{"id":6218,"date":"2016-12-12T11:27:01","date_gmt":"2016-12-12T11:27:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6218"},"modified":"2017-02-12T12:08:08","modified_gmt":"2017-02-12T12:08:08","slug":"algeri-ibrahim-omar-fanon-yacine-kateb-la-rivoluzione-lindipendenza-e-il-socialismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6218","title":{"rendered":"Algeri, Ibrahim Omar Fanon, Yacine Kateb, la Rivoluzione, l\u2019Indipendenza e il socialismo"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\">Mentre dall\u2019aeroporto raggiungo il centro di Algeri, ragazze di incantevole e infinita bellezza escono dall\u2019universit\u00e0 senza un filo di trucco, mentre i loro veli sono agitati dal vento che porta insieme grigie nuvole e un intenso profumo di salsedine.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\">Algeri costeggia il mare, vi abitano quattro dei quaranta milioni di cittadini algerini, una popolazione giovane, come in tutto il Mediterraneo. Case e palazzi, spesso cadenti, intonacati di bianco, si dipanano in strade e viuzze che dal mare salgono per le colline, capaci di articolarsi in un interminabile saliscendi, dominato dal monumento alla lotta di Liberazione di Maqam Echahid, letteralmente Memoriale dei Martiri, con le statue realsocialiste dei combattenti. Algeri ricorda un po\u2019 Napoli e un po\u2019 Nizza, i colonialisti francesi hanno portato per\u00f2, oltre a morte, sangue e torture, anche il loro stile architettonico tardo ottocentesco, esagerando, con l\u2019evidente volont\u00e0 di cancellare quanto di arabo e di berbero, \u201camazigh\u201d in berbero, vi era. Anche la Qasba, patrimonio dell\u2019UNESCO e protagonista della Resistenza anticoloniale raccontata dal grande Gillo Pontecorvo nel 1966 ne \u201cLa battaglia di Algeri\u201d, alterna rari squarci antichi con un\u2019infinit\u00e0 di palazzi francesi appiccicati gli uni agli altri nel reticolo di stradine a sbalzi e gradini che portano alla cittadella.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/algeri_storica.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6220\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/algeri_storica-300x233.jpg\" alt=\"algeri_storica\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/algeri_storica-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/algeri_storica-768x596.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/algeri_storica-1024x794.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/algeri_storica-480x372.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/algeri_storica-644x500.jpg 644w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/algeri_storica.jpg 1267w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Per le strade i ritratti dei martiri della lotta di Liberazione dal colonialismo francese, a volte con brevi cenni biografici dedicati al loro eroico sacrificio per la libert\u00e0 di tutte e di tutti, si susseguono numerosi a segno di una memoria che si vuole mantenere viva e consapevole. Ne \u00e8 prova che uno dei film di chiusura del 7\u00b0 Festival Internazionale del Cinema d\u2019Algeri sia stato \u201cOuled Mokrane, celle qui vivra\u201d del berbero Amor Hakkar, gi\u00e0 apprezzato nel 2007 a Locarno per \u201cLa maison jaune\u201d, girato in berbero tra le montagne dell&#8217;Aur\u00e8s. \u201cOuled Mokrane, celle qui vivra\u201d \u00e8 ancora una volta, come molte nella storia del cinema algerino, il racconto della violenza e del dolore, della memoria e del coraggio, di quello slancio ideale e politico che ha condotto alla nascita della Repubblica Democratica e Popolare d\u2019Algeria.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\">Incontro un professore di Tecnologia dell\u2019universit\u00e0, la sua storia \u00e8 esemplare. Nato nel 1954, l\u2019anno che vede iniziare la lotta di Liberazione algerina il 1\u00b0 novembre, anche in ragione della vittoria del popolo vietnamita negli stessi giorni sui francesi, il professore perde a quattro anni il padre, partigiano combattente e a sette la madre, infermiera, uccisa dai francesi in una di quelle rappresaglie indiscriminate da loro condotte nei mesi che precedono l\u2019indipendenza del luglio 1962. Nel 1991 \u00e8 eletto parlamentare con il Fronte di Salvezza Islamico, che al primo turno ha raccolto oltre il 47,3% dei voti e 188 seggi su 231, chiedendo case, scuole, lavoro, ospedali, da ottenersi alzando il prezzo del gas e del petrolio venduto a francesi e italiani. Una telefonata tra \u00c9dith Cresson e Giulio Andreotti, primi ministri, col consenso dei rispettivi presidenti Mitterrand e Cossiga, porta all\u2019arresto di tutti i deputati e di tutti i dirigenti del FIS e alla dittatura del generale Liamine Z\u00e9roual. Scoppia una sanguinosa guerra civile, alimentata dal governo stesso con la repressione militare e da integralisti islamici per larga parte estranei al FIS, supportati da sanguinari terroristi giunti dall\u2019Arabia Saudita e da altre parti del Golfo e del mondo per fomentare una carneficina di cui sono ancora vive le ferite.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\">Trovo positivo che, anche con l\u2019uscita di nuovi libri dedicati alla riflessione sul suo pensiero, resti attuale, almeno qui, Fanon. Nato in Martinica nel 1925, a vent\u2019anni \u00e8 congedato con merito al valor militare dall\u2019esercito francese per aver combattuto per la Liberazione d\u2019Europa dal nazifascismo. Rientrato ai Caraibi, partecipa alla campagna elettorale per l\u2019elezione del suo professore Aim\u00e9 C\u00e9saire, quale deputato del Partito Comunista. Terminati in Francia gli studi universitari in medicina e psichiatria, \u00e8 convinto dal razzismo dei francesi a trasferirsi in Algeria a Blida, poco fuori Algeri, dove arriva qualche mese prima che il popolo algerino si ribelli al colonialismo francese. Per Fanon \u00e8 il momento di una scelta radicale, internazionalista e fratello di ogni popolo oppresso, diventa a tutti gli effetti parte della dirigenza del Fronte di Liberazione Nazionale e rappresentate dell\u2019Algeria in molti contesti diplomatici. Diventa funzionario del ministero degli esteri del Governo Provvisorio della Repubblica Algerina, G.P.R.A., che ha sede al Cairo, ospitato da Gamal Abdel Nasser. Si dichiara a tutti gli effetti algerino e da algerino scrive i suoi libri, tra i tanti, \u201cI dannati della terra\u201d, con prefazione di Jean Paul Sarte. Fanon \u00e8 il primo ad analizzare il processo di decolonizzazione dal punto di vista sociologico, filosofico e psichiatrico, il primo a denunciare con forza il processo di spersonalizzazione attraverso cui il colonialismo rende estranei a se stessi i cittadini dei paesi arabi e africani. Espulso dalla Francia e dall\u2019Algeria nel 1957, Fanon perde il passaporto, ma lo ottiene dalla Tunisia socialista appena diventata indipendente nel 1956. A Tunisi si riuniscono molti dirigenti del F.L.N. e vi \u00e8 la sede della redazione del quotidiano del movimento:\u00a0\u201cEl Moudjahid\u201d con il quale Fanon collabora assiduamente, dopo aver scritto per \u201cResistenza Algerina\u201d. A Tunisi Fanon non rinuncia a dare il suo contributo di medico e di professore, tanto all\u2019universit\u00e0, quanto all\u2019ospedale di La Manouba. Fanon capisce benissimo, da marxista, quanto la religione islamica sia parte dell\u2019identit\u00e0 personale e collettiva non solo del popolo algerino, ma di tutti i popoli del Mediterraneo, inizia cos\u00ec a studiare il Corano e cambia il suo nome, abbandona Frantz prendendo quello di Ibrahim Omar. Alla fine del 1958 rappresenta l\u2019Algeria alla Prima Conferenza Panafricana tenuta ad Accra su impulso del presidente ghanese Kwame N\u2019Krumah, qui conosce e diventa amico del giovane Patrice Lumumba, sar\u00e0 poi di nuovo in Egitto, in Unione Sovietica e in Ghana nel 1960 da ambasciatore del nascente stato algerino, gi\u00e0 riconosciuto dai paesi socialisti e da quelli liberatisi dal colonialismo. Fanon si spegne per leucemia alla fine del 1961, ma la sua vitalit\u00e0, la sua determinazione, il suo entusiasmo restano indelebili nei ricordi dei massimi dirigenti del F.L.N. da Ferhat Abbas a Benyoucef Benkhedda, da Abderrahmane Far\u00e8s a Ahmed Ben Bella presidente dal 1963 al 1965, poi sostituito fino al 1978 da Houari Boum\u00e9di\u00e8ne.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/algeri_che.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-6221\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/algeri_che-300x199.jpg\" alt=\"algeri_che\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/algeri_che-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/algeri_che-768x509.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/algeri_che-1024x678.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/algeri_che-480x318.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/algeri_che-755x500.jpg 755w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/algeri_che.jpg 1475w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Gli anni \u201960 e \u201970 saranno i pi\u00f9 intensi del socialismo algerino, i compagni cubani saranno di casa ad Algeri e come loro anche le Black Panthers, i comunisti dell\u2019ANC di Nelson Mandela, i rappresentanti della Cina Popolare di Mao Ze Dong e di tutti i paesi socialisti dell\u2019Europa Orientale, come dei Non Allineati, a partire dalla Jugoslavia e dall\u2019Egitto. Una fitta rete di scambi commerciali e di tecnici a sostegno dell\u2019industria algerina. Sono gli anni dello sviluppo del panafricanismo, del sostegno all\u2019Algeria offerto da Patrice Lumumba e da Ernesto Che Guevara, due rivoluzionari a cui sono dedicate ancor oggi due importanti vie del centro.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\">Boum\u00e9di\u00e8ne d\u00e0 impulso anche alla solidariet\u00e0 tra paesi arabi di orientamento socialista, celebri gli incontri con Gheddafi, Arafat e Hafez al Assad, che lui riesce a riunire proprio ad Algeri.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella capitale mediterranea nel 1976 Lelio Basso indice una riunione mondiale per firmare la \u201cCarta di Algeri\u201d, ovvero la \u201cDichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli\u201d. L\u2019Algeria degli anni \u201970 \u00e8 quella raccontata in \u201cOmar Gatlato\u201d, opera d\u2019esordio del regista Merzak Allouache, film piacevolmente scanzonato, pieno di vita e di luce, in cui le certezze del sistema socialista permettono una vita spensierata, in cui casa, scuola, salute e lavoro sono assicurati. In quella Algeria decide di tornare nel 1971 Yacine Kateb, il poeta e narratore dell\u2019anima plurale e complessa, araba e cabila, berbera e musulmana del popolo algerino. La storia di Yacine Kateb \u00e8 straordinaria, figlio di una antica famiglia islamica, studia dapprima alla madrasa coranica, poi al liceo, ma a sedici \u00e8 cacciato e arrestato perch\u00e9 sostiene l\u2019indipendenza nazionale.<\/strong> Dopo alcuni mesi di prigione ritrova la libert\u00e0 e si divide tra l\u2019attivit\u00e0 di scrittore, in particolare <strong>giornalista per il quotidiano marxista \u201cAlger R\u00e9publicain\u201d, <\/strong>e quella di operaio, prima di trasferirsi in Francia. <strong>Nel 1947 il cattolico francese pi\u00f9 prossimo ai marxisti, <\/strong>Emmanuel Mounier, pubblica sulla sua rivista \u201cEsprit\u201d la poesia \u201cNedjma\u201d, sensuale personificazione dell\u2019Algeria, scritta dal diciottenne <strong>Yacine Kateb, il quale<\/strong> dilater\u00e0 a lungo il personaggio di Nedjma, tanto che diventer\u00e0 la protagonista dell\u2019omonimo romanzo del \u201956, testo complesso, capace di fondere stili e registri differenti, privo di uno sviluppo lineare, ma avviluppato nella dimensione del desiderio per l\u2019amata, nello stesso tempo in cui racconta la sofferenza del popolo che lotta per la sua liberazione. <strong>Nel 1971 fonda la compagnia teatrale A.C.T. Activit\u00e9 Culturelle des Travailleurs, mettendo in scena commedie in dialetto presso il teatro di Sidi Bel Abb\u00e8s, che dirige. Come Fanon morir\u00e0 troppo giovane di leucemia.<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Algeria di oggi, cercando di non venire meno alle necessit\u00e0 sociali dei propri cittadini, vive la stagione del declino del presidente <\/strong>Abdelaziz Bouteflika in un quadro di pluralismo capace di esprimere una trentina di partiti in parlamento. Le opportunit\u00e0 per il futuro, a partire dalle energie alternative, si pensi solo ai panelli solari impiantabili nelle zone desertiche e disabitate, sono frammiste a un contesto regionale sconvolto da guerre e integralismi che lambiscono i confini, dal Mali alla Libia. Tutto \u00e8 possibile e anche il suo contrario, preoccupazioni e speranze sono cos\u00ec parte di uno stesso sentimento che attraversa la popolazione, nella quale pare prevalere l\u2019incertezza e l\u2019attesa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre dall\u2019aeroporto raggiungo il centro di Algeri, ragazze di incantevole e infinita bellezza escono dall\u2019universit\u00e0 senza un filo di trucco, mentre i loro veli sono agitati dal vento che porta insieme grigie nuvole e un intenso profumo di salsedine. Algeri costeggia il mare, vi abitano quattro dei quaranta milioni di cittadini algerini, una popolazione giovane, come in tutto il Mediterraneo. 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