{"id":599,"date":"2010-11-30T19:55:04","date_gmt":"2010-11-30T19:55:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=599"},"modified":"2011-01-19T00:18:26","modified_gmt":"2011-01-19T00:18:26","slug":"due-resoconti-delle-dimostrazioni-contro-laccettazione-delliniziativa-udc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=599","title":{"rendered":"Da Zurigo e Berna resoconti delle dimostrazioni contro l\u2019Iniziativa UDC"},"content":{"rendered":"<p><strong>ZURIGO<\/strong> &#8211;\u00a0Come in altre citt\u00e0 svizzere, anche a Zurigo, domenica 28 novembre si \u00e8 svolta una manifestazione spontanea contro il risultato dell&#8217;iniziativa SVP.\u00a0Il ritrovo era fissato tra le 19:30 e le 20:00 in Helvetiaplatz, nel Kreis 4.<\/p>\n<p>L&#8217;ambiente era di festa, come di regola accade in questi raduni spontanei, con musica e gente di tutte le et\u00e0 (da bambini ad anziani) che discutevano e scandivano slogan.<\/p>\n<p>Un corteo composto all&#8217;incirca da 2&#8217;000 persone, poi aumentate, \u00e8 partito alle poco dopo le 20:00 dirigendosi sulla Langstrasse scortato da un veicolo della polizia. Giunti all&#8217;altezza del ponte della linea ferroviaria, il corteo, guidato dai membri della Revolution\u00e4re Jugend Z\u00fcrich (RJZ), non ha seguito il percorso scelto dagli agenti, i quali volevano dirigere il corteo verso Limmatplatz, ma ha svoltato in direzione L\u00f6wenplatz, Bahnhofstrasse e Hauptbahnhof. Sulla strada per raggiungere L\u00f6wenplatz il gruppo di testa ha lanciato petardi e acceso torce; gruppuscoli di anarchici si\u00a0sono da subito messi all&#8217;opera per imbrattare di scritte le pareti degli edifici che costeggiavano il tragitto. Due furgoni della polizia con 9 agenti in tenuta antisommossa hanno bloccato la strada. Il posto di blocco \u00e8 stato forzato senza scontri. Arrivati in L\u00f6wenplatz il corteo \u00e8 sfilato davanti ad una filiale dell&#8217;UBS, la quale era per\u00f2 protetta da svariati agenti della polizia giunti sul posto con 3 autovetture.<\/p>\n<p>Giunti in Bahnhofplatz i riottosi hanno iniziato a rompere le prime vetrine. Gli obbiettivi erano casuali; i primi esercizi a venir daneggiati sono stati: un albergo, un negozio di sigari, un rivenditore Apple e un bankomat della Coop. McDonald&#8217;s e Starbucks sono stati stranamente risparmiati. Importante \u00e8 sottolineare come, alla vista di queste violenze, i manifestati civili fischiavano e gridavano in segno di disappunto, venendo anche alle mani con gli assemblamenti anarchici.<\/p>\n<p>Dopo aver superato Central, il corteo si \u00e8 diretto verso Bellevue. Sul Limmatquai \u00e8 stato forzato un cordone della polizia in tenuta antisommossa che si \u00e8 per\u00f2 fatta da parte vista l&#8217;inutilit\u00e0 di un confronto violento. Intanto i danneggiamenti sono continuati: negozi, ristoranti, gioiellerie, banche e club privati di propriet\u00e0 dei patriziati sono stati presi d&#8217;assalto.\u00a0Uno di questi stabili\u00a0\u00e8 stato completamente distrutto dal lancio di pietre e bottiglie; \u00e8 stato inoltre dato alle fiamme un albero di natale all&#8217;ingresso dello stesso. Per domare le il piccolo incendio sono intervenuti i pompieri che si sono visti, in un secondo tempo, attaccati dai manifestati; prontamente hanno reagito con dei getti d&#8217;acqua contro i riottosi.<\/p>\n<p>Il corteo, dopo aver superato Bellevue (con conseguente danneggiamento, da parte degli estremisti, di un cinema e di altri esercizi pubblici) ha raggiuntola sede del NZZ a cui \u00e8 stata distrutta l&#8217;entrata. Il gruppo dei violenti ha dato alle fiamme un cassonetto e ha trascinato con se un contenitore del vetro pieno di bottiglie vuote da utilizzare contro gli agenti e le strutture.<\/p>\n<p>La situazione non era pienamente sotto il controllo delle forze dell&#8217;ordine. Tutti gli agenti si trovavano a difendere la zona finanziaria e la Bahonhofstrasse ,mentre i disordini avvenivano altrove.<\/p>\n<p>Il corteo \u00e8 risalito da Bellevue fine al Rathaus dove si \u00e8 scontrato con un cordone della polizia che presidiava la piazza accanto. Al lancio di oggetti gli agenti hanno risposto con proiettili di gomma sparati ad altezza uomo (alcuni manifesti pacifici sono stati colpiti al capo ad una distanza di 30 metri), lancio di lacrimogeni e getti d&#8217;acqua. La maggior parte del gruppo \u00e8 tornato sui propri passi per poi ritrovarsi in Paradeplatz, mentre i riottosi, i quali cercavano inizialmente di incitare il resto del gruppo ad unirsi alla &#8220;battaglia&#8221;, si sono dispersi nelle viuzze del Niederdorf, seguiti dai gas.<\/p>\n<p>Poco dopo l&#8217;arrivo in Paradeplatz, effettuato attraverso delle vie anguste, un ingente numero di poliziotti in tenuta antisommossa, scortati da un mezzo che spara getti d&#8217;acqua, ha iniziato a circondare il gruppo sui due lati della Bahnhofstrasse. Evidentemente non era stato prevista la possibilit\u00e0 che il corteo ripiegasse fin l\u00ec, in un cos\u00ec breve lasso di tempo. Dopo questo intimidazione, il corteo, che nel frattempo ha perso quasi tutti i manifestati violenti e anche molti pacifici, si \u00e8 diretto senza ulteriori danneggiamenti in Helveziaplatz, al suono di brani del re del reagge: Bob Marley.<\/p>\n<p>Dopo un breve discorso il gruppo si \u00e8 sciolto all&#8217;incirca alle 22:35. Per varie ore la polizia ha continuato a sorvegliare il centro.<\/p>\n<p>Sono state due ore e mezza tristemente massacranti per la citt\u00e0 di Zurigo. Nota positiva \u00e8 per\u00f2 l&#8217;ottima la partecipazione della popolazione, la quale, nonostante la presenza dei soliti violenti, ha dimostrato grande sensibilit\u00e0 per il tema della votazione, rispetto per le strutture (pubbliche e private) e l&#8217;unit\u00e0 della sinistra.<\/p>\n<p><em><strong>Marin Mikelin, <\/strong><\/em><em><strong>studente universitario, militante della Giovent\u00f9 Comunista<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>*********<\/em><\/p>\n<p><strong>BERNA<\/strong> &#8211; Come a Zurigo, anche a Berna la manifestazione contro l\u2019esito della votazione era gi\u00e0 annunciata con qualche giorno di anticipo su Facebook, poich\u00e9 nessuno si aspettava veramente che questo successivo colpo allo stato di diritto e alla costituzione del 1848 potesse essere fermato con il voto.<\/p>\n<p>Alle 18.00 in punto arrivano i primi delusi, soprattutto giovani, che un po\u2019 spiazzati aspettano l\u2019inizio del corteo. Sembra essere ormai diventato un incontro annuale,\u00a0infatti, un anno fa, la proibizione di costruire minareti port\u00f2 in piazza diverse centinaia di persone. Gruppi anarchici legati alla Reithalle arrivano attorno alle 18.15, come al solito spettacolarmente accompagnati da bengala, fuochi d\u2019artificio, megafoni e striscioni che inneggiano all\u2019abbattimento dello stato fascista e poliziesco. Assieme allo striscione del Partito del Lavoro di Berna e i suoi militanti, il blocco nero costituisce la testa del corteo, seguiti da circa 1000 persone con qualche bandiera sparpagliata del sindacato UNIA e della Giovent\u00f9 Socialista JUSO.<\/p>\n<p>Quasi subito \u00e8 individuato un \u201cZivi\u201d, un agente di polizia in borghese, che viene \u201cinvitato\u201d ad allontanarsi con svariati colpi di palle di neve. Nonostante questo il poliziotto resiste e accompagner\u00e0 tutto il corteo, dovendosi subire pallonate di neve lungo tutto il tragitto.\u00a0Il primo atto di vandalismo succede quando ad un elemento del blocco nero viene in mente di arrampicarsi agilmente su una terrazza della citt\u00e0 vecchia per bruciare un\u2019enorme bandiera elvetica. Il fatto \u00e8 accompagnato da un applauso generale dei manifestanti.<\/p>\n<p>Vista la spontaneit\u00e0 del corteo, i due striscioni di testa hanno qualche difficolt\u00e0 a coordinarsi tra di loro, per cui si susseguono continui cambi di rotta per i vicoletti della citt\u00e0 vecchia di Berna, che causano una certa difficolt\u00e0 agli agenti di polizia che cercano di dirigere il traffico. Questa totale mancanza d\u2019idea sul percorso da intraprendere blocca l\u2019intera circolazione della zona.<\/p>\n<p>Dopo un\u2019ora, il corteo finalmente si muove in piazza federale, dove \u00e8 atteso da un cordone di agenti dell\u2019antisommossa,\u00a0intenti a proteggere il palazzo federale. Il corteo si ferma. Seguono slogan e diversi lanci di palle di neve verso la polizia.\u00a0I media hanno riferito che sarebbero state lanciate diverse bottiglie, in realt\u00e0\u00a0dal corteo ne \u00e9 partita\u00a0solamente una. L\u2019atto non \u00e8 accettato dai manifestanti, che in larga maggioranza pregano agli esaltati di non far degenerare la situazione.<\/p>\n<p>Prossima tappa \u00e8 l\u2019Hotel Bristol, che si situa tra la piazza federale e la stazione, dove l\u2019UDC ha deciso di festeggiare la sua vittoria. Si sentono rumori di vetri infranti e fischi e urla della maggioranza dei manifestanti che non approvano questo modo di fare. Il corteo ora si sta muovendo verso la stazione e anche la sede UBS non \u00e8 risparmiata. Prima di essere attaccata, un ragazzo dal volto coperto si avvicina ai passanti che stanno osservando il corteo, per chiedere a loro di spostarsi gentilmente di qualche metro. Seguono lanci di gavettoni di vernice e martellate sulle vetrine.<\/p>\n<p>Arrivato in stazione, il corteo sembra essersi dissolto, ma si ricongiunge all\u2019uscita per muoversi verso la prigione. Nel frattempo il blocco nero infrange diverse vetrine che contenevano i cartelloni a favore dell\u2019iniziativa. Davanti alla prigione, da ogni direzione si avvicinano agenti dell\u2019antisommossa che dimostrano che, se lo volessero, sarebbero in grado di\u00a0accerchiare senza problemi l\u2019intero corteo. I manifestanti recepiscono il messaggio e si ritirano in zona Reithalle, dall\u2019altra parte della strada. Prima di dissolversi definitivamente, verso le 19.45, dal corteo parte ancora qualche palla di neve verso gli agenti di polizia.<\/p>\n<p>Concludendo si pu\u00f2 notare che a differenza di Zurigo la polizia si\u00a0\u00e9 comportata in modo abbastanza responsabile, rinunciando ad intervenire con forza e non lasciandosi provocare troppo dalle palle di neve. Questo \u00e8 abbastanza tipico per Berna, dove dopo il disastro del 2007 durante la marcia su Berna dell\u2019UDC, si \u00e8 potuto assistere diverse volte a questa strategia volta a tenere un profilo basso.<br \/>\nDa parte del corteo si pu\u00f2 parlare di un relativo successo, poich\u00e9 si \u00e8 riusciti a dimostrare la propria rabbia e incomprensione per l\u2019esito della votazione illegale. Purtroppo i vandalismi, pur essendo stati pi\u00f9 mirati che a Zurigo, anche a Berna hanno evidentemente portato pi\u00f9 svantaggi che meriti al corteo e soprattutto alla Reithalle, che da sempre \u00e8 definita dai suoi nemici il punto di ritiro del blocco nero e degli estremisti.<br \/>\nNonostante questo si \u00e8 potuto assistere ad un certo avvicinamento delle varie fazioni interne al movimento, le quali hanno iniziato a discutere dopo il corteo su strategie da intraprendere per fermare la pericolosa tendenza razzista e autoritaria sempre pi\u00f9 visibile nel paese, che internazionalmente sta perdendo sempre maggiormente la sua reputazione.<\/p>\n<p><em><strong>Beat Wyss, s<\/strong><\/em><em><strong>tudente universitario e membro del Coordinamento della Giovent\u00f9 Comunista<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ZURIGO &#8211;\u00a0Come in altre citt\u00e0 svizzere, anche a Zurigo, domenica 28 novembre si \u00e8 svolta una manifestazione spontanea contro il risultato dell&#8217;iniziativa SVP.\u00a0Il ritrovo era fissato tra le 19:30 e le 20:00 in Helvetiaplatz, nel Kreis 4. 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