{"id":5952,"date":"2016-12-30T13:15:30","date_gmt":"2016-12-30T13:15:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5952"},"modified":"2017-01-03T19:23:02","modified_gmt":"2017-01-03T19:23:02","slug":"le-nuove-scelte-della-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5952","title":{"rendered":"Le nuove scelte della Turchia"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\">Il 2016 che si chiude e il 2017 che si apre offrono molte novit\u00e0 rispetto allo scenario internazionale di dodici mesi fa.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\">Tra i pi\u00f9 rilevanti cambiamenti vi \u00e8 certamente quello della radicale inversione di rotta della Turchia e del suo presidente <strong>Recep Tayyip Erdogan<\/strong>, il quale, dopo il tentato golpe di luglio che ha provato a disarcionarlo dal potere, sta compiendo scelte prima inimmaginabili. La Turchia oggi stringe un\u2019alleanza strategica con Iran e Russia, i tre capi di stato si sono incontrati a Mosca, confermando il comune impegno sottoscritto a fine dicembre dai tre ministri degli esteri <strong>Sergej Lavrov<\/strong>, <strong>Mevlut Cavusoglu<\/strong> e <strong>Mohammad Javad Zarif<\/strong> a difesa della sovranit\u00e0 e dell\u2019integrit\u00e0 territoriale della Siria e contro ogni semplificazione monoreligiosa, attenta piuttosto al pluralismo confessionale e alla salvaguardia della laicit\u00e0 dello stato siriano, il tutto con il vivo apprezzamento della Cina Popolare. Una relazione, quella tra Russia e Turchia, non incrinata dal criminale e recente attentato dell\u2019ambasciatore russo.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\">Erdogan, salito al potere una quindicina d\u2019anni fa appoggiandosi al sostegno della NATO, dell\u2019amministrazione Bush e dell\u2019infiltrazione degli affiliati della setta di <strong>Fethullah G\u00fclen<\/strong> a tutti i livelli, dalle universit\u00e0 all\u2019esercito, ha posto termine tanto alla sua sudditanza verso gli uni, quanto verso gli altri. Nel suo partito AKP, la corrente di destra dei suoi vecchi alleati <strong>Abdullah G\u00fcl<\/strong> e <strong>Ahmet Davutoglu<\/strong>, al contempo gulenisti e atlantisti, gli muove oggi contro, tanto che Erdogan deve appoggiarsi all\u2019ala \u201csinistra\u201d del partito, quella guidata dal sindaco di Ankara <strong>Melih G\u00f6k\u00e7ek<\/strong>, che chiede un definitivo posizionamento della Turchia a fianco della Russia. Se la questione della NATO \u00e8 molto delicata, Erdogan ha in ogni modo avviato la trattativa per l\u2019adesione all\u2019Organizzazione di Shangai, che unisce le nazioni eurasiatiche su principi di sicurezza strategica e cooperazione economica.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\">Mentre la lotta contro i golpisti gulenisti prosegue, la rottura con gli Stati Uniti ha posto fine anche a ogni apertura da parte del governo verso il separatismo curdo, che non ha disdegnato sempre a fine dicembre, di manifestare in Germania insieme ai sostenitori di Israele, facendo sventolare insieme bandiere curde e israeliane. Il partito HDP, prossimo ai separatisti curdi e in maniera fuorviante interpretato come rappresentante della sinistra da una parte di quella sinistra europea che preferisce gli slogan ai fatti, perde consensi, anche per la permanente azione terroristica di una parte del mondo curdo, si pensi solo all\u2019ultima strage a Istanbul che ha ucciso 38 presone presso lo stadio del Besiktas ai primi di dicembre. Per altro HDP e i vertici socialdemocratici del CHP, manifestando tutta la loro subalternit\u00e0 agli interessi occidentali, son pronti a difendere persino i gulenisti incarcerati, come la permanenza della Turchia nella NATO, pur di contrastare Erdogan sempre e comunque.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\">Questi nuovi scenari potrebbero aprire maggiori spazi per il Partito Vatan, di origine maoista e oggi apertosi al kemalismo, da tempo propugnatore di una collaborazione organica con Cina, Russia, Siria e Iran. Il Partito Vatan tra l\u2019altro cresce nei consensi tra gli universitari, a partire da quelli di Ankara, si radica nelle regioni curde aprendo sedi a Van, Bayburt, Bing\u00f6l con un crescente numero di iscritti e una nuova sede a Diyarbakir guidata da un ex-dirigente sportivo e sindacale. Il Partito Vatan, che avanzava tale proposta fin dal 2001, trae anche soddisfazione dall\u2019intenzione di Erdogan di vietare l\u2019uso del dollaro sul territorio turco. Tale scelta \u00e8 il risultato di una netta svolta in cui l\u2019Erdogan di oggi ripudia l\u2019Erdogan liberista di ieri, incentivando ora il ritorno all\u2019economia produttiva e la de-dollarizzazione degli scambi commerciali internazionali.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\">Certo tutto pu\u00f2 ancora cambiare e non bisogna farsi illusioni, ma sicuramente la Turchia si rivela oggi la nazione pi\u00f9 dinamica e imprevedibile del contesto euro-mediterraneo, capace di compiere scelte che aprono scenari di pace e cooperazione orientati a una distensione del quadro internazionale, promuovono il multipolarismo e in politica interna rivedono la lunga stagione liberista iniziata ben prima di Erdogan.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2016 che si chiude e il 2017 che si apre offrono molte novit\u00e0 rispetto allo scenario internazionale di dodici mesi fa. 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