{"id":6309,"date":"2017-03-16T16:20:45","date_gmt":"2017-03-16T16:20:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6309"},"modified":"2017-03-29T14:11:48","modified_gmt":"2017-03-29T14:11:48","slug":"le-sorti-progressive-dellunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6309","title":{"rendered":"Le sorti &#8220;progressive&#8221; dell&#8217;Unione Europea"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Anche <strong>Donald Trump<\/strong> sembra essersi accorto che uno dei problemi che mina alla base la struttura dell\u2019Unione Europea \u00e8 lo stratosferico surplus commerciale tedesco. In realt\u00e0 sono decenni che economisti e studiosi marxisti mettono in luce questa grana, che di fatto impedisce un possibile riequilibrio dell\u2019economie dell\u2019area euro, ma se a rilevarlo sono esponenti politici borghesi non possiamo che rallegrarcene. Chiunque abbia anche qualche generica reminescenza dei suoi studi superiori, non potr\u00e0 non accorgersi che la politica perseguita dalla classe dirigente tedesca pare proprio ispirarsi ai principi del vecchio mercantilismo: ossia che la potenza di una nazione dipende essenzialmente dalla prevalenza delle esportazioni sulle importazioni. Questo meccanismo per\u00f2 non pu\u00f2 essere applicato da tutti gli stati contemporaneamente, dal momento che qualcuno deve importare le merci prodotte. Se ci trovassimo in un sistema di cambi flessibili, osserveremmo con ogni probabilit\u00e0 una rivalutazione del Marco e dunque una perdita di competitivit\u00e0 dei prodotti tedeschi, ma, ovviamente, in un\u2019unione monetaria questo non \u00e8 possibile. In realt\u00e0 e per correttezza di informazione, gli avanzi commerciali accumulati dalla Germania in questi anni risultano superiori perfino alle soglie stabilite dai trattati europei, ma nessuno zelante burocrate di Bruxelles sembra minacciare di sanzionare la potenza teutonica. Privati degli strumenti per adottare politiche macroeconomiche di riequilibrio ed anzi obbligati ad attuare politiche di austerit\u00e0, che secondo gli studiosi del paradigma economico mainstream dovevano essere \u201cespansive\u201d, i paesi dell\u2019Europa mediterranea continuano a scivolare in una condizione di subalternit\u00e0 sempre pi\u00f9 evidente, amplificando le asimmetrie e gli squilibri di sviluppo all\u2019interno dell\u2019Unione Europea. Dinnanzi a questa situazione sempre pi\u00f9 instabile e insostenibile una possibile deflagrazione dell\u2019assetto europeo, indipendentemente dalle volont\u00e0 soggettive di ciascuno di noi, sembra balzare all\u2019ordine del giorno. Se queste linee di tendenza non saranno invertite, e non lo saranno proprio per perseguire coscientemente un nuovo modello di sviluppo capitalistico che, come ha sintetizzato Bellofiore, \u201dha il volto trino della finanziarizzazione del capitale, della frantumazione del lavoro dentro la nuova catena del lavoro transazionale, della sempre pi\u00f9 intensa concentrazione della politica economica in quella monetaria<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>\u201d, le forze politiche di classe in ogni paese devono iniziare a formulare un programma per una differente gestione dell\u2019uscita, rispetto a quello delle organizzazioni reazionarie e nazionaliste. Risulta evidente a questo punto come la parola d\u2019ordine \u201cdel pi\u00f9 Europa\u201d, evocata ancora da parti minoritarie della sinistra sedicente radicale, sia assolutamente sbagliata, proprio perch\u00e9, come sostiene l\u2019economista Giacch\u00e8, ci condurrebbe ad una \u201cblindatura istituzionale di un assetto non soltanto ingiusto ed economicamente inefficiente, ma profondamente oligarchico e antidemocratico, e per di pi\u00f9 caratterizzato da gerarchie inaccettabili tra i diversi Paesi membri<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>\u201d. D\u2019altra parte anche lo slogan che sostiene una \u201cviolazione dei trattati\u201d non coglie il punto fondamentale, cio\u00e8 che l\u2019Unione Europea \u00e8 strutturalmente irriformabile e che qualsiasi attendismo sulla strada della rottura significhi una perdita di tempo prezioso, nonch\u00e9 un peggioramento ulteriore delle condizioni di vita delle classi subalterne. L\u2019attenzione riservata alle sorti dell\u2019Unione Europea dal presidente statunitense dovrebbe inoltre farci riflettere anche su un altro punto fondamentale. Potrebbe essere proprio la borghesia europea a prendere atto del fallimento del progetto di integrazione monetaria e a quel punto promuoverne lo scioglimento. La classe dominante sarebbe quindi pronta a mettere in discussione tutto, anche la moneta unica, per non cambiare assolutamente nulla: ossia il sistema capitalistico come modo di produzione egemone. In conclusione, sarebbe forse pi\u00f9 corretto sostenere che un\u2019altra Europa \u00e8 possibile, rispettosa delle varie costituzioni nazionali e che miri ad un miglioramento costante del tenore di vita generale dei lavoratori di tutti i paesi ad essa aderenti, ma non un\u2019altra Unione Europea, istituzione contro la quale i comunisti devono combattere. Solo in questo senso si eviter\u00e0 di scimmiottare le destre con un ripiego nazionalista e tenere fede ad un orizzonte internazionalista. Senza per\u00f2 un antecedente cambio di egemonia nella guida dei processi politici ed economici in ogni stato-nazionale, che passi dalle mani della borghesia e dei suoi rappresentanti a quelle dei lavoratori, non potremmo avanzare verso un futuro di cooperazione e amicizia tra i popoli. Proprio questo risulta essere in definitiva l\u2019obiettivo intermedio: elevare il proletariato a classe dominante in ogni singolo paese del continente. <\/span><\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><sup>\u0002<\/sup> R.Bellofiore \u201cLa crisi globale,l\u2019Europa,l\u2019euro, la Sinistra\u201d pag. 19<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><sup>\u0002<\/sup> V.Giacch\u00e9 \u201cCostituzione Italiana contro Trattati Europei il conflitto inevitabile\u201d pag. 92<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche Donald Trump sembra essersi accorto che uno dei problemi che mina alla base la struttura dell\u2019Unione Europea \u00e8 lo stratosferico surplus commerciale tedesco. In realt\u00e0 sono decenni che economisti e studiosi marxisti mettono in luce questa grana, che di fatto impedisce un possibile riequilibrio dell\u2019economie dell\u2019area euro, ma se a rilevarlo sono esponenti politici borghesi non possiamo che rallegrarcene. Chiunque abbia anche qualche generica reminescenza dei suoi studi superiori, non potr\u00e0 non accorgersi che la politica perseguita dalla classe dirigente tedesca pare proprio ispirarsi ai principi del vecchio mercantilismo: ossia che la potenza di una nazione dipende essenzialmente dalla<\/p>\n","protected":false},"author":16410,"featured_media":1085,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,13],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-6309","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-opinione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6309","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16410"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6309"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6309\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6310,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6309\/revisions\/6310"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1085"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6309"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=6309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}