{"id":6452,"date":"2017-04-24T20:04:06","date_gmt":"2017-04-24T20:04:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6452"},"modified":"2017-04-29T16:00:41","modified_gmt":"2017-04-29T16:00:41","slug":"sulla-russofobia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6452","title":{"rendered":"Sulla &#8220;russofobia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Lo scorso 12 aprile il direttore del sito \u201c<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\">Marx XXI<\/a>\u201d, il compagno <strong>Mauro Gemma<\/strong>, pubblica un suo indignato commento\u00a0 in merito ad una \u201cirresponsabile\u201d dichiarazione rilasciata il giorno prima da <strong>Erasmo Palazzotto<\/strong>, vice presidente della Commissione Esteri della Camera e responsabile esteri di Sinistra Italiana.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5537\" aria-describedby=\"caption-attachment-5537\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/ucraina_ue.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5537\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/ucraina_ue-300x204.jpg\" alt=\"La rivoluzione colorata in Ucraina aizzata contro la Russia\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/ucraina_ue-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/ucraina_ue-480x327.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/ucraina_ue.jpg 636w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5537\" class=\"wp-caption-text\">La rivoluzione colorata in Ucraina aizzata contro la Russia<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il direttore di \u201cMarx XXI\u201d, ricordando, in apertura del proprio commento, che il quattro aprile ultimo scorso la Rada ucraina (il Parlamento) ha decretato &#8211; fatto politicamente, culturalmente\u00a0 e moralmente inquietante &#8211;\u00a0 la definitiva riabilitazione dei collaborazionisti hitleriani ucraini; che il testo della legge \u00e8 stato letto alla Rada da <strong>Yury Shukhevych<\/strong>, deputato nazi-fascista e figlio del massacratore di comunisti, di partigiani, di civili ed ebrei <strong>Roman Shukhevych<\/strong>; che rispetto a tale, raccapricciante, notizia non vi \u00e8 stata, in Italia, nel Parlamento italiano, nella sinistra politica e istituzionale italiana nessuna reazione e solo silenzio; ricordando tutto ci\u00f2, Mauro Gemma rimarca, con giustificata indignazione, appunto, il fatto che invece &#8211; al posto di una condanna della riabilitazione dei filo nazisti nell\u2019Ucraina filo-Usa e filo UE- il deputato di \u201cSI\u201d Erasmo Palazzotto diffonde alla Camera una dichiarazione secondo la quale \u201cNotizie di stampa trapelate dall\u2019estero hanno rivelato che in Cecenia alcune caserme militari sono state trasformate per correggere uomini dall\u2019orientamento sessuale non tradizionale o sospetto\u2026\u201d. Naturalmente, rispetto a ci\u00f2, rispetto all\u2019ambigua \u201ccredulit\u00e0\u201d con la quale si fanno proprie le pi\u00f9 strampalate e feroci \u201cfake news\u201d, la stigmatizzazione di Gemma \u00e8 tagliente: \u201cErasmo Palazzotto\u2026 che di quanto avviene in Ucraina evidentemente se ne frega (anche se, vista la sua collocazione nella Commissione esteri, dovrebbe esserne ampiamente informato) e il cui \u201cantifascismo\u201d sembra manifestarsi a corrente alternata, diffonde una dichiarazione sulla base di fantasiose e non meglio precisate \u201cnotizie di stampa\u201d, battendo tutti in fatto di russofobia esasperata e falsificazioni, di cui \u00e8 facile capire la provenienza: quella degli stessi che anni fa presentavano i terroristi ceceni come \u201ceroi\u201d di una guerra di liberazione e che oggi sono impegnati nell&#8217;ennesimo tentativo di \u201crivoluzione colorata\u201d, secondo lo stesso copione applicato a Kiev nel 2014. Sono, del resto, gli stessi, identici argomenti che la propaganda dei nazisti ucraini usa quotidianamente nella sua guerra dell&#8217;informazione contro la Russia e a supporto della sua guerra criminale di aggressione nel Donbass. Palazzotto getta altra benzina sul fuoco attizzato da chi sta inasprendo lo scontro con la Russia, negli Stati Uniti, nell&#8217;UE e in Italia. E lo fa proprio, con un tempismo che non pu\u00f2 passare inosservato, nello stesso momento in cui il presidente della Repubblica si trova a Mosca, con il compito dichiarato di contribuire ad allentare la tensione con la Russia, che tanti danni ha gi\u00e0 procurato al nostro paese, in particolare dopo le sanzioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La critica di Gemma non ha bisogno di ulteriori rafforzamenti e commenti, tanto \u00e8 chiara, netta e condivisibile. Vogliamo invece, da questa critica, enucleare una parola: \u201crussofobia\u201d e il senso di questa parola indagare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto: esiste la russofobia? Si, esiste: essa \u00e8 un \u201csentimento\u201d, una \u201cforma dell\u2019anima occidentale\u201d, un delirante \u201cbovarismo\u201d pseudo culturale e pseudo politico borghese e piccolo borghese, una perversione ideologica che oggi &#8211; come un tempo &#8211; striscia nel corpo dell\u2019 intero occidente capitalistico; una lucida follia che un tempo nacque in Europa per poi trasferirsi, espandersi endemicamente, nel nord America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E che cos\u2019\u00e8, la russofobia?\u00a0 Essa \u00e8 qualcosa di pi\u00f9, come suggerisce lo stesso suffisso utilizzato (fobia) di una semplice\u00a0 paura della Russia; \u00e8 molto di pi\u00f9: \u00e8 il panico, la\u00a0 repulsione (dal greco \u03c6\u03cc\u03b2\u03bf\u03c2, ph\u00f3bos), l\u2019irrazionale terrore verso la storia, la cultura, verso \u201cl\u2019anima russa\u201d, il popolo russo e &#8211; dunque &#8211; verso il potere politico russo, dell\u2019altro ieri storico, della storia russa di ieri e dell\u2019oggi.<br \/>\nIn una famosa copertina di \u201cThe Economist\u201d ( febbraio 2015, titolo: Putin\u2019s war on the West), Putin &#8211; a tutta pagina e su sfondo ovviamente oscuro &#8211; appare come un uomo dal\u00a0 viso tanto algido quanto feroce, mentre con la mano destra &#8211; il grande e maligno Burattinaio &#8211; manovra i fili del mondo; in un\u2019altra, altrettanto nota, successiva copertina della rivista britannica, la natura di Putin \u00e8 ancora pi\u00f9 definita: egli appare (eloquente titolo \u201cPutinism\u201d, occhi rossi e infernali e sguardo terrorizzante) direttamente nelle sembianze di Dracula.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se, dunque, la russofobia esiste e ancora &#8211; come per le invasioni napoleoniche ed hitleriane &#8211; agisce nella storia ed \u00e8 funzionale all\u2019attacco ( culturale, politico, militare) occidentale contro la Russia, da dove essa trae origine, come e da dove nasce, come si riproduce ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affidiamoci, per comodit\u00e0 espositiva, all\u2019incipit di una recente recensione che <strong>Eugenio Di Rienzo<\/strong> fa del libro di <strong>Guy Mettan<\/strong> \u201cRussofobia, Mille anni di diffidenza\u201d, Teti Editore. Scrive Di Rienzo: \u201cLa Russia \u00e8 l\u2019incarnazione del male assoluto, tutto il suo popolo ha lavorato nel corso dei secoli per la rovina degli altri popoli\u201d. Questa frase non \u00e8 tratta dalla sceneggiatura\u00a0Doctor Strangelove\u00a0di Stanley Kubrick\u2026 Questa frase, invece, \u00e8 stata detta a chi scrive da un valoroso studioso di storia dell\u2019Europa orientale nel corso di un\u2019accesa discussione sulla crisi ucraina avvenuta poco pi\u00f9 di un anno fa. Benvenuta allora, per avere a disposizione un efficace contro-veleno contro tali perversioni mentali, la traduzione italiana del volume del politico e giornalista Guy Mettan\u00a0\u201cRussofobia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partendo dal Medioevo, fino ad arrivare al recente confronto tra Mosca e Kiev, Guy Mettan ricostruisce le linee di forza religiose, geopolitiche e ideologiche di cui si nutre la russofobia europea (britannica, francese polacca, tedesca) e americana. Attraverso una serrata discussione critica delle fonti, Mettan pone in luce le debolezze e le mistificazioni del pregiudizio che ancora oggi porta l\u2019Occidente a demonizzare la Russia e a temere, anche\u00a0contra evidentiam, il suo presunto imperialismo. La russofobia \u00e8 un male antico radicatosi nella coscienza europea gi\u00e0 alla fine del XVI secolo, quando, nel 1591, il letterato inglese <strong>Philip Sydney<\/strong> scriveva: \u201cI Moscoviti, nati-schiavi, godono nel vivere sotto la tirannia e a opprimere le altre nazioni\u201d. Parole cui avrebbe fatto eco, nel 1835, il giudizio del poligrafo francese\u00a0<strong>Saint-Marc Girardin<\/strong>, secondo il quale se la Russia fosse riuscita a sottoporre al suo gioco tutti gli Slavi per servirsi di essi in modo da arrivare a dominare l\u2019Europa, il Vecchio continente avrebbe perso ineluttabilmente la sua libert\u00e0, la sua cultura, la sua anima\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_6454\" aria-describedby=\"caption-attachment-6454\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/putin_zyuganov.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-6454\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/putin_zyuganov-300x200.jpg\" alt=\"Il presidente Putin con il leader dei comunisti russi Zyuganov\" width=\"310\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/putin_zyuganov-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/putin_zyuganov-480x320.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/putin_zyuganov.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-6454\" class=\"wp-caption-text\">Il presidente Putin con il leader dei comunisti russi Zyuganov<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma dopo Di Rienzo sentiamo le parole dello stesso Guy Mettan. In un\u2019intervista rilasciata a Tatiana Santi nel 2016, Mettan afferma: \u201cPu\u00f2 sembrare paradossale, ma la russofobia occidentale \u00e8 pi\u00f9 antica della Russia! In effetti, \u00e8 iniziata con le rivalit\u00e0 politiche e religiose che hanno contrapposto l&#8217;Impero di Occidente, fondato dal Carlo Magno nell&#8217;anno 800, all&#8217;Impero d&#8217;Oriente basato a Costantinopoli; la Chiesa cattolica e quella ortodossa. Carlo Magno era un principe che si ribell\u00f2 contro il sovrano legittimo dell&#8217;Impero romano d&#8217;Oriente che regnava a Bisanzio. I suoi successori, che hanno creato il Sacro romano Impero Germanico alla fine del X secolo, sono riusciti ad imporre ai Papi delle riforme religiose contro l&#8217;opinione delle Chiese greche d&#8217;Oriente, che si erano opposte perch\u00e9 ritenevano tutto ci\u00f2 un colpo di Stato e non una decisione democratica presa in\u00a0seno ad un concilio ecumenico universale. In seguito a questo scisma, ufficialmente risalente all&#8217;XI secolo, a Roma ebbe luogo una propaganda antiortodossa e antigreca con lo scopo di denigrare gli Orientali sia sul piano politico sia religioso. Quando gli Ottomani conquistarono Bisanzio nel 1453 questi pregiudizi negativi si trasposero sui russi, i quali avevano rivendicato l&#8217;eredit\u00e0 politica e religiosa di Bisanzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pregiudizi occidentali sono di due ordini. Innanzitutto i greci, e quindi i russi, sono dei barbari e i loro sovrani sono dei despoti e dei tiranni. Inoltre sono degli espansionisti, degli annessionisti, delle persone aggressive, le quali non fanno altro che sognare di conquistare e sottomettere l&#8217;innocente e virtuoso Occidente\u2026Sono gli stessi pregiudizi che ritroviamo oggi sotto la piuma dei giornalisti occidentali antirussi. \u00c8 da notare che la russofobia moderna \u00e8 cominciata in\u00a0Francia alla fine del XVIII secolo, quando il Gabinetto segreto del re\u00a0Luigi XV ha forgiato un falso &#8220;Testamento di Pietro il Grande&#8221;, nel quale il grande zar russo avrebbe comandato ai suoi successori di conquistare l&#8217;Europa. Napoleone lo fece pubblicare nel 1812 con lo scopo di giustificare meglio la sua invasione preventiva della Russia nel 1813. Gli inglesi tradussero il libro e lo usarono per giustificare la loro invasione della Crimea nel 1853. Questo pseudo testamento \u00e8 stato denunciato come falso solo alla fine del XIX secolo, dopo aver ispirato decenni di russofobia francese e inglese\u2026Si tratta della stessa manipolazione che gli americani hanno utilizzato nel 2003 per giustificare l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq. Le false armi di distruzione di massa di <strong>Saddam Hussein<\/strong> ci rivelano la stessa mistificazione. Solo una volta commesso il crimine, la verit\u00e0 esplode. La storia \u00e8 ancora troppo recente per vederci chiaro, ma potremmo scommettere che gli avvenimenti di Maidan in\u00a0Ucraina a febbraio 2014 rilevano la stessa tecnica di manipolazione. Il putsch che ha permesso di travolgere il governo legale ucraino \u00e8 stato saggiamente preparato durante lunghi anni da delle campagne finanziate da miliardi versati dagli Stati Uniti, come \u00e8 stato ammesso dal segretario di Stato aggiunto <strong>Victoria Nuland<\/strong> davanti al Congresso (i famosi 5 miliardi di dollari), per essere attivati in\u00a0favore delle manifestazioni popolari contro il governo, d&#8217;altronde legittime data la corruzione diffusa. Il risultato \u00e8 che il governo attuale si rivela altrettanto corrotto che quello precedente, ma questo non interessa alcun media occidentale\u2026Il discorso occidentale antirusso si appoggia sui due principi di cui parlavo prima: l&#8217;Occidente incarna il Bene, i valori universali, la democrazia, i diritti dell&#8217;uomo, la libert\u00e0 (soprattutto economica), mentre la Russia rappresenta l&#8217;autocrazia, il nazionalismo revanscista, la negazione delle libert\u00e0 dell&#8217;individuo. Questo discorso bianco-nero strumentalizza senza vergogna l&#8217;opinione pubblica, perch\u00e9 questa sostenga la rimilitarizzazione dell&#8217;Europa e il rafforzamento della NATO, che non ha smesso di allargarsi in\u00a020 anni con l&#8217;integrazione di tutta l&#8217;Europa dell&#8217;Est, e ora del Montenegro. Senza parlare del vassallaggio dell&#8217;Ucraina, della Svezia, della Georgia e anche della Svizzera &#8220;neutra&#8221; che partecipa alle sue esercitazioni in\u00a0nome di un &#8220;partenariato per la pace&#8221;, che in\u00a0realt\u00e0 \u00e8 solo un giro di parole\u2026Pi\u00f9 che dei professionisti interessati ad informare, i giornalisti dei principali media occidentali sembrano dei registi. L&#8217;opposizione fra i &#8220;buoni&#8221;, gli Occidentali, e i &#8220;cattivi&#8221;, i russi, nonch\u00e9 la demonizzazione della Russia, presentata come una minaccia per l&#8217;Occidente, diventano cos\u00ec degli elementi essenziali del discorso mediatico occidentale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citazione di Guy Mettan \u00e8 lunga, ma di grande efficacia e poich\u00e9, come diceva Balzac \u201c L\u2019originalit\u00e0 \u00e8 un mito della piccola borghesia\u201d, \u00e8 meglio utilizzare la compiuta chiarezza di Mettan, per far luce sui primordi e sulle degenerazioni della russofobia, piuttosto che rubargli le parole e intestarcele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo \u00e8 che la russofobia impiega, per costituirsi e radicarsi come una sorta di inconscio nella struttura psicologica e culturale dell\u2019 \u201cuomo occidentale\u201d (non diciamo appositamente \u201ceuropeo\u201d, poich\u00e9 sposiamo l\u2019affermazione razionale di Charles De Gaulle: \u201cL\u2019Europa va dall\u2019Atlantico agli Urali\u201d, constatazione che tanto servirebbe, oggi, a chi, dalle postazioni dell\u2019Unione Europea, demonizza sia la Russia che Putin e demonizza sino a giungere all\u2019embargo economico e alle minacce di guerra) impiega, dicevamo, diversi secoli e si organizza su mille pregiudizi, travisamenti e falsit\u00e0. Affermazione, questa, che peraltro non ha nulla di assolutamente nuovo: basterebbe rievocare l\u2019opera di <strong>Edward Said<\/strong> (\u201cOrientalism\u201d, del 1978) per capire come l\u2019Occidente ha storicamente letto l\u2019Oriente. Muovendo dalle riflessioni, tra gli altri di <strong>Antonio Gramsci<\/strong> e <strong>Michel Foucault<\/strong>, Said ha messo per sempre in luce il carattere mistificatorio della nozione occidentale di \u201cOriente\u201d, funzionale &#8211; per Said &#8211; sia alla costruzione, per forzata contrapposizione ontologica, alla costruzione della stessa concezione di \u201cOccidente\u201d, sia per rinchiudere\u00a0 le cosiddette culture orientali in stereotipi e generalizzazioni che potevano giungere al \u201cdisumano\u201d ( pensiamo alla demonizzazione e alla de-storicizzazione disumanizzante di Attila, di Ivan il\u00a0 Terribile o di\u00a0 Stalin, ad esempio\u2026) e &#8211; infine &#8211; per fornire le basi materiali al dominio, sull\u2019 \u201cOriente\u201d, dell\u2019imperialismo occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Centinaia sarebbero le tappe della via crucis \u201cculturale\u201d, \u201cfilosofica\u201d, \u201cideologica\u201d occidentale lungo la quale \u00e8 stata infine crocifissa la Russia e lungo la quale ha preso corpo la russofobia e le sue ramificazioni degenerative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di notevole importanza, ad esempio, \u00e8 ci\u00f2 che rievoca Eugenio Di Rienzo: \u201cSubito dopo la fine della prima guerra mondiale, l\u2019Ucraina divenne il perno del progettoPrometeizm, elaborato dal\u00a0maresciallo <strong>J\u00f3zef Pi\u0142sudski<\/strong> fin dal 1904 e perseguito dai suoi successori ancora alla vigilia del secondo conflitto mondiale con l\u2019obiettivo di mettere la Polonia a capo di un movimento destinato ad emancipare le nazionalit\u00e0 non russe (ucraina, caucasiche, di etnia turca), un tempo sottomesse a San Pietroburgo e in seguito a Mosca. Il\u00a0Prometeizm\u00a0doveva portare alla creazione di una Federazione politico-militare (Mi\u0119dzymorze), diretta a provocare la distruzione della potenza economica e militare russa, estesa dal Mare del Nord, al Golfo di Botnia, al Baltico, al Mar Nero, al Mediterraneo, comprensiva in primo luogo dell\u2019Ucraina e poi di Cecoslovacchia, Ungheria, Paesi scandinavi e baltici, Italia, Romania, Jugoslavia, Grecia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo programma, significativamente riproposto nel 2012 in una versione solo leggermente modificata, all\u2019attenzione del Dipartimento di Stato statunitense, ha dato luogo, in coincidenza con la crisi ucraina, al cosiddetto progetto\u00a0Intermarium. Un patto di mutua assistenza, promosso dal Pentagono, esteso dal Baltico al Mar Nero al Caspio, che avrebbe dovuto essere sottoscritto da Polonia, Lituania, Estonia, Lettonia, Moldavia, Romania, Georgia, Azerbaigian, Turchia, indirizzato a rendere possibile lo smembramento della \u00a0Federazione Russa e la sua definitiva liquidazione come potenza eurasiatica. Si avverava cos\u00ec l\u2019auspicio formulato da un altro polacco, <strong>Zbigniew Brzezinski<\/strong> (gi\u00e0 consigliere della Sicurezza nazionale sotto la presidenza di <strong>Jimmy Carter<\/strong>), nel 1997, nel 2004 e ancora nel 2012, che puntava all\u2019obiettivo di \u201cuna Russia frammentata in una Repubblica europea, una Repubblica di Siberia e una Repubblica asiatica, pi\u00f9 idonee ad assicurare lo sfruttamento delle risorse e del potenziale economico di quella terra,\u00a0\u00a0 troppo a lungo dilapidati dall\u2019ottusa burocrazia moscovita\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_6455\" aria-describedby=\"caption-attachment-6455\" style=\"width: 299px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/russofobia_guy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-6455\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/russofobia_guy-214x300.jpg\" alt=\"Il libro di Guy Mettan\" width=\"299\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/russofobia_guy-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/russofobia_guy-480x674.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/russofobia_guy-356x500.jpg 356w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/russofobia_guy.jpg 570w\" sizes=\"auto, (max-width: 299px) 100vw, 299px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-6455\" class=\"wp-caption-text\">Il libro di Guy Mettan<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E serve ricordare con quali argomentazioni razziste (\u201cil bestiale popolo russo\u201d) la Francia di\u00a0 Napoleone Bonaparte, nel 1812, prepara l\u2019invasione in Russia? Un\u2019invasione pari solo, nella sua spropositata forza militare ( 700 mila soldati, una Grande Armata di uomini provenienti da tutte le regioni e da tutti gli Stati dell\u2019Impero), all\u2019odio ideologico antirusso dell\u2019intellighenzia imperialista francese. Ma ci\u00f2 \u00e8 conosciuto, mentre meno conosciuta, poich\u00e9 strumentalmente rimossa dalla cultura egemonica occidentale, \u00e8 la risposta \u201cfilosofica\u201d ( la stessa che muover\u00e0 il popolo russo contro l\u2019invasione hitleriana) con la quale la Russia resiste a Napoleone:\u00a0\u041e\u0442\u0435\u0447\u0435\u0441\u0442\u0432\u0435\u043d\u043d\u0430\u044f \u0432\u043e\u0439\u043d\u0430,\u00a0Ote\u010destvennaja vojna, termine col quale ci si riferisce al carattere nazionale e popolare russo messo in campo contro l\u2019invasore straniero. Quello spirito gi\u00e0 identificato da <strong>Puskin<\/strong> (\u201cil vasto, profondo, inestirpabile spirito popolare russo\u201d) che il grande scrittore mette in contrapposizione alla coscienza che le \u201celite\u201d intellettuali, sia russe che, soprattutto, occidentali, puntano a mettere in campo per formare \u201c la coscienza di una societ\u00e0 sradicata, senza pi\u00f9 terra\u201d. Cio\u00e8, \u201ctraducendo\u201d Puskin, una coscienza borghese senza pi\u00f9 anima, se non quella segnata dall\u2019egemonia del narcisismo individuale di carattere totalmente borghese. Muovendo da Puskin, peraltro, si potrebbe azzardare ( ma non \u00e8 certo questo lo spazio consono per sviluppare la tesi) un confronto tra la profonda e ancora in gran parte inalterata spiritualit\u00e0 del pensiero religioso ortodosso russo e il pensiero religioso cattolico d\u2019Occidente, molto attraversato (come lo stesso Papa <strong>Francesco<\/strong> denuncia) dagli stessi violenti processi di mercificazione che segnano di s\u00e9 l\u2019 intera societ\u00e0 capitalistica. E anche questo per capire la vasta provenienza delle continue ondate russofobiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa \u201cOperazione Barbarossa\u201d, l\u2019invasione da parte di <strong>Hitler<\/strong> dell\u2019Unione Sovietica, fu, non a caso, la pi\u00f9 grande operazione militare della storia, organizzata dal nazifascismo a nome dell\u2019intero occidente capitalistico e antirusso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E certo \u00e8 che agli occhi dell\u2019Occidente capitalistico, gi\u00e0 pieni d\u2019odio ontologico verso la Russia, la Rivoluzione d\u2019Ottobre rappresent\u00f2 la ratifica finale della stessa \u201cdiversit\u00e0 umana\u201d della Russia e del popolo russo. Scrisse incredibilmente (ma non tanto incredibilmente, a ben vedere) nel 1932 l\u2019economista democratico, <strong>John Maynard Keynes<\/strong> che \u201cl\u2019oppressione dittatoriale dei Soviet non era altro che il logico risultato della bestialit\u00e0 della natura russa e di quella giudaica, ora fusesi insieme\u201d, essendo \u201cla crudelt\u00e0 e la follia della \u201cNuova Russia\u201d (comunista) del tutto identiche a quelle della \u201cVecchia Russia\u201d (zarista)\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La descrizione delle tante tappe che hanno formato la via crucis alla fine della quale, nell\u2019immaginario collettivo occidentale, \u00e8 stata crocifissa la Russia e tutta l\u2019Europa dell\u2019Est e sulla quale si \u00e8 sostanziata la russofobia, potrebbe prendere lo spazio di un lungo libro e, qui, non \u00e8 il caso di farlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riprendiamo, per\u00f2, la copertina del \u201cThe Economist\u201d gi\u00e0 citata, quella in cui appare il viso di Putin con gli occhi iniettati di sangue alla Dracula. Vedremo come ci\u00f2 non sia affatto casuale. Nel 1987 lo scrittore irlandese <strong>Bram Stoker<\/strong> scrive, appunto, il romanzo \u201cDracula\u201d. Il Vampiro sanguinario uscito dalla penna di Stoker diverr\u00e0, attraverso la letteratura, il cinema e l\u2019intera struttura mediatica occidentale, un vero e proprio personaggio mitologico, volto ad incarnare &#8211; in modo, insieme, esplicito e inconscio &#8211; \u201cl\u2019orrore insito nell\u2019 oscurit\u00e0 &#8211; come scriveva lo stesso Stoker- della Transilvania\u201d e, per estensione mitologica, in tutta l\u2019Europa dell\u2019Est ( demonizzazione di un\u2019intera area geografica e storica funzionale alla successiva demonizzazione del \u201csocialismo realizzato\u201d e, oggi, degli immigrati albanesi o rumeni). La cosa singolare, tuttavia, \u00e8 che il Dracula di Stoker ( e tutti i vampiri successivi della sterminata letteratura e filmografia che si sono ispirati al suo romanzo) &#8211; che tutta la letteratura occidentale individua nel personaggio storico del Principe Vlad, della Transilvania &#8211; \u00e8 una totale invenzione letteraria e una terribile mistificazione della storia, dai caratteri platealmente razzisti e colonialisti. In verit\u00e0 &#8211; come si studia normalmente in ogni liceo di Bucarest- Dracula, il Principe <strong>Vlad Tepes<\/strong> della \u201ctenebrosa\u201d Transilvania, altri non era che un grande intellettuale e un grande rivoluzionario &#8211; un insieme di <strong>Mazzini<\/strong> e <strong>Garibaldi<\/strong>, ma rumeno &#8211; che tutta la vita lott\u00f2 contro l\u2019oppressione dell\u2019impero ottomano, per l\u2019indipendenza, l\u2019unit\u00e0 e la libert\u00e0 del popolo della Romania. Ma l\u2019imposizione della figura mitologica del Dracula vampiro da parte della cultura colonialista occidentale spiega bene il perch\u00e9, oggi, il \u201cThe Economist\u201d tratteggia Putin con le sembianze del Dracula di Stoker e anche il perch\u00e9 Stalin sia stato trasformato anch\u2019esso in un Dracula sovietico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E il comunismo come \u201cmale assoluto\u201d, nella propaganda occidentale; gli orrori antidemocratici del maccartismo USA; la gigantesca rimozione storica e culturale in relazione al contributo determinante dell\u2019Armata Rossa per la vittoria sul nazifascismo; i manifesti della Democrazia Cristiana del secondo dopoguerra, in cui i bolscevichi mangiavano, letteralmente, i bambini e molti ci credevano; la funzione dell\u2019anticomunismo viscerale nelle vittorie berlusconiane? Non sono anch\u2019esse derivazioni, almeno in buona parte, della stratificazione ideologica della russofobia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un dogma reazionario e imperialista &#8211; la russofobia- che in questa fase storica e per ragioni palesemente legate agli interessi imperialisti, sembra di nuovo esplodere. Scrive <strong>Gennaro Sangiuliano<\/strong>, sul\u00a0 \u201cSole 24 Ore\u201d (non sulla Pravda!) del 19 giugno 2016: \u201c Molte vicende, negli ultimi anni sono state raccontate con una prospettiva molto parziale. L\u2019Occidente defin\u00ec brutale l\u2019intervento russo in Cecenia; ora che i ceceni si sono dimostrati i pi\u00f9 feroci tagliagole che operano in Siria e in Iraq, molti analisti convergono nel ritenere che forse Putin ha evitato l\u2019insorgere di un pericoloso califfato nel Caucaso. Allo stesso modo, va riconsiderata la posizione di Putin che, nel 2003, non volle aderire all\u2019operazione per spodestare Saddam Hussein in Iraq, giudicandola avventata. Cos\u00ec abbiamo urlato per la distruzione di Palmira ma poi \u00e8 toccato ai russi liberarla, come gi\u00e0 fecero con il grande tributo di sangue nella lotta al nazismo\u201d. E prosegue ancora Sangiuliano nello stesso articolo del \u201cSole 24 Ore\u201d: \u201cL\u2019abbattimento dell\u2019aereo della Malaysia Airlines \u00e8 stato addossato ai separatisti filorussi, prima ancora delle verifiche degli organismi internazionali. L\u2019intera vicenda Ucraina \u00e8 stata raccontata secondo lo schema lineare e un po\u2019 banale dell\u2019aggressione russa, senza valutare la memoria di un passato lacerante, le nostalgie filonaziste dell\u2019estremismo ucraino, gli eccessi della classe dirigente locale, gli assetti della geopolitica. Mettan (il gi\u00e0 citato autore del libro \u201cRussofobia\u201d, n.d.r.) esamina il referendum in Crimea: \u201cil fatto che il 95% degli abitanti si sia pronunciato a favore dell\u2019Unione con la Russia non ha avuto alcuna importanza\u201d. E pochi hanno ricordato che un analogo referendum si svolse nel gennaio del 1991, con lo stesso risultato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un punto alto del ritorno militante della russofobia \u00e8 senza dubbio la Risoluzione n\u00b0 758\u00a0 del 4 dicembre 2015, passata alla Camera dei Rappresentanti USA con 411\u00a0 voti favorevoli e 10 (10!) contrari. Rispetto a questa Risoluzione scrive il \u201cDer Spiegel\u201d (la rivista tedesca di maggior tiratura, non certo un terribile foglio rivoluzionario) il successivo 12 dicembre: \u201cLa Camera dei Rappresentanti ha portato il mondo un passo pi\u00f9 vicino alla tragedia.\u00a0La risoluzione accusa la Russia di scatenare un&#8217;aggressione militare contro l&#8217;Ucraina, la Georgia e la Moldavia e chiede aiuti militari e di intelligence per l&#8217;Ucraina.\u00a0Il documento chiede agli alleati della NATO, ai partner degli Stati Uniti in Europa e alle nazioni in tutto il mondo \u00abdi sospendere ogni forma di cooperazione militare con la Russia e di vietare la vendita al governo russo di materiale militare letale e non letale\u201d. La Camera dei Rappresentanti vuole che l&#8217;Ucraina e l\u2019Unione europea frenino l&#8217;interazione con la Russia e inaspriscano le sanzioni. Inoltre, si invitano l&#8217;Ucraina e l&#8217;Unione europea a respingere le forniture energetiche russe. I rappresentanti minacciano direttamente la Federazione russa e la accusano di violare il trattato INF, Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty. Infine, la Camera suggerisce che gli Stati Uniti intensifichino la guerra d&#8217;informazione con la Russia. Nel documento si\u00a0\u201c invitano il Presidente e il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti a sviluppare una strategia di coordinamento multilaterale per la produzione o comunque la diffusione di notizie e informazioni in lingua russa nei paesi con significative minoranze di lingua russa\u201d.\u00a0E il \u201cDer Spegel\u201d, nello stesso articolo, ricorda che in un\u2019intervista allo stesso giornale di una settimana prima, ( un\u2019intervista dal titolo eloquente: \u201cUna guerra \u00e8 l&#8217;unica cosa che pu\u00f2 salvare un dollaro morente?) il 91 enne <strong>Kissinger<\/strong> aveva gi\u00e0 evocato il pericolo e la follia di una tale Risoluzione da parte degli USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intervento USA-UE-NATO in Ucraina che costruisce sul campo, in funzione anti russa, un esercito nazi fascista; la lunga guerra in Afghanistan volta a dislocare basi NATO ai confini russi; le provocazioni anti russe in Cecenia; le sanzioni economiche dell\u2019occidente capitalistico contro Mosca; le ultime provocazioni anti Putin di Trump in Siria; la demonizzazione caricaturale di Putin e l\u2019 enfatico appoggio occidentale ad ogni contestazione interna anti Putin:\u00a0 tutto ci dice che, di nuovo, la russofobia \u00e8 tornata in campo a servire gli interessi imperialisti. Scrive <strong>Sergio Romano<\/strong> sulla sua biografia politica di Putin (Longanesi editore, 2016) : \u201cL\u2019intervento russo in Siria non sembra aver cambiato, se non in peggio, la percezione della Russia in Occidente. Le ultime manovre della NATO in Europa sono state organizzate nel giugno 2.016. Il loro nome in codice \u00e8 \u201cAnaconda 16\u201d ( un serpente costrittore che soffoca la preda), i Paesi che hanno partecipato sono stati pi\u00f9 di 20 e i soldati inviati sui confini della Russia non meno di 30 mila (di cui 14 mila americani), con un numero imprecisato di carri armati, aerei, navi. Le esercitazioni hanno compreso un attacco notturno con elicotteri, un lancio di paracadutisti, la costruzione di un ponte sulla Vistola. Il loro obiettivo, tra gli altri, era quello di integrare il comando nazionale polacco in un contesto multinazionale; quasi una prova generale per il giorno in cui sarebbe scoppiata una terza guerra mondiale, non lontana dai luoghi in cui era cominciata la seconda\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le parole di Sergio Romano sono terribili quanto verosimili: l\u2019imperialismo USA in crisi strategica non sembra affatto scartare la guerra mondiale contro il tandem Russia-Cina. Ci\u00f2 che in qualche modo ci conforta \u00e8 che ogni volta che l\u2019Occidente ci ha provato, a travolgere militarmente la Russia, lo spirito russo ha reagito e vinto. Scriviamo mentre Trump interviene militarmente nello Yemen; mentre pensa di bombardare nuovamente la Siria; mentre rafforza le truppe nazifasciste a Kiev; mentre invia la flotta Usa (la sua grande \u201carmada\u201d) verso i mari della Corea del Nord; mentre prosegue il rafforzamento, gi\u00e0 ordinato da Obama, della presenza navale militare\u00a0 USA nei Mari del Sud della Cina, e ci viene da pensare: tutti pericoli che richiederebbe una ben pi\u00f9 sostanziosa solidariet\u00e0 internazionalista e antimperialista di quella che mettono in campo, oggi, uomini di sinistra come Erasmo Palazzotto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 12 aprile il direttore del sito \u201cMarx XXI\u201d, il compagno Mauro Gemma, pubblica un suo indignato commento\u00a0 in merito ad una \u201cirresponsabile\u201d dichiarazione rilasciata il giorno prima da Erasmo Palazzotto, vice presidente della Commissione Esteri della Camera e responsabile esteri di Sinistra Italiana. 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