{"id":5305,"date":"2016-08-10T16:31:15","date_gmt":"2016-08-10T16:31:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5305"},"modified":"2016-08-11T12:16:10","modified_gmt":"2016-08-11T12:16:10","slug":"nicolo-mazza-de-piccioli-prossimo-autore-di-un-film-dedicato-a-trieste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5305","title":{"rendered":"Nicol\u00f2 Mazza de\u2019 Piccioli, prossimo autore di un film dedicato a Trieste"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Al soggetto del film \u201cTrieste\u201d \u00e8 stato attribuito il PREMIO SPECIALE ISPEC CULTURA LOCARNO 2016.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_5306\" aria-describedby=\"caption-attachment-5306\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/NICOL\u00f2-MAZZA-DE-PICCIOLI-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5306\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/NICOL\u00f2-MAZZA-DE-PICCIOLI-1-300x300.jpg\" alt=\"Nicol\u00f2 Mazza De\u2019 Piccioli, regista del film &quot;Trieste&quot;.\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/NICOL\u00f2-MAZZA-DE-PICCIOLI-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/NICOL\u00f2-MAZZA-DE-PICCIOLI-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/NICOL\u00f2-MAZZA-DE-PICCIOLI-1-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/NICOL\u00f2-MAZZA-DE-PICCIOLI-1-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/NICOL\u00f2-MAZZA-DE-PICCIOLI-1-480x480.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/NICOL\u00f2-MAZZA-DE-PICCIOLI-1-500x500.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5306\" class=\"wp-caption-text\">Nicol\u00f2 Mazza de\u2019 Piccioli, autore\u00a0del film &#8220;Trieste&#8221;.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per cominciare, di cosa parla questo film?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cTrieste\u201d \u00e8 innanzitutto la storia di Anna, una ragazzina che deve affrontare quel percorso di crescita che la porter\u00e0 dall&#8217;essere una bambina sognatrice a essere una giovane donna in grado di inseguire il proprio sogno di musicista, che coincide poi anche con il suo forte desiderio di emancipazione. Quella dell&#8217;adolescenza \u00e8 una fase complicata per tutti, tanto pi\u00f9 per lei, orfana di padre, costretta ad aiutare la madre cestaia a non rimanere schiacciata dai debiti, in un contesto, quello triestino del 1920, ricco di contraddizioni e in piena crisi economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 un film storico, dunque, con un&#8217;ambientazione ben definita. Quando inizia la prima Guerra Mondiale Trieste \u00e8 un porto dell&#8217;impero asburgico e quando finisce si ritrova a essere l&#8217;ultima provincia orientale del regno d&#8217;Italia. Perch\u00e9 hai scelto proprio il 1920 per far cominciare questa storia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trieste \u00e8 una dei protagonisti di tutta la vicenda, non \u00e8 solo un luogo che fa da sfondo alle vicende dei personaggi. Anzi, \u00e8 la Grande Storia che ingloba e inghiotte le \u201cpiccole storie\u201d di Anna e delle altre figure. \u00c8 una fase storica poco raccontata, di cui si \u00e8 scritto relativamente poco, forse perch\u00e9 schiacciata da eventi molto cruenti e crudeli, come la guerra prima e il ventennio fascista dopo, ma credo che non sia solo importante ricordarla come vicenda del nostro passato, ma anche come specchio e monito per il presente. I temi che occupano le pagine dei giornali di questi anni sono gli stessi di allora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In cosa consiste questa attualit\u00e0 di cui parli?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ti rispondo con un esempio che considero molto efficace. Uno dei pi\u00f9 antichi bagni della citt\u00e0, chiamato <em>il Pedocin<\/em>, ha ancora oggi un muro che separa gli uomini dalle donne. Di recente hanno anche realizzato un bel documentario su questo muro. La cosa che pi\u00f9 mi ha colpito \u00e8 stata una dichiarazione di uno dei due co-registi del documentario, Thanos Anastopoulos, che diceva pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201cQuando ho cominciato ho avuto l&#8217;impressione di trovarmi davanti all&#8217;ultimo muro d&#8217;Europa.\u201d Era il 2013. Oggi, solo 3 anni pi\u00f9 tardi, di muri e barriere in Europa siamo circondati. Il valore del crollo del muro di Berlino sembra appartenere ormai a un&#8217;epoca lontana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trieste allora poteva sembrare un po&#8217; cos\u00ec: una citt\u00e0 mitteleuropea, dove convivevano persone di qualunque ceto, provenienza, religione, cultura, tradizione. I cittadini si consideravano prima di tutto triestini. A un certo punto l&#8217;insofferenza verso gli slavi cresce a dismisura fino a provocarne la repressione e in parte la cacciata. Gli slavi svolgevano generalmente i lavori pi\u00f9 umili ed erano diventati i capri espiatori di un sistema economico in crisi. I parallelismi con gli immigrati di oggi sono tantissimi ed evidenti. Oltretutto gli abitanti slavi erano triestini veri e propri, quindi non sono nemmeno stati rimandati nel loro paese, ma cacciati da casa loro. Credo sia una pagina emblematica e che andrebbe ricordata, sopratutto per come \u00e8 finita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E com&#8217;\u00e8 finita?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 finita nel pi\u00f9 tragico dei modi. Infatti sar\u00e0 proprio a Trieste che nascer\u00e0 il fascismo vero e proprio, iniziando con azioni efferate e violente in chiave anti-slavi. Quello che succeder\u00e0 dopo \u00e8 noto a tutti. L&#8217;intolleranza e il cieco nazionalismo avranno la meglio in tutta Italia e non \u00e8 un caso che proprio a Trieste vengano promulgate le leggi razziali del &#8217;38. Fino ad allora gli ebrei erano parte integrante del tessuto sociale e culturale cittadino e infatti anche loro si sentivano prevalentemente prima triestini e poi ebrei. Sarebbe drammatico ripercorrere la stessa escalation di errori di allora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di ebraismo si parla anche nel tuo film, giusto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche l&#8217;ebraismo \u00e8 un elemento centrale. La storia inizia proprio nel capodanno del 1920, quando Anna incontra per la prima volta Davide, un suo coetaneo ebreo appassionato anche lui di musica. \u00c8 il figlio di un anziano rabbino. Diventano subito amici, ma non avranno molte occasioni di frequentarsi finch\u00e9 a Davide non viene l&#8217;idea di farla assumere a casa sua come shabbes goy.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ossia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La shabbes goy \u00e8 la gentile del sabato, colei che, detto in parole semplici, svolge le attivit\u00e0 proibite agli ebrei durante lo shabbat. In questo modo non solo Anna e Davide si possono frequentare di pi\u00f9, ma lei guadagna anche i soldi per poter prendere le lezioni di pianoforte, sua grandissima passione. Deve per\u00f2 farlo di nascosto da sua madre che \u00e8 contraria a qualunque <em>spreco<\/em> di denaro. Anna rimarr\u00e0 molto affascinata da questo mondo per lei completamente nuovo e misterioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Insieme ai personaggi inventati ci sono anche figure realmente esistite, ad esempio il poeta Umberto Saba. Come si intreccia la finzione con la realt\u00e0 storica?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1919 Saba apre una libreria nel centro della citt\u00e0, in via san. Nicol\u00f2, che c&#8217;\u00e8 ancora oggi ed \u00e8 mantenuta ancora come allora. E questo \u00e8 un dato reale, ma nel film Saba \u00e8 anche il mentore di Anna e l&#8217;aiuta ad aprirsi al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La libreria, insieme al <em>Pedocin<\/em>, \u00e8 uno dei luoghi cardine della vicenda. Qui si ritrovano alcuni dei pi\u00f9 importanti personaggi della cultura del tempo, tra cui James Joyce, assiduo frequentatore di Trieste. Io poi ho immaginato il personaggio di Darko, un giovane triestino sloveno, ragazzo di bottega di Saba. La sua storia mi permette di raccontare in modo diretto e personale l&#8217;evoluzione violenta e razzista dei proto-fascisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come ti \u00e8 venuta l&#8217;idea di questo film?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;idea \u00e8 nata circa 10 anni fa, leggendo il libro \u201cLa versione di Barney\u201d di Mordecai Richler. In quelle pagine ho letto per la prima volta della figura dello shabbes goy e l&#8217;ho trovata perfetta per raccontare un confronto culturale e generazionale che fosse al tempo stesso carico di conflitti e di contraddizioni. Poi qualche anno fa sono andato a parlare con la comunit\u00e0 ebraica di Roma, che ringrazio tantissimo per avermi consigliato luogo e periodo per l&#8217;ambientazione. Quando mi hanno suggerito Trieste, infatti, il resto della storia si \u00e8 composto in modo naturale, quasi spontaneo. Le \u201cpiccole storie\u201d di cui ho parlato prima aderivano perfettamente al contesto generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quel punto ho trascorso circa 3 anni di studi, ricerche, incontri e consulenze. Alla fine avevo accumulato una quantit\u00e0 di informazioni sufficiente per tre film, ma questo mi creava pi\u00f9 confusione che altro nella stesura di una trama convincente. Infine, un anno fa, la svolta: ho seguito un corso di un anno dello sceneggiatore Francesco Trento e quella che era una massa disomogenea di informazioni e spunti ha acquisito mese dopo mese una struttura solida ed efficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo shabbes goy, dicevi, \u00e8 il non-ebreo che svolge i lavori proibiti agli ebrei durante lo shabbat. In che modo questo ruolo ti ha stimolato l&#8217;idea di un racconto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dice, giustamente, che il motore di una storia sia il conflitto ed \u00e8 verissimo. A me per\u00f2 affascina l&#8217;idea che il conflitto possa essere interno. Non necessariamente interno alle persone, come il conflitto interiore di chi deve fare una scelta difficile, ma interno ai concetti stessi. Una figura apparentemente paradossale come quella dello shabbes goy, che in un certo modo \u00e8 per sua natura contraddittoria, mi affascina molto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le vicende narrate in \u201cTrieste\u201d sono necessariamente drammatiche. Alcuni tuoi lavori precedenti come il cortometraggio \u201cNotizie da Godot\u201d o il pilota della serie \u201cRadio Limbo\u201d, virano invece su toni da commedia. Hai adottato un approccio differente per questo lavoro oppure no?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io credo che una vicenda drammatica non debba essere per forza raccontata in modo triste, lento, riflessivo. La tragedia \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec, non occorre spingere sull&#8217;acceleratore del dramma. C&#8217;\u00e8 una risposta che diede il grande Carver a una domanda sul tono grave che condivido: Immagino che il tono sia grave, ma del resto la vita \u00e8 un affare serio, no? \u00c8 grave, ma temperato da un senso dell&#8217;umorismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 un po&#8217; il concetto espresso nel tuo secondo libro \u201cHumor Vacui\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cHumor Vacui\u201d \u00e8 una raccolta di racconti pubblicata recentemente da Tralerighe e a dispetto apparente del titolo, non sono racconti umoristici. Il concetto \u00e8 pi\u00f9 o meno lo stesso, ma ribaltato: anche lo humor pu\u00f2 essere drammatico. Penso alla formula \u201cironia del destino\u201d, ad esempio. O a tutti quei piccoli attimi apparentemente insignificanti delle nostre vite, qui momenti di stallo o di attesa forzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il soggetto del film verr\u00e0 brevemente presentato dall\u2019autore il 13 agosto 2016 alle ore 17.00 presso l\u2019ISPEC al Rivellino di Locarno, via al Castello 1 dopo le premiazioni e il dibattito, con inizio alle ore 15.00, dedicato a Cuba e a Fidel Castro.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al soggetto del film \u201cTrieste\u201d \u00e8 stato attribuito il PREMIO SPECIALE ISPEC CULTURA LOCARNO 2016. Per cominciare, di cosa parla questo film? \u201cTrieste\u201d \u00e8 innanzitutto la storia di Anna, una ragazzina che deve affrontare quel percorso di crescita che la porter\u00e0 dall&#8217;essere una bambina sognatrice a essere una giovane donna in grado di inseguire il proprio sogno di musicista, che coincide poi anche con il suo forte desiderio di emancipazione. 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