{"id":5034,"date":"2016-06-15T09:15:21","date_gmt":"2016-06-15T09:15:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5034"},"modified":"2016-06-23T23:53:41","modified_gmt":"2016-06-23T23:53:41","slug":"puntata-3-il-risveglio-magiaro-e-la-concretezza-islandese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5034","title":{"rendered":"Risveglio magiaro e concretezza islandese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Le statistiche dicono che gli azzurri han percorso per il campo ieri sera dieci chilometri a testa, una ottima media per vincere, Vincente Feola, allenatore del primo Brasile campione del mondo nel 1958, diceva ai suoi campioni: \u201cricorda che puoi essere il dio del pallone in terra, ma se un ragazzino corre pi\u00f9 di te, non toccherai mai palla\u201d, contropiede e catenaccio necessitano di tanti polmoni, correre, correre e ancora correre, solo cos\u00ec il catenaccio \u00e8 vincente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Austria e Ungheria, partita dagli echi antichi, \u00e8 giocata su ritmi blandi, squadre lunghe, poco catenaccio e pochi che corrono, gli austriaci dismessa la maglia bianca, giocano ora in rosso e obbligano gli ungheresi alla seconda maglia bianca. Gli eredi di Mozart si sentono superiori e sottovalutano la compattezza magiara, tra gli austriaci i tre serbi Dragovic, che si fa espellere, Junozovic e Arnautovic non sono nella loro giornata migliore e cos\u00ec affondano insieme al talentuoso Alaba e al forte Okotie, i due nigeriani eredi di Sindelar. Smarriti e attoniti gli austriaci si guardano al fischio finale con la disperazione negli occhi di chi sa di aver tradito tanti tifosi che credono in una nazionale plurale, immagine di una nazione che preferisce un presidente ecologista a uno xenofobo. I magiari esultano a ragione, compreso il nonnetto portiere quarantenne Kiraly, dal 1986 non vincevano una partita in una competizione internazionale e in quel mondiale messicano il 2 a 0 ai canadesi non aveva certo ripagato delle pesanti scoppole rimediate coi sovietici, 6 a 0, e la Francia, 3 a 0, ora, con il passaggio di quasi tutte le terze, l\u2019Ungheria accarezza l\u2019impresa dopo mezzo secolo, l\u2019ultima volta nel 1966 ai mondiali britannici, fermatisi allora davanti ai sovietici ai quarti, dopo aver sconfitto 3 a 1 con grandi giocate di Bene e di Albert il Brasile bicampione consecutivo del mondo nella fase a gironi, una squadra orfana di Pel\u00e9, pestato duro dai bulgari nel primo incontro, ma capaci di schierare campioni del calibro di Gilmar, Djalma Santos, Bellini, Altair, Paulo Henrique, Gerson, Lima, Garrincha, Tostao, Alcindo, Jairzinho.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Debutto effervescente in una manifestazione calcistica per l\u2019Islanda, che, eliminati gli olandesi con una doppia sonora vittoria in casa e ad Amsterdam, si presenta come la squadra pi\u00f9 disposta a correre e a ragionare collettivamente di tutto l\u2019Europeo e non merita di essere sottovalutata. Vale la pena ricordare che gli islandesi sono solo trecentomila, quanto gli abitanti del Canton Ticino, ma dopo la crisi finanziaria hanno deciso di investire nello sport, nei giovani, nel futuro, che valgono molto di pi\u00f9 delle banche. Oggi i campi indoor di calcio, indispensabili per chi sta immerso nelle nevi per tutto l\u2019inverno, sono moltissimi e i ragazzi e le ragazze anche quando fuori \u00e8 buio per mesi, giocano e si divertono, questa attenzione \u00e8 all\u2019origine del successo del calcio islandese. Gli artici giocano aperti e i portoghesi sono sempre i soliti, insuperabilmente unici nel coniugare lentezza e qualit\u00e0. All\u2019iniziale vantaggio lusitano risponde il centrocampista del Basilea Bjarnason, un pareggio meritato e sospinto dal caldissimo tifo islandese, che a colpi di respiri profondi, invocazioni del nome patrio e l\u2019ormai classico \u201cpo-po-popopo\u201d ha rappresentato la pi\u00f9 felice cornice per questo esordio internazionale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Cinque giorni, dodici partite, abbiamo visto tutte e 24 le finaliste, il divertimento sar\u00e0 ancora lungo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Nel frattempo in Coppa America conosciamo i quatto quarti, la vincente di Stati Uniti \u2013 Ecuador incontrer\u00e0 in semifinale la vincente di Argentina \u2013 Venezuela, Per\u00f9 \u2013 Colombia e Messico \u2013 Cile l\u2019altra accoppiata di partite, spettacolo assicurato e non \u00e8 detto che le favorite prevalgano.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le statistiche dicono che gli azzurri han percorso per il campo ieri sera dieci chilometri a testa, una ottima media per vincere, Vincente Feola, allenatore del primo Brasile campione del mondo nel 1958, diceva ai suoi campioni: \u201cricorda che puoi essere il dio del pallone in terra, ma se un ragazzino corre pi\u00f9 di te, non toccherai mai palla\u201d, contropiede e catenaccio necessitano di tanti polmoni, correre, correre e ancora correre, solo cos\u00ec il catenaccio \u00e8 vincente. 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