{"id":4339,"date":"2015-12-04T17:33:46","date_gmt":"2015-12-04T17:33:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4339"},"modified":"2017-11-19T03:06:33","modified_gmt":"2017-11-19T03:06:33","slug":"4339","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4339","title":{"rendered":"Gino Strada: &#8220;Io sono un chirurgo. Ho visto i feriti (e i morti) di vari conflitti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Gino Strada ha pronunciato il discorso che segue a Stoccolma (Svezia) luned\u00ec 30 novembre 2015, durante la <a title=\"Sito di EMERGENCY\" href=\"http:\/\/t.contactlab.it\/c\/2002095\/2308\/42423121\/42886\" target=\"_blank\">cerimonia di consegna dei Right Livelihood Awards<\/a>, i &#8220;premi Nobel alternativi&#8221;.\u00a0Un importante riconoscimento per il lavoro di <em>Emergency<\/em> contro la \u202aguerra\u202c e a favore delle vittime.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io sono un chirurgo. Ho visto i feriti (e i morti) di vari conflitti in Asia, Africa, Medio Oriente, America Latina e Europa. Ho operato migliaia di persone, ferite da proiettili, frammenti di bombe o missili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Quetta, la citt\u00e0 pakistana vicina al confine afgano, ho incontrato per la prima volta le vittime delle mine antiuomo. Ho operato molti bambini feriti dalle cosiddette &#8220;mine giocattolo&#8221;, piccoli pappagalli verdi di plastica grandi come un pacchetto di sigarette. Sparse nei campi, queste armi aspettano solo che un bambino curioso le prenda e ci giochi per un po&#8217;, fino a quando esplodono: una o due mani perse, ustioni su petto, viso e occhi. Bambini senza braccia e ciechi. Conservo ancora un vivido ricordo di quelle vittime e l&#8217;aver visto tali atrocit\u00e0 mi ha cambiato la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi \u00e8 occorso del tempo per accettare l&#8217;idea che una &#8220;strategia di guerra&#8221; possa includere prassi come quella di inserire, tra gli obiettivi, i bambini e la mutilazione dei bambini del &#8220;paese nemico&#8221;. Armi progettate non per uccidere, ma per infliggere orribili sofferenze a bambini innocenti, ponendo a carico delle famiglie e della societ\u00e0 un terribile peso. Ancora oggi quei bambini sono per me il simbolo vivente delle guerre contemporanee, una costante forma di terrorismo nei confronti dei civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni anni fa, a Kabul, ho esaminato le cartelle cliniche di circa 1200 pazienti per scoprire che meno del 10% erano presumibilmente dei militari. Il 90% delle vittime erano civili, un terzo dei quali bambini. \u00c8 quindi questo &#8220;il nemico&#8221;? Chi paga il prezzo della guerra?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel secolo scorso, la percentuale di civili morti aveva fatto registrare un forte incremento passando dal 15% circa nella prima guerra mondiale a oltre il 60% nella seconda. E nei 160 e pi\u00f9 &#8220;conflitti rilevanti&#8221; che il pianeta ha vissuto dopo la fine della seconda guerra mondiale, con un costo di oltre 25 milioni di vite umane, la percentuale di vittime civili si aggirava costantemente intorno al 90% del totale, livello del tutto simile a quello riscontrato nel conflitto afgano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lavorando in regioni devastate dalle guerre da ormai pi\u00f9 di 25 anni, ho potuto toccare con mano questa crudele e triste realt\u00e0 e ho percepito l&#8217;entit\u00e0 di questa tragedia sociale, di questa carneficina di civili, che si consuma nella maggior parte dei casi in aree in cui le strutture sanitarie sono praticamente inesistenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni, Emergency ha costruito e gestito ospedali con centri chirurgici per le vittime di guerra in Ruanda, Cambogia, Iraq, Afghanistan, Sierra Leone e in molti altri paesi, ampliando in seguito le proprie attivit\u00e0 in ambito medico con l&#8217;inclusione di centri pediatrici e reparti maternit\u00e0, centri di riabilitazione, ambulatori e servizi di pronto soccorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;origine e la fondazione di Emergency, avvenuta nel 1994, non deriva da una serie di principi e dichiarazioni. \u00c8 stata piuttosto concepita su tavoli operatori e in corsie d&#8217;ospedale. Curare i feriti non \u00e8 n\u00e9 generoso n\u00e9 misericordioso, \u00e8 semplicemente giusto. Lo si deve fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In 21 anni di attivit\u00e0, Emergency ha fornito assistenza medico-chirurgica a oltre 6,5 milioni di persone. Una goccia nell&#8217;oceano, si potrebbe dire, ma quella goccia ha fatto la differenza per molti. In qualche modo ha anche cambiato la vita di coloro che, come me, hanno condiviso l&#8217;esperienza di Emergency.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni volta, nei vari conflitti nell&#8217;ambito dei quali abbiamo lavorato, indipendentemente da chi combattesse contro chi e per quale ragione, il risultato era sempre lo stesso: la guerra non significava altro che l&#8217;uccisione di civili, morte, distruzione. La tragedia delle vittime \u00e8 la sola verit\u00e0 della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Confrontandoci quotidianamente con questa terribile realt\u00e0, abbiamo concepito l&#8217;idea di una comunit\u00e0 in cui i rapporti umani fossero fondati sulla solidariet\u00e0 e il rispetto reciproco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, questa era la speranza condivisa in tutto il mondo all&#8217;indomani della seconda guerra mondiale. Tale speranza ha condotto all&#8217;istituzione delle Nazioni Unite, come dichiarato nella Premessa dello Statuto dell&#8217;ONU: <em>&#8220;Salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all&#8217;umanit\u00e0, riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell&#8217;uomo, nella dignit\u00e0 e nel valore della persona umana, nell&#8217;uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legame indissolubile tra diritti umani e pace e il rapporto di reciproca esclusione tra guerra e diritti erano stati inoltre sottolineati nella Dichiarazione universale dei diritti umani, sottoscritta nel 1948. <em>&#8220;Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignit\u00e0 e diritti&#8221; e il &#8220;riconoscimento della dignit\u00e0 inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libert\u00e0, della giustizia e della pace nel mondo&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">70 anni dopo, quella Dichiarazione appare provocatoria, offensiva e chiaramente falsa. A oggi, non uno degli stati firmatari ha applicato completamente i diritti universali che si \u00e8 impegnato a rispettare: il diritto a una vita dignitosa, a un lavoro e a una casa, all&#8217;istruzione e alla sanit\u00e0. In una parola, il diritto alla giustizia sociale. All&#8217;inizio del nuovo millennio non vi sono diritti per tutti, ma privilegi per pochi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pi\u00f9 aberrante in assoluto, diffusa e costante violazione dei diritti umani \u00e8 la guerra, in tutte le sue forme. Cancellando il diritto di vivere, la guerra nega tutti i diritti umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei sottolineare ancora una volta che, nella maggior parte dei paesi sconvolti dalla violenza, coloro che pagano il prezzo pi\u00f9 alto sono uomini e donne come noi, nove volte su dieci. Non dobbiamo mai dimenticarlo.<br \/>\nSolo nel mese di novembre 2015, sono stati uccisi oltre 4000 civili in vari paesi, tra cui Afghanistan, Egitto, Francia, Iraq, Libia, Mali, Nigeria, Siria e Somalia. Molte pi\u00f9 persone sono state ferite e mutilate, o costrette a lasciare le loro case.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In qualit\u00e0 di testimone delle atrocit\u00e0 della guerra, ho potuto vedere come la scelta della violenza abbia &#8211; nella maggior parte dei casi &#8211; portato con s\u00e9 solo un incremento della violenza e delle sofferenze. La guerra \u00e8 un atto di terrorismo e il terrorismo \u00e8 un atto di guerra: il denominatore \u00e8 comune, l&#8217;uso della violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sessanta anni dopo, ci troviamo ancora davanti al dilemma posto nel 1955 dai pi\u00f9 importanti scienziati del mondo nel cosiddetto <em>Manifesto di Russell-Einstein<\/em>:<em> &#8220;Metteremo fine al genere umano o l&#8217;umanit\u00e0 sapr\u00e0 rinunciare alla guerra?&#8221;<\/em>. \u00c8 possibile un mondo senza guerra per garantire un futuro al genere umano?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti potrebbero eccepire che le guerre sono sempre esistite. \u00c8 vero, ma ci\u00f2 non dimostra che il ricorso alla guerra sia inevitabile, n\u00e9 possiamo presumere che un mondo senza guerra sia un traguardo impossibile da raggiungere. Il fatto che la guerra abbia segnato il nostro passato non significa che debba essere parte anche del nostro futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come le malattie, anche la guerra deve essere considerata un problema da risolvere e non un destino da abbracciare o apprezzare.<br \/>\nCome medico, potrei paragonare la guerra al cancro. Il cancro opprime l&#8217;umanit\u00e0 e miete molte vittime: significa forse che tutti gli sforzi compiuti dalla medicina sono inutili? Al contrario, \u00e8 proprio il persistere di questa devastante malattia che ci spinge a moltiplicare gli sforzi per prevenirla e sconfiggerla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concepire un mondo senza guerra \u00e8 il problema pi\u00f9 stimolante al quale il genere umano debba far fronte. \u00c8 anche il pi\u00f9 urgente. Gli scienziati atomici, con il loro Orologio dell&#8217;apocalisse, stanno mettendo in guardia gli esseri umani: <em>&#8220;L&#8217;orologio ora si trova ad appena tre minuti dalla mezzanotte perch\u00e9 i leader internazionali non stanno eseguendo il loro compito pi\u00f9 importante: assicurare e preservare la salute e la vita della civilt\u00e0 umana&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggiore sfida dei prossimi decenni consister\u00e0 nell&#8217;immaginare, progettare e implementare le condizioni che permettano di ridurre il ricorso alla forza e alla violenza di massa fino alla completa disapplicazione di questi metodi. La guerra, come le malattie letali, deve essere prevenuta e curata. La violenza non \u00e8 la medicina giusta: non cura la malattia, uccide il paziente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;abolizione della guerra \u00e8 il primo e indispensabile passo in questa direzione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Possiamo chiamarla &#8220;utopia&#8221;, visto che non \u00e8 mai accaduto prima. Tuttavia, il termine utopia non indica qualcosa di assurdo, ma piuttosto una possibilit\u00e0 non ancora esplorata e portata a compimento.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti anni fa anche l&#8217;abolizione della schiavit\u00f9 sembrava &#8220;utopistica&#8221;. Nel XVII secolo, &#8220;possedere degli schiavi&#8221; era ritenuto &#8220;normale&#8221;, fisiologico.<br \/>\nUn movimento di massa, che negli anni, nei decenni e nei secoli ha raccolto il consenso di centinaia di migliaia di cittadini, ha cambiato la percezione della schiavit\u00f9: oggi l&#8217;idea di esseri umani incatenati e ridotti in schiavit\u00f9 ci repelle. Quell&#8217;utopia \u00e8 divenuta realt\u00e0.<br \/>\nUn mondo senza guerra \u00e8 un&#8217;altra utopia che non possiamo attendere oltre a vedere trasformata in realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo convincere milioni di persone del fatto che abolire la guerra \u00e8 una necessit\u00e0 urgente e un obiettivo realizzabile. Questo concetto deve penetrare in profondit\u00e0 nelle nostre coscienze, fino a che l&#8217;idea della guerra divenga un tab\u00f9 e sia eliminata dalla storia dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricevere il Premio Right Livelihood Award, il &#8220;Nobel alternativo&#8221;, incoraggia me personalmente ed Emergency nel suo insieme a moltiplicare gli sforzi: prendersi cura delle vittime e promuovere un movimento culturale per l&#8217;abolizione della guerra.<br \/>\nApprofitto di questa occasione per fare appello a voi tutti, alla comunit\u00e0 dei colleghi vincitori del Premio, affinch\u00e9 uniamo le forze a sostegno di questa iniziativa.<br \/>\n<strong>Lavorare insieme per un mondo senza guerra \u00e8 la miglior cosa che possiamo fare per le generazioni future<\/strong>\u00bb.<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gino Strada ha pronunciato il discorso che segue a Stoccolma (Svezia) luned\u00ec 30 novembre 2015, durante la cerimonia di consegna dei Right Livelihood Awards, i &#8220;premi Nobel alternativi&#8221;.\u00a0Un importante riconoscimento per il lavoro di Emergency contro la \u202aguerra\u202c e a favore delle vittime. Io sono un chirurgo. Ho visto i feriti (e i morti) di vari conflitti in Asia, Africa, Medio Oriente, America Latina e Europa. Ho operato migliaia di persone, ferite da proiettili, frammenti di bombe o missili. A Quetta, la citt\u00e0 pakistana vicina al confine afgano, ho incontrato per la prima volta le vittime delle mine antiuomo. 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