{"id":651,"date":"2010-12-08T18:35:26","date_gmt":"2010-12-08T18:35:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=651"},"modified":"2010-12-10T01:57:25","modified_gmt":"2010-12-10T01:57:25","slug":"fondo-monetario-internazionale-e-banca-mondiale-ammettono-che-i-biocombustibili-aggraveranno-la-fame-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=651","title":{"rendered":"Fondo Monetario e Banca Mondiale ammettono: i biocombustibili aggravano le carestie!"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/bio.bmp\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-652\" title=\"bio\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/bio.bmp\" alt=\"\" \/><\/a>La Banca Mondiale (BM), il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e altri organismi regionali hanno ammesso che sacrificare alimenti per produrre biocombustibili aggraver\u00e0 la fame nel mondo. Paul Ziegler, cattedratico dell\u2019Universit\u00e0 Centrale di Berlino, ritiene che l\u2019uso del biocombustibile \u00e8 un crimine contro l\u2019umanit\u00e0.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Recenti report di FMI e di BM hanno segnalato che la situazione della fame sta tornando di una gravit\u00e0 estrema a causa dell\u2019uso che alcune nazioni fanno del cibo per produrre combustibili.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">La BM ha avvisato che se i prezzi degli alimenti continueranno a salire, migliaia di persone saranno vittime dell\u2019inedia, e che la crisi sociale causata dall\u2019inflazione potr\u00e0 scatenare un conflitto di grandi proporzioni in regioni dell&#8217;Africa, Asia e America Latina. Proprio per questa ragione di fondo, ha ricordato, sono scoppiati i recenti disordini ad Haiti, Filippine ed Egitto.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019organizzazione dell\u2019ONU per l\u2019Agricoltura e l\u2019alimentazione (FAO) ha rivelato che il prezzo del paniere medio per una famiglia in America Latina \u00e8 rincarato del 45% negli ultimi nove mesi.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><span style=\"font-size: small;\">Ziegler ha dichiarato che bruciare centinaia di milioni di tonnellate di mais, cereali, riso e altri prodotti agricoli \u00e8 un fattore che sta alla radice dei rincari alimentari. Egli ha pure dichiarato che la politica del FMI obbliga molti paesi del Terzo Mondo ad adottare una politica agricola orientata all\u2019esportazione a costo dell\u2019economia di sussistenza.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Il mondo si trova, ha detto, in una situazione pericolosa in cui le rivolte per fame possono moltiplicarsi. Il rappresentante della FAO a Cuba, Marcio Porto, ha definito inaccettabile il numero delle persone affamate nel mondo, nonostante sia diminuita dai 1.023 milioni del 2009 ai 925 milioni di quest\u2019anno. Sono cifre pi\u00f9 alte di quelle precedenti la crisi economica e alimentare del 2008 e 2009, e pi\u00f9 alti del livello esistente quando nel 1996 venne deciso di ridurre della met\u00e0 il numero degli affamati nel mondo.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Secondo la FAO, il grosso di chi vive in quelle condizioni si trova nei paesi in via di sviluppo, dove sono il 16% della popolazione.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Anche se l\u2019Africa sub sahariana ha diminuito a circa 12 milioni di persone i denutriti, pi\u00f9 di 240 milioni di africani vivono ancora in condizioni d\u2019insufficienza alimentare.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Il Presidente della Conferenza Regionale della FAO, l\u2019angolano Alfonso Pedro Canga, ha detto che per l\u2019Africa \u00e8 ora di affrontare il problema della fame facendo leva sulla mobilitazione delle risorse di ogni paese. Lo sforzo regionale per combattere la fame e la povert\u00e0 deve essere sostenuto dall\u2019appoggio finanziario e tecnico degli altri paesi sviluppati e degli organismi internazionali.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019India di tradurre la sua crescita economica in una riduzione della fame \u00e8 venuta alla luce in un report dell\u2019Istituto Internazionale di Ricerca della Politica Alimentare (IFPRI in inglese). L\u2019India occupa il posto 67 fra 87 nazioni, dietro Pakistan, Nigeria, Sri Lanka e Sudan. La lista si basa su tre indicatori: la prevalenza della malnutrizione nei bambini minori di cinque anni, l\u2019indice della mortalit\u00e0 infantile e la proporzione delle persone sottoalimentate.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019Indice di fame globale definito a partire da questi tre aspetti colloca i paesi in una scala di 100 punti in cui un punteggio superiore a 20 \u00e8 considerato allarmante, e sopra 30 molto allarmante. L\u2019India ha ottenuto 24,1 punti, soprattutto per essere il paese col 42% dei bambini malnutriti nel mondo. Questa posizione contrasta con la crescita esibita dall\u2019economia indiana negli ultimi anni, e nonostante la crisi globale.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Secondo il direttore per l&#8217;Asia dell\u2019IFPRI, Ashok Gulati, la spiegazione sta nel fatto che l\u2019India, a differenza della Cina, per esempio, ha orientato i suoi successi economici verso i settori del servizio, in particolare le tecnologie dell\u2019informazione e delle telecomunicazioni, mentre rimane inalterata la sua agricoltura.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Il rincaro degli alimenti nei prossimi anni aumenter\u00e0 la fame in America Latina, \u00e8 quanto indicato dall\u2019ultimo appello della FAO. La situazione descritta dall\u2019organismo internazionale conferma che la recessione ha aumentato da 47 a 52,5 milioni le persone denutrite nel 2010, situazione che in America centrale peggiorer\u00e0.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Il rappresentante regionale della FAO, Jos\u00e9 Graziano, ha spiegato che il ritorno del problema fame in America Latina \u00e8 importante, perch\u00e9 era l\u2019unica zona del pianeta che stava per eliminare il problema. L\u2019aumento dei prezzi internazionali degli alimenti a partire dal 2006 e la crisi finanziaria ed economica del 2009, sono le principali cause della malnutrizione negli ultimi anni.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019instabilit\u00e0 e la stagnazione di Stati Uniti ed Europa colpir\u00e0 le nazioni sudamericane legate a quelle economie che dispongono di scarse risorse per sviluppare politiche sociali. Guatemala, El Salvador, Honduras e Nicaragua, sono paesi in cui da due a cinque persone sono malnutrite, e qui la situazione sociale e finanziaria \u00e8 la pi\u00f9 complessa della regione.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Secondo l\u2019informativa della FAO il numero di persone affamate nel mondo passer\u00e0 quest\u2019anno a 925 milioni. La Banca centrale della Repubblica Dominicana e alcuni analisti segnalano che il tasso d\u2019inflazione accumulato in nove mesi del 2010 \u00e8 basso, ma ci\u00f2 \u00e8 un disastro per i settori di minor introiti. L\u2019ente bancario si \u00e8 detto ottimista perch\u00e9 questo fatto colloca il paese in condizioni favorevoli per passare dal 6 al 7 % stabilito per questa banca, senza considerare gli effetti sulla povert\u00e0.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Alle spese per l\u2019educazione si attribuisce l\u2019aumento dell\u2019indice dei prezzi, ma gli alimenti, le bevande e i trasporti, insieme hanno raggiunto il 75,53 % dell\u2019indice dei prezzi al consumatore (IPC). Gli alimenti che rincarano di pi\u00f9 sono le carote, il caff\u00e8, il pane, il latte in polvere, il pollo fresco, il riso e la carne. La variazione nei trasporti, dicono, dipende dall\u2019aumento del 3,6 % nei servizi di trasporto pubblico in auto, autobus e motocicletta.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Fonte:<\/span> Resistenze.org<\/strong><\/em><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Banca Mondiale (BM), il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e altri organismi regionali hanno ammesso che sacrificare alimenti per produrre biocombustibili aggraver\u00e0 la fame nel mondo. Paul Ziegler, cattedratico dell\u2019Universit\u00e0 Centrale di Berlino, ritiene che l\u2019uso del biocombustibile \u00e8 un crimine contro l\u2019umanit\u00e0. Recenti report di FMI e di BM hanno segnalato che la situazione della fame sta tornando di una gravit\u00e0 estrema a causa dell\u2019uso che alcune nazioni fanno del cibo per produrre combustibili. La BM ha avvisato che se i prezzi degli alimenti continueranno a salire, migliaia di persone saranno vittime dell\u2019inedia, e che la crisi sociale causata<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":653,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-651","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ambiente"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/651","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=651"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/651\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":666,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/651\/revisions\/666"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/653"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=651"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=651"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=651"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=651"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}