{"id":6163,"date":"2017-01-31T16:47:58","date_gmt":"2017-01-31T16:47:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6163"},"modified":"2017-02-11T08:07:08","modified_gmt":"2017-02-11T08:07:08","slug":"il-sisa-denuncia-il-nuovo-orientamento-scolastico-e-al-servizio-del-padronato-e-del-mercato-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6163","title":{"rendered":"Il SISA denuncia: &#8220;Il nuovo orientamento scolastico \u00e8 al servizio del padronato e del mercato del lavoro!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La recente revisione della <a href=\"https:\/\/www3.ti.ch\/CAN\/RLeggi\/public\/index.php\/raccolta-leggi\/legge\/vid\/05_25\">Legge\u00a0sull\u2019orientamento scolastico e sulla formazione professionale e continua (Lorform)<\/a>\u00a0arricchisce di un altro elemento il gi\u00e0 complesso puzzle delle riforme che stanno investendo la scuola ticinese. L\u2019ampio sostegno del Gran Consiglio, pressoch\u00e9 unanime\u00a0nell\u2019approvare\u00a0l\u2019iniziativa parlamentare di <strong>Nicola Pini<\/strong> e cofirmatari (gli unici contrari sono stati i deputati <strong>Massimiliano Ay<\/strong>, Partito Comunista, e <strong>Matteo Pronzini<\/strong>, Movimento per il Socialismo), potrebbe lasciar intendere che questa sia una riforma estremamente\u00a0necessaria e priva di qualunque rischio per l\u2019integrit\u00e0 del nostro sistema scolastico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo, non \u00e8 questo il caso. Anzi, \u00e8 proprio la grande\u00a0condivisione di questo progetto a farci\u00a0preoccupare: essa rappresenta infatti l\u2019ennesimo segnale della pi\u00f9 totale subordinazione della sinistra di governo nei confronti delle proposte politiche del padronato in materia d\u2019istruzione. Un segnale che\u00a0non promette nulla di buono per il futuro: al momento della prova dei fatti (ossia, al momento del voto sul progetto \u201cLa scuola che verr\u00e0\u201d e sull\u2019iniziativa parlamentare \u201cLa scuola che vogliamo\u201d), il Partito Socialista sar\u00e0 capace di denunciare i rischi per la scuola pubblica o continuer\u00e0 a chinare la testa di fronte all\u2019offensiva della destra?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma andiamo con ordine.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">L\u2019iniziativa del padronato e l\u2019iter parlamentare<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">il 23 novembre 2015 Nicola Pini (PLR; gi\u00e0 collaboratore della direzione di AITI \u2013 Associazione Industrie Ticinesi), <strong>Alex Farinelli<\/strong> (PLR; vicedirettore della sezione ticinese della SSIC \u2013 Societ\u00e0 Svizzera degli Impresari Costruttori), <strong>Paolo Pagnamenta<\/strong> (PLR; impresario costruttore), <strong>Marco Passalia<\/strong> (PPD; vicedirettore della CC-TI \u2013 Camera di commercio, dell\u2019industria, dell\u2019artigianato e dei servizi), <strong>Giorgio Fonio<\/strong> (PPD; sindacalista OCST) e <strong>Lorenzo Jelmini<\/strong> (PPD, sindacalista OCST) depositavano l\u2019<a href=\"http:\/\/www4.ti.ch\/index.php?id=83064&amp;user_gcparlamento_pi8%5Battid%5D=88300&amp;user_gcparlamento_pi8%5Btatid%5D=103&amp;i=1&amp;user_gcparlamento_pi8%5Bricerca%5D=pini&amp;user_gcparlamento_pi8%5Bdip%5D=105&amp;start=1\">iniziativa parlamentare\u00a0\u201cLe organizzazioni del mondo del lavoro collaborino all\u2019orientamento professionale dei nostri giovani\u201d<\/a>, con la quale si chiedeva di modificare come segue la suddetta Legge sull\u2019orientamento:<\/p>\n<blockquote><p>Art. 30 \u2013 Collaborazioni<\/p>\n<p>All\u2019attivit\u00e0 di orientamento dei giovani collaborano le direzioni scolastiche, i docenti, i servizi del Cantone interessati all\u2019attivit\u00e0 orientativa, <strong>le associazioni dei genitori e le organizzazioni del mondo del lavoro.<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">A sostegno della loro proposta, gli iniziativisti indicano numerosi motivi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>\u201cVi \u00e8 un comprovato manco di conoscenza e di consapevolezza di molte opportunit\u00e0 formative di qualit\u00e0 e di carriera nell\u2019ambito della formazione professionale\u201d<\/li>\n<li>\u201cIl sistema duale svizzero \u00e8 correlato a dei risultati positivi in termini di integrazione nel mondo del lavoro (\u2026) Il Ticino \u00e8 l\u2019eccezione che conferma la regola: esso ha infatti un tasso di disoccupazione giovanile e una quota di licealizzazione pi\u00f9 alte\u201d<\/li>\n<li>\u201cOccorre avvicinare l\u2019Ufficio dell\u2019orientamento scolastico alla formazione professionale e alle varie attivit\u00e0 economiche (\u2026) per sviluppare conoscenze delle varie professioni e per migliorare la capacit\u00e0 di previsione rispetto alle tendenze del mercato del lavoro\u201d<\/li>\n<li>\u201cVi sono genitori distanti e disinteressati che delegano impropriamente compiti e scelte educative alla scuola, mentre altri al contrario sono invadenti e tendono a voler proiettare sui loro figli le loro aspirazioni (\u2026) Anche loro vanno coinvolti, adeguatamente informati, sensibilizzati, responsabilizzati.\u201d<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019origine (e le finalit\u00e0) di questa riforma dovrebbero essere ora ben chiari anche al meno attento dei lettori: con questa iniziativa, il padronato mirava a porre le basi legali per l\u2019assoggettamento (di fatto gi\u00e0 in parte esistente) dell\u2019orientamento scolastico alle proprie esigenze contingenti in termini di manodopera. Concretamente, ci\u00f2 dovrebbe tradursi in una maggior promozione (con modalit\u00e0 quasi pubblicitarie) della formazione professionale (evidentemente pi\u00f9 congeniale al mondo dell\u2019impresa, che la gestisce in prima persona e che pu\u00f2 determinare in autonomia le quantit\u00e0 di personale da formare per ogni profilo professionale), a scapito dell\u2019istruzione liceale, identificata come la causa principale (!) dell\u2019alto tasso di disoccupazione giovanile in Ticino (che <a href=\"http:\/\/www3.ti.ch\/DFE\/DR\/USTAT\/index.php?fuseaction=pubblicazioni.dettaglioVolume&amp;idCollana=101&amp;idVolume=1661\">nel 2014 si attestava al 17%<\/a>, secondo i criteri dell\u2019Organizzazione mondiale del lavoro \u2013 ILO).<\/p>\n<figure id=\"attachment_2383\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"text-align: justify; width: 301px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2383 \" src=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/factory-model-pink-floyd1.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1183px) 100vw, 1183px\" srcset=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/factory-model-pink-floyd1.jpg 1183w, http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/factory-model-pink-floyd1-300x227.jpg 300w, http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/factory-model-pink-floyd1-768x580.jpg 768w, http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/factory-model-pink-floyd1-1024x774.jpg 1024w\" width=\"301\" height=\"228\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">I Pink Floyd ci avevano visto giusto: \u201cAll in all, you\u2019re just another brick in the wall\u201d (Alla fin fine, siete solo un altro mattone nel muro).<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nulla di nuovo sotto il sole: sono anni che la destra e gli imprenditori battono il chiodo della cosiddetta \u201ctrappola dell\u2019accademizzazione\u201d, sostenendo che occorrerebbe adeguare il nostro sistema scolastico al modello (molto pi\u00f9 selettivo) in vigore nella maggioranza dei Cantoni d\u2019Oltralpe. Tuttavia, come detto, a sinistra si \u00e8 caduti in un\u2019altra trappola, quella abilmente tesa dagli iniziativisti, che si sono premurati di coinvolgere alcuni miti e collaborativi sindacalisti di OCST, dando prova della volont\u00e0 di dare spazio anche alla parte sindacale nella gestione delle attivit\u00e0 di orientamento scolastico. E cos\u00ec, tanto il messaggio governativo quanto il rapporto commissionale non presentano alcuna critica al progetto, condividendo in toto le rivendicazioni finora proprie del padronato e conducendo al risultato di mercoled\u00ec scorso: i gruppi di PS e Verdi sostengono compatti la modifica di legge, e lasciano l\u2019orientamento scolastico nelle smaniose (e compiaciute) mani di AITI, SSIC, CC-TI, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza voler entrare nel merito delle critiche mosse all\u2019atteggiamento dei genitori (che non tengono minimamente conto della situazione sociale, familiare e lavorativa delle famiglie, ma mettono in un unico calderone tutti i genitori \u201cnon virtuosi\u201d, come se la loro capacit\u00e0 di seguire i figli nel percorso scolastico \u2013 e la loro possibilit\u00e0 di farlo! \u2013 dipendesse unicamente da una particolare predisposizione per l\u2019attivit\u00e0 di genitore), crediamo sia doveroso ritornare su\u00a0alcuni aspetti sollevati dai promotori dell\u2019iniziativa (ma ben poco corrispondenti alla nostra realt\u00e0 cantonale), ma soprattutto sui seri rischi collegati a questa riforma.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Tanti liceali =\u00a0tanti giovani disoccupati: ne siamo davvero sicuri?<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo visto, secondo Pini e compagni \u201cl\u2019eccessivo\u201d tasso di licealizzazione del nostro Cantone (al termine della scuola media, circa il 40% degli allievi decide di iscriversi ad una Scuola Media Superiore \u2013 SMS) sarebbe una delle cause principali dell\u2019elevato tasso di disoccupazione giovanile. Ma questo legame di causalit\u00e0, tanto sbandierato nel corso degli anni, corrisponde davvero alla realt\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2400 alignright\" src=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/matiere_grise-2.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 784px) 100vw, 784px\" srcset=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/matiere_grise-2.jpg 784w, http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/matiere_grise-2-242x300.jpg 242w, http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/matiere_grise-2-768x952.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"253\" height=\"314\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se osserviamo la situazione degli altri paesi sviluppati, possiamo facilmente notare come vi siano esempi di nazioni con tassi di licealizzazione superiori al nostro, ma con tassi di disoccupazione giovanile uguali o addirittura minori. Un esempio lampante \u00e8 quello della Finlandia: con ben il <a href=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/quaderno-scuola-finlandia.pdf\">55% di studenti nell\u2019insegnamento secondario generalista<\/a>, il paese scandinavo vanta uno dei tassi di disoccupazione giovanile pi\u00f9 bassi d\u2019Europa (<a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2012\/09\/07\/finlandia-dove-il-futuro-ai-giovani-non-fa-paura\/9157\/\">situato attorno al 17-18%<\/a>, a livello di quello ticinese). Il nesso rivendicato dall\u2019imprenditoria ticinese appare quindi pi\u00f9 pretestuoso che realmente basato su dati oggettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non limitiamoci a questa constatazione. Data l\u2019infondatezza del presupposto di base, viene da chiedersi se la soluzione proposta sia davvero adeguata:\u00a0un \u201cmiglior\u201d orientamento potrebbe davvero contribuire, come sostenuto dagli iniziativisti,\u00a0a risolvere la crescente problematica della disoccupazione giovanile?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rispondere a questa domanda, occorre\u00a0cercare\u00a0di comprendere le REALI cause della disoccupazione giovanile in Ticino. Uno <a href=\"http:\/\/www3.ti.ch\/DFE\/DR\/USTAT\/allegati\/articolo\/2022dss_2014-1_1.pdf\">studio sul tema realizzato dall\u2019Ufficio di statistica<\/a> afferma che:<\/p>\n<blockquote><p>Questo (la maggiore vulnerabilit\u00e0 delle fasce pi\u00f9 giovani della popolazione, ndr.) \u00e8 almeno in parte dovuto a una <strong>maggior esposizione agli attriti che inevitabilmente incombono nella transizione dalla formazione al mercato del lavoro<\/strong>.<\/p>\n<p>I giovani, dimostrando una maggior facilit\u00e0 di (re)inserimento sul mercato, rimangono disoccupati per periodi generalmente pi\u00f9 brevi rispetto al resto della popolazione. Negli ultimi anni per\u00f2, i tempi per la ricerca d\u2019impiego sembrano essersi dilatati, e parallelamente <strong>il tasso di disoccupazione giovanile \u00e8 aumentato<\/strong>. L\u2019accresciuta difficolt\u00e0 nel (re)inserimento \u00e8, almeno in parte, indotta da <strong>un mercato del lavoro che diventa sempre pi\u00f9 esigente in termini di qualifiche richieste<\/strong>, mettendo sotto pressione il segmento pi\u00f9 giovane della popolazione che palesa, dovuto alla giovane et\u00e0, minor livelli d\u2019istruzione (magari perch\u00e9 non hanno ancora raffinato il percorso formativo) e meno anni d\u2019esperienza professionale alle spalle.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ci\u00f2 va poi naturalmente aggiunto il particolare contesto del mercato del lavoro ticinese, minacciato dalla prossimit\u00e0 con il \u201cbacino di manodopera\u201d a basso costo della Lombardia (reso accessibile da una liberalizzazione incontrollata delle relazioni bilaterali). Questa situazione consente ai datori di lavoro di esercitare una\u00a0forte pressione sui salari e sulle condizioni di lavoro che va spesso anche a scapito dei giovani (come detto, pi\u00f9 deboli nelle trattazioni contrattuali), creando fenomeni come il dumping salariale o la sottoccupazione (che in Ticino riguarda poco meno di un migliaio di giovani tra i 15 e i 24 anni, secondo le rilevazioni dello studio\u00a0succitato).<a href=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/disoccupazione-ILO-per-classe-det%C3%A0-2002-2014.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2405  aligncenter\" src=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/disoccupazione-ILO-per-classe-det%C3%A0-2002-2014.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 946px) 100vw, 946px\" srcset=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/disoccupazione-ILO-per-classe-det\u00e0-2002-2014.jpg 946w, http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/disoccupazione-ILO-per-classe-det\u00e0-2002-2014-300x118.jpg 300w, http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/disoccupazione-ILO-per-classe-det\u00e0-2002-2014-768x301.jpg 768w\" width=\"725\" height=\"284\" \/><\/a>Viene quindi da chiedersi se la \u201ccolpa\u201d sia da attribuire agli studenti, come fanno gli iniziativisti (che parlano di \u201ccontrastare la mancanza di manodopera qualificata\u201d promuovendo delle scelte formative pi\u00f9 oculate), o se la crescente disoccupazione giovanile (vedi grafico, tratto da \u201c<a href=\"http:\/\/www3.ti.ch\/DFE\/DR\/USTAT\/index.php?fuseaction=pubblicazioni.dettaglioVolume&amp;idCollana=101&amp;idVolume=1661\">Ai margini del mercato del lavoro<\/a>\u201c, USTAT) sia da attribuire ad un mercato del lavoro divenuto troppo esigente nei confronti dei giovani lavoratori. Questi\u00a0vengono in effetti costretti tra una sempre maggiore richiesta di qualifiche e di esperienze professionali e delle condizioni salariali e di lavoro in continuo degrado (salari stagnanti, maggiore flessibilit\u00e0, precariet\u00e0 degli impieghi, ecc.): chi \u00e8 allora a \u201csbagliare\u201d? Dove \u00e8 finita la famosa \u201cresponsabilit\u00e0 sociale\u201d delle imprese, che invece di sostenere i giovani nella ricerca dei primi impieghi li costringono ad accettare posti di lavoro a condizioni miserevoli o a finire in disoccupazione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte, non \u00e8 da dimenticare il preoccupante fenomeno dell\u2019emigrazione interna dei giovani ticinesi, che sempre pi\u00f9 si trasferiscono Oltralpe dopo aver terminato gli studi in cerca di migliori opportunit\u00e0 lavorative (<a href=\"http:\/\/www.azione.ch\/attualita\/dettaglio\/articolo\/fuga-dei-cervelli-dal-ticino.html\">negli ultimi 15 anni il Ticino ha visto diminuire la propria popolazione tra i 20 e i 39 anni di 6\u2019000 unit\u00e0<\/a>, ossia del 7-8%\u2026!). Ma chi sono questi \u201cmigranti\u201d intraconfederati? Giovani poco qualificati spinti da un livello dei salari al di sotto delle loro aspettative o studenti con un alta formazione che in Ticino non trovano un impiego corrispondente alle proprie esigenze? <a href=\"http:\/\/www.azione.ch\/attualita\/dettaglio\/articolo\/fuga-dei-cervelli-dal-ticino.html\">Secondo <strong>Elio Venturelli<\/strong><\/a>, gi\u00e0 direttore dell\u2019Ufficio cantonale di statistica:<\/p>\n<blockquote><p>\u00e8 molto probabile che ad andarsene siano stati i giovani con le migliori qualifiche professionali, la cui formazione \u00e8 stata pagata dal nostro cantone, ci\u00f2 che rappresenta una perdita considerevole per le finanze cantonali.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene quindi da chiedersi di cosa parlino Pini e compari quando sostengono di voler \u201cvalorizzare ancora di pi\u00f9 passioni, interessi, qualit\u00e0 e punti di forza dei nostri giovani\u201d: riusciamo a formare fior fior di accademici di alto e altissimo livello, ma li costringiamo a lasciare il Ticino perch\u00e9 non vi trovano impieghi se non a salari da fame\u2026 State davvero sostenendo che sono gli studenti a sbagliare scelte formative? Non \u00e8 piuttosto il tessuto economico cantonale a non essere adeguato al potenziale della popolazione, e in particolare dei giovani? Ah no, giusto: secondo voi c\u2019\u00e8 \u201cmancanza di manodopera qualificata\u201d\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Post Scriptum<\/strong>: la prossima volta che ci venite a chiedere di fare \u201csacrifici\u201d con senso di \u201cresponsabilit\u00e0\u201d, rinunciando alle borse di studio, ricordatevi che di soldi ne potreste risparmiare evitando di costringere all\u2019esodo centinaia e centinaia di ticinesi laureati!<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">I giovani (e le famiglie) preferiscono il liceo alla formazione professionale perch\u00e9 non la conoscono o lo fanno proprio perch\u00e9 la conoscono?<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra delle motivazioni addotte dagli iniziativisti \u00e8 quella per cui sostanzialmente gli studenti (e le famiglie alle loro spalle) stiano sbagliando a non scegliere la strada della formazione professionale semplicemente perch\u00e9 non ne conoscono le \u201copportunit\u00e0 formative di qualit\u00e0 e di carriera\u201d. Ebbene, non potrebbe essere proprio perch\u00e9 le conoscono che decidono di \u201ctentare la sorte\u201d, iscrivendosi ad un indirizzo di studio pi\u00f9 prestigioso come il liceo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, non sono pochi gli elementi che confermano come la scelta di\u00a0un apprendistato potrebbe condurre ad una situazione sociale ed occupazionale non particolarmente invidiabile (e soprattutto, difficilmente migliorabile!).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, a tenere banco\u00a0\u00e8 l\u2019aspetto salariale, certamente uno dei pi\u00f9 considerati. Se osserviamo il grafico sottostante (tratto dal monitoraggio <a href=\"http:\/\/www4.ti.ch\/fileadmin\/DECS\/DS\/documenti\/rapporti_di_ricerca\/2015_Scuola_a_tutto_campo.pdf\">\u201cScuola a tutto campo\u201d, edizione 2015<\/a>), possiamo facilmente notare come a un titolo di studio pi\u00f9 elevato corrisponda uno stipendio nettamente maggiore rispetto agli altri. \u00c8 interessante considerare\u00a0a questo proposito la flessione registrata nel salario mediano dei laureati, che conferma l\u2019ipotesi di cui sopra in merito alla \u201cfuga di cervelli\u201d dal nostro Cantone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2403 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Salario-per-titolo-di-studio.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1027px) 100vw, 1027px\" srcset=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Salario-per-titolo-di-studio.jpg 1027w, http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Salario-per-titolo-di-studio-300x169.jpg 300w, http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Salario-per-titolo-di-studio-768x434.jpg 768w, http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Salario-per-titolo-di-studio-1024x578.jpg 1024w\" alt=\"\" width=\"692\" height=\"391\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte, <a href=\"http:\/\/www3.ti.ch\/DFE\/DR\/USTAT\/allegati\/articolo\/2022dss_2014-1_1.pdf\">i ricercatori dell\u2019USTAT ci confermano<\/a> ancora come \u201cil rischio di vivere un periodo di disoccupazione \u00e8 maggiore quando il livello di formazione \u00e8 basso\u201d. Nel 2013, il tasso di disoccupazione delle persone\u00a0con un titolo di studio\u00a0di grado terziario si attestava infatti al 2,1%, salendo al 4,3% per coloro che detengono un diploma di grado secondario e al 6,7% per quelli con un\u2019istruzione primaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, non si pu\u00f2 non menzionare l\u2019impatto delle scelte formative sul destino sociale degli studenti. Come dimostra <a href=\"http:\/\/www.socialchangeswitzerland.ch\/?p=827\">un recente studio dell\u2019Universit\u00e0 di Losanna<\/a>, la mobilit\u00e0 sociale viene fortemente condizionata dai titoli di studio conseguiti (vedi grafico): in parole povere, il figlio di un operaio che decide di fare il commesso non ha quasi nessuna possibilit\u00e0 di conquistare una posizione sociale pi\u00f9 elevata di quella di suo padre. Al contrario, se decidesse di proseguire gli studi e di ottenere una laurea, le sue possibilit\u00e0 di ascesa sociale crescerebbero in modo importante. Da notare anche l\u2019effetto della selezione sociale esercitata dalla scuola, che, a parit\u00e0 di titolo di studio, d\u00e0 sempre e comunque delle migliori <em>chances<\/em> di ascesa sociale a chi gi\u00e0 proviene da una classe sociale pi\u00f9 agiata (effetto che sembra diminuire con l\u2019aumento del livello di studio, a riprova del fatto che ad un titolo\u00a0di studio pi\u00f9 elevato corrisponde una maggiore equit\u00e0 nelle possibilit\u00e0 di affermazione sociale).<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2402 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/mobilit%C3%A0-sociale-per-titolo-studio.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 983px) 100vw, 983px\" srcset=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/mobilit\u00e0-sociale-per-titolo-studio.jpg 983w, http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/mobilit\u00e0-sociale-per-titolo-studio-300x196.jpg 300w, http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/mobilit\u00e0-sociale-per-titolo-studio-768x502.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"667\" height=\"436\" \/><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Quale dovrebbe essere la funzione dell\u2019orientamento scolastico? Ma soprattutto, cosa rischia di diventare?<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019infondatezza delle motivazioni addotte\u00a0dai promotori della riforma ci porta ad interrogarci sulle reali intenzioni di questi ultimi: se l\u2019obiettivo non \u00e8 quello di combattere la disoccupazione giovanile, a cosa puntavano Pini &amp; co con questa iniziativa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo gi\u00e0 accennato alla storica\u00a0battaglia del padronato contro l\u2019eccessiva licealizzazione dei giovani ticinesi, che oggi, dopo numerose (e infruttuose)\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ticinonews.ch\/ticino\/252038\/giovani-scegliete-l-industria\">campagne di promozione dell\u2019apprendistato<\/a>, potrebbe essere giunta\u00a0ad una svolta decisiva. Potendo partecipare direttamente (come spesso gi\u00e0 avviene oggi) agli eventi informativi per gli studenti (ad esempio\u00a0Espoprofessioni), alla preparazione del materiale informativo per gli allievi (come il manuale \u201cScuola media, e poi?\u201d), potendo organizzare eventi di formazione per gli orientatori scolastici (che potrebbero diventare sempre pi\u00f9 simili ai moderni \u201chead hunters\u201d che non a dei disinteressati consulenti al servizio degli allievi), potendo influenzare le direttive dell\u2019Ufficio dell\u2019orientamento (UOSP), ecc. il padronato avr\u00e0 finalmente la possibilit\u00e0 di indirizzare i giovani verso i settori economici nei quali si riscontra una carenza di manodopera o nei quali intende ampliare l\u2019attivit\u00e0 economica (\u201crestare al passo continui mutamenti del mercato del lavoro e di prevedere lo sviluppo di nuova opportunit\u00e0\u201d). Eppure il governo, nel suo messaggio, ricordava la \u201criaffermazione del principio della libert\u00e0 della scelta formativa e professionale del giovane\u201d e il \u201cruolo sussidiario del servizio di orientamento rispetto al percorso di auto responsabilizzazione del giovane\u201d\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale delle due esigenze prevarr\u00e0 quindi nell\u2019orientamento scolastico del futuro? Il rispetto dell\u2019autonomia e dei desideri dello studente o gli interessi economici di breve-medio termine del padronato nostrano? Vista la decisione presa, ci pare piuttosto evidente quale sia la risposta\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma a preoccuparci \u00e8 anche un\u2019altro aspetto, meno esplicito ma altrettanto preoccupante per il destino del diritto allo studio e delle pari opportunit\u00e0 di formazione.\u00a0Dietro a questa riforma dell\u2019orientamento, si nasconde infatti un pericoloso rafforzamento della funzione di riproduzione e di conservazione sociale della scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso una promozione della formazione professionale (da realizzarsi con il supporto dei nuovi orientatori\/\u201dhead hunters\u201d) e un\u2019aumento della selettivit\u00e0 degli studi liceali (a questo proposito, \u00e8 interessante notare come il governo stesso consideri il <a href=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/link\/campagne-in-corso\/no-allo-smantellamento-del-liceo\/\">limite alle ripetizione alle SMS<\/a> un elemento della lotta contro la \u201cprobabilmente eccessiva licealizzazione della scuola ticinese\u201d), il padronato\u00a0mira ad aumentare il numero di giovani che \u201cscelgono\u201d una formazione professionalizzante e a diminuire quelli che ricevono un\u2019istruzione generalista. Ma siamo certi che questa ripartizione avverr\u00e0 in modo equo e non verr\u00e0 influenzata dall\u2019origine sociale degli studenti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/selettivit%C3%A0-per-ordine-scolastico.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2398  aligncenter\" src=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/selettivit%C3%A0-per-ordine-scolastico.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1666px) 100vw, 1666px\" srcset=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/selettivit\u00e0-per-ordine-scolastico.jpg 1666w, http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/selettivit\u00e0-per-ordine-scolastico-300x127.jpg 300w, http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/selettivit\u00e0-per-ordine-scolastico-768x326.jpg 768w, http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/selettivit\u00e0-per-ordine-scolastico-1024x435.jpg 1024w\" width=\"704\" height=\"299\" \/><\/a>Se osserviamo i dati sulla composizione sociale degli allievi nei differenti ordini scolastici, riportata in questo grafico (estratto dal\u00a0monitoraggio\u00a0<a href=\"http:\/\/www4.ti.ch\/fileadmin\/DECS\/DS\/documenti\/rapporti_di_ricerca\/2015_Scuola_a_tutto_campo.pdf\">\u201cScuola a tutto campo\u201d, edizione 2015<\/a>), possiamo notare come nelle Scuole medie superiori vi sia una sovrarappresentazione di studenti delle classi sociali pi\u00f9 alte (sottorappresentati per contro nell\u2019apprendistato). Viceversa, gli studenti di origine sociale pi\u00f9 bassa frequentano maggiormente gli indirizzi professionali e sono sottorappresentati nei licei e nella formazione di grado terziario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il disegno della classe dirigente appare quindi pi\u00f9 chiaro (e inquietante). Da un lato, mira ad accentuare questa polarizzazione sociale negli indirizzi formativi, segregando le classi sociali inferiori nelle scuole professionali e nelle mansioni lavorative pi\u00f9 umili e assicurandosi il monopolio della formazione accademica e delle posizioni al vertice della gerarchia sociale. Dall\u2019altro, punta a privare le classi medio-basse degli strumenti culturali che le possano permettere di riscattarsi dalla sua condizione di subalternit\u00e0: un operaio che comprende la relazione di sottomissione tra il capitale e il lavoro potrebbe risultare difficile da controllare e potrebbe presentare tendenze \u201crivoluzionarie\u201d\u2026 Per questo \u00e8 importante che non abbia la possibilit\u00e0 di sviluppare questa coscienza critica, e che venga quindi formato\u00a0in una scuola a \u201cbasso contenuto culturale\u201d come lo sono le nostre scuole professionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2399 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/2013-08-26-bonheurautravail.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" srcset=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/2013-08-26-bonheurautravail.jpg 580w, http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/2013-08-26-bonheurautravail-280x300.jpg 280w\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"621\" \/><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Ora per\u00f2 dateci il nostro spazio!<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente, questa prospettiva non \u00e8 particolarmente allettante per chi, come noi, si batte da anni per un\u2019istruzione libera dai diktat del mercato e per una maggiore equit\u00e0 nelle opportunit\u00e0 di formazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanto pi\u00f9 che, se \u00e8 vero che la riforma prevede la partecipazione delle organizzazioni sindacali, <a href=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/il-sisa-escluso-da-espoprofessioni-29-02-2008\/\">il SISA \u00e8 sempre stato escluso<\/a> da qualunque attivit\u00e0 legata all\u2019orientamento scolastico. Possiamo quindi ben comprendere\u00a0quali saranno gli equilibri nel \u201cnuovo orientamento\u201d: carta bianca alle imprese per la loro pubblicit\u00e0 d\u2019impiego e restrizioni ai sindacati, come il nostro, che si battono per una maggiore coscienza in merito ai diritti degli studenti e degli apprendisti e per un\u2019effettiva\u00a0libert\u00e0 nelle scelte formative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, tentar non nuoce: il SISA ha quindi inviato una <a href=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Lettera-Bertoli-revisione-Lorform.pdf\">lettera al Dipartimento dell\u2019educazione<\/a> per ricevere conferma della possibilit\u00e0 di partecipare agli eventi informativi per gli studenti e a tutte le altre attivit\u00e0 che riguardano (e riguarderanno) l\u2019orientamento scolastico e professionale. Per ora, ci limitiamo ad attendere risposta. Poi, si vedr\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La recente revisione della Legge\u00a0sull\u2019orientamento scolastico e sulla formazione professionale e continua (Lorform)\u00a0arricchisce di un altro elemento il gi\u00e0 complesso puzzle delle riforme che stanno investendo la scuola ticinese. L\u2019ampio sostegno del Gran Consiglio, pressoch\u00e9 unanime\u00a0nell\u2019approvare\u00a0l\u2019iniziativa parlamentare di Nicola Pini e cofirmatari (gli unici contrari sono stati i deputati Massimiliano Ay, Partito Comunista, e Matteo Pronzini, Movimento per il Socialismo), potrebbe lasciar intendere che questa sia una riforma estremamente\u00a0necessaria e priva di qualunque rischio per l\u2019integrit\u00e0 del nostro sistema scolastico. Purtroppo, non \u00e8 questo il caso. Anzi, \u00e8 proprio la grande\u00a0condivisione di questo progetto a farci\u00a0preoccupare: essa rappresenta infatti l\u2019ennesimo<\/p>\n","protected":false},"author":17693,"featured_media":6164,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6,28,8,13],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-6163","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-economia-e-lavoro","category-editoriali","category-giovani","category-opinione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6163","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/17693"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6163"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6163\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6165,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6163\/revisions\/6165"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6163"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6163"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6163"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=6163"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}