{"id":4270,"date":"2015-10-26T21:11:56","date_gmt":"2015-10-26T21:11:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4270"},"modified":"2016-06-03T12:18:52","modified_gmt":"2016-06-03T12:18:52","slug":"vilnius-lituania-senza-riconoscenza-per-il-tempo-sovietico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4270","title":{"rendered":"Vilnius, Lituania, senza riconoscenza per il tempo sovietico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019aeroporto di Vilnius, in stile monumentale neoclassico sovietico, con tanto di statue di aviatori e festosa giovent\u00f9 socialista, il bus si dirige verso il centro attraversando una zona boscosa, intervallata, oltre che dai soliti centri commerciali a testimonianza dell\u2019arrivo dell\u2019Occidente, da antiche dacie di legno e di mattoni e, pi\u00f9 nascoste rispetto alla strada principale, da moderne villette post-sovietiche edificate della nuova borghesia affermatasi in quest\u2019ultimo quarto di secolo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4279\" aria-describedby=\"caption-attachment-4279\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12140075_10207492449019991_4495052328962927514_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4279\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12140075_10207492449019991_4495052328962927514_o-300x167.jpg\" alt=\"Il nuovo\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12140075_10207492449019991_4495052328962927514_o-300x167.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12140075_10207492449019991_4495052328962927514_o-768x428.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12140075_10207492449019991_4495052328962927514_o-1024x571.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12140075_10207492449019991_4495052328962927514_o-480x268.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12140075_10207492449019991_4495052328962927514_o-896x500.jpg 896w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12140075_10207492449019991_4495052328962927514_o.jpg 1913w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4279\" class=\"wp-caption-text\">Il nuovo<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo Tallin nel 1992 e Riga per il Dien Pabiedi, Giorno della Vittoria sul nazifascismo, festeggiato da me insieme alla comunit\u00e0 russa della Lettonia nel 2009, arrivo nella terza capitale baltica, la sola non in riva al mare, e anche qui ricevo \u2013 come a Riga &#8211; qualche insulto per portare sulla giacca una bandierina rossa con falce e martello. Qualcuno azzarda pure che qui sia vietato portare simboli socialisti, forse, ma, rispondo che, come loro, sono cittadino europeo e mi reputo libero di indossare qualsiasi simbolo antifascista, essendo l\u2019Europa odierna nata dalla Resistenza e dalla campagna di Liberazione condotta dall\u2019Armata Rossa. In Lituania tuttavia mi pare che l\u2019anticomunismo in chiave nazionalistica sia malauguratamente debordante, il diffuso odio per l\u2019Unione Sovietica si unisce al disinteresse per l\u2019Unione Europea, di cui in ogni caso i lituani sono parte, con tanto di euro. In giro oltre alle bandiere nazionali si vedono infatti solo bandiere degli Stati Uniti, d\u2019altronde i lituani sono entrati prima nella NATO e poi nell\u2019Unione Europea, a segno del ritardo culturale e politico degli eurocrati e dalla bramosia geopolitica degli statunitensi, sempre pronti a generosi sostegni e finanziamenti in chiave antirussa e anticinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il centro storico di Vilnius \u00e8 piccolo, fatto di stradine fitte e larghe a sufficienza per permettere un tempo ai carretti di passare rumorosamente sull\u2019acciottolato.<br \/>\nLe chiese cattoliche sono tutte mastodontiche e poco attraenti. I fogli informativi che si trovano numerosi e poco letti sui tavoli d\u2019ingresso mostrano maggior simpatia per il reazionario papa polacco del passato secolo, piuttosto che per l\u2019attuale pontefice argentino.<br \/>\nIn un mercato tenuto da contadine che parlano russo, con pochi banconi e ancor meno prodotti, compero qualche biscotto e alcuni lamponi, a dimostrazione di un diverso tempo di maturazione rispetto all\u2019Europa mediterranea e di un\u2019estate tardiva, che tuttavia sta gi\u00e0 lasciando il campo al vento e alle foglie d\u2019autunno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se Tallin e Riga sono state per secoli parte della Livonia, la Lituania ha formato un granducato confederato al regno di Polonia, di cui ha seguito il destino fino alla scomparsa di entrambe a fine \u2018700. Un ruolo nell\u2019affermazione di questa nazione a livello europeo lo ha avuto una milanese nata a Vigevano, Bona Sforza, colta e intelligente, la quale a ventiquattro anni, ai primi del \u2018500, diventa consorte di re Sigismondo, gi\u00e0 cinquantenne. Bona \u00e8 abile nel tessere relazioni e alleanze internazionali e dar\u00e0 al regno polacco un precipuo ruolo antiasburgico in quel tempo di guerre di potere e di religione, con studiati matrimoni per le sue numerose figlie. Dopo di lei i polacco &#8211; lituani giocheranno il ruolo dei cattolici antiprotestanti e antiortodossi, per essere alla fine sopraffatti dai prussiani protestanti e dai russi ortodossi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4275\" aria-describedby=\"caption-attachment-4275\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12032791_10207492475140644_635362967768867103_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4275 \" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12032791_10207492475140644_635362967768867103_o-300x168.jpg\" alt=\"12032791_10207492475140644_635362967768867103_o\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4275\" class=\"wp-caption-text\">Una delle vie principali<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Distruzioni, invasioni e ricostruzioni hanno disperso molto del fascino del centro cittadino, in cui oggi prevale la pesantezza di palazzi sette \u2013 ottocenteschi. Come le cattoliche, anche le chiese ortodosse sono prevalentemente settecentesche, con iconostasi che raccontano la fede, ma non la bellezza di una tradizione millenaria, fungendo in ogni caso da luoghi di riaffermazione identitaria di una minoranza \u2013 quella russa &#8211; qui meno significativa rispetto ad Estonia e Lettonia, ma sempre importante e in lotta per vedere riconosciuti diritti linguistici e culturali negati con arroganza e leggerezza da un potere sordo alle (tiepide) raccomandazioni europee e impegnato in una smaccata ed evidente discriminazione. La domenica le chiese cattoliche, molto frequentate, principalmente da anziani, ma anche da famiglie e da giovani, rivelano il clima conservatore della chiesa locale, che predilige processioni con baldacchini, sontuosi paramenti, stendardi a carattere religioso e cuori sanguinanti portati su cuscini ricamati, per fortuna entrambi di pizzo. Nelle chiese ortodosse si organizzano invece distribuzioni gratuite di indumenti usati, a sostegno di fedeli esclusi dal liberismo dominante e solo all\u2019apparenza trionfante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non manca in centro un monumento ad Adomas Mickevi\u010dius, che poi tutti conoscono come Adam Mickiewicz, poeta romantico, bielorusso per nascita, figlio di nobili lituani decaduti, polacco per lingua, universale per scelta culturale, tanto da essere il primo traduttore in polacco di Dante e Petrarca e a coltivare, nonostante lo spirito indipendentista, una sincera amicizia con Aleksandr Pu\u0161kin.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4272\" aria-describedby=\"caption-attachment-4272\" style=\"width: 233px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12109777_10207492474060617_8963270063100229941_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-4272 \" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12109777_10207492474060617_8963270063100229941_o.jpg\" alt=\"L'ultima falce sopravvissuta \" width=\"233\" height=\"130\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12109777_10207492474060617_8963270063100229941_o.jpg 1920w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12109777_10207492474060617_8963270063100229941_o-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12109777_10207492474060617_8963270063100229941_o-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12109777_10207492474060617_8963270063100229941_o-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12109777_10207492474060617_8963270063100229941_o-480x270.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/12109777_10207492474060617_8963270063100229941_o-889x500.jpg 889w\" sizes=\"auto, (max-width: 233px) 100vw, 233px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4272\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;ultima falce sopravvissuta<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su tutti i palazzi i segni e i simboli sovietici e socialisti sono stati rimossi con doviziosa attenzione, solo una falce, senza martello, ma con copiose spighe di grano \u00e8 riuscita a resistere all\u2019operazione volta a cancellare sessant\u2019anni di storia lituana.<br \/>\nIl lituano Feliks \u0116dmundovi\u010d Dzer\u017einskij, fondatore dell\u2019Unione dei Lavoratori della Lituania, prima organizzazione marxista del paese, unitasi poi nello SDKPiL, ovvero il Partito Socialdemocratico del Regno di Polonia e Lituania, guidato dalla sua amica Rosa Luxemburg \u00e8 qui totalmente dimenticato. Nessuna memoria del suo contributo alla storia dei lavoratori lituani, molta denigrazione per aver promosso il sistema di sicurezza del paese dei Soviet con la fondazione della polizia politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La grande comunit\u00e0 ebraica cittadina, dopo la fine della presenza polacca iniziata nel \u201819, partecipa con entusiasmo al potere sovietico al suo arrivo nel \u201939, ma nel \u201941, solo due anni dopo, subisce l\u2019occupazione nazista e lo sterminio. Dei 220mila ebrei lituani, 206mila, donne, vecchi e bambini compresi, vengono fucilati nei boschi e gettati in fosse comuni dai collaborazionisti locali dei nazisti, il tutto in pochi mesi. \u00a0A sera, tra gli antichi, alti tetti, assolutamente nordici, seppure neppure troppo spioventi, mentre il vento porta qua e l\u00e0 gli sbuffi dei camini, per un riscaldamento gi\u00e0 necessario anche ai primi di ottobre, pare di vedere, ma \u00e8 solo un\u2019impressione dovuta al turbinio dei refoli oltre la finestra, un ebreo volante col suo violino. D\u2019altronde Vitebsk, citt\u00e0 natale di Chagall, non \u00e8 a molti chilometri da qui. Soltanto il volto dell\u2019ebreo sembra differente, molto pi\u00f9 triste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019aeroporto di Vilnius, in stile monumentale neoclassico sovietico, con tanto di statue di aviatori e festosa giovent\u00f9 socialista, il bus si dirige verso il centro attraversando una zona boscosa, intervallata, oltre che dai soliti centri commerciali a testimonianza dell\u2019arrivo dell\u2019Occidente, da antiche dacie di legno e di mattoni e, pi\u00f9 nascoste rispetto alla strada principale, da moderne villette post-sovietiche edificate della nuova borghesia affermatasi in quest\u2019ultimo quarto di secolo. Dopo Tallin nel 1992 e Riga per il Dien Pabiedi, Giorno della Vittoria sul nazifascismo, festeggiato da me insieme alla comunit\u00e0 russa della Lettonia nel 2009, arrivo nella terza capitale baltica,<\/p>\n","protected":false},"author":16407,"featured_media":4271,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,20,13],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-4270","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-europa","category-opinione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4270","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16407"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4270"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4270\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4633,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4270\/revisions\/4633"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4271"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4270"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4270"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4270"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=4270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}