{"id":4306,"date":"2015-11-08T21:28:04","date_gmt":"2015-11-08T21:28:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4306"},"modified":"2017-11-19T03:08:36","modified_gmt":"2017-11-19T03:08:36","slug":"il-reddito-di-base-incondizionato-sfida-la-religione-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4306","title":{"rendered":"Il reddito di base incondizionato sfida la religione del lavoro"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\"><!--\nP { margin-bottom: 0.21cm; }\n--><\/style>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lo scorso 23 settembre, quattordici coraggiose\/i consigliere\/i nazionali hanno affrontato le avversit\u00e0 sostenendo in parlamento la causa del reddito di base incondizionato, un\u2019iniziativa popolare firmata da ben 125&#8217;000 persone. La maggioranza dei loro colleghi l\u2019ha giudicata nel migliore dei casi utopica, e nel peggiore semplicemente stramba, stupida, insensata, delirante, irrealista: questa proposta, secondo taluni, sarebbe addirittura la pi\u00f9 assurda mai sottomessa al parlamento. Disturbare gli eletti con delle tali scemenze, \u00e8 un crimine di lesa maest\u00e0! I firmatari apprezzeranno\u2026<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Di che cosa si tratta? Accordare ad ogni cittadino, dalla sua nascita alla morte, un sussidio senza contropartite, di cui il comitato di iniziativa non ha fissato il montante ma che stima a 2500 franchi al mese per adulto e a 650 franchi per bambino. Vabb\u00e8, detto cos\u00ec, lo ammetto, suona pazzesco! Ma bisogna sapere che di sussidi ne esistono gi\u00e0 parecchi: rendite, indennit\u00e0, aiuti vari, pagamenti diretti, sovvenzioni, borse,\u2026 Insomma, l\u2019idea \u00e8 di mettere tutte queste cose in un calderone comune e di non sprecare pi\u00f9 delle cifre in tempo e denaro per definire la categoria di ogni beneficiario o per sviluppare dei trucchi da Sioux per scovare chi commette degli abusi. Per dirla altrimenti, si tratta di sostituire la morale caritatevole con l\u2019uguaglianza, di rimpiazzare l\u2019aiuto sociale con una base comune uguale per tutti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A dire il vero, la questione non ha nulla di ridicolo: sono in gioco il senso ed il futuro del lavoro salariato, e i valori ad esso associati. Per la sinistra storica, il lavoro resta l\u2019elemento emancipatore per eccellenza. \u201cIl lavoro rimane un mezzo importante d\u2019espressione e di realizzazione personale, oltre che un fattore essenziale di integrazione sociale\u201d, ha ricordato un parlamentare socialista in occasione del dibattito in Consiglio nazionale. Molto bene, ma quale lavoro? Un lavoro sempre pi\u00f9 precario, sotto pressione, flessibilizzato, parcellizzato, minacciato, delocalizzato, dislocato, discriminatorio, individualizzato, contaminato dalla concorrenza? \u00c8 questo che forgia l\u2019identit\u00e0 e che d\u00e0 al lavoratore la sua dignit\u00e0? Pi\u00f9 grave ancora, gli economisti stimano che il pieno impiego \u00e8 un obiettivo ormai irraggiungibile: alle macchine e i robot non importa un granch\u00e9 della realizzazione personale dei salariati!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ci\u00f2 che pi\u00f9 fa sbraitare le persone per bene, \u00e8 l\u2019idea che con un reddito di base garantito, a nessuno verr\u00e0 pi\u00f9 l\u2019assurda<i> <\/i>idea di lavorare. Alcuni celebreranno la fine del lavoro sprofondati nel divano, aspettando che i soldi piovano dal cielo; i pi\u00f9 poveri<i> <\/i>si auto-escluderanno definitivamente dal mercato del lavoro; e le \u00e9lite concentreranno i loro sforzi per rimpolpare il loro reddito di base con i loro grossi salari\u2026 Perch\u00e9, vedete, al di fuori dell\u2019impiego niente sembra poter generare dignit\u00e0 n\u00e9 meritarsi d\u2019essere chiamato lavoro: n\u00e9 i compiti casalinghi, n\u00e9 l\u2019aiuto del prossimo, n\u00e9 l\u2019educazione dei bambini, e ancora meno il piano, il coro, il teatro, la condivisione dei saperi, le associazioni, la gestione di gruppi e cooperative, lo sport, l\u2019artigianato o la politica. Eppure si tratta di attivit\u00e0 che creano dei legami e della solidariet\u00e0, oltre che della ricchezza: secondo certe stime, solo un terzo delle attivit\u00e0 necessarie alla vita sono remunerate.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Verrebbe da chiedersi che cosa si nasconde dietro l\u2019amore quasi religioso che gli Svizzeri hanno per la fatica e il lavoro? Forse qualcosa di meno confessabile? Qualcosa come la paura del vuoto, un\u2019angoscia esistenziale che li spinge meno ad amare il loro duro lavoro che a detestare i pigri, astiosamente<i> <\/i>qualificati di fannulloni, approfittatori o di parassiti. Capita che la virt\u00f9 odii il vizio pi\u00f9 per gelosia o per vigliaccheria che per senso della morale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il dibattito che s\u2019instaurer\u00e0 in vista della votazione dell\u2019anno prossimo comporta anche un\u2019altra questione: il progetto del reddito di base si scontra con<i> <\/i>il capitalismo, contestando l\u2019alienazione del processo produttivo e dando ampio spazio al volontariato, all\u2019economia di condivisione e alla sobriet\u00e0 volontaria. \u201cOgni ricchezza \u00e8 prodotta da qualcuno ed appartiene a qualcuno\u201d, scriveva recentemente su <i>Le Temps<\/i>, a proposito di questa iniziativa, il direttore dell\u2019istituto \u201cLaissez faire\u201d. E se partissimo dal presupposto opposto? La nostra terra, le sue risorse, il vento, il sole, l\u2019acqua, l\u2019energia, il sapere, i patrimoni genetici, umanitari e culturali sono dei beni comuni di tutti. Nel 2013, la fortuna mondiale totale raggiungeva 241 000 miliardi di dollari. Una gran parte di questa somma esorbitante \u00e8 stata generata dalle speculazioni del capitalismo finanziario, e non da un lavoro produttivo. \u00c8 una bella scusa, l\u2019etica del lavoro con la quale continuano ad assillarci! Non sarebbe ora che questa ricchezza ritornasse al suo vero proprietario, l\u2019umanit\u00e0 tutta intera?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><em><strong>Anne-Catherine Men\u00e9trey-Savary<\/strong>, gi\u00e0 consigliera nazionale\u00a0<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Fonte: <i>Le Courrier<\/i>, venerd\u00ec 9 ottobre 2015.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 23 settembre, quattordici coraggiose\/i consigliere\/i nazionali hanno affrontato le avversit\u00e0 sostenendo in parlamento la causa del reddito di base incondizionato, un\u2019iniziativa popolare firmata da ben 125&#8217;000 persone. 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