{"id":4482,"date":"2016-04-16T21:40:05","date_gmt":"2016-04-16T21:40:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4482"},"modified":"2016-06-03T12:12:58","modified_gmt":"2016-06-03T12:12:58","slug":"breslavia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4482","title":{"rendered":"Breslavia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In lingua italiana si dice ancora Breslavia, essendo stata per secoli la tedesco-ceca Breslau, ma in realt\u00e0 dal \u201945 \u00e8 polacca col nome di Wroclaw e prima era stata Wrotizla, Wrocislaw, Vrestlav, Presslaw, con un alternarsi di governanti in rappresentanza di tutte le teste coronate dell\u2019Europa centrale, asburgiche, polacche, ungheresi, boeme, prussiane, che ne hanno rivendicato la propriet\u00e0, data la strategica posizione sulle rive dell\u2019Oder, in tedesco, in ceco e polacco Odra. Cuore della Slesia, regione per altro a lungo autonoma e con un vescovo dall\u2019anno mille, qui si \u00e8 stampato il primo libro in lingua polacca nel 1475, ma mezzo secolo dopo, nel 1526, la citt\u00e0 passa agli Asburgo, annessa ai possedimenti austriaci di Carlo V, nel 1763 diventa prussiana, dopo che nel 1702 l\u2019imperatore Leopoldo I ne ha fondato l\u2019universit\u00e0, Universitas Wratislaviensis, in omaggio a un altro nome, quello della citt\u00e0 in latino, ovvero Wratislavia, tuttavia da non confondere con la slovacca Bratislava. Oggi gli istituti universitari sono disseminati in tutta la citt\u00e0, ma la sede centrale si trova ancora nell\u2019immenso collegio gesuitico, prima sede accademica, chiaro l\u2019orientamento e le finalit\u00e0 del sovrano fondatore, un luogo di cultura per alimentare il conflitto tra cattolicesimo e mondo protestante. Il centro cittadino alterna case di stile socialista, tanto degli anni \u201950 e \u201960, quanto pi\u00f9 tarde, che hanno riempito i vuoti delle terribili distruzioni della seconda guerra mondiale, e abitazioni pi\u00f9 antiche, in molti casi ricostruite, tutte di fattura tedesca.<br \/>\nOggi si arriva al modernissimo aeroporto Mikolaj Kopernik, polacco non proprio di queste parti, ma pur sempre geniale scienziato e religioso laureatosi in Italia in diritto canonico, astronomo capace di dare ragione, dopo molti secoli, ad Aristarco di Samo, che aveva capito, con largo anticipo, l\u2019eliocentrismo del sistema in cui si muove la terra. Poco fuori dall\u2019aeroporto vi \u00e8 una base militare di riconoscibile edificazione socialista, oggi occupata dalla NATO, di cui sventola la bandiera oltre il filo di ferro. I vincitori della Guerra Fredda si sono sostituiti ai vinti.<br \/>\nI tartari passano per la citt\u00e0 nel 1241, tagliano la testa ai polacchi e portano in Asia le loro affascinanti e giovanissime figlie, i tedeschi della citt\u00e0 invece si salvano e ricostruiscono la citt\u00e0, diventando la maggioranza dei cittadini per sette secoli. Breslavia aderisce tardivamente alla Lega Anseatica, traendone tuttavia la legittimit\u00e0 per l\u2019autonomia del consiglio comunale cittadino da tutti i sovrani alternatisi nel tempo. Il Comune infatti a segno del proprio potere edifica un palazzo di particolare magnificenza, tutt\u2019oggi ammirabile. \u00c8 esplicito il conflitto tra il Comune e i sovrani cattolici, i quali cercano di piegare al credo romano i cittadini, ma senza troppo successo, nonostante facciano affluire massicciamente tutti gli ordini religiosi papalini, francescani, domenicani, gesuiti, dei quali restano le chiese, generalmente imponenti e lugubri. I protestanti tuttavia saranno la maggioranza fino al 1945. Il passaggio ai prussiani consolida la presenza luterana, ma pone fine a ogni privilegio economico, cancellato dal rigido centralismo militarista del geniale Federico II di Hohenzollern, amante della cultura al punto da invitar alla sua corte Bach e Voltaire. Non \u00e8 un caso che Federico II avesse scelto insieme a Berlino e K\u00f6nigsberg, proprio Breslavia come citt\u00e0 in cui soggiornare, facendone la terza capitale del regno.<br \/>\nCome a Berlino, anche a Breslavia i napoleonici in ritirata dalla disastrosa campagna di Russia con le loro ruberie ridestano il nazionalismo tedesco, un sentimento che meno di un secolo e mezzo dopo devaster\u00e0 drammaticamente l\u2019Europa. Gi\u00e0 dopo il primo conflitto mondiale a Breslavia le istituzioni polacche, dalle scuole alle biblioteche, son date alle fiamme, ben prima dell\u2019avvento dei nazisti al potere. Gli ultimi polacchi, salvo uno sparuto gruppo, lasciano la citt\u00e0 alla met\u00e0 degli anni \u201920, nessuno immagina che un ventennio dopo saranno i tedeschi ad abbandonarla quasi completamente per far posto al ritorno dei polacchi. La barbarie nazista costruisce per i comunisti, i sindacalisti, gli ebrei, gli zingari e le zingare, ritratte con passione carnale da Otto M\u00fcller, e gli ultimi polacchi della citt\u00e0, dei campi di concentramento in cui il lavoro forzato per le industrie belliche \u00e8 la regola. Incitata dalle parole di Il&#8217;ja Ehrenburg che li invita a uccidere i nemici, l\u2019Armata Rossa libera ai primi di maggio la citt\u00e0 e ne passa il controllo amministrativo ai comunisti tedeschi della KPD, che nelle elezioni del \u201932 avevano raccolto il 10%, nel \u201945 i tedeschi sono infatti ancora duecentomila e solo 15mila i polacchi. In un paio di anni tuttavia la situazione cambia e i polacchi diventano i tre quarti della citt\u00e0, entrata a far parte della Polonia socialista. Coloro che non si riconoscono nel nuovo sistema sociale lasciano la citt\u00e0, sostituiti dagli sfollati polacchi, rimasti senza casa. I polacchi giungono da Lvov, diventata sovietica, i tedeschi lasciano la citt\u00e0 per le Germanie, dividendosi in ragione dei loro sentimenti politici. Gli undici Nobel vinti dalla citt\u00e0 nel Novecento, otto fino al \u201943, gli altri tre dopo, sono andati tutti a tedeschi, forse anche per questo in citt\u00e0 ci si ricorda poco di questi breslaviesi illustrati in fisica, chimica, letteratura, medicina ed economia.\u00a0 Lascito kruscioviano le ciminiere della centrale termoelettrica, che sbuffano in perpetuit\u00e0, dall\u2019altra parte dell\u2019Odra, ai margini della citt\u00e0 vecchia.<br \/>\nNel 1948, mentre i tram azzurri riprendono a sferragliare per Breslavia come nella celebre canzone di Jerzy Harald, la citt\u00e0 ospita il Congresso Mondiale degli Intellettuali per la Pace, presso la Sala del Centenario, avveniristica costruzione in cemento armato voluta dai prussiani per celebrare la vittoria di Lipsia su Napoleone e progettata da Max Berg. In questa occasione Pablo Picasso disegna e lancia la celebre colomba della pace. Anna Seghers raccoglie il racconto di una compagna polacca all\u2019origine del suo testo \u201cLa figlia della delegata\u201d, che narra le peripezie vissute da madre e figlia per permettere alla prima di partecipare a un congresso del Profintern, l\u2019Internazionale Sindacale Comunista, a Mosca negli anni \u201930, mentre Diego Rivera arriva dal Messico portandole i saluti di molte compagne e di molti compagni, tra cui Frida Kahlo, che rimpiangono il suo ritorno in Germania, avendo la scrittrice tedesca vissuto a Citt\u00e0 del Messico tra il 1941 e il 1947. In questa occasione Anna Seghers conosce Salvatore Quasimodo, presente con la delegazione italiana. Ancora oggi lungo la citt\u00e0 vecchia sferragliano i tram azzurri. Vecchie donne sole, dai capelli tinti con eccessiva tristezza, consumano silenziose gli ottimi pierogi, i ravioli polacchi, in un self-service illuminato da terribili luci elettriche. Nella Polonia di oggi la modernit\u00e0 liberista genera esclusione sociale e cancella la solidariet\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In lingua italiana si dice ancora Breslavia, essendo stata per secoli la tedesco-ceca Breslau, ma in realt\u00e0 dal \u201945 \u00e8 polacca col nome di Wroclaw e prima era stata Wrotizla, Wrocislaw, Vrestlav, Presslaw, con un alternarsi di governanti in rappresentanza di tutte le teste coronate dell\u2019Europa centrale, asburgiche, polacche, ungheresi, boeme, prussiane, che ne hanno rivendicato la propriet\u00e0, data la strategica posizione sulle rive dell\u2019Oder, in tedesco, in ceco e polacco Odra. Cuore della Slesia, regione per altro a lungo autonoma e con un vescovo dall\u2019anno mille, qui si \u00e8 stampato il primo libro in lingua polacca nel 1475, ma<\/p>\n","protected":false},"author":16407,"featured_media":4483,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,13],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-4482","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-opinione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4482","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16407"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4482"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4482\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4624,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4482\/revisions\/4624"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4483"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4482"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4482"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4482"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=4482"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}