{"id":5569,"date":"2016-09-26T19:26:51","date_gmt":"2016-09-26T19:26:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5569"},"modified":"2016-10-04T01:26:41","modified_gmt":"2016-10-04T01:26:41","slug":"come-un-democratico-uccise-il-welfare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5569","title":{"rendered":"Come un Democratico uccise il Welfare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pubblichiamo di seguito la traduzione di un articolo di Premilla Nadasen, apparso sul sito dell&#8217;edizione online della rivista statunitense &#8220;Jacobin&#8221;. (Il testo in lingua originale inglese \u00e8 raggiungibile da <a href=\"https:\/\/www.jacobinmag.com\/2016\/02\/welfare-reform-bill-hillary-clinton-tanf-poverty-dlc\/\" target=\"_blank\">qui<\/a>).<br \/>\n<\/em><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><b>Bill Clinton sviscer\u00f2 il welfare e criminalizz\u00f2 i poveri, tutto ci\u00f2 mentre incanalava sempre pi\u00f9 soldi nel sistema carcerario.<\/b><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019elezione di Bill Clinton nel 1992 avrebbe dovuto significare un punto di svolta nella politica americana. I liberali esalarono un sospiro di sollievo, credendolo una rottura pi\u00f9 che mai necessaria con l\u2019era del \u201cgoverno snello\u201d e dei tagli allo stato sociale di Reagan-Bush.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019ottimismo che circondava l\u2019elezione di Clinton ignorava la distruzione che la sua amministrazione avrebbe portato ai poveri e alla classe lavoratrice, in particolare agli afroamericani, e che mascherava non solo la continuit\u00e0 ma l\u2019intensificazione delle politiche \u201ccontro i poveri\u201d. Piuttosto che offrire una tregua dalla scure dell\u2019austerit\u00e0, Clinton port\u00f2 l\u2019agenda Reagan-Bush un passo oltre. Se la sua amministrazione era un punto di svolta, lo fu nella direzione sbagliata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1994, Clinton firm\u00f2 il \u201c<a href=\"http:\/\/www.npr.org\/2014\/09\/12\/347736999\/20-years-later-major-crime-bill-viewed-as-terrible-mistake\" target=\"_blank\">Violent Crime Control and Law Enforcement Act<\/a>\u201d, il pi\u00f9 grande \u201ccrime bill\u201d della storia che alloc\u00f2 10 miliardi di dollari nella costruzione di prigioni, espanse la pena di morte ed elimin\u00f2 i fondi federali per l\u2019educazione dei detenuti. Il testo intensific\u00f2 la sorveglianza poliziesca, il \u201cprofiling\u201d razziale e port\u00f2 all\u2019incarcerazione di milioni di persone per infrazioni non violente come ad esempio il possesso di droga. Contribu\u00ec all\u2019inaugurazione dell\u2019era della carcerazione di massa che devast\u00f2 le comunit\u00e0 di colore (<a href=\"http:\/\/edition.cnn.com\/2015\/07\/15\/politics\/bill-clinton-1994-crime-bill\/\" target=\"_blank\">a cui Clinton ha recentemente porso le sue scuse<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il simultaneo inasprimento della legge federale e la riduzione del suo personale sino ai livello pi\u00f9 bassi degli ultimi trent\u2019anni spost\u00f2 i soldi dei contribuenti dall\u2019impiego di personale operante nei servizi sociali a un incremento dei poliziotti nelle strade.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le tante misure razziste e \u201canti-poveri\u201d dirette nei confronti degli afroamericani durante la sua amministrazione, la pi\u00f9 simbolica fu la riforma del welfare del 1996 che trasform\u00f2 un sistema d\u2019assistenza esclusivo e iniquo che stigmatizzava i suoi beneficiari in uno che li criminalizzava effettivamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cPersonal Responsibility and Work Opportunity Reconciliation Act\u201d pose fine al \u201cwelfare\u201d tradizionale, rimpiazzando il programma d\u2019assistenza federale\u201cAid to Families with Dependent Children (AFDC)\u201d \u2013 con il \u201cTemporary Assistance to Needy Families\u201d (TANF). Il TANF stabil\u00ec condizioni pi\u00f9 dure alle madri <i>single<\/i> povere e diede allo Stato maggiore flessibilit\u00e0 nella scelta di come spendere i soldi per il welfare (aprendo la strada alla discriminazione contro le minoranze).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il TANF proibisce a chiunque di ricevere l\u2019assistenza per pi\u00f9 di due anni consecutivi oppure per pi\u00f9 di cinque anni sull\u2019arco dell\u2019intera vita. La legge richiede inoltre ai beneficiari degli aiuti di essere impiegati, nella maggior parte dei casi, almeno trenta ore alla settimana per ricevere l\u2019assegno del sussidio, ammontando a un salario orario molto al di sotto del minimo legale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta che i beneficiari raggiungono la durata massima del loro programma, il TANF li obbliga ancora di pi\u00f9 ad entrare nel mercato del lavoro, con scarsa attenzione circa la possibilit\u00e0 che i loro figli possano ricevere le dovute attenzioni o che il salario lavorativo sia adeguato al loro sostentamento. Molti in realt\u00e0 non sono nemmeno in grado di trovare lavoro. Nel 2012, <a href=\"http:\/\/www.urban.org\/research\/publication\/strengthening-tanf-states-and-needy-families\" target=\"_blank\">un rapporto<\/a> di \u201cUrban Institute\u201d concluse che per i beneficiari che incontravano un ostacolo all\u2019assunzione, il TANF faceva poco o nulla per aiutarli a reintegrarsi nel mondo del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stravolgendo radicalmente il suo scopo, il TANF contiene clausole volte a sostenere il matrimonio e offre corsi di \u201cparenting\u201d (come fare il genitore, N.d.T). La flessibilit\u00e0 che contraddistingueva la riforma del welfare permise allo stato di reindirizzare i fondi dai sussidi diretti d\u2019assistenza verso programmi d\u2019aiuto all\u2019infanzia o sussidi per aziende che assumevano beneficiari del welfare; ci\u00f2 significa che una grossa fetta dei fondi destinati al welfare pubblico and\u00f2 a riversarsi nel settore privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Stati furono pressati a ridurre il ruolo del welfare e attuarono differenti strategie per dissuadere i bisognosi dal fare domanda d\u2019aiuto. Applicarono complicate e umilianti procedure e fecero molto affidamento sulla rilevazione delle impronte digitali e \u201cdrug test\u201d per liberarsi degli \u201celementi criminali\u201d &#8211; anche se c\u2019erano poche prove di una diffusione di attivit\u00e0 criminali tra i beneficiari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato fu che tutti i beneficiari e i richiedenti l\u2019assistenza <a href=\"https:\/\/www.jacobinmag.com\/2015\/09\/welfare-republicans-sam-brownback-race-corporations\/\" target=\"_blank\">furono trattati da presunti criminali<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sorveglianza delle donne che percepivano un basso reddito colp\u00ec in maniera sproporzionata le donne di colore, con il risultato di un maggior numero di bambini neri in affidamento e le rispettive madri in prigione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, il welfare e il mantenimento dell\u2019ordine collaborano per monitorare minuziosamente l\u2019operato delle madri che versano in condizioni di povert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste politiche punitive non erano una novit\u00e0, ma piuttosto un rafforzamento di un lungo e razziale attacco al welfare. L\u2019AFDC non era controverso quando fu istituito negli anni \u201830. Molte persone aderivano all\u2019idea tradizionale dei \u201cruoli di genere\u201d, ritenendo che le madri povere che vivevano sole senza un uomo che mantenesse la famiglia dovevano essere supportate dallo Stato allo scopo di permetterle di stare a casa e prendersi cura dei figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, la schiacciante maggioranza di beneficiari a quel tempo era composta da donne bianche. Le donne di colore erano considerate meno meritevoli di ottenere l\u2019assistenza. Lo Stato e le locali amministrazioni dell\u2019AFDC, specialmente nel Sud, escludevano sistematicamente gli afroamericani cos\u00ec come i messicani-statunitensi dai sussidi del welfare attraverso la clausola della \u201csuitable home\u201d oppure di leggi quali la \u201cemployable mother laws\u201d che negava l\u2019assistenza alle madri che non possedevano una casa adatta o che erano ritenute essere in grado di ottenere un lavoro e diventare indipendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando la migrazione degli afroamericani al Nord si intensific\u00f2, sempre pi\u00f9 donne di colore chiesero di ottenere l\u2019assistenza, risultando in contrasto al programma di aiuti sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giornalisti scrissero riguardo alla \u201cfrode del welfare\u201d e al problema dell\u2019immigrazione nera e ci furono crescenti richieste di fare marcia indietro. Nel 1967, l\u2019amministrazione Johnson istitu\u00ec il \u201cWork Incentive Program\u201d (WIN), la prima e vera legge obbligatoria federale sull\u2019occupazione per l\u2019AFDC, che richiedeva agli stati la direzione di una porzione dei loro beneficiari d\u2019assistenza verso dei programmi di impiego.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa legislazione <i>epocale<\/i> diresse il ruolo del welfare dal supporto alle madri \u201csingle\u201d verso l\u2019obbligo di queste a prendere impieghi fuori casa. Sebbene simbolicamente importante perch\u00e9 segn\u00f2 una nuova direzione della politica federale, WIN non fu mai adeguatamente finanziato n\u00e9 significativamente rinforzato. Il \u201c<a href=\"https:\/\/www.sc.edu\/uscpress\/books\/2013\/7154.html\" target=\"_blank\">Welfare Rights movement<\/a>\u201d negli anni \u201860 e \u201870 si oppose all\u2019obbligo di lavoro e combatt\u00e9 per sussidi mensili maggiori, tamponando alcune delle politiche regressive, ma solo temporaneamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;approccio punitivo con cui ci si rivolgeva alla povert\u00e0 era il risultato del metodo con cui la razza e la povert\u00e0 si erano interecciate nel dibattito nazionale. Negli anni \u201860, i disordini sociali in strada, le richieste degli afroamericani per l\u2019uguaglianza economica e le iniziative federali contro la povert\u00e0 disegnarono l\u2019attenzione nazionale per il persistente problema della povert\u00e0 delle persone di colore. Ma approccio liberale dominante spiegava la povert\u00e0 come un prodotto della <i>cultura nera<\/i>, rinforzando la nozione che solo le persone povere erano responsabili per la loro condizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 notoriamente articolata in \u201c<a href=\"https:\/\/www.jacobinmag.com\/2015\/03\/moynihan-report-fiftieth-anniversary-liberalism\/\" target=\"_blank\">The Negro Family: The Case for National Action<\/a>\u201d, di Daniel Patrick Moynihan, le motivazioni della cultura della povert\u00e0 passavano per il concetto che una struttura familiare disfunzionale \u2013 in particolare per le famiglie monoparentali &#8211; era la primaria ragione della persistente disuguaglianza che colpiva gli afroamericani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La soluzione fu quella di instillare nella mente delle famiglie di colore i valori \u201cpropri\u201d del lavoro e del matrimonio. Le donne nere povere furono demonizzate come \u201cwelfare queens\u201d una metafora resa popolare da Reagan negli anni \u201870 e \u201880 volta a spiegare come le stesse scegliessero i programmi assistenziali piuttosto che il lavoro per \u201cspremere\u201d tutto ci\u00f2 che potevano dal sistema. La retorica in questione fu adoperata per giustificare gli enormi tagli alla spesa sociale. Analogamente, la riforma di Clinton fu portata avanti in un ragionamento di \u201c<a href=\"https:\/\/www.jacobinmag.com\/2014\/09\/the-poverty-of-culture\/\" target=\"_blank\">culture of poverty<\/a>\u201d, evidenziato dal suo linguaggio codificato di dipendenza e di una popolazione che approfittava dei vantaggi del sistema. Gli stereotipi sulle donne furono la base per il dibattito sulla riforma sociale del 1996.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Clinton alluse alla paura del <i>crimine nero<\/i> nelle strade, al consumo di droga, al fenomeno dei \u201ccrack babies\u201d, alla rottura della famiglia e all\u2019esaurimento dei fondi pubblici. Il suo obiettivo centrale, nello smantellare l\u2019AFDC, stando alle sue parole, era porre fino al \u201cciclo di dipendenza\u201d e \u201crealizzare una riforma dello stato sociale che avrebbe reso il lavoro e la responsabilit\u00e0 la legge della nazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Clinton non gett\u00f2 dunque le basi per una via alternativa n\u00e9 alle politiche liberali che rimproveravano i poveri per i loro disagi n\u00e9 al neoliberismo economico. Piuttosto, rese ci\u00f2 che erano delle graduali riforme in una sistematica ristrutturazione della politica federale atta a criminalizzare chi versava in cattive condizioni. Reindirizz\u00f2 le risorse statali dal supporto finanziario per i bisognosi verso la sorveglianza e la criminalizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019era del culto del mercato, coloro che non potevano dimostrare la propria autonomia o indipendenza furono identificati non solo come indegni dell\u2019assistenza, ma addirittura come potenziali minacce per la stessa societ\u00e0 americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo smantellamento del welfare perpetrato da Clinton, condito da un linguaggio di responsabilit\u00e0 personale e correzione delle politiche pubbliche, fu il culmine di una tendenza presente tra Democratici e Repubblicani volta a dissuadere e scoraggiare le donne di colore povere ad affidarsi all\u2019assistenza. Per questo motivo, nei cosiddetti \u201cNew Democrat\u201d c\u2019era ben poco di nuovo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo di seguito la traduzione di un articolo di Premilla Nadasen, apparso sul sito dell&#8217;edizione online della rivista statunitense &#8220;Jacobin&#8221;. (Il testo in lingua originale inglese \u00e8 raggiungibile da qui). Bill Clinton sviscer\u00f2 il welfare e criminalizz\u00f2 i poveri, tutto ci\u00f2 mentre incanalava sempre pi\u00f9 soldi nel sistema carcerario. L\u2019elezione di Bill Clinton nel 1992 avrebbe dovuto significare un punto di svolta nella politica americana. I liberali esalarono un sospiro di sollievo, credendolo una rottura pi\u00f9 che mai necessaria con l\u2019era del \u201cgoverno snello\u201d e dei tagli allo stato sociale di Reagan-Bush. 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