{"id":6047,"date":"2017-01-15T20:07:34","date_gmt":"2017-01-15T20:07:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6047"},"modified":"2017-01-20T18:02:45","modified_gmt":"2017-01-20T18:02:45","slug":"alcune-riflessioni-dopo-la-vittoria-di-donald-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6047","title":{"rendered":"Alcune riflessioni dopo la vittoria di Donald Trump"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDopo la vittoria di <strong>Donald Trump<\/strong> nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima!\u201d. Questa era la sostanza del messaggio lanciato dalle principali agenzie di informazioni del nostro continente, dopo la sorprendente vittoria dell\u2019egocentrico magnate alle elezioni presidenziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In diversi articoli apparsi sul nostro portale avevamo velatamente sostenuto come dinnanzi a nubi di guerra sempre pi\u00f9 dense, la sua nomina a capo della principale potenza mondiale fosse in realt\u00e0 la soluzione migliore rispetto a quella della sua sfidante \u201cdemocratica\u201d <strong>Hilary Clinton<\/strong>. In realt\u00e0 ed \u00e8 meglio specificarlo, il candidato repubblicano ha preso in termini reali meno voti rispetto alla sua avversaria, ma avendo vinto in un numero maggiore di stati \u00e8 riuscito a conquistare 304 Grandi Elettori, un numero sufficiente per ottenere la nomina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non possiamo che sentirci sollevati per l\u2019ennesima sconfitta di una \u201csinistra\u201d che, come direbbe Gramsci, ha da tempo perso la connessione sentimentale con le classi subalterne, scaricate e abbandonate per appoggiare un processo di modernizzazione capitalistica che rischia oggi di gettare il mondo intero nella barbarie. Una pessima figura \u00e8 stata fatta anche da <strong>Bernie Sanders<\/strong>, anziano senatore \u201csocialista\u201d ed eletto temporaneamente nuovo eroe della sinistra \u201cradicale\u201d europea, che, dopo aver perso le primarie, non ha mancato di dichiarare e rimarcare in ogni occasione il suo appoggio alla compagna di partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia i primi ad esplodere in un tripudio di gioia sono stati <strong>Matteo Salvini<\/strong> e <strong>Beppe Grillo<\/strong>, due tra i leader politici pi\u00f9 indecenti degli ultimi anni, pronti a beneficiare della ribalta mediatica senza aver capito assolutamente nulla di quello che stava accadendo nella nazione-cuore del sistema capitalistico occidentale. Per questo risulta necessario far un po\u2019 di chiarezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto dobbiamo sottolineare il carattere di classe del voto di Trump, a tal proposito i pi\u00f9 \u201cesimi\u201d analisti politici, che avevano trasformato l\u2019anti-comunismo in una professione lautamente retribuita, sono stati costretti a rispolverare categorie analitiche marxiane per poter spiegare un esito elettorale (da loro considerato) inaspettato. Questa particolarit\u00e0 \u00e8 risultata evidente osservando la vittoria conseguita nella maggioranza degli stati del Midwest, zona ad alta concentrazione operaia, che ha letteralmente scaricato il Partito Democratico. In che modo, ci chiediamo, potevano rispondere milioni di lavoratori statunitensi impoveriti dalle politiche liberiste applicate negli ultimi decenni, se non con il proprio voto favorevole nei confronti di chi ha promesso dazi sui prodotti delle imprese che delocalizzano in cerca di salari pi\u00f9 bassi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente non dobbiamo nella nostra furia polemica mancare di sottolineare anche i punti contradditori nel programma dell\u2019imprenditore nord-americano. Se da un lato \u00e8 stato un coerente sostenitore della necessit\u00e0 di un maggiore protezionismo economico, arrivando ad archiviare i trattati di libero-scambio che segretamente erano in fase di negoziazione, dall\u2019altro non sembra voler incidere sui rapporti di propriet\u00e0, ma al contrario continuare sulla strada di una minore tassazione per le grandi Corporation e per la cancellazione della minima ed insufficiente regolamentazione del mercato finanziario approvata da Obama. Se da una parte sembra voler ristabilire rapporti amichevoli con la Russia, decisione molto saggia, dall\u2019altra pare voler ostacolare energicamente lo sviluppo e l\u2019ascesa cinese, individuata come principale avversario internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente i rapporti di forza di forza a livello mondiale sono profondamente mutati dagli anni in cui, dopo il rovinoso crollo dell\u2019Unione Sovietica, gli Stati Uniti si trovarono ad essere l\u2019unica super-potenza, in grado anche di ignorare il diritto internazionale, senza subire per altro nessun tipo di sanzione, per scatenare una miriade di guerre imperialiste. Come ha dimostrato l\u2019obbligo imposto al McDonald\u2019s di cedere la maggioranza delle sue attivit\u00e0 in Cina all\u2019azienda di investimenti statali CITIC Group, la dirigenza cinese pare aver gi\u00e0 lanciato un chiaro avvertimento al neo-presidente statunitense per ricordargli come la riproposizione di una politica commerciale aggressiva non sar\u00e0 tollerata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che lezione trarre in definitiva dalla vittoria di Donald Trump? In primo luogo che processi come la globalizzazione sono governabili e non naturali, inoltre che se questi vengono accettati passivamente non saranno di certo le forze progressiste a guadagnare consensi. Il malcontento diffuso tra le fasce popolari richiede risposte rivoluzionarie e non la riproposizione di un mero keynesismo, oggi per altro reso impossibile dai vincoli e dai trattati europei. Se la sinistra europea volesse tornare a riattrezzarsi per le sfide odierne non pu\u00f2 che ripartire dal pensiero di <strong>Karl Marx<\/strong> e da una coerente opposizione al capitalismo, che, ed \u00e8 bene ricordarlo, ha abbandonato la sua forma fordista per assumerne una flessibile e terziarizzata, questo almeno nel nostro continente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDopo la vittoria di Donald Trump nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima!\u201d. Questa era la sostanza del messaggio lanciato dalle principali agenzie di informazioni del nostro continente, dopo la sorprendente vittoria dell\u2019egocentrico magnate alle elezioni presidenziali. In diversi articoli apparsi sul nostro portale avevamo velatamente sostenuto come dinnanzi a nubi di guerra sempre pi\u00f9 dense, la sua nomina a capo della principale potenza mondiale fosse in realt\u00e0 la soluzione migliore rispetto a quella della sua sfidante \u201cdemocratica\u201d Hilary Clinton. 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