{"id":5288,"date":"2016-08-05T15:33:01","date_gmt":"2016-08-05T15:33:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5288"},"modified":"2016-08-05T15:33:01","modified_gmt":"2016-08-05T15:33:01","slug":"dopo-cannes-e-verona-a-locarno-il-palazzo-del-popolo-di-elena-gladkova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5288","title":{"rendered":"Dopo Cannes e Verona, a Locarno \u201cIl palazzo del popolo\u201d di Elena Gladkova"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Dopo essere stato presentato con successo ai festival del cinema di Cannes e di Verona, arriva in anteprima nazionale elvetica il 5 agosto 2016 a Locarno, in coda al dibattito sulla russofobia che si terr\u00e0 al Rivellino, il monumentale e affascinante film, ispirato da una richiesta di Tenstar Community, di Elena Gladkova dedicato alla metropolitana di Mosca, ancora oggi intitolata a Vladimir Lenin. Un vero e proprio \u201cPalazzo del popolo\u201d, voluto agli inizi degli anni \u201930 dal Partito Comunista dell\u2019Unione Sovietica e inaugurato nel maggio del 1935, dopo mesi di grandiosi lavori sotto la direzione del commissario ai trasporti Lazar Moiseevi\u010d Kaganovi\u010d. Le venti fermate costruite su tre linee fino al 1938 sono diventate oggi duecento e negli ultimi anni la bellezza artistica e architettonica \u00e8 tornata ad affermarsi, in chiave moderna, riannodando il filo che lega la metropolitana ai suoi albori, all\u2019edificazione socialista vissuta come creazione di uno spazio sociale condiviso. La giovane regista Elena Gladkova, contrappuntando le immagini con la potente musica sovietica degli anni \u201930, esalta la bellezza delle fermate, ricordandoci i grandi riconoscimenti internazionali ottenuti dalle singole fermate, mostrandoci, tra il correre dei treni, la forza del messaggio culturale e politico trasmesso dai dipinti e dai mosaici, tesi a riaffermare i valori del socialismo sovietico, ovvero il lavoro, la solidariet\u00e0, lo sviluppo scientifico e tecnologico, l\u2019antifascismo, con le tante fermate dedicate agli eroi della Grande Guerra Patriottica, che ha liberato il 9 maggio 1945 Berlino e l\u2019Europa dalla bestialit\u00e0 nazifascista.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5290\" aria-describedby=\"caption-attachment-5290\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/elena-gladkova-a-cannes.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5290\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/elena-gladkova-a-cannes-300x300.jpg\" alt=\"Elena Gladkova a Cannes.\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/elena-gladkova-a-cannes-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/elena-gladkova-a-cannes-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/elena-gladkova-a-cannes-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/elena-gladkova-a-cannes-480x480.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/elena-gladkova-a-cannes-500x500.jpg 500w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/elena-gladkova-a-cannes.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5290\" class=\"wp-caption-text\">Elena Gladkova a Cannes.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sempre molti e meritevoli i film presentati, tanto tra i corti, quanto tra i lunghi, alla 22\u00b0 edizione del Sangi\u00f2 in svolgimento a Verona ogni anno tra il 23 e il 27 luglio, il Festival del Cinema diretto con entusiasmo e passione dal critico cinematografico Ugo Brusaporco, capace di vincere l\u2019assenza di contributi economici per il Festival con lo slancio e la determinazione di amici e di cinefili che apprezzano enormemente l\u2019impegno del direttore nell\u2019offrire alla citt\u00e0 scaligera e al mondo immagini, voci e pensieri di libert\u00e0. Molte le pellicole che hanno trattato il tema del futuro, degli stranieri che si stanno affermando come cittadini europei di domani, con il lavoro, con lo studio e con una abnegazione pi\u00f9 grande delle discriminazioni che sono costretti a subire. \u201cLampedusa in inverno\u201d di Jakob Brossmann, gi\u00e0 vincitore del Premio Boccalino a Locarno nel 2015 e a Verona del premio per la regia, racconta la complessit\u00e0 dell\u2019isola, fuori da ogni paradigma irenico, \u201cMigranti, il dilemma tedesco\u201d di Rino Pellino, inviato RAI a Berlino, indaga quanto sta accadendo nella nazione pi\u00f9 importante dell\u2019Unione Europea, \u201cNoi, cittadini del mondo\u201d di Dario Dalla Mura e Elena Pasetto riflette sulla riuscita integrazione nel tessuto sociale veronese di ragazzi provenienti da tutti i continenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Davvero interessanti i film dedicati alla Resistenza. \u201cPresi a caso\u201d di Alberto Gambato e Laura Fasolin \u00e8 la storia delle ultime vittime del nazifascismo nel rovighese, giovani arrestati e uccisi a Villadose e a Ceregnano il 25 aprile \u201845, rievocati dalla scuola locale con uno spettacolo teatrale capace di coniugare consapevolezza e memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eric Gobetti, storico e cineasta, ha presentato \u201cPartizani &#8211; La Resistenza Italiana in Montenegro\u201d, storia della Divisione Garibaldi, vincitore del premio opera prima, con testimonianze di alcuni soldati, oramai quasi centenari, e immagini inedite riprese tra il \u201943 e il \u201945 dagli ufficiali della Divisione. Dopo l\u20198 settembre 1943 infatti sedicimila soldati italiani formano in Montenegro la Divisione Garibaldi, inquadrata nel II Korpus dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo, comandato dal generale Peko Dap\u010devi\u0107. Gli italiani combatteranno per due anni a fianco degli uomini di Tito e nel 1983, in Montenegro, citt\u00e0 in cui la formazione partigiana \u00e8 nata, alla presenza del Presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini amico di Tito, si \u00e8 celebrato il quarantennale della fondazione della Divisione Garibaldi, inaugurando un monumento commemorativo in ricordo degli ottomila uomini della formazione caduti per la libert\u00e0 della Jugoslavia e dell\u2019Europa, a cui anche il regista nel finale del film rende omaggio, deponendo presso il monumento un mazzo di fiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cUna stagione di mirtilli e d\u2019airelles\u201d, con sottotitolo \u201cApollinaire a Stavelot\u201d, vincitore del Festival, \u00e8 una toccante ricostruzioni per voci e immagini della breve ma significativa presenza in Belgio, nell\u2019estate del 1899, del diciannovenne Guillaume Apollinaire, allora ancora William Kostrowicki, poeta in erba, figlio di una nobile polacca mai sposatasi che fa passare il figlio come discendente di un barone russo. La madre prima abbandona il figlio a Stavelot e poi lo induce a scappare, non potendo pagare l\u2019albergo che lo ha ospitato per tre mesi insieme al fratello minore. Il regista Paolo Zagaglia, grande documentarista e testimone dell\u2019emigrazione italiana in Belgio, racconta la storia fondendo egregiamente fotogrammi muti in bianco e nero, che riproducono la quotidianit\u00e0 del giovane Apollinaire, con testimonianze a colori degli studiosi valloni che documentano e riannodano i fili della presenza del giovane scrittore nelle Ardenne. Ne nasce cos\u00ec un potente film capace di restituirci la bellezza della poesia, la sola in grado, secondo il direttore del Festival Ugo Brusaporco, di salvare il mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo essere stato presentato con successo ai festival del cinema di Cannes e di Verona, arriva in anteprima nazionale elvetica il 5 agosto 2016 a Locarno, in coda al dibattito sulla russofobia che si terr\u00e0 al Rivellino, il monumentale e affascinante film, ispirato da una richiesta di Tenstar Community, di Elena Gladkova dedicato alla metropolitana di Mosca, ancora oggi intitolata a Vladimir Lenin. 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