{"id":43,"date":"2010-09-27T14:58:29","date_gmt":"2010-09-27T14:58:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=43"},"modified":"2016-06-06T12:47:09","modified_gmt":"2016-06-06T12:47:09","slug":"sinistra-vittoriosa-in-venezuela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=43","title":{"rendered":"Sinistra vittoriosa in Venezuela"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-44\" title=\"chavez\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/chavez-300x187.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/chavez-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/chavez.jpg 460w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento (3.30 ora di Caracas) i risultati assegnano al Partito Socialista Unitario (PSUV) di Hugo Ch\u00e1vez 96 seggi su 165 nel prossimo parlamento venezuelano. Al cartello delle opposizioni (il MUD, Tavola di Unit\u00e0 Democratica) vanno 64 seggi. A questi si aggiungeranno nelle prossime ore gli ultimi sei seggi. Vanno a partiti minori, almeno due ad un partito di sinistra, a rappresentanti indigeni o sono ancora in ballottaggio tra le due liste maggiori. L\u2019affluenza supera i due terzi degli aventi diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se queste sono le cifre, la sensazione pi\u00f9 importante \u00e8 che il Venezuela ha vissuto l\u2019ennesima tranquilla giornata democratica lasciandosi alle spalle la polarizzazione feroce degli anni 2002-2005. Tutti gli osservatori hanno rilevato l\u2019estrema tranquillit\u00e0 con la quale il paese ha votato, la regolarit\u00e0 degli scrutini e il fatto che alle tre della mattina di Caracas ci siano risultati pressoch\u00e9 definitivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se frastagliata ed eterogenea, e probabilmente incapace di restare insieme, l\u2019opposizione \u00e8 forte e pu\u00f2 finalmente condizionare il governo, che non ha pi\u00f9 la maggioranza qualificata, in parlamento. Lo scellerato boicottaggio del 2005 (indotto dal governo Bush e che puntava ad un rovesciamento violento di Ch\u00e1vez dopo il fallito golpe dell\u201911 aprile 2002) \u00e8 alle spalle e in pace e democrazia torner\u00e0 ad essere rappresentata in parlamento cos\u00ec come governa gi\u00e0 in alcuni stati importanti. All\u2019interno della stessa opposizione, lentamente, stanno passando in seconda fila gli estremisti, quelli che hanno sempre puntato al rovesciamento violento del governo, a favore di politici duramente critici ma vincolati a rispettare i processi democratici che, loro malgrado, continuano a premiare la \u201crivoluzione bolivariana\u201d. Ch\u00e1vez a parole continua ad essere \u201cil demonio\u201d, ma nei fatti queste elezioni hanno dimostrato che anche l\u2019opposizione oramai ritiene possibile e prioritaria una dialettica democratica normale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento di chiudere questo commento non sono ancora disponibili le percentuali, ma il partito di Ch\u00e1vez vince o pareggia nella maggior parte degli stati e, a Caracas, elegge sette dei dieci deputati. Perde invece duramente in un paio di ricchi stati alla frontiera con la Colombia, lo Zulia e il T\u00e1chira, e nell\u2019Anzo\u00e1tegui. Se nei primi l\u2019opposizione \u00e8 stata sempre forte, il segnale dell\u2019Anzo\u00e1tegui non va sottovalutato perch\u00e9 il PSUV soffre per la figura abbastanza compromessa del governatore chavista, Tarek Williams. Ci\u00f2 dimostra che, a parte il carisma del Presidente, gli elettori venezuelani discernono e castigano o premiano se necessario il partito di Ch\u00e1vez.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 vince Ch\u00e1vez, si domander\u00e0 allora il pubblico italiano? Dati come quello sulla riduzione delle disuguaglianze, la pi\u00f9 forte al mondo secondo l\u2019ONU, non fanno titoli sui giornali ma hanno significato in questi anni piccoli grandi cambiamenti in positivo per milioni di venezuelani che vivevano nel totale abbandono negli anni \u201980 e \u201990. Testimoniano che, se oggi la maggioranza del paese si riconosce nel progetto bolivariano, al di l\u00e0 delle critiche che possono essere mosse al Presidente e che tanto scaldano in Europa, \u00e8 perch\u00e9 in questo trovano dignit\u00e0 e progetti che rendono migliore la vita dei pi\u00f9 bisognosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il PSUV, fondato nel 2007, alla prima prova con elezioni parlamentari, si \u00e8 imposto come uno dei partiti pi\u00f9 forti dell\u2019intero continente. \u00c8 una scommessa vinta dal Presidente Ch\u00e1vez, che supera la frammentazione dei primi anni di governo, quando il chavismo era un conglomerato di partiti e movimenti sociali. Il PSUV, per\u00f2, non ottiene la maggioranza qualificata nel parlamento di Caracas e quindi non potr\u00e0 pi\u00f9 usare decreti legge senza trattare con l\u2019opposizione. \u00c8 probabilmente un bene perch\u00e9 riconduce anche il processo venezuelano a quella dialettica parlamentare alla quale sono stati sempre vincolati altri paesi, come il Brasile, l\u2019Argentina, l\u2019Uruguay dove i partiti di centro-sinistra al governo hanno sempre avuto a che fare con opposizioni responsabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono tutti paesi che, in questi anni, si sono mossi nella stessa direzione del Venezuela: rivalutazione del ruolo dello Stato dopo il neoliberismo dogmatico degli ultimi 30 anni del XX secolo, riduzione della disuguaglianza, integrazione latinoamericana. Tra una settimana si vota per le presidenziali in Brasile. Con ogni probabilit\u00e0 una donna ex guerrigliera, Dilma Rousseff, succeder\u00e0 nella continuit\u00e0 totale a Lula da Silva. Ed \u00e8 questa, che piaccia o no, la cifra attuale dell\u2019America latina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al momento (3.30 ora di Caracas) i risultati assegnano al Partito Socialista Unitario (PSUV) di Hugo Ch\u00e1vez 96 seggi su 165 nel prossimo parlamento venezuelano. Al cartello delle opposizioni (il MUD, Tavola di Unit\u00e0 Democratica) vanno 64 seggi. A questi si aggiungeranno nelle prossime ore gli ultimi sei seggi. Vanno a partiti minori, almeno due ad un partito di sinistra, a rappresentanti indigeni o sono ancora in ballottaggio tra le due liste maggiori. L\u2019affluenza supera i due terzi degli aventi diritto. 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