{"id":5473,"date":"2016-08-30T23:02:58","date_gmt":"2016-08-30T23:02:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5473"},"modified":"2016-09-04T13:57:16","modified_gmt":"2016-09-04T13:57:16","slug":"luniversita-un-covo-di-dopati-cronici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5473","title":{"rendered":"L\u2019universit\u00e0: un covo di dopati cronici?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Di recente \u00e8 tornata sotto i riflettori della stampa la problematica del consumo (e dell\u2019abuso) di sostanze dopanti e di psicofarmaci da parte degli studenti svizzeri universitari, ticinesi e non.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/journals.plos.org\/plosone\/article?id=10.1371\/journal.pone.0144402#pone.0144402.s004\">Uno studio realizzato nel 2015<\/a> da un team di ricerca dell\u2019istituto Plus One ha infatti evidenziato una tendenza davvero preoccupante: tra gli studenti universitari svizzeri \u00e8 in corso un vero e proprio \u201cboom degli psicofarmaci\u201d, assunti in particolare per migliorare le proprie prestazioni intellettuali e per reggere la pressione degli esami.<br \/>\nSe osserviamo i dati raccolti a Zurigo (universit\u00e0 e politecnico) e a Basilea (universit\u00e0), possiamo ben renderci conto della gravit\u00e0 della situazione:<br \/>\n\u201cil 22% dei partecipanti al sondaggio ha affermato di aver assunto almeno una volta delle droghe farmacologiche o ricreative con l\u2019obiettivo di aumentare le proprie performance cognitive durante lo studio. Inoltre, il 12% degli intervistati ha dichiarato di aver utilizzato dei farmaci senza prescrizione, e il 14% di aver usato alcool e altre sostanze illegali per accrescere le proprie facolt\u00e0 intellettuali. L\u2019alcool, il metilfenidato (meglio noto come Ritalin, ndr), la cannabis e i sedativi sono le sostanze pi\u00f9 utilizzate per raggiungere questo obiettivo\u201c.<br \/>\nComparando i risultati di <a href=\"http:\/\/journals.plos.org\/plosone\/article?id=10.1371\/journal.pone.0077967#pone-0077967-t002\">un\u2019analoga indagine del 2013<\/a> (13.8% = almeno una volta; 7.6% = farmaci su prescrizione; 7.8% = alcool e altre sostanze), possiamo facilmente vedere come questa sia una pratica sempre pi\u00f9 diffusa e quasi abituale per molte studentesse e molti studenti degli atenei svizzeri. Ricordiamoci infatti che, secondo lo studio del 2015, ben oltre il 16% di questi ha affermato di aver assunto \u201cpotenziatori cognitivi farmacologici\u201d prima dell\u2019ultimo esame sostenuto.<br \/>\nLa drammaticit\u00e0 di questa situazione non ci permette di condividere l\u2019ottimismo ipocrita di atenei come l\u2019universit\u00e0 di Basilea, che di fronte all\u2019evidenza dei fatti (l\u2019inchiesta \u00e8 stata condotta anche in questo istituto), <a href=\"https:\/\/www.unibas.ch\/en\/News-Events\/News\/Uni-Research\/Swiss-Students-are-not-fond-of-brain-doping.html\">si rallegra del fatto che ben il 70% degli studenti consideri \u201csleale\u201d l\u2019utilizzo di droghe per il potenziamento cognitivo<\/a>. Come se il fatto di condannarne l\u2019uso sia una buona ragione per precludersi il ricorso a sostanze che vengono viste come l\u2019unica via di fuga da una situazione di estrema competizione e forte stress (e i dati sono li a dimostrarlo).<br \/>\nD\u2019altra parte, nemmeno le scuole universitarie ticinesi brillano per volont\u00e0 di porre rimedio alla problematica. <a href=\"http:\/\/www.tio.ch\/News\/Ticino\/Attualita\/1092099\/Psicofarmaci-per-superare-l-esame-e-allarme-tra-gli-studenti-ticinesi\/\">Come riporta il portale Ticinonline<\/a>, l\u2019USI e la SUPSI nostrane si sono dotate di appositi sportelli per gli studenti in difficolt\u00e0. Purtroppo la ricetta \u00e8 ormai ben nota: colpevolizziamo le vittime di questa situazione, cercando di spingerle ad interrompere il consumo, senza fornire per\u00f2 loro alcuna soluzione alla situazione di disagio che stanno affrontando.<br \/>\nNoi non difendiamo certo questa pratica, ma ci pare che ancora una volta si affronti il problema dalla prospettiva sbagliata: sono gli studenti che sbagliano ad assumere delle sostanze psicoattive o \u00e8 la scuola stessa che sbaglia a metterli nella situazione di arrivare a prendere in considerazione questa opzione?<br \/>\nLa risposta ci pare evidente: non sono tanto gli studenti a dover venir messi sotto accusa \u2013 quasi l\u2019universit\u00e0 fosse una sorta di covo di dopati senza prospettive \u2013 ma \u00e8 la scuola stessa, che li mette in condizioni di perenne competizione con i compagni, oberandoli di lavoro, che deve essere oggetto di riflessione. \u00c8 qui che bisogna intervenire, per riportare la scuola e la trasmissione del sapere ad una dimensione pi\u00f9 umana e meno aziendale, in cui conti la costruzione collettiva dei saperi e non il raggiungimento di determinate performance di studio (e di produzione poi).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di recente \u00e8 tornata sotto i riflettori della stampa la problematica del consumo (e dell\u2019abuso) di sostanze dopanti e di psicofarmaci da parte degli studenti svizzeri universitari, ticinesi e non. 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