a0adottato nel 2015. Preconizzando un sostanziale abbandono dei saperi e delle conoscenze in favore di una vaga paletta di \u201ccompetenze\u201d pi\u00f9 o meno trasversali, esso impoverir\u00e0 terribilmente l\u2019istruzione di base, favorendo l\u2019emersione di altri attori educativi privati e\u00a0<em>for profit<\/em>\u00a0(a tutto svantaggio delle classi popolari, che non potrebbero sostenerne i costi e che verrebbero quindi private del diritto ad un\u2019istruzione completa e di qualit\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, il SISA ha accolto con un certo interesse le proposte di personalizzazione e di differenziazione pedagogica avanzate dal documento dipartimentale, in quanto prevedono una rivalutazione della classica e limitante lezione \u201cfrontale\u201d, una partecipazione attiva dello studente alla costruzione dei saperi, un riconoscimento delle differenze di apprendimento presenti tra gli allievi e un superamento dell\u2019attuale sistema di \u201clivelli\u201d che ha gi\u00e0 dimostrato tutta la sua iniquit\u00e0. Tuttavia, anche queste nuove prassi educative non sono esenti da alcuni sensibili rischi: la frammentazione eccessiva della griglia oraria e del programma scolastico potrebbero disorientare dei ragazzi ancora in pieno sviluppo psico-fisico, cos\u00ec come un lavoro laboratoriale eccessivamente precoce, in un contesto di abbandono dei saperi, potrebbe togliere ulteriori risorse e contenuti all\u2019istruzione di base dei futuri cittadini. D\u2019altra parte, la differenziazione pedagogica, se non supportata da degli investimenti adeguati, rischia di dar vita ad un sistema di \u201ccristallizzazione\u201d delle differenze di apprendimento (e quindi di quelle sociali che spesso ne sono all\u2019origine), senza tentare di portare gli allievi al superamento delle proprie difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto concerne la valutazione, abbiamo recepito con un certo favore la volont\u00e0 di superare l\u2019attuale sistema di valutazione sommativa che si rivela essere spesso poco rappresentativo della realt\u00e0 personali: l\u2019introduzione di una valutazione \u201cpartecipata\u201d, fondata sul coinvolgimento dell\u2019allievo e finalizzata ad una sua presa di coscienza circa le proprie difficolt\u00e0 e i propri punti di forza \u00e8 in questo senso da salutare positivamente. Nondimeno, lo strumento del\u00a0<em>profilo dell\u2019allievo<\/em>\u00a0pone tutta una serie di interrogativi ai quali non viene purtroppo fornita una risposta soddisfacente: la valutazione per competenze permetter\u00e0 una certificazione (peraltro prevista da\u00a0<em>HarmoS<\/em>) degli apprendimenti informali ed extrascolastici, dando luogo a nuove dinamiche di selezione sociale? Quale sar\u00e0 l\u2019uso successivo di questa descrizione personale estremamente particolareggiata al termine della scolarit\u00e0? Non vi \u00e8 un rischio di perdita di\u00a0<em>privacy<\/em>\u00a0nei confronti dei futuri datori di lavoro o delle autorit\u00e0, o di una \u201cschedatura negativa\u201d capace di condizionare i destini sociali e professionali dei cittadini?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, ci preoccupa in modo particolare la volont\u00e0 di concedere una crescente autonomia amministrativa agli istituti scolastici: tale decentralizzazione dei sistemi scolastici si inserisce nel movimento di riforma promosso da organizzazioni sovranazionali come UE e OCSE, il cui fine ultimo \u00e8 quello di permettere l\u2019intervento del capitale privato all\u2019interno delle istituzioni scolastiche, migliorando la corrispondenza tra di esse e le esigenze del mercato. Tutto ci\u00f2 ha per\u00f2 gi\u00e0 pi\u00f9 e pi\u00f9 volte dimostrato (si veda ad esempio il caso dell\u2019Italia) di essere fonte di nuove importanti discriminazioni nell\u2019accesso alla formazione: creando di fatto una vera e propria \u201cscuola a due velocit\u00e0\u201d, l\u2019autonomia scolastica e l\u2019apertura ai finanziamenti privati (non prevista dal progetto di riforma, ma che siamo certi non tarder\u00e0 a manifestarsi nei tempi a venire) svantagger\u00e0 le sedi e le classi socialmente o geograficamente svantaggiati (come potrebbe essere il caso per le scuole di valle o di periferia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nuvole che si raccolgono sulla scuola pubblica ticinese non promettono dunque nulla di buono, specie se si considerano i tentativi di accelerazione della destra neo-liberista: l\u2019iniziativa parlamentare di AreaLiberale\u00a0<em>La scuola che vogliamo\u00a0<\/em>(che difficilmente avr\u00e0 vita facile in parlamento, ma che prepara il terreno a future offensive) propone infatti di introdurre fin d\u2019ora il modello di \u201cscuola-azienda\u201d elaborato da UE e OCSE, saltando a piedi pari la tappa intermedia costituita da\u00a0<em>La scuola che verr\u00e0<\/em>. Quest\u2019ultima infatti, bench\u00e9 non preveda ancora molti degli strumenti necessari ad una completa mercificazione dell\u2019istruzione (la libert\u00e0 di scelta dell\u2019istituto, la pubblicazione dei risultati delle singole sedi, il finanziamento privato del sistema scolastico, ecc.), costituisce la prima tappa verso questo orizzonte e ne condivide parte delle logiche e derive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 per questi motivi che il SISA combatter\u00e0 il progetto di riforma del DECS, promuovendo una massiccia politica d\u2019investimento nella scuola ticinese (condizione\u00a0<em>sine qua non<\/em>\u00a0per poter sostenere anche solo una parte degli interventi prospettati) e attivandosi per costruire un\u2019alternativa davvero di sinistra per il nostro sistema scolastico. Senza questo sforzo, il settore dell\u2019istruzione (cruciale per far fronte ai cambiamenti socio-economici strutturali in atto in questi anni) verrebbe completamente abbandonato all\u2019offensiva della destra borghese, pi\u00f9 che mai motivata a mettere fine al carattere pubblico dei sistemi scolastici e a sottometterli alle esigenze dei mercati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Sindacato Indipendente degli Studenti e degli Apprendisti (SISA) pubblica oggi, dopo aver chiesto una deroga al DECS per poter rispondere alla consultazione, la propria analisi critica del progetto di riforma\u00a0La scuola che verr\u00e0. 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