{"id":5917,"date":"2016-12-21T20:39:19","date_gmt":"2016-12-21T20:39:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5917"},"modified":"2016-12-24T22:50:51","modified_gmt":"2016-12-24T22:50:51","slug":"lascensore-sociale-e-rimasto-bloccato-intervista-alla-sociologa-svizzera-julie-falcon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5917","title":{"rendered":"L&#8217;ascensore sociale \u00e8 rimasto bloccato. Intervista alla sociologa svizzera Julie Falcon"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Le disuguaglianze sociali sono dure a morire, anche da una generazione all&#8217;altra. \u00c8 ci\u00f2 che evidenziano le ricerche di <strong>Julie Falcon<\/strong>, sociologa e insegnante all&#8217;Universit\u00e0 di Losanna. La ricercatrice si \u00e8 chinata sui dati di persone nate tra il 1908 e il 1978. Esse sono state raggruppate in tre categorie: la classe media superiore (quadri, capi d&#8217;impresa, ingegneri, professioni liberali e intellettuali, insegnanti), la classe media (piccoli commercianti e artigiani, agricoltori) e la classe popolare (impiegati di livello inferiore e operai). La conclusione? Escludendo le persone nate tra il 1908 e il 1934, le possibilit\u00e0 di accedere a una categoria pi\u00f9 elevata rispetto ai propri genitori non sono aumentate. E ci\u00f2 anche se, da cent&#8217;anni a questa parte, la nostra economia \u00e8 sensibilmente mutata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Secondo le vostre ricerche, quattro persone su dieci raggiungono un livello sociale superiore a quello dei loro genitori. \u00c8 gi\u00e0 molto!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, si pu\u00f2 vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Bisogna tuttavia aggiungere che il 40% delle persone restano nella stessa posizione e il 20% vi discendono. Ci\u00f2 che \u00e8 interessante, \u00e8 constatare che le cifre restano stabili durante il Novecento. In generale, le persone pensano che le prospettive di ascesa sociale siano aumentate. Ma, di fatto, una tale apertura non si \u00e8 verificata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come lo spiegate?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I posti all&#8217;apice della gerarchia sociale restano occupati da persone che si battono per conservare i propri privilegi. E il sistema educativo svizzero favorisce il perpetuarsi di un tale stato di cose. La selezione ha luogo molto presto, ad un&#8217;et\u00e0 in cui l&#8217;educazione ha avuto ancora poco tempo per parificare le possibilit\u00e0. D&#8217;altronde, se considerata in rapporto alle tendenze internazionali, la societ\u00e0 elvetica \u00e8 rimasta abbastanza rigida. E questo \u00e8 anche il caso della Germania, che possiede un sistema educativo abbastanza simile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In Svizzera si mette l&#8217;accento sull&#8217;apprendistato: questa formazione permette di ascendere la scala sociale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Assistiamo a un paradosso: la strada dell&#8217;apprendistato \u00e8 sacrosanta. \u00c8 vero che essa permette di trovare facilmente un impiego. Ma dopo non si ascende facilmente nella scala sociale. E, coloro che ce la fanno, provengono in linea generale da una classe elevata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il fatto che un maggior numero di persone frequentino l&#8217;universit\u00e0 cambia i risultati?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale aumento beneficia anzitutto le classi superiori, che sono sovra-rappresentate nelle nostre universit\u00e0. E poi, anche a tale livello di studi, il peso dell&#8217;origine resta: gli universitari provenienti dalle classi popolari hanno meno possibilit\u00e0 di accedere a una classe elevata rispetto ai compagni provenienti da famiglie di classe superiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo avanzare qualche spunto di riflessione. Sappiamo, per esempio, che le persone provenienti da una classe sociale pi\u00f9 elevata scelgono dei settori di studio pi\u00f9 prestigiosi, come la medicina, il diritto o l&#8217;economia, anzich\u00e9 le lettere e le scienze sociali. Va poi tenuta in considerazione l&#8217;importanza delle reti che possono facilitare l&#8217;accesso a un impiego. Infine, le persone provenienti da una fascia privilegiata ne conoscono i codici, i linguaggi: e ci\u00f2 li aiuta a integrarsi. Questi spunti meriterebbero di essere ulteriormente approfonditi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;orientamento verso i servizi della nostra societ\u00e0 aumenta la mobilit\u00e0 sociale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I posti di lavoro che si potrebbero qualificare come medio-superiori sono in effetti pi\u00f9 numerosi. Ma i datori di lavoro richiedono sempre pi\u00f9 diplomi, e ci\u00f2 favorisce coloro i quali hanno una migliore carriera scolastica. Inoltre, tale terziarizzazione tende a rafforzare le disuguaglianze: le persone poco o per nulla diplomate fanno ancora pi\u00f9 fatica ad ascendere la scala sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le disuguaglianze rischiano dunque di ampliarsi nei prossimi anni?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la mia ipotesi. L&#8217;origine sociale sembra acquisire pi\u00f9 importanza presso le persone nate dopo il 1970. Ma il fenomeno \u00e8 recente, e non fruiamo ancora d&#8217;un sufficiente distacco temporale.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Questa intervista (tradotta) \u00e8 tratta dalla \u201cTribune de Gen\u00e8ve\u201d.<\/em> <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le disuguaglianze sociali sono dure a morire, anche da una generazione all&#8217;altra. \u00c8 ci\u00f2 che evidenziano le ricerche di Julie Falcon, sociologa e insegnante all&#8217;Universit\u00e0 di Losanna. La ricercatrice si \u00e8 chinata sui dati di persone nate tra il 1908 e il 1978. Esse sono state raggruppate in tre categorie: la classe media superiore (quadri, capi d&#8217;impresa, ingegneri, professioni liberali e intellettuali, insegnanti), la classe media (piccoli commercianti e artigiani, agricoltori) e la classe popolare (impiegati di livello inferiore e operai). La conclusione? 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