{"id":4457,"date":"2016-03-27T20:16:19","date_gmt":"2016-03-27T20:16:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4457"},"modified":"2016-06-03T21:32:39","modified_gmt":"2016-06-03T21:32:39","slug":"il-folklore-della-sinistra-europea-di-fronte-allamerica-latina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4457","title":{"rendered":"Il folklore della sinistra europea di fronte all&#8217;America latina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Tra le file della sinistra radicale europea rimasta orfana, dopo la caduta del Muro di Berlino, del mito sovietico, l\u2019esperienze di governo progressiste dell\u2019America Latina hanno rappresentato negli ultimi decenni un punto di riferimento sul quale ricostruire un\u2019identit\u00e0 politica e ideologica. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Come molto spesso avviene in questi casi, le contraddizioni e i ripiegamenti effettuati dai gruppi dirigenti latino-americani non sono stati recepiti adeguatamente, immaginando una strada lineare e priva di ostacoli nello scontro per la trasformazione socialista. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Oggi la situazione nel Sud America appare pi\u00f9 intricata a seguito di pesanti sconfitte elettorali, tentativi di colpo di stato e riapertura delle relazioni diplomatiche tra vecchi nemici. Per quanto riguarda il primo punto, i riferimenti sono evidentemente la disfatta alle elezioni parlamentari in Venezuela, nelle quali l\u2019eterogenea coalizione di opposizione \u201cUnit\u00e0 Nazionale\u201d(MUD) ha conquistato il 56% dei suffragi, e in Argentina, dove finisce l\u2019era del peronismo di sinistra, incarnato dai coniugi Kirchner, sconfitto dal liberal-liberista Mauricio Macri. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Ovviamente tra gli esponenti \u201cprogressisti\u201d occidentali, che a pi\u00f9 riprese avevano elogiato pubblicamente queste esperienze per finalit\u00e0 elettorali, si sono susseguite una serie infinite di ritrattazioni e abiure dei vecchi apprezzamenti. Si ripropone il vecchio vizio del trasformismo politico, caratteristica a cui non sono immuni neanche molti \u201ccomunisti\u201d <\/span><span style=\"font-size: small;\">occidentali<\/span><span style=\"font-size: small;\">, sostenuto e amplificato dall\u2019incapacit\u00e0 di proporre un\u2019analisi teorica della realt\u00e0, che non incorpori concetti e forme mentali proprie dell\u2019ideologia della classe dominante. Rappresentative di questa immonda strategia di promozione elettorale potrebbero essere le dichiarazioni di Francesco Martone, responsabile della Politica Estera d<\/span><span style=\"font-size: small;\">el partito italiano<\/span><span style=\"font-size: small;\">Sinistra-Ecologia-Libert\u00e0 (<\/span><span style=\"font-size: small;\">SEL<\/span><span style=\"font-size: small;\">)<\/span><span style=\"font-size: small;\">, il quale non molto tempo fa sosteneva:<\/span> <span style=\"font-size: small;\"><i>\u201c<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>M<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>i interrogo sulle basi fragili degli esperimenti di Socialismo del XXI Secolo. Su un presidente Evo Morales, che annuncia la costruzione della prima centrale nucleare boliviana (come la chiamer\u00e0 Pachamama?) e che chiude d\u2019autorit\u00e0 un\u2019organizzazione per i diritti umani. Su un altro presidente della mia seconda patria l\u2019Ecuador, che accusa attivisti ambientalisti e dirigenti indigeni (parte integrante dei movimenti della sinistra sociale) di turbare l\u2019ordine pubblico. E insiste nella strada dell\u2019estrattivismo e dello sfruttamento indiscriminato di risorse naturali. Di una presidente Dilma Rousseff, che non \u00e8 in grado di governare il disagio sociale e la marginalizzazione crescente dei brasiliani dai processi decisionali e non solo<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u201d. <\/span>.<span style=\"font-size: small;\">Non stupisce assolutamente che queste posizioni vengano sostenute da esponenti di un\u2019organizzazione politica che fece dell\u2019appoggio al Partito Democratico il suo unico orizzonte strategico, poi successivamente convertitisi al culto del greco Tsipras. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Un caso da trattare a parte \u00e8 quello del Brasile, a causa del peso strategico che tale nazione ha assunto anche a livello internazionale favorendo forme di cooperazione con gli altri stati emergenti. Approfittando del periodo di dura recessione economica, dovuto al crollo del prezzo delle molte materie prime di cui il paese abbonda, gli Stati Uniti, che non hanno mai nascosto mire egemoniche nel loro ex cortile di casa, cercano di ostacolare e arrestare il processo di rinascita democratica, che negli ultimi anni prima <\/span><span style=\"font-size: small;\">In\u00e1cio<\/span><span style=\"font-size: small;\"> Lula e poi Dilma Rousseff stanno proseguendo. Un ruolo non marginale in tutto il continente viene svolto dai partiti comunisti che, al contrario di chiudersi in un orgoglioso isolamento, stanno dimostrando una brillante flessibilit\u00e0 tattica, partecipando ai reali progetti di emancipazione sociale e conquistando un sempre maggiore consenso tra i lavoratori. Un esempio che forse dovrebbe essere studiato in modo pi\u00f9 approfondito soprattutto alle nostre latitudini, dove una visione troppo spesso idilliaca dello scontro politico causa l\u2019incapacit\u00e0 di agire nelle contraddizioni reali, rifugiandosi in una presunta superiorit\u00e0 morale ed etica. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">I punti deboli e i limiti di quello che \u00e8 stato definito \u201cSocialismo del XXI secolo\u201d, in realt\u00e0 sotto questa etichetta sono state accumunate diverse esperienze nazionali dal Venezuela, alla Bolivia passando per l\u2019Ecuador, oggi si mostrano nella loro limpidezza. Ancora una volta si presenta la necessit\u00e0, per rendere irreversibili le trasformazioni politiche ed economiche, di superare un regime liberarl-democratico. Da un lato allargando costantemente la partecipazione popolare al processo rivoluzionario e dall\u2019altro rafforzando la collaborazione, magari fino ad una unificazione completa, delle forze che condividono l\u2019obiettivo della trasformazione socialista. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019ultimo avvenimento degno di nota \u00e8 il viaggio compiuto dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama nell\u2019isola ribelle di Cuba. Molti osservatori occidentali hanno cercato di proporre la solita visione apologetica secondo la quale: l\u2019altruista potenza americana, forte della sua netta superiorit\u00e0, avrebbe accettato la pace con i vecchi avversari cubani, i quali come contropartita avrebbero rinunciato al sistema socialista per beneficiare del benessere capitalistico. Nulla di pi\u00f9 falso potrebbe essere sostenuto per due motivi: il primo gi\u00e0 Cina, Vietnam e Laos hanno dimostrato come sia possibile, anzi auspicabile, inserire almeno per un periodo medio-lungo forme di mercato, seppur controllato e diretto da un piano predisposto dallo Stato, il quale ed \u00e8 bene non dimenticare ha nel Partito Comunista il cardine essenziale. Tutti tra i maggiori dirigenti cubani hanno presente l\u2019esito finale dell\u2019Unione Sovietica, che rinunciando tra le altre cose a forme di incentivi materiali e a spazi di mercato attraverso una stringente pianificazione centralizzata, non riusc\u00ec a sviluppare nel modo pi\u00f9 completo le forze produttive, per poi scomparire dalle cartine geografiche. Certamente non sar\u00e0 un processo semplice aggiornare \u201cil socialismo cubano\u201d, ma a differenza di qualche decennio fa esistono gi\u00e0 esperienze alle quali guardare come fonte concreta di inspirazione. Come cerca di mostrare questo articolo,il concetto marxiano di \u201clotta di classe\u201d non si riferisce solo allo scontro tra sfruttati e sfruttatori, ma comprende anche lo scontro a livello internazionale contro l\u2019imperialismo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Come comunisti dobbiamo saper distinguere in modo inequivocabile le forze del progresso da quelle della reazione. Solo abbandonando forme folkloristiche di internazionalismo, sapremo portare un contributo fattivo alle nazioni che cercano, seppur in mezzo a innumerevoli contraddizioni, di lasciarsi alle spalle il sistema capitalistico.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le file della sinistra radicale europea rimasta orfana, dopo la caduta del Muro di Berlino, del mito sovietico, l\u2019esperienze di governo progressiste dell\u2019America Latina hanno rappresentato negli ultimi decenni un punto di riferimento sul quale ricostruire un\u2019identit\u00e0 politica e ideologica. Come molto spesso avviene in questi casi, le contraddizioni e i ripiegamenti effettuati dai gruppi dirigenti latino-americani non sono stati recepiti adeguatamente, immaginando una strada lineare e priva di ostacoli nello scontro per la trasformazione socialista. Oggi la situazione nel Sud America appare pi\u00f9 intricata a seguito di pesanti sconfitte elettorali, tentativi di colpo di stato e riapertura delle<\/p>\n","protected":false},"author":16410,"featured_media":220,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,13],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-4457","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-opinione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4457","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16410"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4457"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4457\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4712,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4457\/revisions\/4712"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/220"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4457"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4457"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4457"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=4457"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}