{"id":481,"date":"2010-10-25T16:32:31","date_gmt":"2010-10-25T16:32:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=481"},"modified":"2011-04-24T21:23:22","modified_gmt":"2011-04-24T21:23:22","slug":"ecuador-un-tentativo-di-golpe-per-impedire-le-riforme-socialiste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=481","title":{"rendered":"Ecuador: un tentativo di golpe per impedire le riforme socialiste"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/honduras_resiste.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-235\" title=\"honduras_resiste\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/honduras_resiste.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/honduras_resiste.jpg 640w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/honduras_resiste-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 230px) 100vw, 230px\" \/><\/a>Ufficialmente il motivo della rivolta che ha travolto l\u2019Ecuador, sarebbe la legge approvata dal parlamento che interrompe certi privilegi concessi ai membri delle forze di polizia. I poliziotti sono insorti occupando le caserme della capitale Quito e, quando il presidente Rafael Correa si \u00e8 recato sul posto per tentare il dialogo, \u00e8 stato accolto con il lancio di lacrimogeni e di bottiglie, ferendolo. Ricoverato in ospedale il Presidente \u00e8 stato di fatto rapito dai rivoltosi. L\u2019esercito, che ancora non si era schierato chiaramente, occupava l\u2019aeroporto internazionale e di fatto ne chiudeva le frontiere. Nel frattempo gruppi fascisti legati all\u2019ex-presidente della Repubblica Lucio Guitierrez (un neo-liberista che era riuscito a farsi eleggere come esponente di \u201csinistra\u201d) assaltavano l\u2019edificio della televisione nazionale. Il giornalista militante italiano Gennaro Carotenuto (che gestiva su Twitter la diretta degli eventi) si chiedeva \u201cdov\u2019\u00e8 l\u2019esercito?\u201d. Effettivamente, se era vero che l\u2019esercito fosse rimasto fedele al Presidente e se \u00e8 comprensibile, per evitare un bagno di sangue, che esso non irrompesse subito nell\u2019ospedale dove era tenuto ostaggio, per quale ragione non interveniva invece a tutela della rete mediatica, strategica per mobilitare le masse?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La risposta popolare e il ruolo\u00a0dell&#8217;esercito <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta popolare e operaia \u00e8 stata comunque forte fin da subito, con manifestazioni di piazza molto partecipate che chiedevano la liberazione del Presidente e la difesa della sua \u201crivoluzione cittadina\u201d, il programma di governo di orientamento socialista e organico all\u2019ALBA. La repressione contro i lavoratori da parte della polizia \u00e8 stata violenta con morti e feriti. Anche qui, peraltro, l\u2019esercito non ha brillato per la sua presenza a difesa della Costituzione. L\u2019atteggiamento ambiguo delle forze armate era sintomo di una profonda spaccatura in seno ad esse: i militari di grado inferiore, in ultima analisi, per\u00f2 sono rimasti fedeli alle masse. La loro presenza e la spinta popolare hanno impedito allo Stato Maggiore di tradire la Costituzione, dando cos\u00ec il via alle azioni di ripresa del controllo sul Paese e alla liberazione di Correa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il governo Correa contro l\u2019oligarchia<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eletto nel 2006 su una base di sinistra ampia, comprendente settori patriottici fino ai comunisti, l\u2019economista Rafael Correa ha portato l\u2019Ecuador sulla linea tracciata dal Venezuela di Chavez. Riforme, le sue, che di per s\u00e9 non costituivano direttamente un pericolo per il capitalismo, ma che andavano comunque troppo in l\u00e0 per la borghesia oligarchica e parassitaria del Paese, che godeva dell\u2019appoggio degli USA, infastiditi dal fatto che Correa non volesse pi\u00f9 tollerare la loro presenza militare. Quello che \u00e8 successo in Ecuador sembra ricalcare quanto avvenuto un anno prima in Honduras ai danni del presidente liberale (!) Zelaya. Questo ci porta a vedere quanto avviene in America Latina come qualcosa di globale: dopo il tentativo golpista contro Chavez, si \u00e8 riusciti a \u201cnormalizzare\u201d l\u2019Honduras e si \u00e8 tentato di eliminare Correa. Domani potrebbe essere la volta del \u201cprete rosso\u201d Lugo in Paraguay, dove l\u2019esercito ha gi\u00e0 minacciato di \u201cfare a modo suo\u201d. Quando si mette a repentaglio anche solo in modo moderato gli interessi di classe della borghesia, essa si rivolta con la violenza: una lezione, questa, ai buonisti della sinistra occidentale!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il ruolo dei maoisti<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo nel movimento comunista non mancano elementi che non hanno capito molto la critica di Lenin all\u2019estremismo di sinistra e vedono opzioni rivoluzionarie anche quando non ve ne sono le condizioni. Come negli anni \u201880 il movimento trosksita vedeva in ogni moto di protesta nell\u2019Europa dell\u2019Est uno slancio rivoluzionario per contrastare da sinistra la \u201cburocrazia\u201d polacca o tedesco-orientale; in tempi pi\u00f9 recenti il movimento maoista \u201cBandiera Rossa\u201d del Venezuela si schierava con la destra nella speranza di creare le condizioni per un\u2019insurrezione popolare che abbattesse l\u2019ordine capitalista che la \u201cborghesia bolivariana\u201d (?) di Chavez non avrebbe ancora distrutto; oggi in Ecuador abbiamo visto drammaticamente questa medesima situazione: ad aizzare la rivolta vi era pure il Movimento Popolare Democratico (MPD) \u2013 braccio legale del clandestino (clandestino per loro scelta!) Partito Comunista Marxista Leninista dell\u2019Ecuador (PCMLE) \u2013 che conta una manciata di deputati fino a poco prima sostenitori del governo Correa. Sul loro sito si accusava gi\u00e0 da qualche settimana il governo di essere \u201cautoritario\u201d e di aver tradito il suo carattere ant-imperialista delle origini. L\u2019MPD ha cos\u00ec preso le difese di interessi corporativi di categorie professionali privilegiate come i professori e i poliziotti e qualche settimana prima del tentativo di golpe in una conferenza stampa aveva minacciato Correa di voler passare alle azioni di piazza esemplari per abbattere il suo governo, una spallata da sinistra, insomma, che prontamente \u00e8 invece avvenuta da destra! Il Partito Comunista dell\u2019Ecuador e la Confederazione sindacale dei Lavoratori (CTE) hanno reagito distanziandosi sia dai maoisti (accusati di essere \u201cavventuristi\u201d e di \u201cgiocare ai rivoluzionari\u201d) sia dai sindacati corporativi, e anzi ribadendo l\u2019organica alleanza con il progetto di \u201cRivoluzinone cittadina\u201d del governo socialista di Correa. Non contenti di ci\u00f2 il PCMLE ha chiesto la solidariet\u00e0 della CIPOML, un\u2019organizzazione internazionale retaggio delle esperienze socialiste filo-albanesi che ha contribuito a creare ancora un po\u2019 di confusione nel movimento progressista estero; una confusione subito per\u00f2 messa a tacere dalle informazioni che giungevano da TeleSur e da autorevoli mass-media vicini al Partito Socialista Unito del Venezuela e al Partito Comunista Cubano, i quali chiarivano come quello in corso a Quito fosse un sicuro tentativo dell\u2019imperialismo USA di eliminare uno stretto alleato del processo rivoluzionario di emancipazione latinoamericana, dopo la \u201cnormalizzazione\u201d manu militari dell\u2019Honduras lo scorso anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Solidariet\u00e0 dalla Svizzera<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non appena la notizia del rapimento di Rafael Correa \u00e8 giunta alle nostre latitudini il Partito Comunista ticinese ha contattato l\u2019Ambasciata della Repubblica dell\u2019Ecuador a Berna per esprimere la propria totale solidariet\u00e0, mettendosi a disposizione per un\u2019opera di controinformazione qualora il colpo di stato si fosse consolidato. L\u2019ambasciatore ha risposto con una lettera qualche giorno dopo, a pericolo scampato, ringraziando sentitamente il partito ticinese, l\u2019unico che in Svizzera si \u00e8 mobilitato con celerit\u00e0 senza tentannamenti e chiedendo la notte stessa dei fatti di Quito con una nota stampa che il Consiglio federale si schierasse subito nell\u2019eventualit\u00e0 di un duopolio, dalla parte del legittimo governo democraticamente eletto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che fare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong>Appare evidente a questo punto che non \u00e8 sufficiente fare il lavoro \u201ca met\u00e0\u201d: assumere il potere per poi amministrare socialmente il capitalismo serve a poco e anzi risulta addirittura estremamente pericoloso, in quanto viene mantenuto un quadro strutturale in cui si possono riprodurre facilmente le dinamiche che permettono alla borghesia compradora di riprendere il controllo della situazione. O i vari presidenti di sinistra (e oltre a quelli sudamericani va citata anche l\u2019esponente dell\u2019AKEL che governa Cipro Sud), decidono di procedere con risolutezza nell&#8217;abbattere il sistema capitalista e il potere della borghesia, oppure il rischio diventa estremamente ampio che, in uno stadio intermedio di transizione come l&#8217;attuale, le forze della destra peggiore si organizzino per salvare i loro privilegi pericolanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Massimiliano Ay<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ufficialmente il motivo della rivolta che ha travolto l\u2019Ecuador, sarebbe la legge approvata dal parlamento che interrompe certi privilegi concessi ai membri delle forze di polizia. 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