{"id":5993,"date":"2017-01-09T11:25:56","date_gmt":"2017-01-09T11:25:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5993"},"modified":"2017-01-10T21:40:43","modified_gmt":"2017-01-10T21:40:43","slug":"le-politiche-fiscali-vessatrici-imperterrite-della-protezione-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5993","title":{"rendered":"Le politiche fiscali: vessatrici imperterrite della protezione sociale?"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"padding-left: 90px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Proponiamo di seguito un articolo apparso <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>sull\u2019edizione di maggio 2016 del quadrimestrale d\u2019approfondimento marxista #politicanuova. Le tematiche che vi sono trattate hanno infatti una piena attualit\u00e0, dato che il 12 febbraio 2017 gli svizzeri saranno chiamati alle urne per esprimersi a proposito della <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #353535;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Legge sulla Riforma III dell\u2019imposizione delle imprese. <\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La fine del secondo conflitto mondiale sancisce lo stato sociale come pilastro fondamentale di ogni nazione dell\u2019Europa occidentale. La sua creazione puo\u0300 essere storicamente considerata come una contromisura politica di fronte all\u2019aumento delle proteste operaie contro l\u2019indigenza di massa causata da un processo d\u2019industrializzazione senza regole (1). Attraverso molteplici forme istituzionalizzate di copertura, lo stato sociale ha la funzione di garantire alla popolazione protezione sotto forma di assistenza, assicurazione e sicurezza sociale. Lo stato sociale odierno e\u0300 quindi per lo piu\u0300 un\u2019eredita\u0300 della fase di crescita del dopoguerra. Per quanto soggetto a numerose controversie, tale sistema riveste un ruolo cardine nella solidarieta\u0300, nella protezione e nella parziale ridistribuzione della ricchezza fra cittadine e cittadini. Esso possiede infatti un\u2019importanza cruciale nella coesione sociale (2). Oggi, tuttavia, questa istituzione e\u0300 stata profondamente messa in discussione.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">In queste pagine si analizza l\u2019evoluzione della protezione sociale, con un\u2019attenzione particolare sul legame diretto e per lo piu\u0300 occulto che sussiste fra riforme fiscali e riforme sociali. L\u2019invito e\u0300 altresi\u0300 quello di riflettere sulle cause alla base del lento e progressivo indebolimento \u2013 per non dire smantellamento \u2013 dello stato sociale elvetico.<\/p>\n<h3 class=\"western\" align=\"justify\"><b>La sicurezza dell\u2019incertezza<\/b><\/h3>\n<figure id=\"attachment_5994\" aria-describedby=\"caption-attachment-5994\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/15967293_10211675017301614_396658120_o.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5994\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/15967293_10211675017301614_396658120_o-300x258.png\" alt=\"L'autore, Rocco Brignoli, \u00e8 laureando in Sociologia presso l'Universit\u00e0 di Friborgo\" width=\"300\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/15967293_10211675017301614_396658120_o-300x258.png 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/15967293_10211675017301614_396658120_o-768x661.png 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/15967293_10211675017301614_396658120_o-1024x881.png 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/15967293_10211675017301614_396658120_o-480x413.png 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/15967293_10211675017301614_396658120_o-581x500.png 581w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/15967293_10211675017301614_396658120_o.png 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5994\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;autore, Rocco Brignoli, \u00e8 laureando in Sociologia presso l&#8217;Universit\u00e0 di Friborgo<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Sebbene lo stato sociale ricopra un ruolo fondamentale nella protezione di ogni persona e di conseguenza nella stabilita\u0300 politica e sociale di ogni nazione, tale istituzione e\u0300 oggigiorno messa in discussione. Il monopolio statale della protezione sociale sembra ormai essere un lontano ricordo. Effettivamente, anche se con differenze sostanziali nelle diverse nazioni, non si puo\u0300 che constatare un\u2019ingerenza sempre maggiore degli attori privati nell\u2019assistenza alla popolazione bisognosa. Nell\u2019era del neo-liberismo sovrano, la protezione provvidenziale europea si sta gradualmente allineando al modello statunitense, ed e\u0300 cosi\u0300 che si puo\u0300 assistere alla rievocazione di una solidarieta\u0300 d\u2019altri tempi basata sul modello caritatevole.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">L\u2019incertezza del futuro sembra ormai essere la sola sicurezza che rimane a ogni individuo in un\u2019Europa in balia di una situazione socio-economica marcata dalla crisi. Di fronte a questa precaria situazione, lo stato e la politica si dimostrano per lo piu\u0300 inadatti nell\u2019ottica di trovare delle soluzioni concrete a sostegno della popolazione; questi soggetti, in tal senso, si limitano ad imputare le cause di tali contraddizioni ai mutamenti della societa\u0300.<\/p>\n<h3 class=\"western\" align=\"justify\"><b>Anziani-migranti-truffatori: una crisi ben piu\u0300 complessa<\/b><\/h3>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Negli ultimi decenni, in conseguenza delle nuove logiche sociali ed economiche, i dispositivi di protezione sociale europei hanno subito un\u2019involuzione che ne ha sempre piu\u0300 indebolito l\u2019efficacia. La solidita\u0300 finanziaria di questi sistemi di protezione e\u0300 sempre meno tale e le innumerevoli ristrutturazioni che si susseguono a ritmo estenuante si riducono essenzialmente alla compressione delle prestazioni. Queste manovre, tra le altre cose, contribuiscono a rendere maggiormente precaria la condizione delle fasce vulnerabili della popolazione. E tale tendenza non risparmia neanche la Svizzera.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Invecchiamento della popolazione, aumento della disoccupazione, disoccupazione giovanile, aumento delle richieste di assistenza, flussi migratori, metamorfosi del concetto di famiglia, esplosione dei costi della sanita\u0300, abuso delle prestazioni, sono alcune delle cause che vengono principalmente associate, dai media e dalla politica, alla crisi dello stato sociale. E\u0300 ormai lecito domandarsi se lo stato sociale odierno sia ancora realmente adeguato per fronteggiare i numerosi rischi sociali che affliggono la popolazione.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">A questo interrogativo non si puo\u0300 rispondere in termini semplicistici: l\u2019analisi del sistema di protezione sociale ingloba molteplici campi di analisi (economici, politici, sociali, geopolitici, etici, etc.). A livello accademico vi e\u0300 quantomeno unanimita\u0300 nel constatare il vero e proprio immobilismo politico-istituzionale di fronte alla necessita\u0300 di radicali riforme del sistema di protezione sociale: e si tenga conto che stiamo parlando di trasformazioni fondamentali nell\u2019ottica di far fronte alle nuove esigenze della popolazione.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">In una delle sue opere piu\u0300 celebri, il sociologo francese R. Castel, si mostra perentorio al riguardo: la collettivita\u0300 si trova dinanzi a un bivio, \u00abaccettare che un\u2019intera societa\u0300 sia sottomessa alle esigenze dell\u2019economia, oppure edificare uno stato sociale che sia in grado di far fronte alle nuove sfide\u00bb. Secondo lo stesso autore il consenso alla prima opzione non puo\u0300 essere escluso ma va aggiunto che cio\u0300 \u00abporterebbe al crollo della societa\u0300 salariale, ovvero a quell\u2019inedito assemblaggio di lavoro e di protezioni che tanto e\u0300 costato prima che venisse costituito\u00bb(3).<\/p>\n<h3 class=\"western\" align=\"justify\"><b>Un sistema economico antisociale<\/b><\/h3>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Lo studio dell\u2019attuale crisi dello stato sociale deve essere focalizzato in primis sul mutamento della struttura economica successivo alla crescita eccezionale del dopoguerra. Infatti le trasformazioni avvenute nella societa\u0300 postindustriale (4) hanno esercitato ed esercitano tuttora una pressione enorme sullo stato sociale (5). Esse hanno peraltro luogo in un mondo globalizzato, dove l\u2019integrazione internazionale dei mercati dei beni, dei servizi e dei capitali rafforza l\u2019interdipendenza delle economie, indebolendo cosi\u0300 la sfera d\u2019influenza degli Stati nel controllo dell\u2019economia stessa (6). La situazione economica globale genera altresi\u0300 un clima di competizione estrema che, a sua volta, e\u0300 la causa principale dell\u2019esasperata concorrenza fiscale internazionale e nazionale. Secondo il sociologo belga D. Vrancken (7), le battaglie intranazionali e internazionali nell\u2019accaparrarsi i capitali e le aziende stanno inevitabilmente ridimensionando lo stato sociale, il quale, al contempo, viene additato come responsabile principale della crisi delle finanze pubbliche e del rallentamento della crescita economica.<\/p>\n<h3 class=\"western\" align=\"justify\"><b>La politica delle \u201ccasse vuote\u201d<\/b><\/h3>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Per quel che concerne la Svizzera, il sistema di assicurazione sociale (AVS, AI, AD, etc.) si finanzia soprattutto attraverso le contribuzioni della popolazione attiva e, nel caso dei lavoratori salariati, grazie alle rispettive contribuzioni del datore di lavoro. Tuttavia si tende sovente a ignorare che la Confederazione partecipa in modo rilevante al finanziamento di tali assicurazioni. Ad esempio, per quel che concerne l\u2019AVS, la Confederazione, attraverso le imposte federali, emette un finanziamento (corrispondente al 19,55% del budget)(8). Inoltre, alcuni sistemi di protezione sociale, quali ad esempio l\u2019assistenza, esistono esclusivamente grazie all\u2019imposizione fiscale. E va sottolineato, a tal proposito, che in futuro, nel finanziamento del sistema previdenziale elvetico, l\u2019imposizione fiscale giochera\u0300 un ruolo sempre piu\u0300 preponderante: cio\u0300 anche e soprattutto in ragione dei mutamenti legati alla globalizzazione economica, la quale porta con se\u0301 l\u2019affermarsi di un mercato del lavoro maggiormente delocalizzato, deregolamentato e automatizzato.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Pure in Svizzera la lettura della crisi dello stato sociale passa quindi, forzatamente, dal sistema d\u2019imposizione fiscale. Secondo lo storico svizzero S. Guex il sistema fiscale e le sue continue riforme costituiscono una fonte primordiale delle molteplici problematiche che affliggono lo stato sociale elvetico (9). Sempre secondo costui, la Confederazione ha adottato una vera e propria politica delle \u201ccasse vuote\u201d, a cui si lega la tendenza all\u2019affermarsi di uno \u201cStato povero\u201d che, evitando la bancarotta, promuove permanentemente e volontariamente una situazione finanziaria instabile. Secondo Guex, negli ultimi decenni le istituzioni elvetiche si sarebbero altresi\u0300 adoperate nel favorire i deficit di bilancio tendendo a stabilizzare il livello della pressione fiscale. Al contempo, rimettendo in discussione la struttura stessa del carico fiscale, negli ultimi decenni si sarebbero favoriti i detentori di capitali a discapito della maggioranza dei salariati (10).<\/p>\n<h3 class=\"western\" align=\"justify\"><b>Le politiche fiscali sotto la lente d\u2019ingrandimento<\/b><\/h3>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Uno studio promosso dall\u2019Associazione romanda e ticinese delle istituzioni di azione sociale (ARTIAS)(11) \u2013 frutto di un\u2019attenta lettura di migliaia di pagine di messaggi del Consiglio federale, di deliberazioni parlamentari e di vari dossier \u2013 ha permesso di comparare il ritmo, i costi e il contenuto delle principali riforme fiscali e sociali messe in atto negli ultimi decenni a livello federale. Lo studio ha evidenziato chiaramente l\u2019esistenza di una correlazione diretta fra diminuzione delle ricette fiscali federali e misure di risparmio realizzate nell\u2019ambito della protezione sociale. Interessandosi in particolar modo alla concordanza temporale che lega le riforme fiscali e sociali, l\u2019ARTIAS ha cosi\u0300 posto sotto la lente d\u2019ingrandimento il ritmo, i costi e i contenuti di tali riforme.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Secondo M. Kurth, redattrice dello studio, nessuno sarebbe in grado di quantificare i costi reali e i benefici delle varie riforme in ambito sociale &#8211; aventi tutte, come denominatore comune, il deterioramento delle loro prestazioni. In altre parole, secondo lo studio in questione, non ci sarebbe una vera e propria verifica degli effetti di tali riforme sui vari dispositivi sociali rispetto ai quali si e\u0300 voluto intervenire per contenere i costi. Ad esempio, per quel che concerne l\u2019assicurazione invalidita\u0300, nel giugno del 2004 e\u0300 entrata in vigore la quarta revisione dell\u2019assicurazione. Il messaggio concernente la quinta revisione e\u0300 datato giugno 2005 e nel 2008 la riforma era gia\u0300 entrata in atto. Senza poterne valutare realmente gli effetti, nel 2009 il Consiglio federale aveva elaborato il messaggio per la sesta revisione (6a). Rispettivamente, le riforme fiscali, volute dal Consiglio federale e dal parlamento per ostacolare al minimo l\u2019attivita\u0300 economica, hanno seguito una simile tempistica (12).<\/p>\n<h3 class=\"western\" align=\"justify\"><b>Chi ci perde e chi ci guadagna?<\/b><\/h3>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Secondo M. Kurth, il legame esistente fra riforme fiscali e sociali spiegherebbe una parte importante del costante deficit della Confederazione, generato per mezzo di \u201cregali\u201d fiscali e grazie alla diminuzione delle entrate che vi sono corrispondenti. E, a questo proposito, non e\u0300 un segreto che le cerchie dominanti dell\u2019economia e della politica sono intenzionate a mantenere l\u2019imposizione fiscale la piu\u0300 moderata possibile. La fiscalita\u0300 svizzera segue inoltre una tendenza generale nella quale la progressiva sostituzione del principio dell\u2019imposta diretta in funzione della capacita\u0300 contributiva viene ad essere compensata con tassi e contribuzioni a tutti i livelli di reddito (13). Assottigliamento dell\u2019imposizione, aumento della tassazione e lento e progressivo indebolimento dello stato sociale; benche\u0301 nessuno possa provare con certezza i benefici reali per l\u2019intera collettivita\u0300 delle diminuzioni fiscali, esse si susseguono a un ritmo estenuante. L\u2019evoluzione del mercato del lavoro e della struttura demografica contribuiscono altresi\u0300 a rimettere in discussione le forme classiche dell\u2019intervento pubblico elvetico (14). Preoccupante e\u0300 inoltre il fatto che le varie forme di lavoro precario non garantiscano piu\u0300 delle contribuzioni stabili al sistema d\u2019assicurazione sociale elvetico quando, al contempo, la percentuale di popolazione non attiva per diritto acquisito e\u0300 sempre piu\u0300 elevata.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Anche in Svizzera il funzionamento dello stato sociale e, di conseguenza, il suo finanziamento, sono letteralmente in panne. Tale situazione finanziaria non permette piu\u0300 di sostenere veramente l\u2019attuale sistema ne\u0301 tantomeno consente di affrontare le radicali riforme che sarebbero indispensabili. Lo stato sociale si mostra incapace di far fronte in modo adeguato ai nuovi bisogni di una societa\u0300 in metamorfosi, con una popolazione sempre piu\u0300 vulnerabile.<\/p>\n<h3 class=\"western\" align=\"justify\"><b>Conclusione<\/b><\/h3>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Attualmente l\u2019ambito relativo alla fiscalita\u0300 si muove secondo una dinamica sostanzialmente contrapposta a quella dello Stato sociale, sia promuovendone indirettamente un lento ma graduale smantellamento, sia impedendo il necessario adeguamento di tal istituzione ai parametri della nuova fase storica. E\u0300 necessario invertire la rotta: lo Stato sociale, in un prossimo futuro caratterizzato da incertezze materiali consistenti, sara\u0300 ancora chiamato a svolgere un ruolo fondamentale nell\u2019ottica di garantire la coesione sociale, ed e\u0300 per cio\u0300 che occorre chinarsi in modo prioritario sulla sua rivitalizzazione. D\u2019altro canto appare altrettanto ovvio come uno Stato sociale forte e al passo coi tempi non possa essere visto come la soluzione a tutte le contraddizioni socio-economiche: occorre, in tal senso, agire alla radice e, concretamente, creare le condizioni per la definizione di un mercato del lavoro che sia in grado di offrire retribuzioni proporzionate alle necessita\u0300 degli individui e delle famiglie.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><u><b>Note:<\/b><\/u><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">(1) P. Y. Greber, \u201cProtection sociale\u201d, in J.-P. Fragniere, R. Girod, <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Dictionnaire suisse de politiques sociales<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, E\u0301ditions Re\u0301alite\u0301s sociales, Lausanne, 1998, p. 170. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">(2) R. Castel, <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Les me\u0301tamorphoses de la question sociale. Une chronique du salariat, Librairie Arthe\u0300me Fayard, Paris<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, 1995. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">(3) Ivi, p. 22 (traduzione libera). <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">(4) F. Bertolozzi, G. Bonoli e B. Gay-des-Combes, <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>La re\u0301forme de l\u2019E\u0301tat social en Suisse. Vieillissement, emploi, conflit travail-famille<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, Presses polytechniques et universitaires romandes, Lausanne, 2005, p. 37. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">(5) R. Castel, <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Les me\u0301tamorphoses de la question sociale<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, cit. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">(6) F.-X. Merrien, \u201cL\u2019E\u0301tat-providence\u201d in F. Bertolozzi, G. Bonoli e B. Gay-des-Combes, <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>La re\u0301forme de l\u2019E\u0301tat social en Suisse. Vieillissement, emploi, conflit travail- famille<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, Presses polytechniques et universitaires romandes, Lausanne, 2005, p. 37 <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">(7) D. Vrancken, <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Social barbare<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, E\u0301ditions Couleur livres, Charleroi, 2010. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">(8) Si veda il sito dell\u2019Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), http:\/\/goo.gl\/ qN3mYA (consultato il 31.01.2016). <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">(9) S. Guex, \u201c\u2018La politique des caisses vides\u2019. E\u0301tat, finances publiques et mondialisation\u201d, <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Actes de la recherche en sciences sociales<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, n\u00b0 146-147, 2003. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">(10) Ivi, p. 58. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">(11) M. Kurth, \u201cQui perd, qui gagne? 20 ans de re\u0301formes fiscales, 20 ans de re\u0301formes des assurances sociales\u201d, ARTIAS, <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Les dossiers du mois<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, novembre 2011. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">(12) Ivi, p. 4. Per avere piu\u0300 esemplificazioni e spiegazioni a riguardo, rinviamo allo studio ARTIAS liberamente consultabile in francese: http:\/\/www.artias.ch <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">(13) M. Kurth, \u201cQui perd, qui gagne? 20 ans de re\u0301formes fiscales, 20 ans de re\u0301formes des assurances sociales\u201d, cit., p. 4. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">(14) F. Bertolozzi, G. Bonoli e B. Gay-des-Combes, <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>La re\u0301forme de l\u2019E\u0301tat social en Suisse<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. cit., p. 11. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proponiamo di seguito un articolo apparso sull\u2019edizione di maggio 2016 del quadrimestrale d\u2019approfondimento marxista #politicanuova. Le tematiche che vi sono trattate hanno infatti una piena attualit\u00e0, dato che il 12 febbraio 2017 gli svizzeri saranno chiamati alle urne per esprimersi a proposito della Legge sulla Riforma III dell\u2019imposizione delle imprese. &nbsp; La fine del secondo conflitto mondiale sancisce lo stato sociale come pilastro fondamentale di ogni nazione dell\u2019Europa occidentale. 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