{"id":4213,"date":"2015-09-05T21:54:16","date_gmt":"2015-09-05T21:54:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4213"},"modified":"2019-12-26T17:46:15","modified_gmt":"2019-12-26T17:46:15","slug":"la-romania-fra-ieri-e-oggi-ma-ceausescu-era-davvero-cosi-sprovveduto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4213","title":{"rendered":"La Romania fra ieri e oggi: ma Ceausescu era davvero cos\u00ec sprovveduto?"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Premesso che le contraddizioni della Romania socialista sotto la guida di <strong>Nicolae<\/strong> ed <strong>Elena Ceausescu<\/strong> furono enormi e che il colpo di stato che rovesci\u00f2 il <em>Conducator<\/em> nel 1989 fu facilitato proprio dai gravi errori di direzione politica commessi dalla coppia, sono convinto che occorra vedere sotto altri occhi alcune questioni dirimenti della storia degli ultimi anni del socialismo rumeno e mi riferisco soprattutto alle scelte economiche. In questo dissento almeno parzialmente con alcuni giudizi contenuti nell&#8217;articolo &#8211; peraltro serio e apprezzato &#8211; del compagno <strong>Davide Rossi<\/strong>, apparso su <em>Sinistra.ch<\/em> (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4208\">link<\/a>).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ceausescu_giardino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-4215\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ceausescu_giardino-200x300.jpg\" alt=\"ceausescu_giardino\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ceausescu_giardino-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ceausescu_giardino.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Ceausescu decise di ripagare tutto il debito estero della Romania: ci\u00f2 si tradusse in misure di austerit\u00e0 per la popolazione. Quanto queste furono imposte da Ceausescu \u00e8 difficile da stabilire, poich\u00e9 le informazioni divergono. Nel 1989 l&#8217;export rumeno equivaleva a quasi 6 miliardi di dollari. Dopo aver pagato tutti i debiti ne avanzavano 3,7 miliardi. L&#8217;ex vice-premier <strong>Ion Dinca<\/strong> (in carica nel 1989) ebbe modo di dichiarare di fronte a una commissione d&#8217;inchiesta nel 1993, come Ceausescu rifiut\u00f2 di stornarne almeno una parte alla popolazione. \u201cI soldi debbono essere destinati all&#8217;industria (&#8230;) non \u00e8 che adesso possiamo mangiare tutto ci\u00f2 che produciamo\u201d, avrebbe affermato il <em>Conducator<\/em> stando alla testimonianza avvenuta comunque nell&#8217;ambito di una commissione certamente non neutrale. Non mi voglio inoltrare qui in un&#8217;analisi di quanto la catena di comando fra il centro e la periferia fosse compromessa, come peraltro si pu\u00f2 evincere dalle testimonianze contenute nel libro \u201cLa fine dei Ceausescu\u201d di <strong>Grigore Cartianu<\/strong> (Aliberti Editore 2012): certo \u00e8 che mentre Bucarest ordinava la distribuzione supplementare di grano alla popolazione (nonostante l&#8217;austerit\u00e0), in molte regioni le cifre venivano manipolate e persino il pane veniva distribuito con le tessere annonarie; aspetti di cui i Ceausescu vennero a conoscenza quando ormai era troppo tardi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma era davvero scellerata l&#8217;idea di ripianare il debito? Oggi pi\u00f9 che mai osserviamo come molte nazioni europee abbiano perso ogni reale potere decisionale, e anzi siano sottomesse al ricatto degli organismi finanziari internazionali. Nicolae Ceausescu \u2013 dipinto dalla stampa occidentale non solo come un tiranno, ma soprattutto come un emerito stupido \u2013 tent\u00f2 proprio di evitare questo e lo fece con molta pi\u00f9 preveggenza di altri statisti dell&#8217;Est ma anche dell&#8217;Ovest e \u2013 di fronte agli sconquassi nell&#8217;area di influenza sovietica \u2013 tent\u00f2 di salvare l&#8217;indipendenza della Romania per impedirne il collasso economico, sociale e culturale in cui invece \u00e8 finita oggi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La politica di sovranit\u00e0 economica favorita da Ceausescu creava forti frizioni con Mosca finita ormai sotto il controllo di <strong>Mikhail Gorbaciov<\/strong>, il quale \u2013 dopo aver epurato almeno la met\u00e0 del Comitato Centrale del Partito Comunista dell&#8217;Unione Sovietica (per la felicit\u00e0 dei circoli mondialisti) \u2013 aveva dato il via a un fin troppo evidente processo di (disonorevole) capitolazione che comprendeva anche la vera e propria svendita di quelli che erano considerati i paesi \u201csatelliti\u201d. Ma soprattutto la linea di Ceausescu infastidiva Washington, poich\u00e9 la Romania, estinguendo il debito con la Banca Mondiale, aveva fatto saltare ogni vincolo con gli ambienti usurai occidentali e addirittura stava andando oltre. In pochi rammentano infatti che, proprio poco tempo prima di subire il colpo di stato che lo uccider\u00e0, Ceausescu stava dando impulso a un progetto rivoluzionario: un istituto internazionale di credito che avrebbe concesso prestiti a tasso ridottissimo (intorno al 3%) ai paesi poveri, destinata al loro sviluppo piuttosto che ai consumi: una sorta di Banca Mondiale anti-imperialista a cui avevano dato la loro adesione non solo gli ayatollah della Repubblica Islamica dell&#8217;Iran, ma soprattutto <strong>Muammar Gheddafi<\/strong>, leader della Repubblica Araba Popolare Socialista di Libia e che anche lo sceicco del Kuweit stava caldeggiando.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/iran.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4216\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/iran-210x300.jpg\" alt=\"iran\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/iran-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/iran-350x500.jpg 350w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/iran.jpg 446w\" sizes=\"auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a>Non a caso, quando Ceausescu inizi\u00f2 a esprimersi in tal senso, i poteri forti legati al Fondo Monetario Internazionale e al capitale finanziario si infastidirono non poco. In men che non si dica in Occidente si scaten\u00f2 un attacco mediatico contro la Romania, incentrato (naturalmente) sui diritti umani calpestati, la libert\u00e0 religiosa negata (addirittura il <em>Wall Street Journal<\/em> parl\u00f2 di Bibbie trasformate in carta igienica), ecc. Il solito copione che poi abbiamo visto contro l&#8217;Irak, contro la Serbia, contro la Bielorussia, contro l&#8217;Iran, contro la Libia, contro l&#8217;Ucraina e ora contro la Siria, e a cui anche la sinistra buonista ci casca ormai regolarmente. Ceausescu venne rovesciato perch\u00e9 impose una politica economica patriottica e anti-imperialista che avrebbe reso la Romania indipendente sia dal collasso ormai prossimo dell&#8217;Unione Sovietica sia dall&#8217;imperialismo atlantico. Tempi e metodi furono sbagliati? E&#8217; molto probabile: di certo la caduta di Ceausescu e l&#8217;arrivo della \u201cdemocrazia liberale\u201d non ha in alcun modo favorito n\u00e9 la nazione rumena n\u00e9 la classe operaia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premesso che le contraddizioni della Romania socialista sotto la guida di Nicolae ed Elena Ceausescu furono enormi e che il colpo di stato che rovesci\u00f2 il Conducator nel 1989 fu facilitato proprio dai gravi errori di direzione politica commessi dalla coppia, sono convinto che occorra vedere sotto altri occhi alcune questioni dirimenti della storia degli ultimi anni del socialismo rumeno e mi riferisco soprattutto alle scelte economiche. In questo dissento almeno parzialmente con alcuni giudizi contenuti nell&#8217;articolo &#8211; peraltro serio e apprezzato &#8211; del compagno Davide Rossi, apparso su Sinistra.ch (link). 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