{"id":6100,"date":"2017-01-23T16:31:35","date_gmt":"2017-01-23T16:31:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6100"},"modified":"2017-01-24T16:44:34","modified_gmt":"2017-01-24T16:44:34","slug":"con-i-curdi-a-diyarbakir","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6100","title":{"rendered":"Con i curdi a Diyarbakir"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A Diyarbakir scorre il Tigri, per gettarsi poi nelle terre lontane poco pi\u00f9 di un centinaio di chilometri di Siria e Irak, insanguinate dalla violenza dell\u2019integralismo terroristico. Ieri come oggi grazie al fiume vengono coltivate con abnegazione angurie poderose e dissetanti, capaci di\u00a0 contribuire a vincere l\u2019arsura estiva. Molti contadini vivono ancora in campagna, spesso in case dall\u2019illuminazione precaria e dai difettosi allacciamenti alla rete idrica, molti altri hanno ingrossato le fila dei cittadini, novecentomila gli abitanti, che vivono in grandi casermoni anonimi di cemento armato, chiamati a rispondere all\u2019urgenza dell\u2019abitare. I contadini di citt\u00e0 si svegliano prima dell\u2019alba e in automobile raggiungono le terre da rendere fertili e produttive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC07141.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-6104 alignright\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC07141-169x300.jpg\" alt=\"DSC07141\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC07141-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC07141-768x1365.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC07141-576x1024.jpg 576w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC07141-480x853.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC07141-281x500.jpg 281w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC07141.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a>Qui vivono molti curdi, rappresentano i due terzi della citt\u00e0 e della regione, tuttavia, contrariamente a quanto si racconta spesso in Europa, non vogliono alcuna forma di separatismo etnico, non vogliono finire come la Jugoslavia e ancora meno come l\u2019Irak e la Siria, drammatiche testimonianze di una balcanizzazione del Medioriente, a due passi da loro. Il sostegno militare ed economico dell\u2019imperialismo statunitense ai curdi siriani contro Assad \u00e8 particolarmente malvisto ed \u00e8 la prova concreta di una contiguit\u00e0 tra tendenze separatiste e interessi estranei alle ragioni dei curdi, che chiedono piuttosto il rispetto della loro lingua, da qualche anno la toponomastica \u00e8 bilingue, e della loro cultura, la valorizzazione di tradizioni secolari che fanno di questa terra un luogo plurale, in cui Islam e cristianesimo si sono incontrati oltre quindici secoli fa e in cui le tracce dell\u2019insediamento umano risalgono agli albori della civilt\u00e0 e al suo primo farsi sedentaria, cos\u00ec come permangono vestigia del tempo sassanide e medievale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le antiche e imponenti mura cittadine, edificate dall\u2019imperatore romano Costanzo II alla met\u00e0 del IV secolo, conservano al loro interno memorie di templi dedicati al sole e altri al fuoco, una storia che affonda le sue radici nei millenni passati. Moschee, spesso sovrappostesi a chiese paleocristiane, palazzi e monumenti, sono tutti costruiti con lo scuro e poroso basalto vulcanico, la sola pietra reperibile nella regione, cos\u00ec che al tono scuro ne aggiungono uno austero, riscontrabile anche nella chiesa siro-giacobita, la sola funzionante in citt\u00e0, distrutta da Tamerlano al suo passaggio ai primi del XV secolo e ancora decorata al suo interno da antiche icone dai colori vivaci e dai tratti profondamente orientali, memoria di un cristianesimo che si riannoda alle origini.<\/p>\n<figure id=\"attachment_6105\" aria-describedby=\"caption-attachment-6105\" style=\"width: 373px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/congresso.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-6105\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/congresso-300x169.jpg\" alt=\"Congresso regionale del Partito Vatan\" width=\"373\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/congresso-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/congresso-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/congresso-480x270.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/congresso-889x500.jpg 889w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/congresso.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 373px) 100vw, 373px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-6105\" class=\"wp-caption-text\">Congresso regionale del Partito Vatan<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incontro molti curdi e tutti detestano i separatisti etnici, perch\u00e9 le azioni terroristiche che conducono qui e in tutto il paese, con attentati e morti, non solo ostacolano l\u2019affermarsi della pace, ma hanno come diretta conseguenza la militarizzazione del territorio, una stagnazione delle attivit\u00e0 economiche e una crisi generalizzata del turismo, come ricorda <strong>Tevfik Aritek<\/strong> al contempo intellettuale e imprenditore alberghiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Turchi e curdi insieme, per costruire insieme un futuro di pace, questo ha affermato il congresso regionale, affollato e partecipato, del Partito Vatan, di tradizioni marxiste e che si richiama al socialismo scientifico, recentemente convintosi dell\u2019importanza di allargarsi a maggiori settori della societ\u00e0. Il Partito Vatan, presente nella regione negli anni \u201990, \u00e8 stato decimato dagli attentanti terroristici dei separatisti e oggi vive un\u2019importante rinascita, grazie anche al rarefarsi di consenso verso l\u2019HDP (il partito vicino ai separatisti curdi, ndr), che ha enormemente deluso i cittadini per la subalternit\u00e0 alle richieste dell\u2019Unione Europea e la contiguit\u00e0 agli ambienti prossimi all\u2019imperialismo, lo stesso che foraggia il separatismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crescita del Partito Vatan \u00e8 merito del vicepresidente <strong>Utku Reyhan<\/strong> e del responsabile locale <strong>Gonul Selahattin<\/strong>, proveniente dal mondo sindacale e con una larga esperienza anche nell\u2019associazionismo sportivo. Al congresso, svoltosi il 21 gennaio 2017, ha partecipato il presidente del Partito <strong>Dogu Perincek<\/strong>, con tutta la determinazione e l\u2019entusiasmo delle sue idee, acclamato dai curdi presenti, che hanno inneggiato all\u2019unit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC07097.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-6102 alignright\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC07097-169x300.jpg\" alt=\"DSC07097\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC07097-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC07097-768x1365.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC07097-576x1024.jpg 576w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC07097-480x853.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC07097-281x500.jpg 281w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/DSC07097.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a>Perincek, che in giovent\u00f9 ha vissuto a Diyarbakir quando il padre procuratore qui \u00e8 stato trasferito, ha tenuto, tra lo sventolio di bandiere rosse, un lungo discorso nel quale ha ribadito come la nazione turca sia formata dai popoli che la compongono, come si debba spezzare la sudditanza agli imperialisti della NATO e in egual modo alle politiche filo-separatiste e antisociali dell\u2019Unione Europea. Ha espresso la necessit\u00e0 di un rilancio produttivo dell\u2019intero paese e del necessario sostegno al settore agricolo, non solo a Diyarbakir, e al commercio al dettaglio, incentivando ancora di pi\u00f9 lo scambio con l\u2019Asia e il Medioriente, a partire dalla Cina e dalla Russia, che sono gi\u00e0 oggi i primi partner commerciali della Turchia. Ha rivendicato l\u2019urgenza di politiche a sostegno del lavoratori e il rifiuto del presidenzialismo, su cui si voter\u00e0 un referendum nei prossimi mesi, ha salutato con soddisfazione l\u2019arresto dei golpisti integralisti legati a <strong>Fethullah G\u00fclen<\/strong>, auspicando un rapido processo e un percorso di riabilitazione. Anche l\u2019ultimo imperatore cinese <strong>Pu Yi<\/strong> \u2013 ha sottolineato sorridendo &#8211; ai tempi di Mao faceva il giardiniere, tutti possono essere recuperati e tutti possono esprimere liberamente la loro religione, purch\u00e9 dentro un orizzonte contraddistinto dal pieno rispetto della laicit\u00e0 kemalista dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi attuale del paese \u2013 ha detto &#8211; pu\u00f2 essere superata solo con un governo di unit\u00e0 nazionale, determinante per ridurre e contenere il potere di Erdogan e del suo partito AKP, solo cos\u00ec si potranno emarginare definitivamente quella sessantina di deputati gulenisti presenti in parlamento, ma gi\u00e0 privi di reale potere come tutto il movimento gulenista. Costruire la pace, il lavoro, il benessere, con questa convinzione Dogu Perincek ha salutato i tanti presenti, i militanti del Partito e i dirigenti locali che saranno delegati al congresso nazionale di Ankara a met\u00e0 marzo 2017.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Diyarbakir scorre il Tigri, per gettarsi poi nelle terre lontane poco pi\u00f9 di un centinaio di chilometri di Siria e Irak, insanguinate dalla violenza dell\u2019integralismo terroristico. Ieri come oggi grazie al fiume vengono coltivate con abnegazione angurie poderose e dissetanti, capaci di\u00a0 contribuire a vincere l\u2019arsura estiva. Molti contadini vivono ancora in campagna, spesso in case dall\u2019illuminazione precaria e dai difettosi allacciamenti alla rete idrica, molti altri hanno ingrossato le fila dei cittadini, novecentomila gli abitanti, che vivono in grandi casermoni anonimi di cemento armato, chiamati a rispondere all\u2019urgenza dell\u2019abitare. 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