{"id":5691,"date":"2016-10-25T20:25:54","date_gmt":"2016-10-25T20:25:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5691"},"modified":"2016-10-25T20:26:26","modified_gmt":"2016-10-25T20:26:26","slug":"i-possibili-esiti-del-conflitto-siriano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5691","title":{"rendered":"I possibili esiti del conflitto siriano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sono ormai trascorsi diversi anni da quando, sulla scia delle \u201cprimavere arabe\u201d, i governi delle nazioni occidentali decisero di promuovere un intervento politico e militare nell\u2019area medio-orientale, volto a una ridefinizione degli assetti\u00a0 generali nella regione. Il primo paese ad averne fatto le spese fu la Siria, dove il legittimo governo guidato da <strong>Bashar al-Assad<\/strong> si trov\u00f2 in breve tempo a dover fronteggiare l\u2019offensiva di gruppi islamisti, finanziati e appoggiati principalmente dalle monarchie del golfo e dalla Turchia (almeno fino al fallito golpe del luglio scorso).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dai primi momenti e a differenza di quanto avvenne durante l\u2019aggressione alla Libia di <strong>Gheddafi<\/strong>, altri attori internazionali si affrettarono a pendere posizione contro l\u2019ennesimo tentativo di \u201cbalcanizzazione\u201d di uno stato sovrano, che come unica colpa aveva quella di non volersi piegare di fronte ai desideri di Washington e dei suoi alleati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per completezza di informazione, pi\u00f9 volte siamo intervenuti dalle colonne di questo portale per demistificare la campagna di menzogne sostenuta dall\u2019apparato mediatico nel nostro continente e per spiegare ai lettori le reali motivazioni economiche ed egemoniche, che in realt\u00e0 muovono i fili di questa sanguinosa guerra imperialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente non pu\u00f2 essere sottaciuto l\u2019importante appoggio che Russia ed Iran hanno fornito, anche nei momenti di maggior tensione, alla piccola nazione araba, a cui solo negli ultimi mesi si \u00e8 aggiunto finalmente il sostegno cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutt\u2019oggi tra le fila della \u201csinistra radicale\u201d europea trova scarso sostegno una posizione coerentemente anti-imperialista, che al contrario si dimostra costantemente subalterna alla vaga ideologia della tutela dei diritti umani, la quale si \u00e8 dimostrata in realt\u00e0 negli ultimi decenni la principale giustificazione teorica di ogni aggressione militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro aspetto che ci preme sottolineare dinnanzi alla \u201cbeata ignoranza\u201d di molti commentatori nostrani \u00e8 come l\u2019ISIS (Stato Islamico) non sia apparso magicamente dal nulla, ma \u00e8 al contrario il chiaro prodotto di una politica internazionale irresponsabile dell\u2019establishment politico delle nazioni occidentali, il quale pur di perseguire i propri progetti neo-coloniali \u00e8 disposto ad armare ed addestrare anche esponenti dei settori pi\u00f9 integralisti dell\u2019estremismo islamico sunnita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi periodi per\u00f2 le notizie che ci provengono quotidianamente non sono in realt\u00e0 cos\u00ec terrificanti, dopo la martoriata citt\u00e0 di Palmira, divenuta nota ai pi\u00f9 a seguito delle distruzioni del patrimonio artistico operate dai miliziani dell\u2019ISIS, anche Aleppo si unir\u00e0 in tempi brevi al novero delle zone definitivamente liberate dal regolare esercito siriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente molto del futuro di questo conflitto, e quindi anche della sua possibile fine, dipender\u00e0 dalle elezioni presidenziali americane dal momento che, come sostengono i sondaggi, dovrebbero essere vinte da <strong>Hillary Clinton<\/strong>, la quale non ha mai fatto mistero delle sue posizioni anti-russe e favorevoli alla destituzione di Assad. Ovviamente qualora fosse sfortunatamente eletta la tensione con la Russia guidata da <strong>Vladimir Putin<\/strong>, che ha gi\u00e0 raggiunto livelli da \u201cguerra fredda\u201d dopo l\u2019imposizione delle sanzioni a seguito della \u201ccrisi ucraina\u201d,\u00a0 sarebbe destinata a crescere ulteriormente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio il giornalista americano <strong>Andrew Spannaus<\/strong>, autore di un interessantissimo pamphlet nel quale spiega senza pregiudizi ideologici il \u201cfenomeno Trump\u201d, indica proprio nella diversa strategia in politica internazionale una delle principali differenze tra i due candidati alla Casa Bianca. L\u2019autore a tal proposito scrive: &#8220;<strong>Ted Cruz<\/strong> e <strong>Donald Trump<\/strong> hanno entrambi criticato Hillary Clinton per il suo essere guerrafondaia, per non essere soddisfatta della guerra in Libia, ma di volerne una nuova in Siria. Entrambi sottolineano la necessit\u00e0 di collaborare con Vladimir Putin e dunque di collaborare con la Russia per combattere il terrorismo \u2013 usando sempre parole forti e provocazioni quando si parla di ISIS\u00a0\u2013 piuttosto che condurre un\u2019altra battaglia focalizzata sul <em>cambiamento di regime<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra proprio che la difesa della pace nel mondo stia pi\u00f9 a cuore ironicamente al magnate xenofobo statunitense rispetto che alla sua avversaria &#8220;democratica&#8221;. Oltre a queste accuse degli esponenti politici repubblicani, che potrebbero essere contestate sulla base della faziosit\u00e0\u00a0 della fonte,\u00a0 si sono aggiunte le e-mail private scambiate da Hilary Clinton pubblicate dal sito Wikileaks, nelle quali non si fa mistero dei piani per rovesciare il legittimo governo siriano nel disperato proposito di arginare la crescente influenza iraniana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, se da un lato sembra che lo Stato Islamico continui a perdere progressivamente terreno in favore dell\u2019esercito lealista e sempre pi\u00f9 zone della Siria vengono liberate dall\u2019occupazione islamista; dall\u2019altro l\u2019esito delle elezioni americane potrebbe segnare un punto di svolta nella politica estera degli Stati Uniti, favorendo o contrastando un comunque complesso percorso di normalizzazione della zona medio-orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci resta che attendere il responso delle urne oltre oceano confidando nella maturit\u00e0 del popolo statunitense, che speriamo ponga al primo posto la difesa della pace nella consapevolezza che un nuovo scontro tra le superpotenze potrebbe mettere a repentaglio l\u2019esistenza stessa della specie umana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono ormai trascorsi diversi anni da quando, sulla scia delle \u201cprimavere arabe\u201d, i governi delle nazioni occidentali decisero di promuovere un intervento politico e militare nell\u2019area medio-orientale, volto a una ridefinizione degli assetti\u00a0 generali nella regione. 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