{"id":52,"date":"2010-09-27T22:28:11","date_gmt":"2010-09-27T22:28:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=52"},"modified":"2016-06-06T12:47:37","modified_gmt":"2016-06-06T12:47:37","slug":"52","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=52","title":{"rendered":"Di fronte alla crisi in Belgio serve un fronte sociale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/mertens.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-53\" title=\"mertens\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/mertens-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/mertens-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/mertens.jpg 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: medium;\">Intervista con Peter Mertens, presidente del Partito del Lavoro del Belgio (PTB)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Tre mesi dopo le elezioni, non c&#8217;\u00e8 ancora un governo e le trattative sono in stallo. Chi \u00e8 responsabile di questa situazione? Oppure si tratta di una crisi di &#8220;sistema&#8221;?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Peter\u00a0Mertens.<\/strong> S\u00ec, possiamo parlare di una crisi di sistema. Due anni dopo l&#8217;inizio della crisi economica, il recupero non \u00e8 in vista.\u00a0Nonostante una contenuta ripresa in Europa grazie ai massicci investimenti statali, l&#8217;Unione europea nel suo complesso dovr\u00e0 fronteggiare ancora severe privazioni. Il Belgio, ad esempio, dovrebbe risparmiare tra i 22 e i 25 miliardi a fronte di un numero record di persone in difficolt\u00e0 coi pagamenti e di pensionati indigenti nonostante abbiano lavorato duro tutta la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciare il paese in una situazione di stallo in un momento simile e spaccare la popolazione in due gruppi avversi&#8230; s\u00ec, questa \u00e8 quel che si dice una crisi di regime. Dopo novanta giorni, non abbiamo fatto un solo passo. E tutti sanno che nuove elezioni non porteranno a una soluzione, visto come l&#8217;opinione pubblica viene manipolata, esacerbando le posizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Intende dire che in assenza di prospettiva di uscita dalla crisi, si incita al nazionalismo?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Peter\u00a0Mertens.<\/strong> Divide\u00a0et\u00a0impera. Bart De\u00a0Wever\u00a0conosce fin troppo bene questo principio che cita in latino. Incoraggiare il nazionalismo in tempi di crisi costituisce una miscela esplosiva. Ne abbiamo visti gli esiti in passato. In realt\u00e0, si prepara un piano antisociale che viene presentato al nord come &#8220;ottimo per le Fiandre&#8221;. Come dice il politologo\u00a0Sinardet\u00a0Dave: &#8220;Chi si oppone \u00e8 subito additato come un cattivo &#8216;fiammingo'&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La reazione di molti dirigenti del Partito Socialista \u00e8 stata di invocare la scissione del paese.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Peter\u00a0Mertens.<\/strong> E&#8217; triste che il PS abbia questa posizione. Una scissione implicherebbe l&#8217;esplosione della disoccupazione in\u00a0Vallonia\u00a0e a Bruxelles, i trasferimenti dovrebbero ridursi del 20% con gravi conseguenze per i pensionati, i malati&#8230; Invece di parlare di un Piano B francofono, un presunto stato\u00a0Vallonia-Bruxelles, perch\u00e9 il PS non sostiene un fronte sociale al di l\u00e0 delle barriere linguistiche?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; sbagliato dire che la maggior parte dei parlanti in lingua olandese-fiamminga sono separatisti. Il nazionalismo \u00e8 presente ma la questione non \u00e8 all&#8217;ordine del giorno. Secondo numerosi studi, i tre quarti dei votanti fiamminghi si sentono ancora e soprattutto belgi pi\u00f9 che fiamminghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema \u00e8 che la N-VA [Partito autonomista fiammingo] ha cavalcato una insoddisfazione per l&#8217;inefficienza dello Stato, avvertita anche da persone tutt&#8217;affatto separatiste. Sono quelli che vedono nella N-VA una forza integra, che osa sfidare i partiti avvezzi al potere come il\u00a0CD&amp;V\u00a0[Partito cristiano democratico, conservatore] e l&#8217;Open VLD [liberali]. La maggior parte dei suoi elettori non sapeva che nelle Fiandre la N-VA vuole eliminare il prepensionamento, ridurre le indennit\u00e0 di disoccupazione e congelare i salari. Tuttavia, con le sue dichiarazioni, il PS porta acqua al mulino della\u00a0N-VA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dovrebbe far leva sui movimenti di opinione e sulle organizzazioni che difendono l&#8217;unit\u00e0 del paese, come i sindacati. A voler essere chiari, questo \u00e8 ci\u00f2 che De\u00a0Wever\u00a0[presidente di N-VA] teme di pi\u00f9: la formazione di un fronte sociale. Teme i sindacalisti di lingua olandese che si oppongono ai piani di\u00a0Voka\u00a0[unione padronale], gli atleti alla Kim\u00a0Gevaert\u00a0che firmano la petizione &#8220;Salviamo la solidariet\u00e0&#8221;, gli artisti come Clouseau, un gruppo fiammingo popolarissimo, che canta canzoni come &#8220;Vive la\u00a0Belgique&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Perch\u00e9 difendere l&#8217;unit\u00e0 del paese? Il PTB \u00e8 l&#8217;ultimo partito nazionale. Questo ha ancora un valore?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Peter\u00a0Mertens.<\/strong> La prima questione \u00e8 chiarire quale futuro e quale tipo di Europa vogliamo. Se desideriamo una soluzione alla crisi economica, sociale ed ecologica, se vogliamo una Europa socialista, allora la scissione del nostro paese \u00e8 la cosa peggiore che pu\u00f2 accadere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi il nostro paese vanta una serie di successi importanti per una nuova societ\u00e0 futura. Per esempio, la previdenza sociale. Si tratta di una conquista del movimento operaio nel suo insieme, del paese intero. In secondo luogo, il Belgio \u00e8 un paese plurinazionale. Si tratta di un punto di forza in una futura Europa socialista che non pu\u00f2 che essere multinazionale. E infine, c&#8217;\u00e8 Bruxelles, una capitale unitaria, bilingue e multiculturale. Questi fattori sono i talloni di Achille dei separatisti. Sono furiosi alla prospettiva di un &#8220;fronte sociale&#8221; che difenda la previdenza sociale. E non hanno soluzioni per Bruxelles, tranne di &#8220;sezionarla chirurgicamente&#8221; secondo le stesse parole di De\u00a0Wever. Beh, non possiamo tagliare chirurgicamente una citt\u00e0, a meno di non volere una guerra civile, naturalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>I negoziati sono falliti e, nonostante questo, Bart De\u00a0Wever\u00a0continua a segnare punti; a sua volta, il PS \u00e8 per un regionalismo rafforzato&#8230; Quali forze possono spendersi per la &#8220;contro-offensiva&#8221;?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Peter\u00a0Mertens.<\/strong> Indipendentemente dai rapporti di forza politici, dobbiamo porre a tutti queste semplici domande: sei favorevole a condizionare le cure mediche allo spessore del tuo portafoglio o alla lingua che parli? Sei favorevole a una flessibilit\u00e0 totale che implica lavorare 70 ore una settimana e 20 la successiva? Siete pronti ad assicurare i denti dei vostri figli, altrimenti non potrete pagare le cure dentistiche?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tutte queste domande, i lavoratori dipendenti &#8211; il 75% della popolazione \u2013 risponderanno assolutamente no. Tanto a Bruxelles quanto ad\u00a0Arlon\u00a0e\u00a0Turnhout. Vogliono una sicurezza sociale dignitosa e un lavoro dignitoso, una istruzione di qualit\u00e0 per i loro bambini &#8230; O lavoriamo insieme su un fronte sociale ampio o divideremo il paese con l&#8217;insorgere di nuove povert\u00e0 valloni, fiamminghe e\u00a0brussellesi. Sono anche convinto che nel nostro paese c&#8217;\u00e8 una maggioranza silenziosa del tutto contraria alla spaccatura del paese in due o tre parti. Si tratta di dare voce a questa maggioranza silenziosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Dicono che le privazioni che incontreremo saranno le peggiori nella storia del paese. 25 miliardi di \u20ac o 1.000 miliardi di franchi belgi, uno sproposito, anzi&#8230;<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Peter\u00a0Mertens.<\/strong> Anche su questo fronte, la guerra per piegare l&#8217;opinione pubblica \u00e8 cominciata. Marc De\u00a0Vos\u00a0d&#8217;Itinera, istituto di ricerca ultra-liberale che sforna notizie in continuazione, per voce dei sui &#8220;esperti&#8221; economici, ha scritto la settimana scorsa: &#8220;Aspettatevi litanie del tipo che il cittadino medio \u00e8 colpito da una crisi di cui non \u00e8 colpevole, che non deve pagarne le conseguenze. Si tratta di uno slogan. La verit\u00e0 \u00e8 che la crisi \u00e8 la nostra eredit\u00e0 collettiva&#8221;. Ecco: fine della responsabilit\u00e0 dei banchieri e dei capitalisti. Dimenticate che i contribuenti hanno sborsato 25 miliardi di euro per le banche. Non pensate ai politici che hanno svenduto i beni pubblici ai privati. No, \u00e8 &#8220;tutta colpa nostra&#8221;. Di conseguenza: &#8220;Noi tutti dobbiamo pagare. Tutto&#8221;; sia ben chiaro: per banche e milionari il contributo simbolico di un euro, a voi i restanti 24 miliardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, questa lotta \u00e8 in corso in tutta l&#8217;Unione europea. Il Parlamento europeo ha approvato la sua strategia &#8220;Europa 2020&#8221;. Un flessibilit\u00e0 totale del mercato del lavoro, la prosecuzione della privatizzazione dei servizi pubblici e lo smantellamento del sistema previdenziale. Questo \u00e8 l&#8217;ordine del giorno. Inoltre \u00e8 previsto di sostituire il sistema di sicurezza sociale con il contrasto alla povert\u00e0. Ma sono due cose completamente differenti, a meno di trasformare le pensioni o l&#8217;assistenza sanitaria in una forma di carit\u00e0. Il fronte sociale non \u00e8 importante solo per il nostro paese. Ma per tutta l&#8217;Europa. Questo fronte sar\u00e0 visibile il 29 settembre a Bruxelles alla manifestazione europea dei sindacati. Il PTB parteciper\u00e0 alla protesta con il messaggio &#8220;Uniti per farla pagare ai milionari&#8221;. Questa unit\u00e0 \u00e8 l&#8217;unit\u00e0 dei lavoratori nel nostro paese. Ma anche l&#8217;unit\u00e0 dei lavoratori in tutta Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Che altro conta di fare il PTB per difendere l&#8217;unit\u00e0 del paese?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Peter\u00a0Mertens.<\/strong> Vogliamo innanzitutto organizzare incontri pubblici in tutto il paese sul tema della riforma dello Stato e la difesa della sicurezza sociale. Noi crediamo che via sia soprattutto una necessit\u00e0 di informazione contro la disinformazione che ci inonda, soprattutto quella dei media. Abbiamo preparato un ottimo opuscolo su questo tema, che sar\u00e0 presentato in anteprima allaManiFiesta\u00a0del 25 settembre. Poi vogliamo lavorare allo sviluppo di importanti iniziative per l&#8217;unit\u00e0. Con un programma sociale. L&#8217;unit\u00e0 per garantire che i lavoratori non paghino doppiamente la crisi. L&#8217;unit\u00e0 per farla pagare ai milionari. Un tema oggetto anche della nostra campagna sulla tassa dei milionari, l&#8217;imposta sul patrimonio sostenuta anche dal congresso della FGTB [Sindacato socialista del Belgio] e della LBC (sezione fiamminga della CNE).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Il PTB vuole un Belgio socialista, in una Europa socialista. \u00c8 realistico? Anche Fidel Castro ha avanzato dei dubbi&#8230;<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Peter\u00a0Mertens.<\/strong> A Cuba, le riforme sono in corso e non sono facili. Per salvarne l&#8217;economia occorrono importanti concessioni. Ma il modello socialista in s\u00e9 stesso, la tensione verso una societ\u00e0 socialista senza sfruttamento, la solidariet\u00e0 internazionale, la partecipazione organizzata nei consigli di quartiere, la tutela dei diritti fondamentali come il diritto all&#8217;assistenza sanitaria, alla cultura, a un&#8217;istruzione di qualit\u00e0 ad un invecchiamento dignitoso, immune dalla povert\u00e0&#8230; non sono in discussione. Ed \u00e8 una buona cosa. Naturalmente, la stampa influente non ne fa cenno, preferisce isolare la battuta di un discorso per lasciare intendere che il socialismo debba essere abbandonato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; il capitalismo il problema. Negli ultimi anni, per salvaguardare la brama delle grandi banche, hanno bruciato nel mondo milioni di posti di lavoro. Persone private da un giorno all&#8217;altro dei mezzi di sostentamento. Ogni tre secondi un bambino muore di fame, due miliardi di persone non godono della sufficienza alimentare &#8230; La crisi capitalistica acuisce le disuguaglianze. Oltre alla crisi sociale vi \u00e8 anche la questione ambientale, che, al vertice di Copenaghen non ha visto l&#8217;ombra di una soluzione. Perch\u00e9 nessuno vuole intaccare il principio del massimo profitto. E infine, c&#8217;\u00e8 la guerra. Gli Stati Uniti hanno ritirato le truppe dall&#8217;Iraq, ma hanno lasciato pi\u00f9 di 100.000 mercenari mentre non uno dei problemi del paese \u00e8 stato risolto. I bombardamenti hanno precipitato il paese nel medioevo, la ricchezza locale \u00e8 stata trasferita agli Stati Uniti e le aziende private statunitensi si dividono la torta con i progetti di ricostruzione. Lasciamo pure l&#8217;Iraq alla sua guerra civile. Ma anche in Afghanistan, gli statunitensi sono sempre pi\u00f9 impantanati in una palude. E&#8217; incredibile che il Ministro De\u00a0Crem\u00a0[ministro della difesa belga] abbia avuto il coraggio di minimizzare la situazione, parlando di &#8220;scaramucce&#8221;. Per non parlare delle minacce di guerra contro l&#8217;Iran&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su tutti i fronti &#8211; sociale, economico, democratico, militare, ecologico&#8230; &#8211; il mondo \u00e8 in regresso in questo scorcio di XXI secolo. \u00c8 sensato? Gli ideologi del sistema sono del tutto incapaci di offrire alternative. La verit\u00e0 \u00e8 che se l&#8217;umanit\u00e0 vuole sopravvivere su questo piccolo pianeta, ha tutto l&#8217;interesse ad essere solidale. Dovr\u00e0 scegliere un sistema sociale ed ecologico basato su una pianificazione partecipata e razionale, senza sfruttamento, senza saccheggio delle risorse naturali, senza l&#8217;egoista appropriazione dei processi di produzione. Dovr\u00e0 scegliere il socialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Intervista a cura di: Gaston Van Dyck (PTB)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>(Traduzione dall&#8217;inglese per\u00a0<a href=\"http:\/\/www.resistenze.org\/\">www.resistenze.org<\/a>)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista con Peter Mertens, presidente del Partito del Lavoro del Belgio (PTB) Tre mesi dopo le elezioni, non c&#8217;\u00e8 ancora un governo e le trattative sono in stallo. Chi \u00e8 responsabile di questa situazione? Oppure si tratta di una crisi di &#8220;sistema&#8221;? Peter\u00a0Mertens. S\u00ec, possiamo parlare di una crisi di sistema. Due anni dopo l&#8217;inizio della crisi economica, il recupero non \u00e8 in vista.\u00a0Nonostante una contenuta ripresa in Europa grazie ai massicci investimenti statali, l&#8217;Unione europea nel suo complesso dovr\u00e0 fronteggiare ancora severe privazioni. 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