{"id":595,"date":"2010-11-28T18:50:16","date_gmt":"2010-11-28T18:50:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=595"},"modified":"2010-12-02T04:31:03","modified_gmt":"2010-12-02T04:31:03","slug":"industria-alimentare-ecologia-e-capitalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=595","title":{"rendered":"Industria alimentare, ecologia e capitalismo."},"content":{"rendered":"<p>Una delle caratteristiche del sistema economico nel quale viviamo \u00e8 la mercificazione dei bisogni dell&#8217;essere umano. Il cibo, ad esempio, si presenta sotto forma di merce, cio\u00e9 in perenne balia delle esigenze (e a volte degli sconquassamenti) della circolazione commerciale, spesso caratterizzata da pratiche speculative. Di riflesso ad essere messo in discussione \u00e8 il diritto ad un\u2019alimentazione di qualit\u00e0 ed economicamente accessibile.<\/p>\n<p>Le speculazioni, non colpiscono solamente determinati settori economici, ma hanno un\u2019ampiezza generale: esse, infatti, agiscono anche sui prodotti alimentari, rialzandone in modo artificiale il prezzo, mistificando cos\u00ec la possibilit\u00e0 di appropriarsene ad una sempre maggiore fetta della popolazione, i cui reali bisogni non trovano una concreta ed ottimale realizzazione in quanto, spesso, le industrie alimentari tendono ad assolutizzare la loro linea commerciale, eliminando realt\u00e0 locali e dando vita ad un mercato del cibo globalizzato secondo i parametri delle grande economia, capace di annichilire ci\u00f2 che trova sul proprio terreno.<\/p>\n<p>Che fare, dunque, oltre ad impedire che il sistema finanziario s&#8217;insinui nei meccanismi e nell&#8217;essere dell&#8217;industrie prodruttrici? Un tassello fondamentale nel processo di radicale trasformazione della questione agro-alimentare \u00e8 la democratizzazione dell\u2019appropriazione della produzione. Ad impedirla \u00e8 la depredazione delle materie prime da parte delle multinazionali occidentali a scapito dei paesi produttori, i quali subiscono fin dai tempi del colonialismo il dictat del grande capitale. I paesi del sud del mondo sono cos\u00ec saccheggiati delle loro risorse, che vendute a prezzo basso in Occidente ne favoriscono il benessere collettivo a scapito della parte povera del pianeta, da cui partono \u2013 e, detto questo, come non comprenderli? \u2013 anche fenomeni di \u201cpirateria\u201d o di \u201cterrorismo\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario dunque sviluppare un modello di consumo e di produzione radicato a livello locale, reale promotore della sovranit\u00e0 alimentare dei singoli nuclei territoriali, slegando altres\u00ec l\u2019annosa dipendenza che vede la varie localit\u00e0 confrontate al dictat del commercio internazionale, agente responsabile del processo di annientamento della biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 inoltre auspicabile che si raggiunga una moderazione del consumismo, realizzabile attraverso una trasformazione culturale e dunque abitudinaria: un orizzonte pi\u00f9 che necessario in vista del futuro aumento demografico. La cosiddetta \u201csociet\u00e0 sufficiente\u201d, nella quale i cittadini agiscono secondo un\u2019intelligenza ambientale, non deve essere, insomma, una speranza idealistica, ma va al contrario realizzata attraverso un processo politico volto alla trasformazione del reale. S\u2019impone quindi un processo di \u201cdecrescita\u201d in termini di produzione e di consumo, necessario per mistificare le ondate di sprechi e di rifiuti che invadono il pianeta.<\/p>\n<p>A tutto ci\u00f2 va per\u00f2 aggiunto che i citati obiettivi non possono avere una concreta attuazione all\u2019interno dei parametri dell\u2019attuale sistema economico: esso \u00e8 infatti caratterizzato da difetti strutturali che impediscono alla societ\u00e0 una reale trasformazione nel campo della produzione alimentare. Sarebbe in questo senso fondamentale riequilibrare il divario che sussiste fra domanda e offerta, dove la prima si trova ad essere meccanicamente inferiore rispetto alla seconda: un mercato che non pu\u00f2 staccarsi da questo legame con la sovrapproduzione deve essere sostituito da un sistema pi\u00f9 sostenibile e razionale, che non fagociti le risorse ambientali per poi sprecarle.<\/p>\n<p>Un mercato capitalistico del resto non riesce a distribuire in modo equo le derrate alimentari, creando una situazione in cui un\u2019area \u00e9 dominata dalla denutrizione ed un\u2019altra, nella quale gli alimenti sono addirittura troppi, generando problemi come l\u2019obesit\u00e0. Eppure, paradossalmente, persino nelle nazioni benestanti si registra un incremento delle persone che non hanno un sufficiente apporto alimentare e ci\u00f2 appare ancor pi\u00f9 contraddittorio quando i dati mostrano come i due terzi della popolazione mondiale potrebbero vivere con ci\u00f2 che viene sprecato. La fame non \u00e8 dunque un problema d\u2019insufficienza di produzione, ma \u00e8 causata da una strutturazione illogica del capitalismo che fa conseguire un\u2019inefficienza in termini di distribuzione. Un funzionamento illogico, una condizione negativa che \u00e9 legato all\u2019interesse di pochi.<\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2 l\u2019industria alimentare rappresenta un importante fattore d\u2019inquinamento: le metodologie di elaborazione delle risorse alimentari sono spesso insostenibili poich\u00e9 danneggiano il territorio. La pratica della pesca, per esempio, dovendo convivere con le esigenze del mercato (e dunque fornire solamente determinate specie ittiche) \u00e8 caratterizzata dall\u2019enorme spreco di fauna marina. Infatti, il cosiddetto pesce accessorio, non potendo essere introdotto nel mercato, viene rigettato nel mare ormai deceduto. Si pensi inoltre all\u2019antitesi che sussiste fra un razionale progetto di distribuzione delle risorse su scala locale e l\u2019evidenziarsi di una circolazione commerciale globale che fa riferimento ad esigenze diverse, che s\u2019inquadrano nel primario obiettivo di realizzare un profitto. In questo senso, dato che il panorama dell\u2019industria alimentare non \u00e8 organicamente unito (Marx parlava di \u201canarchia della produzione\u201d) vi sono inutili percorsi commerciali delle diverse derrate alimentari, ecologicamente deleteri.<\/p>\n<p>La sfida epocale con cui ci si trova confrontati \u00e8 il riuscire ad intravvedere un orizzonte sistemico che non abbia i tratti dell\u2019odierno sistema liberale, basato su individualismo e disuguaglianza, ma che veda la propria realizzazione concreta nel socialismo, in base a concetti quali solidariet\u00e0 ed uguaglianza.<\/p>\n<p>Aris Della Fontana,<\/p>\n<p>Coordinatore Giovent\u00f9 Comunista (GC)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle caratteristiche del sistema economico nel quale viviamo \u00e8 la mercificazione dei bisogni dell&#8217;essere umano. 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