{"id":6293,"date":"2017-03-08T17:51:23","date_gmt":"2017-03-08T17:51:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6293"},"modified":"2021-03-08T13:53:49","modified_gmt":"2021-03-08T13:53:49","slug":"8-marzo-origini-e-storia-di-una-giornata-internazionale-di-lotta-per-i-diritti-delle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6293","title":{"rendered":"8 marzo: origini e storia di una giornata internazionale di lotta per i diritti delle donne"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201cKrasnaja Nit\u201d, ovvero \u201cFilo Rosso\u201d, questo il nome della fabbrica tessile di Pietrogrado le cui operaie il 23 febbraio 1917 disertando il turno dell\u2019alba, scendono in sciopero, a loro si uniscono i metalmeccanici delle vicine Officine Putilov, quindi gli studenti. I cosacchi non caricano, anzi, pi\u00f9 tardi si uniranno coi militari e i soldati ai manifestanti, i ponti vengono alzati, tuttavia la Neva \u00e8 ghiacciata e operaie, operai e giovani, sventolando bandiere rosse, vi scendono e a passo deciso avanzano verso i palazzi del potere, lo zar scappa, \u00e8 la Rivoluzione di febbraio.<br \/>\nUn anno dopo con decreto di <strong>Lenin<\/strong> il calendario \u00e8 modificato, proprio a febbraio si passa dall\u20191 al 13 febbraio 1918. Il 23 febbraio, in ricordo degli avvenimenti dell\u2019anno precedente, si celebra il primo reclutamento di massa dell\u2019Armata Rossa, quel giorno diventer\u00e0 la festa dell&#8217;Esercito e della Marina sovietica, con <strong>Vladimir Putin<\/strong> oggi \u00e8 in Russia il Giorno dei difensori della patria. Il 23 febbraio per\u00f2 \u00e8 il nuovo 8 marzo, cos\u00ec come il 25 ottobre \u00e8 il nuovo 7 novembre. Le donne russe decidono allora, insieme alla prima donna ministro della storia dell\u2019umanit\u00e0, <strong>Aleksandra Michajlovna Kollontaj<\/strong>, diventata ministro la notte stessa della Rivoluzione d\u2019Ottobre, di fare dell\u20198 marzo una giornata di rivendicazioni per i diritti delle donne, in ricordo delle operaie della \u201cKrasnaja Nit\u201d. Non sar\u00e0 una festivit\u00e0 ufficiale, ma una giornata di sensibilizzazione per l\u2019ottenimento di assistenza nelle pratiche domestiche, che porter\u00e0 alla nascita delle lavanderie e delle stirerie pubbliche, alla totale assistenza per l\u2019infanzia e la maternit\u00e0, all\u2019uguaglianza salariale, allo sviluppo dell\u2019industria leggera agro-alimentare e del sistema delle mense sui posti di lavoro, tutte iniziative che sgraveranno di molto le donne, favorendone una concreta emancipazione. Il voto le donne sovietiche lo avevano gi\u00e0 ottenuto, anche in questo caso la notte stessa della Rivoluzione. Nel giugno 1921 la Seconda Conferenza Internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca una settimana prima dell&#8217;apertura del III Congresso dell&#8217;Internazionale Comunista, riconosce nell&#8217;8 marzo la \u201cGiornata internazionale delle donne e delle lavoratrici\u201d. Gi\u00e0 dalla fine dell\u2019Ottocento tuttavia nel movimento marxista erano state proposte e celebrate giornate di lotta per i diritti delle donne e le date di marzo si fondavano sul richiamo alle giornate della Comune di Parigi e alla Rivoluzione tedesca del 1848, in questo caso per volont\u00e0 di <strong>Clara Zetkin<\/strong> e <strong>Rosa Luxemburg<\/strong>. Solo casualmente tale data \u00e8 caduta in Germania, come nel 1914, l\u20198 marzo. Proprio il 18 marzo, primo giorno della Comune nel 1871 \u00e8 stata fino al 1921 la data pi\u00f9 frequentemente utilizzata, come anche le domeniche pi\u00f9 prossime alla data stessa.<br \/>\nNel 1945 a Roma le donne comuniste e socialiste dell\u2019UDI, Unione Donne in Italia, decidono, per prime in Occidente, di rendere l\u20198 marzo giornata di lotta per i diritti delle donne anche nella penisola. Scelgono la mimosa come simbolo delle rivendicazioni, essendo un fiore gi\u00e0 sbocciato in quella data. Tuttavia sanno che un richiamo diretto alla Giornata Internazionale della donna promossa dall\u2019Internazionale Comunista potrebbe essere in Italia un limite alle rivendicazioni femminili e decidono di coniugare la giornata di lotta italiana con un avvenimento che nulla ha a che fare con l\u20198 marzo, ma pi\u00f9 in generale con lo sfruttamento delle donne, la tragica morte delle operaie, in larga parte di origine italiana, della fabbrica tessile Triangle di New York, avvenuto il 25 marzo 1911. Questo \u201caggiustamento\u201d degli avvenimenti storici domina per inerzia e ignoranza ancora oggi il resoconto mediatico delle origini della giornata dell\u20198 marzo. Un \u201caggiustamento\u201d tuttavia ben noto al potere democristiano di allora che infatti emana circolari ben precise a firma di <strong>De Gasperi<\/strong>, <strong>Andreotti<\/strong> e <strong>Scleba<\/strong> con minaccia di sanzioni e di licenziamento \u2013 in alcuni casi applicati&nbsp;\u2013 per i dipendenti pubblici, che avessero distribuito volantini e mimose nelle giornata dell\u20198 marzo sui luoghi di lavoro, una pratica repressiva che durer\u00e0 fino all\u2019avvento dei governi di centro-sinistra alla met\u00e0 degli anni \u201960. Fino ad allora l\u20198 marzo per la Democrazia Cristiana rester\u00e0 solo un subdolo tentativo di propaganda del bolscevismo.<br \/>\nNel mondo intanto i movimento di lotta per la liberazione dal colonialismo e dall\u2019imperialismo avanzano impetuosamente, nuove nazioni socialiste si affermano dall\u2019Europa Orientale alla Cina, al Vietnam alla Corea, cos\u00ec come in Africa molte nazioni di nuova indipendenza si richiamano esplicitamente al marxismo, tutte queste nazioni decidono di celebrare l\u20198 marzo come tappa fondamentale del cammino emancipativo delle donne. Con la vittoria della Rivoluzione Cubana anche in America Latina l\u20198 marzo si afferma come giornata per i diritti delle donne. La produzione di manifesti colorati e combattivi per l\u20198 marzo si moltiplica in tutto il mondo. <strong>Leonid Bre\u017enev<\/strong> subito dopo il suo insediamento nell\u2019ottobre 1964 quale segretario generale del Partito Comunista dell\u2019Unione Sovietica introduce due nuove festivit\u00e0 nel calendario che saranno celebrate dal 1965: l\u20198 marzo, Giornata Internazionale di Lotta per i Diritti delle Donne e il 9 maggio, Giorno della Vittoria nel 1945 contro il nazifascismo nella seconda guerra mondiale, quella che in russo si chiama la Grande Guerra Patriottica. Tali due ricorrenze sopravvivranno alla scomparsa dell\u2019Unione Sovietica e ancora oggi sono due date fondamentali e festive per tutti i popoli un tempo sovietici, da Mosca all\u2019Asia Centrale. Solo negli anni \u201970 la ricorrenza dell\u20198 marzo avr\u00e0, grazie ai movimenti giovanili d\u2019ispirazione marxista, una larga diffusione anche in Occidente.<br \/>\nLa battaglia planetaria per i diritti delle donne, contro ogni forma di violenza e di discriminazione \u00e8 ancora lunga, in tutto il mondo, anche in Europa.<br \/>\nRicordare le origini di questo cammino per l\u2019emancipazione femminile pu\u00f2 essere una buona occasione per riflettere sul futuro, ben sapendo che senza il movimento comunista mondiale e senza le operaie della \u201cKrasnaja Nit\u201d che proprio quel giorno, nel 1917, avevano deciso di diventare protagoniste della storia, l\u20198 marzo non sarebbe una giornata di celebrazioni e di rivendicazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cKrasnaja Nit\u201d, ovvero \u201cFilo Rosso\u201d, questo il nome della fabbrica tessile di Pietrogrado le cui operaie il 23 febbraio 1917 disertando il turno dell\u2019alba, scendono in sciopero, a loro si uniscono i metalmeccanici delle vicine Officine Putilov, quindi gli studenti. 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