{"id":5937,"date":"2017-01-05T22:59:02","date_gmt":"2017-01-05T22:59:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5937"},"modified":"2017-11-19T03:05:16","modified_gmt":"2017-11-19T03:05:16","slug":"lantropologa-marcella-guidoni-la-corea-del-nord-e-lo-specchio-delloccidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5937","title":{"rendered":"L&#8217;antropologa Marcella Guidoni: &#8220;la Corea del Nord \u00e8 lo specchio dell&#8217;Occidente&#8221;!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Gli articoli pubblicati da molti siti Internet e dai giornali italiani mainstream sulla Corea del Nord non contengono alcuna concreta informazione. Leggendone qualche esempio, \u00e8 facile rendersi conto che in essi non c\u2019\u00e8 nessuna volont\u00e0 di far conoscere il Paese da un punto di vista culturale, sociale o storico: essi sono mossi solo dalla necessit\u00e0 di servire una propaganda che si basa sul dogma che siamo il migliore dei mondi possibili e i paladini dei diritti umani, della libert\u00e0 e della democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessun luogo al mondo, pi\u00f9 della Corea del Nord, col suo modello di vita antitetico al nostro, pu\u00f2 meglio servire a questo scopo. L\u2019inconsistenza delle argomentazioni \u00e8 data a volte dalla superficialit\u00e0, altre volte dalla contraddittoriet\u00e0, in altri casi ancora dall\u2019evidente falsit\u00e0 delle notizie riportate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ci sono casi, come l\u2019articolo apparso recentemente su un grosso quotidiano nazionale [1], in cui l\u2019argomentazione usata per denigrare il Paese asiatico \u00e8 cos\u00ec assurda da apparire quasi ridicola. E allora ci si chiede: chi scrive crede veramente in quello che dice, o ha una cos\u00ec scarsa considerazione dei suoi lettori da non ritenerli in grado di esercitare anche quella minima capacit\u00e0 critica che basterebbe per rendersi conto di essere ingannati?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 di questo dubbio, tali articoli, pi\u00f9 che far luce o informare sulla Corea del Nord, scopi per i quali sono del tutto inutili, possono servire per\u00f2 per capire i problemi dell\u2019uomo occidentale quando si trova a confrontarsi con realt\u00e0 lontane e diverse. Allora emerge soprattutto il vuoto spirituale di chi, lungi dall\u2019accostarsi alle altre culture col rispetto necessario a chi voglia conoscere un qualsivoglia fenomeno, vi si avvicina invece col senso di superiorit\u00e0 e si pone al centro del mondo e della storia.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Un linguaggio sensazionalistico ed argomentazioni superficiali<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parola pi\u00f9 usata nei testi che parlano di Corea del Nord \u00e8 \u201csurreale\u201d. Essa serve per rendere forte il senso di lontananza, isolamento, irrealt\u00e0 di un mondo, sentito cos\u00ec lontano da quello vero, cio\u00e8 il nostro, da sembrare quasi lunare. Difficile \u00e8 trovare un articolo sulla Corea del Nord che non contenga questa parola. Spesso, ad accentuare il senso di finzione, vengono utilizzate delle analogie, come quella del set cinematografico, a cui si ricorre spesso per descrivere la citt\u00e0 di Pyongyang e l\u2019altra, quella del mondo totalitario orwelliano, in riferimento all\u2019organizzazione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli articoli in cui il disprezzo \u00e8 pi\u00f9 forte, capita di trovare aggettivi come \u201cagghiacciante\u201d per descrivere il modo di vita, \u201cvisionario\u201d per parlare di un modello urbanistico moderno, \u201clugubre\u201d per definire uno spazio architettonico, \u201cdelirante\u201d, \u201cfolle\u201d, \u201cdisumana\u201d, per definire l\u2019ideologia. Sono parole che vogliono trasmettere disprezzo, odio, superiorit\u00e0 nei confronti di un sistema agli antipodi di quello occidentale, ovviamente il pi\u00f9 libero, umano e razionale dell\u2019universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-6951 \" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.controinformazione.info\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Pyon-Yang.jpg?resize=259%2C194\" alt=\"Pyon Yang\" width=\"323\" height=\"242\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quei testi, purtroppo la stragrande maggioranza, scritti con lo scopo specifico di colpire negativamente la sensibilit\u00e0 del lettore, non contengono mai informazioni di carattere culturale. Non vi si parla di storia, di arte, di musica, di lingua, di tradizioni culturali, quasi questi aspetti non esistessero. Eppure le due Coree hanno una storia comune e non mancano, anche in Corea del Nord, testimonianze del passato, come templi buddhisti e musei che illustrano l\u2019evoluzione dell\u2019arte e della tecnologia, l\u2019origine della stampa e lo sviluppo dell\u2019artigianato, dei giochi e di altre tradizioni culturali, e biblioteche che ospitano un gran numero di opere letterarie e scientifiche. Parlare di questi aspetti farebbe apparire la Corea del Nord come un mondo \u2018normale\u2019, in cui esistono anche studiosi, archeologi e storici e gli toglierebbe quell\u2019aura paranoica che tanto piace a certo giornalismo \u2018di corte\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si scrive di Pyongyang, non si deve mai parlare di uno stile artistico moderno inserito nel suo contesto storico, come si fa per ogni citt\u00e0 del mondo; tutt\u2019al pi\u00f9 si pu\u00f2 parlare di un modello visionario o di \u201cmega-monumenti di dimensioni tali che potrebbero essere visibili dalla luna\u201d. I riferimenti al passato, in genere agli anni Cinquanta o Sessanta, oppure al 1984 di Orwell, mirano a sottolineare l\u2019arretratezza e l\u2019estraneit\u00e0 della Corea del Nord al mondo attuale o lo stato di miseria in cui verserebbe eternamente il Paese. A questo punto non pu\u00f2 mancare un riferimento al militarismo esasperato di un governo folle, avendo cura di non collegarlo alle esercitazioni militari statunitensi che avvengono regolarmente in concomitanza con l\u2019esercito sudcoreano, a ridosso del trentottesimo parallelo, e al modo diverso dal nostro di concepire l\u2019esercito, utilizzato dai nordcoreani anche per finalit\u00e0 civili, quali possono essere la costruzione di un ponte o la raccolta del riso.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Contraddizioni, bugie e paradossi<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggendo testi diversi, capita di trovare descrizioni di carattere opposto riferite allo stesso luogo. Gi\u00e0 nel 1980, Tiziano Terzani descriveva Pyongyang in questo modo: \u00abNon fosse per i giardini pieni di fiori e le acacie sulle colline rigogliose e lungo il fiume, Pyongyang potrebbe apparire una citt\u00e0 irreale, artificiale: una sorta di palcoscenico allestito per un film di fantascienza: ricca, coloratissima, ultramoderna, ma inquietantemente vuota\u00bb [2].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6952 alignright\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.controinformazione.info\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Corea-del-Norte.jpg?resize=300%2C198\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.controinformazione.info\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Corea-del-Norte.jpg?resize=300%2C198 300w, https:\/\/i2.wp.com\/www.controinformazione.info\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Corea-del-Norte.jpg?resize=940%2C622 940w, https:\/\/i2.wp.com\/www.controinformazione.info\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Corea-del-Norte.jpg?resize=700%2C463 700w, https:\/\/i2.wp.com\/www.controinformazione.info\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Corea-del-Norte.jpg?resize=580%2C383 580w, https:\/\/i2.wp.com\/www.controinformazione.info\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Corea-del-Norte.jpg?resize=460%2C304 460w, https:\/\/i2.wp.com\/www.controinformazione.info\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Corea-del-Norte.jpg?w=964 964w\" alt=\"Corea del Norte\" width=\"386\" height=\"255\" \/>Affollata, quasi un\u2019altra citt\u00e0, appare, al contrario, la Pyongyang descritta in alcuni siti Internet o riviste di turismo, che propongono ai lettori l\u2019esperienza di un viaggio quasi marziano. Gli abitanti nella capitale nordcoreana ci sono, ma si muovono \u201cin branchi\u201d, \u201ca frotte\u201d, silenziosi ed inespressivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2 aprile 2013, la famosa rivista di turismo Mete promuoveva un viaggio in Corea del Nord con queste parole: \u00abPerch\u00e9 (\u2026) un turista occidentale dovrebbe ambire a visitare la Corea del Nord? Non certo per i monumenti storici, la natura incontaminata e i paesaggi bucolici, che pure ci sono, ma piuttosto per toccare con mano le aberranti conseguenze a cui possono portare l\u2019esasperazione delle utopie politiche e la mancanza di democrazia. Qui a colpire sono la fame scolpita sul volto delle persone vestite tutte in abiti militari, il fanatismo riconoscente verso una classe dirigente che li ha resi schiavi (\u2026). I turisti possono muoversi solo su itinerari prestabiliti e accompagnati da poliziotti, senza alcun contatto diretto con la gente. Un solo prodotto come souvenir, oltre agli emblemi politici: l\u2019insam selvatico, il miglior ginseng in assoluto \u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questo testo possiamo fare due osservazioni: la prima \u00e8 sulla scorrettezza delle \u201cinformazioni\u201d, chiaramente inventate. Basta anche una brevissima visita per vedere che i nordcoreani non sono tutti vestiti in abiti militari, che l\u2019insam non \u00e8 l\u2019unico souvenir esistente in quel Paese e che non ci sono poliziotti che accompagnano i turisti ma due guide turistiche. Sicuramente l\u2019autore non ha mai visitato la Corea del Nord e non si \u00e8 curato minimamente di informarsi. Si \u00e8 accontentato di riportare i pi\u00f9 diffusi pregiudizi sul\u2019argomento, accompagnandoli con qualche particolare che stesse con essi in sintonia, inventato di sana pianta. La seconda osservazione \u00e8 pi\u00f9 seria e tocca direttamente il tipo di sensibilit\u00e0 del turista occidentale e il rapporto della nostra cultura con un mondo diverso da s\u00e9, che in questo caso \u00e8 la Corea del Nord, ma potrebbe essere anche qualunque altra cultura lontana dalla nostra. L\u2019autore ci invita a visitare un Paese, non per i suoi monumenti storici o per i bei paesaggi, ma per vedere \u00abla fame scolpita sul volto\u00bb di gente che viene descritta come in preda al fanatismo verso un sistema che l\u2019ha resa schiava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui il problema non \u00e8 pi\u00f9 quello della veridicit\u00e0 o meno dell\u2019informazione, ma investe il destinatario del messaggio. Che tipo di persona \u00e8 quella che parte per un viaggio cos\u00ec lungo e costoso solo per vedere la fame \u201cscolpita\u201d sui volti della gente? Che tipo di persona \u00e8 quella che sente il bisogno di assaporare la negativit\u00e0 di un mondo per il quale nutre solo disprezzo e che sente tanto ostile? Possibile che non ci sia nulla di meglio da fare per il privilegiato occidentale, che vive nel migliore dei mondi possibili, di un lungo, costoso viaggio nel posto pi\u00f9 orribile del mondo? Siamo sicuri di avere meno problemi dei nordcoreani, almeno dal punto di vista dell\u2019equilibrio interiore? Forse nella parte pi\u00f9 profonda si s\u00e9, l\u2019uomo occidentale non \u00e8 poi cos\u00ec convinto delle sue libert\u00e0, se ha bisogno sempre di cercare negli altri o in ipotetici mondi alieni il male e la negativit\u00e0, per sentirsi l\u2019incarnazione del bene e della positivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso questi articoli nascondono soltanto un bieco servilismo nei confronti della propaganda statunitense, e a volte nemmeno lo nascondono. Prova ne \u00e8 un articolo del Corriere del 16 luglio 2005, dove l\u2019autore arriva ad accusare di miopismo un testo di tre giorni prima, in cui Pio D\u2019Emilia ha osato parlare di \u201cdue tentativi di genocidio, prima da parte dei giapponesi e poi dagli americani\u201d. \u00abPassi per l\u2019invasione nipponica, tremenda.\u00bb, scrive Del Corona, \u00abForse nel caso degli Usa il termine \u00e8 eccessivo, anche tenendo conto di napalm, vittime civili e citt\u00e0 polverizzate. Forse cogliere la \u201cdignit\u00e0 di questo popolo\u201d, senza sottolineare il carico di condizionamento, appare un po\u2019 riduttivo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui si arriva a mettere in dubbio anche la dignit\u00e0 di un popolo, con la tacita certezza di appartenere all\u2019unico mondo dignitoso, proprio grazie alla corretta informazione di una \u201cstampa libera\u201d che chiede di minimizzare i crimini orrendi del padrone liberatore. Veramente un nobile esercizio di dignit\u00e0 e di libert\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La disinformazione raggiunge livelli paradossali in un articolo apparso qualche giorno fa sul quotidiano La Repubblica. L\u2019autore, dopo aver raccontato il pittoresco episodio di un contadino inferocito che lo inseguiva con un forcone mentre faceva jogging in una stradina di campagna, secondo lui perch\u00e9 scambiato per una spia americana, evoca ricordi \u00abkafkiani, angosciosi e surreali\u00bb e fa un breve riferimento alla frontiera \u2018smilitarizzata\u2019, definendola \u00abuna polveriera con arsenali tali da poter annientare le due Coree\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente si astiene dal dire dove sono localizzati questi arsenali, n\u00e9 tantomeno parla della concentrazione di armi nucleari a sud del trentottesimo parallelo, la pi\u00f9 alta del mondo. Ci rivela anche un piccolo segreto: \u00abi bianchi vengono definiti tutti europei anche quando sono americani, visti i rapporti tesissimi fra Washington e Pyongyang\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non so da dove gli venga questa informazione. Posso dire, avendo visitato personalmente la Corea del Nord, di non aver mai sentito usare la parola \u201cbianchi\u201d in riferimento agli stranieri, ma di essere stata testimone di un linguaggio rispettoso ed alieno da ogni forma di razzismo. Mi \u00e8 capitato inoltre di incontrare turisti statunitensi, sicuramente pochi, ma che non hanno fatto alcun mistero della loro nazionalit\u00e0. Ma l\u2019argomentazione pi\u00f9 incredibile, che non mi era ancora capitato di leggere, \u00e8 la seguente: \u00abNon \u00e8 prevista alcuna visita ai campi di concentramento dove si stima siano detenuti almeno 120.000 prigionieri politici\u00bb. Come se dicessimo, nel criticare la politica statunitense, che non sono previste visite al campo di detenzione di Guantanamo. Qualcuno mi sa dire se esiste al mondo un Paese che prevede visite turistiche in carceri o luoghi simili?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante tutto, l\u2019autore dell\u2019articolo consiglia il viaggio, se non altro per godere dei paesaggi naturali incontaminati. Pensate forse che venga, almeno per questo aspetto, riconosciuto qualche merito alla Corea del Nord, che pur ha una legge sull\u2019ambiente, divisa in cinque capitoli, contenenti 52 articoli sulla protezione e conservazione dell\u2019ambiente naturale, la prevenzione dell\u2019inquinamento e le sanzioni sui danni ambientali? [3] Assolutamente no. Dopo aver definito i paesaggi \u201cincontaminati\u201d, l\u2019autore aggiunge \u00abvista la tragica mancanza di sviluppo economico\u00bb.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>La Corea del Nord non pu\u00f2 essere salvata. Deve per forza rappresentare il Male assoluto.<\/strong><\/h3>\n<figure id=\"attachment_5939\" aria-describedby=\"caption-attachment-5939\" style=\"width: 354px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Ay_Ri_Rpdc.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-5939\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Ay_Ri_Rpdc-300x185.jpg\" alt=\"Incontro fra il Partito Comunista svizzero e il Partito del Lavoro coreano\" width=\"354\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Ay_Ri_Rpdc-300x185.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Ay_Ri_Rpdc-768x472.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Ay_Ri_Rpdc-1024x630.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Ay_Ri_Rpdc-480x295.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Ay_Ri_Rpdc-813x500.jpg 813w\" sizes=\"auto, (max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5939\" class=\"wp-caption-text\">Delegazione comunista svizzera guidata da Massimiliano Ay in visita al vice-presidente del Partito del Lavoro coreano Ri Su Yong<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In essa non pu\u00f2 esserci nulla di buono. La sola cosa buona non pu\u00f2 che venire ancora una volta dall\u2019Occidente, a cui il nostro giornalista assegna una missione civilizzatrice: i visitatori provenienti dal \u201cmondo libero\u201d, \u00abnon armati di \u201cbazuka\u201d\u00bb, ma solo di democrazia, potrebbero \u00abaprire gli occhi alla popolazione locale attenuando la presa della propaganda paranoica di sua maest\u00e0 Kim\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere: sembra che il popolo nordcoreano qualche speranza ancora ce l\u2019abbia. Almeno quella di vedere arrivare dei \u201csalvatori\u201d a liberarli da una propaganda che li rende schiavi. Ma i poveri popoli occidentali, chi li liberer\u00e0? Resteranno prigionieri della loro illusione, e quando avranno conquistato anche i cuori e le menti dei nordcoreani, non potranno far altro che guardare all\u2019interno dei propri e allora vi troveranno la desolazione, il vuoto, il nulla. E non avranno pi\u00f9 alcuno scopo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">NOTE:<\/span><\/p>\n<p>1) Corea del Nord, di Federico Rampini, in La Repubblica, 24 settembre 2014<br \/>\n2) Tiziano Terzani, Corea del Nord: bandiera rossa, sangue blu, 1980<br \/>\n3) The law of the Democratic People\u2019s Republic of Korea on the protection of the environment, Pyongyang, 1991<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli articoli pubblicati da molti siti Internet e dai giornali italiani mainstream sulla Corea del Nord non contengono alcuna concreta informazione. Leggendone qualche esempio, \u00e8 facile rendersi conto che in essi non c\u2019\u00e8 nessuna volont\u00e0 di far conoscere il Paese da un punto di vista culturale, sociale o storico: essi sono mossi solo dalla necessit\u00e0 di servire una propaganda che si basa sul dogma che siamo il migliore dei mondi possibili e i paladini dei diritti umani, della libert\u00e0 e della democrazia. Nessun luogo al mondo, pi\u00f9 della Corea del Nord, col suo modello di vita antitetico al nostro, pu\u00f2<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":5938,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22,4],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-5937","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-asia","category-esteri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5937","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5937"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5937\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5983,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5937\/revisions\/5983"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5938"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5937"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5937"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5937"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=5937"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}