{"id":5724,"date":"2016-11-01T01:12:34","date_gmt":"2016-11-01T01:12:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5724"},"modified":"2016-11-01T01:14:49","modified_gmt":"2016-11-01T01:14:49","slug":"nuovi-tagli-al-servizio-postale-un-migliaio-di-posti-di-lavoro-a-rischio-il-partito-comunista-interroga-il-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5724","title":{"rendered":"Nuovi tagli al servizio postale: un migliaio di posti di lavoro a rischio. Il Partito Comunista interroga il governo."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Posta Svizzera ha annunciato un nuovo piano di smantellamento degli uffici postali in barba agli utili che l\u2019ex-regia federale continua a incassare. Vale la pena ricordare che nel 2001 il popolo svizzero poteva contare su 3\u2019500 uffici postali distribuiti sul territorio nazionale, oggi ne restano 1\u2019500 che ora saranno ridotti a soli 800. I salariati colpiti dal taglio sono circa 1\u2019200 e l\u2019azienda non pu\u00f2 escludere licenziamenti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5729\" aria-describedby=\"caption-attachment-5729\" style=\"width: 232px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/sap_11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5729\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/sap_11.jpg\" alt=\"Olivier Cottagnoud, sindacalista dei postini\" width=\"232\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/sap_11.jpg 232w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/sap_11-220x300.jpg 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5729\" class=\"wp-caption-text\">Olivier Cottagnoud, sindacalista dei postini<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sindacati di categoria si sono subito fatti sentire: il sindacato della comunicazione SYNDICOM ha contestato in particolare la giustificazione dei vertici aziendali, secondo cui si tratterebbe di reagire rispetto al calo dei volumi. In realt\u00e0 \u00e8 una scusa, che non tiene in considerazione che con i tagli massicci degli ultimi anni gi\u00e0 oggi molte prestazioni sono fornite da partner esterni o sono state trasferiti ad altri reparti del gruppo. Arrabbiato anche il Sindacato Autonomo dei Postini (SAP) guidato da <strong>Olivier Cottagnoud<\/strong> che ha dichiara come gi\u00e0 oggi circa 800mila abitanti sul territorio svizzero non dispongono pi\u00f9 di un ufficio postale entro i limiti ragionevoli di distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano politico si \u00e8 mosso il Partito Comunista che, attraverso il suo deputato al Gran Consiglio del Canton Ticino, <strong>Massimiliano Ay<\/strong>, ha depositato una interrogazione al governo cantonale per conoscere le implicazioni che i nuovi tagli avranno sul territorio e sui lavoratori. Nella sua nota il Partito Comunista ricorda come fu sempre in controtendenza anche a sinistra sui temi relativi alla Posta: nel 1997 i comunisti \u201cfurono gli unici a tentare la via referendaria contro la privatizzazione delle PTT (processo peraltro guidato da esponenti socialisti)\u201d e ancora pochi mesi orsono il Partito, clamorosamente perch\u00e9 unico a sinistra, espresse il suo voto favorevole all\u2019iniziativa a favore del servizio pubblico \u201cche avrebbe costretto la Posta a cambiare la propria strategia aziendale dando priorit\u00e0 al servizio pubblico appunto e non alla corsa al massimo profitto\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5731\" aria-describedby=\"caption-attachment-5731\" style=\"width: 340px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ay_bandiera-340x210.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5731\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ay_bandiera-340x210.jpg\" alt=\"Il deputato comunista Ay ha interrogato il governo\" width=\"340\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ay_bandiera-340x210.jpg 340w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ay_bandiera-340x210-300x185.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5731\" class=\"wp-caption-text\">Il deputato comunista Ay ha interrogato il governo<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">I comunisti lamentano poi il fatto \u201cche la Posta agisca sempre quasi fosse una realt\u00e0 privata e non un\u2019azienda pubblica che dovrebbe dunque coinvolgere la comunit\u00e0 nella pianificazione dell&#8217;orientamento aziendale: dai lavoratori agli enti locali\u201d. E rincarano la dosa lamentandosi dell\u2019inadempienza del Consiglio Federale: \u201cla Posta non sta facendo gli interessi dei cittadini e del Paese e l\u2019autorit\u00e0 federale, che dovrebbe intervenire con forza per riprendere il controllo di questo settore strategico dell\u2019economia nazionale, non muover\u00e0 un dito anche perch\u00e9 impegnata a negoziare con l\u2019UE ulteriori forme di liberalizzazione del nostro servizio pubblico\u201d. Il riferimento qui \u00e8 la volont\u00e0 di Berna di aderire agli accordi TISA\/TTIP con l\u2019UE e gli USA.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Posta Svizzera ha annunciato un nuovo piano di smantellamento degli uffici postali in barba agli utili che l\u2019ex-regia federale continua a incassare. Vale la pena ricordare che nel 2001 il popolo svizzero poteva contare su 3\u2019500 uffici postali distribuiti sul territorio nazionale, oggi ne restano 1\u2019500 che ora saranno ridotti a soli 800. I salariati colpiti dal taglio sono circa 1\u2019200 e l\u2019azienda non pu\u00f2 escludere licenziamenti. 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