{"id":5440,"date":"2016-08-26T10:41:26","date_gmt":"2016-08-26T10:41:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5440"},"modified":"2017-12-22T16:20:03","modified_gmt":"2017-12-22T16:20:03","slug":"asse-como-chiasso-chiusura-e-deportazione-tra-il-silenzio-di-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5440","title":{"rendered":"Asse Como-Chiasso; chiusura e deportazione tra il silenzio di tutti"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><em>Riprononiamo di seguito un articolo apparso originariamente sul blog de La Redazione Rossa e Nera (<a href=\"http:\/\/rrn.tracciabi.li\">http:\/\/rrn.tracciabi.li<\/a>).<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<hr \/>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Chiasso ore 20.58, il treno proveniente da Como S. Giovanni si ferma, vengono spente alcune luci e salgono le guardie di confine, le quali cominciano a camminare tra i sedili dicendo solo; \u201cpassport?\u201d a tutte le persone di colore. Due giovani, si guardano con timore e rispondono che non ce l&#8217;hanno. La guardia gli intima dunque \u201cSo, out of the train\u201d, e i due vengono fatti scendere e messi contro una parete sul binario. Le guardie cercano ancora, trovano una donna con due bambini, di circa quattro o cinque anni, stessa domanda; \u201cpassport?\u201d, lei intimorita dice di non avere documenti, stessa scena, le guardie intimano alla donna di scendere dal treno con i suoi bambini. Un giovane passeggero che guardava la scena si alza indignato; \u201cMa cosa state facendo?! Sono due bambini!\u201d. La guardia lo osserva di sfuggita e gli borbotta; \u201dverstehe ich nicht\u201d, il ragazzo allora comincia a parlare in tedesco dichiarando che \u00e8 una scena oltraggiosa, che non \u00e8 un paese di diritto quello che respinge una famiglia con dei bimbi piccoli. La guardia replica sbrigativamente che non deve preoccuparsi, che si prenderanno cura loro delle persone bloccate. Il ragazzo abbaia ancora una risposta; \u201cAh si?! E come? Rispedendoli a Como e lavandosene le mani?\u201d. La guardia scuote una mano come per scacciare una mosca fastidiosa e si allontana con la famiglia confusa <span style=\"text-decoration: line-through;\">e<\/span> impaurita. L&#8217;ultima scena prima che il treno parta; cinque persone scure di pelle contro la parete e almeno quindici guardie di confine di fronte a loro, in semicerchio e braccia incrociate.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Sono settimane ormai che la dogana tra Svizzera e Italia a Chiasso-Brogeda \u00e8 chiusa ai migranti. Il valico \u00e8 iper controllato su tutti i fronti; la stazione ferroviaria di Chiasso \u00e8 presidiata da una trentina di guardie di confine delle quali una parte effettua controlli sistematici a tutti i treni provenienti dall&#8217;Italia, il passaggio su strada \u00e8 presidiato da un minimo di quattro guardie che fermano di sovente macchine targate Italia per un breve controllo, mentre su tutto il perimetro montagnoso sono state installate numerose nuove camere di videosorveglianza (operazione Odescalchi) e sorvolano anche dei droni. Cos\u00ec si presenta in generale la situazione attuale, caccia all&#8217;uomo e deportazione. Ma cosa accade veramente? Come viene applicata questa chiusura?<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il principale canale di passaggio \u00e8 quello ferroviario, dunque, i migranti salgono su treni in partenza da Milano o da Como e tentano il passaggio verso la Svizzera, corridoio che gli permetterebbe di arrivare in Germania o in altri paesi del nord Europa. Le forze di polizia italiane intervengono spesso a Monza fermando gi\u00e0 l\u00ec i migranti, a Como non tentano neanche pi\u00f9 di bloccarli perch\u00e9 dall&#8217;altra parte del confine ci sono le guardie svizzere in forza, organizzate in maniera tale da controllare ogni treno che passa per Chiasso prelevando sistematicamente tutte le persone scure di pelle (non sono mancate anche \u201cgaffe\u201d e situazioni imbarazzanti) e in generale persone senza passaporto. Sui due binari pi\u00f9 trafficati stazionano in media una quindicina di guardie di confine, sul primo ce ne sono altrettanti, tra uffici e ronde per la stazione. Va notato che la maggior parte delle guardie di confine a Chiasso ora parla tedesco (mandati dalla Svizzera interna per lo svolgimento del compito di chiusura) e si rifiutano di comunicare in altre lingue nascondendosi dietro un indifferente \u201cich verstehe nicht\u201d. Sul primo binario inoltre \u00e8 stata installata una grata metallica che conduce a una sala \u201cspeciale\u201d adibita apposta per l&#8217;occasione, dove i migranti prelevati dai treni vengono identificati e schedati, gli viene posto un braccialetto e sono rispediti in Italia.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La deportazione avviene per mezzo di un&#8217;azienda di trasporti privata ticinese, la Mantegazzi SA, la quale preleva i migranti da Chiasso o dai vari centri di \u201cstoccaggio umano\u201d e li riporta a Como. Nelle scorse settimane sono stati danneggiati diversi autobus di questa ditta in segno di protesta contro il lucro sulle spalle della povera gente che l&#8217;azienda sta facendo. Una volta deportati a Como, i migranti, stazionano nella zona perch\u00e9 non vogliono arrendersi, per ritentare magari il passaggio verso la Svizzera. La stazione di S. Giovanni del capoluogo comasco \u00e8 diventata dunque, una sorta di porto di arrivi e di ritorni. Testimoni riferiscono inoltre che, durante i controlli al confine, ai migranti in possesso di vestiti, oggetti di valore ecc&#8230;, questi vengono loro sequestrati, prima di essere reclusi nel CIE locale. Questa situazione ha avuto inizio pi\u00f9 o meno un mese fa, a met\u00e0 luglio, quando la Svizzera ha cominciato a non guardare pi\u00f9 in faccia a nessuno e rispedire tutti indietro. Si \u00e8 a conoscenza di migranti deportati in Italia anche quando avevano gi\u00e0 raggiunto Bellinzona e Zurigo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La situazione a Como S. Giovanni \u00e8 drammatica, servono tutti gli aiuti solidali possibili, cibo, vestiti e tende sono le necessit\u00e0 primarie. Il parco davanti alla stazione \u00e8 oggi una sorta di campo profughi, con qualche tende e letti improvvisati praticamente ovunque. Oggi ci sono circa cinquecento migranti bloccati a Como, uomini donne e bambini. Nella met\u00e0 di luglio erano una quarantina, e si accampavano solo in stazione, la sera del 15 luglio, sono arrivate sul piazzale sei auto scure, una delle quali targata Germania, e da una delle vetture sono scesi dei neonazisti armati di spranghe, fermati dai carabinieri a mitra spianato prima di poter sferrare alcun attacco. Rilasciati poco dopo sono tornati e hanno inseguito in auto tre compagni, tuttavia per fortuna nessuno si \u00e8 fatto male. Tra il 15 e il 17 luglio vengono respinti dalla Svizzera circa centocinquanta migranti, la situazione a Como si complica e ci si sposta nel parco sottostante, in via Tomakachi.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Comincia poi ad arrivare la solidariet\u00e0 di volontari provenienti dalla regione e dalla Svizzera. Ci si organizza come si pu\u00f2 almeno da garantire un pasto al giorno, dei vestiti freschi e delle tende dove dormire. Militanti politici e membri di associazioni solidali collaborano fianco a fianco per sostenere i migranti bloccati. Il numero di respinti aumenta di giorno in giorno, l&#8217;assistenza sul posto resta a lungo molto precaria, da una settimana finalmente, staziona sempre un&#8217;ambulanza della Croce Rossa Italiana, sono stati installati quattro bagni chimici e \u00e8 stato allestito un Info-Point dai volontari, luogo di riferimento per la richiesta di informazioni di ogni tipo, tutto tradotto in italiano, inglese e arabo. \u00c8 stata inoltre aperta una mensa in citt\u00e0 che offre la cena, progetto che tuttavia terminer\u00e0 a fine agosto con l&#8217;inizio delle scuole. Anche se qualcosa si pu\u00f2 fare, resta sempre troppo poco, la situazione \u00e8 stagnante, i migranti tentano e ritentano di passare ma vengono sempre respinti, inoltre a quelli che sono gi\u00e0 stati identificati spetta un&#8217;altra deportazione, verso il sud Italia, a Taranto in Puglia per la precisione. Il principio \u00e8 lo stesso che in Svizzera, un&#8217;azienda privata, italiana questa volta, la Rampinini SA ha ricevuto misteriosamente l&#8217;appalto di esportazione dei migranti nei Centri di Identificazione.<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5443\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/2-300x225.jpg\" alt=\"2\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/2-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/2-480x360.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/2-667x500.jpg 667w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/2.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La soluzione della politica italiana \u00e8 l&#8217;installazione di un container nei pressi del cimitero con posti letto per trecento persone, si intende che chi ne vorr\u00e0 usufruire dovr\u00e0 prima farsi identificare e schedare, nell\u2019attesa di essere poi comunque rispedito indietro. Il lager in questione sar\u00e0 operativo dal 15 settembre. La sensazione che si percepisce tra i migranti \u00e8 sfiducia verso le istituzioni, non si rallegrano per queste idee, non si vogliono fermare, vogliono proseguire il viaggio. Il 18 agosto vi \u00e8 stato un incontro tra i migranti e il prefetto di Como su richiesta di Don Giusto. Non si capisce bene a cosa possa servire questo paradossale ritrovo, tuttavia \u00e8 abbastanza chiaro che chi collabora nell&#8217;organizzare il blocco non possa portare grandi soluzioni per chi emigra. Ma d&#8217;altronde \u00e8 anche vero che vale la pena tentarle tutte, l&#8217;importante \u00e8 per\u00f2 non farsi delle false speranze, il passaggio italo &#8211; svizzero \u00e8 chiuso dalle istituzioni dei due paesi, e a meno che la Svizzera non si decida ad andare contro le volont\u00e0 tedesche e apra un passaggio verso nord, magari supportato con dei treni Chiasso-Basilea, la frontiera rimane chiusa, la si abbatte o si resta fuori.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Che le teste delle istituzioni svizzere ci stessero per lo meno pensando da molto tempo era chiaro, ma quanto estrema sarebbe stata l&#8217;applicazione rimaneva un mistero. Sta di fatto che la chiusura del confine elvetico \u00e8 stata preparata per bene. Il fattore che probabilmente ha tramutato la teoria in pratica \u00e8 stata \u201cl&#8217;operazione Odescalchi\u201d, esercizio congiunto tra Italia e Svizzera che ha avuto luogo dal 19 al 22 giugno 2016. Quel che si sa di quest&#8217;operazione \u00e8 che lo scopo era lo sviluppo di scambi di prestazioni di sostegno tra i due paesi. Come per esempio prepararsi in caso di catastrofe in zona Chiasso. Quello che poi, in un contesto pi\u00f9 ampio, le forze militari e di polizia svizzere e italiane abbiano accordato non \u00e8 molto chiaro.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Quello a cui stiamo assistendo \u00e8 a dir poco vergognoso, ma forse la cosa pi\u00f9 assurda \u00e8 che succeda tra il silenzio di tutti, anzi, c&#8217;\u00e8 chi si sente pure soddisfatto e protetto, fregandosene minimamente della sorte delle persone respinte. Un segnale positivo giunge dalla recente manifestazione contro la chiusura delle frontiere, il 19 agosto a Chiasso. Dove una ventina di persone auto organizzate si sono riunite per gridare la protesta contro la deportazione. C&#8217;\u00e8 quindi chi non \u00e8 contorto dalla paura e crede ancora in un mondo dove le persone siano libere di circolare, con o senza un pezzo di carta identificativo. Se si pensa che chi \u00e8 contro questa politica parafascista sia solo quella scesa in strada venerd\u00ec, si sbaglia di grosso. La lotta alle frontiere non si arresta, si organizza.<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5444 alignright\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/3-300x134.jpg\" alt=\"3\" width=\"300\" height=\"134\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/3-300x134.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/3-480x214.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/3.jpg 650w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Di fronte a una situazione tanto ingarbugliata e ingiusta ci sentiamo di esprimere tutta la nostra solidariet\u00e0 a tutti coloro che scendono in campo durante questa emergenza, solidariet\u00e0 a quei pochi coraggiosi che hanno dimostrato a Chiasso contro questa porcata. Ma soprattutto, solidariet\u00e0 a tutti i migranti che non si arrendono e lottano in prima persona per abbattere le frontiere. Perch\u00e9 le frontiere sono barriere immaginarie che bloccano gli esseri umani ma non il grande capitale. C&#8217;\u00e8 chi non ci sta, la solidariet\u00e0 \u00e8 un&#8217;arma, e va usata bene.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riprononiamo di seguito un articolo apparso originariamente sul blog de La Redazione Rossa e Nera (http:\/\/rrn.tracciabi.li). Chiasso ore 20.58, il treno proveniente da Como S. Giovanni si ferma, vengono spente alcune luci e salgono le guardie di confine, le quali cominciano a camminare tra i sedili dicendo solo; \u201cpassport?\u201d a tutte le persone di colore. Due giovani, si guardano con timore e rispondono che non ce l&#8217;hanno. La guardia gli intima dunque \u201cSo, out of the train\u201d, e i due vengono fatti scendere e messi contro una parete sul binario. 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