{"id":5353,"date":"2016-08-13T12:00:05","date_gmt":"2016-08-13T12:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5353"},"modified":"2016-08-13T12:00:05","modified_gmt":"2016-08-13T12:00:05","slug":"i-daniel-blake","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5353","title":{"rendered":"I, Daniel Blake"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><i>Ambientato a Newcastle, il film di Ken Loach proiettato gioved\u00ec sera in Piazza Grande, gi\u00e0 vincitore della Palma d\u2019Oro a Cannes, \u00e8 un grido contro il lungo e costante declino delle condizioni di vita in Europa, mostrando un Welfare state incapace di far fronte alle richieste di aiuto delle persone che stanno dietro numeri e formulari.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Il grido che ci accompagna per tutto il film \u00e8 il nome del protagonista. Io, Daniel Blake. Una persona, prima ancora che un lavoratore o un malato. Non un numero, non un problema, non un costo. Il film di Ken Loach \u00e8 quanto di meglio si sia per ora visto sullo schermo di Piazza Grande, raccontando una vicenda diventata oggi drammaticamente normale e diffusa, quella di un uomo dalla grande dignit\u00e0 che viene calpestata dal sistema economico e da quello previdenziale. Una storia \u201csemplice\u201d \u2013 ma dall\u2019immensa forza narrativa \u2013 che confronta gli spettatori con un fenomeno che sta oggi colpendo milioni di lavoratori in tutta Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Scritto dallo sceneggiatore Paul Laverty, la pellicola denuncia le perversioni di quello che a tutti gli effetti \u00e8 uno Stato assassino. Un\u2019espressione forte, che a molti far\u00e0 storcere il naso, ma \u00e8 il meccanismo che Ken Loach ha il coraggio di denunciare nel film. Gi\u00e0 nella schermata nera di apertura, sentiamo il dialogo tra Daniel \u2013 un bravissimo Dave Johns, che prima di essere attore ha fatto l\u2019operaio \u2013 e una funzionaria \u201cprofessionista della salute\u201d, che pone delle domande al limite dell\u2019assurdo a un uomo colpito da problemi cardiaci per giudicarne l\u2019inabilit\u00e0 lavorativa, a fronte di medici e terapisti che hanno gi\u00e0 emesso un chiaro verdetto. Conversazione in cui traspare tutta la perversione e l\u2019insensatezza di un sistema che condurr\u00e0 il protagonista e gli spettatori a quello che, sin dall\u2019inizio, \u00e8 l\u2019inesorabile epilogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Daniel durante una visita all\u2019ufficio di collocamento conosce Katie, madre sola di due figli piccoli trasferitasi da Londra in un appartamento disastrato di Newcastle, di cui diventer\u00e0 amico e con cui cercheranno di sostenersi a vicenda nelle quotidiane difficolt\u00e0. Ken Loach in questo film sceglie di mostrare il senso di solidariet\u00e0 che le persone in gravi difficolt\u00e0 possono comunque mantenere. Un meccanismo non scontato e che non sempre si avvera, come storicamente mostrato dai conflitti sociali tra poveri nei periodi di disagio economico e politico: tuttavia la scelta del regista \u00e8 legittima, e mostra come sia il sistema a distruggere le vite di queste persone, riconoscendo una natura umana generosa e altruista senza cui costruire un\u2019alternativa sarebbe impensabile. Solidariet\u00e0 che viene anche da una funzionaria del perverso e kafkiano sistema previdenziale, che prova a uscire dalle regole della macchina burocratica per aiutarlo a trovare benessere (significato letterale di welfare), subendo le minacce della responsabile per non essersi attenuta alle regole e per il rischio di \u00abcreare un precedente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Il film \u00e8 pieno di scene toccanti ed emotivamente forti, ma sempre rispettoso e senza aggiungere drammi ulteriori oltre la vicenda narrata. Una delle scene pi\u00f9 forti si svolge all\u2019interno di un banco alimentare, fenomeno presente e sempre pi\u00f9 utilizzato dalle persone anche in un Ticino e una Svizzera (che tanto si fregiano del loro sistema previdenziale) in cui a parole la povert\u00e0 \u00e8 sempre qualcosa di relativo e inesistente. Sintomo di uno Stato (sociale) che delega indirettamente alle associazioni caritatevoli, siano esse di stampo laico o cattolico, il compito di rimediare alle proprie responsabilit\u00e0 mancate. Un welfare nato sia come strumento di ripresa economica al fine di non perdere completamente consumi e forza lavoro, sia come metodo per avere un esercito industriale di riserva indebolendo il potere contrattuale dei lavoratori, sia come modo per aumentare il benessere sociale in modo da indebolire le spinte rivoluzionarie e gli sguardi che al tempo volgevano a Est.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Uno stato sociale che oggi si trascina, svuotato di senso e sempre pi\u00f9 privatizzato e succube di logiche e linguaggi modernisti (ridicola e grottesca la retorica attorno al curriculum vitae per l\u2019ufficio di collocamento, con i corsi con la retorica americana del self made man), solo per non far implodere una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 allo sbando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">In tutto ci\u00f2 il film ha il merito di raccontare storie che spesso rimangono sotto la superficie, emergendo sporadicamente in qualche articolo di giornale scritto per riempire con voce scandalistica le pagine di quotidiani. Storie che leggendo i rapporti ufficiali non emergono, e la cui responsabilit\u00e0 viene sempre data ai lavoratori (\u00e8 loro la colpa di rimanere disoccupati) o alla congiuntura economica (il lavoro \u00e8 entit\u00e0 che appare e scompare senza particolari ragioni). Quasi come se la macchina burocratica avesse assunto vita e personalit\u00e0 proprie, non dovendo pi\u00f9 rendere conto n\u00e9 ai cittadini, n\u00e9 alla politica. Trasmettendo l\u2019idea che l\u2019antica arte del governo \u00abdella citt\u00e0\u00bb sia qualcosa di inutile e che non pu\u00f2 assumersi la responsabilit\u00e0 della proprie scelte: uno dei tanti tasselli del mosaico che spiega la costante e crescente disaffezione dalla politica.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5355\" aria-describedby=\"caption-attachment-5355\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/OC889201_P3001_213566.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5355\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/OC889201_P3001_213566-300x200.jpg\" alt=\"Daniel Blake con Katie in una scena di &quot;I, Daniel Blake&quot;\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/OC889201_P3001_213566-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/OC889201_P3001_213566-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/OC889201_P3001_213566-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/OC889201_P3001_213566-480x320.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/OC889201_P3001_213566-750x500.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5355\" class=\"wp-caption-text\">Daniel Blake con Katie in una scena di &#8220;I, Daniel Blake&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Ken Loach denuncia infine come la flessibilit\u00e0 che il sistema sociale e previdenziale dovrebbe avere di fronte a generazioni diverse, con difficolt\u00e0, risorse e bisogni personali estremamente variegati, sia inesistente. Ma che non per questo non venga richiesta e invocata come un dogma alle persone che cercano lavoro, siano esse giovani alle prime armi o disoccupati in attesa, indirizzandole tramite procedure per loro inaccessibili verso lavori impraticabili, e sanzionandoli con ammende che gettano nella disperazione e conducono a scelte e conseguenze estreme.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ambientato a Newcastle, il film di Ken Loach proiettato gioved\u00ec sera in Piazza Grande, gi\u00e0 vincitore della Palma d\u2019Oro a Cannes, \u00e8 un grido contro il lungo e costante declino delle condizioni di vita in Europa, mostrando un Welfare state incapace di far fronte alle richieste di aiuto delle persone che stanno dietro numeri e formulari. Il grido che ci accompagna per tutto il film \u00e8 il nome del protagonista. Io, Daniel Blake. Una persona, prima ancora che un lavoratore o un malato. Non un numero, non un problema, non un costo. 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