{"id":5177,"date":"2016-07-11T11:06:15","date_gmt":"2016-07-11T11:06:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5177"},"modified":"2016-07-19T15:05:03","modified_gmt":"2016-07-19T15:05:03","slug":"quando-listeria-anticomunista-regnava-nellhockey-elvetico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5177","title":{"rendered":"Quando l&#8217;isteria anticomunista regnava nell&#8217;hockey elvetico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pubblichiamo di seguito la traduzione integrale dell&#8217;interessante articolo storico di Pierre Jeanneret, apparso nell&#8217;edizione del 24 giugno 2016 del settimanale svizzero romando Gauchebdo.<\/em><\/p>\n<h1>Quando l&#8217;isteria anticomunista regnava nell&#8217;hockey elvetico<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Storia \u2013 <em>Dalla fine della seconda guerra mondiale la Lega Svizzera di Hockey su Ghiaccio (LSHG) mostr\u00f2 reticente a ogni contatto con il blocco dell\u2019Est. Nel 1962 l\u2019allenatore della squadra nazionale, fu escluso per la sua appartenenza al Partito Svizzero del Lavoro.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ultimo numero della <em>Rivista svizzera di storia<\/em>, un contributo \u00e8 stato dedicato al <em>R\u00f6stigraben<\/em> nell\u2019hockey svizzero. Scritto dallo storico zurighese Christian Koller, esso \u00e8 basato su consistenti fonti archivistiche e sulla stampa dell\u2019epoca, compresa la <em>Voix Ouvri\u00e8re<\/em> (<em>vecchio organo di stampa del Partito Svizzero del Lavoro, oggi Gauchebdo, NdT<\/em>). Negli anni cinquanta tale fossato concerneva la questione della professionalizzazione di questo sport, alla quale la Lega Svizzera di Hockey su Ghiaccio (LSHG) &#8211; dominata dagli svizzeri-tedeschi &#8211; era contraria. Essa mostrava la sua ostilit\u00e0 anche contro l\u2019impiego di giocatori o di allenatori canadesi.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Vietata la partecipazione di una squadra di Mosca<\/strong><\/h2>\n<figure id=\"attachment_5178\" aria-describedby=\"caption-attachment-5178\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/64aed3c6b92d8f99.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5178\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/64aed3c6b92d8f99-300x225.jpg\" alt=\"Marzo 1950, Wembley, Londra. La nazionale svizzera batte 10 a 3 l'Inghilterra. Fra le sua fila, Reto Delnon. \u00a9 ATP Bilderdienst, Z\u00fcrich\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/64aed3c6b92d8f99-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/64aed3c6b92d8f99-768x575.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/64aed3c6b92d8f99-1024x767.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/64aed3c6b92d8f99-480x359.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/64aed3c6b92d8f99-668x500.jpg 668w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5178\" class=\"wp-caption-text\">Marzo 1950, Wembley, Londra. La nazionale svizzera batte 10 a 3 l&#8217;Inghilterra. Fra le sua fila, Reto Delnon.<br \/>\u00a9 ATP Bilderdienst, Z\u00fcrich<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quello che ci interessa \u00e8 il fossato politico. La LSHG era estremamente reticente ai contatti sportivi con il blocco dell\u2019Est. Si \u00e8 dovuto attendere il 1954 per vedere svizzeri e sovietici opporsi in una partita. In seguito un certo numero di incontri ha avuto luogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto si spense nel 1956, dopo l\u2019intervento sovietico in Ungheria. Numerose partire con le squadre dell\u2019Est furono annullate. All\u2019inaugurazione della pista di pattinaggio artificiale di Vernets a Ginevra, la LSHG viet\u00f2 la partecipazione di una squadra di Mosca. In Svizzera romanda, dove regnava comunque un certo anticomunismo, questa decisione sollev\u00f2 delle critiche. Nel <em>Journal de Gen\u00e8ve<\/em> del 23 ottobre 1958 i Giovani Liberali, poco sospettabili di simpatie verso Mosca, parlarono di \u00ab\u00a0decisione stupide, che fanno ridere della Svizzera in tutto il mondo\u00a0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nuova escalation nella primavera del 1962 con l\u2019\u00ab\u00a0affare Delnon\u00a0\u00bb. Reto Delnon (1924-1983), di origine grigionese, era un giocatore di alto livello. Fra il 1945 e il 1954 aveva portato il magliore della squadra nazionale svizzera 74 volte. Alla fine del 1961 la LSHG lo ingaggi\u00f2 come allenatore di questa squadra. Ma due mesi pi\u00f9 tardi essa lo congeder\u00e0 con effetto immediato. La causa\u00a0: nel frattempo il Dipartimento di Giustizia e Polizia aveva comunicato a svariati giornalisti l\u2019appartenenza di Delnon al Partito Svizzero del Lavoro. La stampa zurighese in particolare, dalla ben a destra <em>Neue Z\u00fcrcher Zeitung<\/em> alla <em>Volksrecht<\/em> socialista, si scaten\u00f2. La qualit\u00e0 di membro del \u00ab\u00a0partito di Mosca\u00a0\u00bb era incompatibile con la funzione di allenatore nazionale svizzero\u00a0!<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>I romandi contro gli svizzero-tedeschi<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutt\u2019altra fu la reazione in Svizzera romanda malgrado, ripetiamolo, un\u2019opposizione diffusa al Partito Svizzero del Lavoro e al comunismo in generale. Tutta la stampa borghese, ad eccezione dell\u2019ultra-reazionario <em>Nouvelliste<\/em> vallesano, prese la parte di Delnon. Si pot\u00e9 persino leggere nel <em>Journal de Gen\u00e8ve<\/em> del 17 gennaio 1962\u00a0: \u00ab\u00a0Il fanatismo vince pericolosamente i dirigenti sportivi svizzero-tedeschi\u00a0\u00bb. Otto anni pi\u00f9 tardi l\u2019inenarrabile opera <em>D\u00e9fense civile<\/em> continuava per\u00f2 comunque a mettere in guardia contro tale sport, quale strumento di \u00ab\u00a0grandi potenze aggressive\u00a0\u00bb in riferimento all\u2019Est\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Malgrado ci\u00f2 i contatti sportivi ripresero poco a poco, con la DDR, la Cecoslovacchia e infine l\u2019URSS. Questo non imped\u00ec al pubblico del campionato del mondo di hockey del 1971 a Berna di fischiare l\u2019inno sovietico. Tale deprecabile gesto fu commentato nel <em>Journal de Gen\u00e8ve<\/em> del 29 marzo dal liberale Jacques-Simon Eggly con il titolo \u00ab\u00a0La brutta Svizzera\u00a0\u00bb. Non si potrebbe dire di meglio. E, per consolarci, si pu\u00f2 rimarcare come la Svizzera romanda seppe salvaguardare una certa dignit\u00e0 e preservarsi dall\u2019isteria anticomunista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonti:<\/strong> Christian Kolller, &#8220;Kanadier, Kommerz und Kommunismus &#8211; Der R\u00f6stigraben im Schweizer Eishockey al kulturhistorisches Prisma der Nachkriegszeit&#8221;, <em>Revue suisse d&#8217;histoire<\/em>, Vol. 66 \/ 2016 Nr 1, pp. 31-48<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo di seguito la traduzione integrale dell&#8217;interessante articolo storico di Pierre Jeanneret, apparso nell&#8217;edizione del 24 giugno 2016 del settimanale svizzero romando Gauchebdo. Quando l&#8217;isteria anticomunista regnava nell&#8217;hockey elvetico Storia \u2013 Dalla fine della seconda guerra mondiale la Lega Svizzera di Hockey su Ghiaccio (LSHG) mostr\u00f2 reticente a ogni contatto con il blocco dell\u2019Est. 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