{"id":4389,"date":"2016-01-26T08:55:07","date_gmt":"2016-01-26T08:55:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4389"},"modified":"2016-06-03T12:15:15","modified_gmt":"2016-06-03T12:15:15","slug":"rom-e-sinti-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4389","title":{"rendered":"Rom e Sinti a Milano: restiamo liberi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201cRestiamo liberi. In memoria dei nostri anziani, dei nostri parenti, dei nostri fratelli e delle nostre sorelle vittime dei campi di sterminio nazisti e dei campi di concentramento italiani, noi, testimoni della persecuzione e dello sterminio culturale di rom e sinti oggi in tempo di pace, lasciamo ai nostri figli il dovere di continuare a combattere per esistere, per i loro diritti e per un futuro libero, perch\u00e9 la bellezza del popolo roman\u00ec non svanisca\u201d. Queste le parole del monumento dedicato alla memoria del Porrajmos &#8211; lo sterminio dei rom e sinti -, voluto dai sopravissuti e dai loro nipoti di Milano. Il 27 gennaio 1945 infatti l\u2019Armata Rossa libera il campo di concentramento di Auschwitz, iniziando a porre fine alla barbarie nazista. Resta la memoria di milioni di donne e uomini imprigionati, deportati e trucidati perch\u00e9 soldati sovietici, comunisti tedeschi e degli altri paesi occupati dai nazifascisti, sindacalisti, ebrei, testimoni di geova, omosessuali, rom e sinti, un popolo, quello gitano, che mai ha fatto una guerra e che per questa ragione meriterebbe il Nobel per la pace, come da anni, senza fortuna, molti propongono.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4390\" aria-describedby=\"caption-attachment-4390\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/rom-casa-nel-campo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4390\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/rom-casa-nel-campo-300x168.jpg\" alt=\"Una casa, nel campo\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4390\" class=\"wp-caption-text\">Una casa, nel campo<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">I rom e i sinti di Milano sono in larghissima maggioranza cittadini italiani, con passaporto italiano, la loro presenza in citt\u00e0 non solo data da oltre sette secoli, come in tutta Italia, ma \u00e8 formata da quelle donne e da quegli uomini che hanno lasciato, a volte per scelta, a volte perch\u00e9 deportati in Lombardia e Piemonte, i territori del confine orientale e dell\u2019Istria quando la seconda guerra mondiale ne ha devastato il territorio. Da tre generazioni sono milanesi, nati negli ospedali della citt\u00e0, di cui condividono nebbie e sogni, orizzonti bassi e guglie del Duomo. Da quasi venti anni vivono in campi assegnati in modo ufficiale dal sindaco berlusconiano Albertini, campi piccoli in cui hanno edificato case basse, ma piacevoli e ben curate, incredibile che oggi molti suoi assessori della giunta Pisapia vogliano smantellare i campi, offrendo in alternativa container e soluzioni ben peggiori. Il tutto per applicare una direttiva europea che in realt\u00e0 prende di mira i mega-campi realizzati oltre il raccordo anulare di Roma dal sindaco Veltroni, un progetto pessimo che ha portato a situazioni sovraffollate con tutti i conseguenti problemi, per poi dar spazio ai furti di fondi pubblici da parte dei politici sotto processo ora per \u201cMafia Capitale\u201d. A Milano invece se i campi hanno problemi di collegamento alla citt\u00e0 o con la rete idrica e fognaria \u00e8 soltanto perch\u00e9 il Comune non ha mantenuto gli impegni che ha sottoscritto e che in ogni caso \u00e8 chiamato a garantire a tutti i suoi cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I rom e i sinti di Milano subiscono da parte delle forze dell\u2019ordine angherie, accuse infondate, schedature, fotografie segnaletiche scattate a tutti, anche ai bambini di pochissimi anni, senza che ve ne sia un motivo. Un\u2019umiliazione che viola i diritti costituzionali garantiti a ciascun cittadino e a ciascuna cittadina e che si aggiunge alla difficolt\u00e0 a trovare un lavoro, infatti, sebbene italiani, devono quasi sempre dirsi di origine straniera per poter riuscire a ottenerlo. Sempre lavori umili, faticosi, poco e malpagati. A riscattare la Repubblica Italiana nata dalla Resistenza antifascista e fondata sul lavoro, sui diritti e contraria a ogni discriminazione ci pensa il CPIA, il Centro Provinciale Istruzione Adulti di Milano che, per volont\u00e0 del dirigente scolastico Pietro Cavagna, si sta impegnando per garantire a questi ragazzi il diploma della scuola dell\u2019obbligo, il primo passo per una cittadinanza attiva e partecipe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dijana Pavlovic, portavoce della Consulta Rom e Sinti del Comune di Milano, si adopera con inesauribile entusiasmo per il rispetto dei diritti di questa comunit\u00e0, scontrandosi spesso con il conformismo, la grettezza, l\u2019ignoranza che attanaglia molti amministratori pubblici. Dijana Pavlovic \u00e8 tra le promotrici della legge di iniziativa popolare per il riconoscimento dei rom e dei sinti come minoranza, una proposta che li equiparerebbe a sloveni, catalani e albanesi presenti sul territorio della Repubblica Italiana, con l\u2019obbligo di tutelarne la lingua, la cultura e i diritti. Un cammino arduo, ma giusto e importante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cRestiamo liberi. In memoria dei nostri anziani, dei nostri parenti, dei nostri fratelli e delle nostre sorelle vittime dei campi di sterminio nazisti e dei campi di concentramento italiani, noi, testimoni della persecuzione e dello sterminio culturale di rom e sinti oggi in tempo di pace, lasciamo ai nostri figli il dovere di continuare a combattere per esistere, per i loro diritti e per un futuro libero, perch\u00e9 la bellezza del popolo roman\u00ec non svanisca\u201d. 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