{"id":4181,"date":"2015-08-25T15:36:55","date_gmt":"2015-08-25T15:36:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4181"},"modified":"2016-06-04T21:36:53","modified_gmt":"2016-06-04T21:36:53","slug":"arminio-sciolli-la-cultura-e-il-vero-mercurio-dei-popoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4181","title":{"rendered":"Arminio Sciolli: \u201cla cultura \u00e8 il vero mercurio dei popoli\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sinistra.ch accoglie un&#8217;intervista ad\u00a0Arminio Sciolli &#8211; portavoce del centro culturale locarnese \u201cIl Rivellino\u201d &#8211; a proposito delle dinamiche di cooperazione culturale internazionale, al fine di meglio comprendere a quale genere d&#8217;impatto sistemico tali interazioni possono condurre.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il testo in questione \u00e8 apparso in versione originale sul settimo numero di\u00a0<\/em>#politicanuova<em> (leggibile <a href=\"http:\/\/issuu.com\/politicanuova\/docs\/politicanuova07\">qui<\/a>),\u00a0quadrimestrale marxista edito dal Partito Comunista.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b0\u00b0\u00b0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di Aris Della Fontana<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. In quali dinamiche consiste una cooperazione culturale fra realt\u00e0 differenti? Qual \u00e8 l&#8217;utilit\u00e0 di queste interazioni? La cooperazione culturale pu\u00f2 essere un presupposto per una pi\u00f9 generale partnership fra gli attori in gioco e, in tal senso, costituire un incentivo per l&#8217;affermarsi di relazioni politiche ed economico-commerciali, o sono invece queste ultime a permettere lo schiudersi degli altri settori, tra cui la cooperazione culturale?<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_4182\" aria-describedby=\"caption-attachment-4182\" style=\"width: 307px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/IMG_8773.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-4182 \" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/IMG_8773.jpg\" alt=\"Arminio Sciolli\" width=\"307\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/IMG_8773.jpg 640w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/IMG_8773-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/IMG_8773-480x320.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 307px) 100vw, 307px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4182\" class=\"wp-caption-text\">Arminio Sciolli<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca di relazioni culturali tra popoli, nazioni e gruppi \u00e8 essenziale. Lo scambio di attivit\u00e0 culturali costituisce, in genere, la forma iniziale di ogni contatto: la cultura \u00e8 il vero mercurio dei popoli. Queste relazioni, infatti, rappresentano un fondamentale punto d&#8217;avvio per capirsi l&#8217;un l&#8217;altro, per comprendere il linguaggio e il modo di pensare dei popoli, con la loro storia, etc. E, una volta che si sia verificato tale primo aggancio \u2013 il quale, occorre sottolinearlo, non \u00e8 affatto un&#8217;operazione facile -, successivamente si aprono tantissime forme di rapporti, come quelli di tipo politico ed economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi la cultura subisce un impoverimento legato alla concezione distorta che di essa ci si fa, specialmente per quanto riguarda ci\u00f2 che si pretende di ottenere attraverso la dimensione culturale. Si crede e si vuole, in tal senso, che la cultura attiri turisti e permetta di realizzare guadagni rapidamente. Invece non \u00e8 cos\u00ec: nell&#8217;ambito delle relazioni culturali esiste, strutturalmente, una prima fase connotata dal contatto e dal vicendevole conoscersi; e questo preludio, comprensibilmente, non possiede, per forza, le caratteristiche atte a consentire un arricchimento economico. \u00c8 solo col progredire qualitativo dei rapporti che sar\u00e0 possibile soddisfare anche queste finalit\u00e0 \u2013 ed \u00e8 in questa fase che diventa fondamentale sapere cogliere le varie opportunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Come si presenta la panoramica delle relazioni internazionali del Festival del Film di Locarno? Esistono dei partner privilegiati e quindi una geometria di carattere geo-politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le manipolazioni hanno luogo anche in ambito culturale. La cultura, infatti, rappresenta un mezzo per raggiungere altri popoli con i quali si \u00e8 intenzionati a intavolare determinati rapporti; e dunque essa \u00e8 discriminatoria, sia a destra che a sinistra, sfortunatamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In qualit\u00e0 di osservatore &#8211; qualificato, ma esterno \u2013 ho la netta impressione che l&#8217;attuale Festival di Locarno sia sostanzialmente discriminatorio; e, probabilmente, negli anni Cinquanta e Sessanta, in virt\u00f9 di un&#8217;estrema apertura, lo era molto di meno (l&#8217;industria cinematografica era anche un&#8217;altra cosa: la gente andava al cinema). Oggi il Festival sta diventando una riserva di caccia per diversi tipi di cinema, stili o correnti, prodotti afferenti a un certo novero di Stati, che si connotano per il fatto di avvicinarsi alle istanze di determinati sponsor. Questa \u00e8 senza dubbio la parte pi\u00f9 triste. Si consideri che il Festival, nel passato, si era caratterizzato proprio per la capacit\u00e0 di scoprire; a Locarno, per fare un esempio, fu scoperto il primo Kubrick (1); Jim Jarmusch e molti altri grossi nomi sono spuntati sulle rive del lago Maggiore. Attualmente questo fondamentale aspetto \u00e8 pressoch\u00e9 assente perch\u00e9 si sta favorendo un certo cinema: e tale atteggiamento si pu\u00f2 rilevare sia osservando i rifiuti operati \u2013 personalmente ho sperimentato ci\u00f2 con il caso relativo al \u201cGosfilmfond\u201d (2), ma anche col rifiuto di Peter Greenaway \u2013 sia osservando la dinamica dei privilegi che tendenzialmente vengono effettuati \u2013 quest&#8217;anno \u00e8 il caso della rassegna di film provenienti da Israele: se, da una parte, non ho proprio nulla contro al fatto che si proiettino pellicole israeliane, dall&#8217;altra, ritengo che si sia peccato di parzialit\u00e0, nella selezione delle produzioni israeliane stesse e nell&#8217;elusione della possibilit\u00e0 di concedere uno spazio anche al versante palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una parte ironica, per non dire ipocrita, del Festival \u00e8 il fatto di invocare, continuamente, la libert\u00e0 artistica del suo direttore. Ma, prima di tutto, oltre a chiedersi che cosa s&#8217;intenda con libert\u00e0 artistica, occorrerebbe interrogarsi su che cosa sia, essenzialmente, il Festival. Ritengo, in tal senso, che, attualmente, sussista una forte dicotomia tra, da un lato, quanto \u00e8 rappresentato dal consiglio di fondazione, nettamente controllato dai gruppi d&#8217;interesse, che sono politici e partitici, ma soprattutto economici \u2013 e tale situazione, anche solo vent&#8217;anni fa, non credo vigesse \u2013 e, dall&#8217;altro, quanto concerne la direzione artistica. Quest&#8217;ultima istanza, in genere, dipende dalla forza, dalla capacit\u00e0 d&#8217;imporsi del direttore; il Festival \u00e8 stato molto marcato da Marco M\u00fcller (3), il quale effettivamente utilizzava la propria libert\u00e0 d&#8217;espressione \u2013 egli, per esempio, nascose dei registi che non avrebbero potuto nemmeno entrare in Svizzera. L&#8217;attuale direzione, invece, sembra molto sottomessa, e dunque la scusa della libert\u00e0 artistica rappresenta un mero pretesto: la direzione \u00e8 ben lungi dall&#8217;essere indipendente (quanto alla libert\u00e0 artistica, pensare di averla non \u00e8 altro che una presunzione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. Nell&#8217;ambito degli interscambi culturali, quale ruolo dovrebbero giocare le istituzioni pubbliche (cantonali e nazionali)? E, in tal ottica, come dovrebbe definirsi la \u201cdivisione del lavoro\u201d tra pubblico e privato? Come s&#8217;inserisce, in questo discorso, l&#8217;esempio concreto de \u201cIl Rivellino\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho sempre odiato i termini \u201cpubblico\u201d e \u201cprivato\u201d. A parer mio la cultura deve essere una cosa, intesa nel senso di res, il termine giuridico romano: una cosa di tutti, comune. (Di tutti, peraltro, non equivale a concepire la stessa cultura per tutti; la cultura, per forza di cose, deve accogliere, al proprio interno, elementi diversi; la Svizzera, poi, \u00e8 l&#8217;unione di diversi popoli e di diverse lingue: e, dunque, gi\u00e0 un piccolo paese come il nostro pu\u00f2 essere confrontato con tante culture diverse). Quando si dice privato si pensa all&#8217;azione di gruppi quali le lobbies, con le accezioni negative ad esse connesse. E, tuttavia, quello che occorre prioritariamente sottolineare, \u00e8 il fatto che oggi ci ritroviamo con un pubblico in gran parte manipolato da gruppi privati. Prendiamo quella che secondo me attualmente \u00e8 la maggiore espressione culturale, la stampa: essa, in Svizzera, si trova in piena crisi, perch\u00e9 se la stanno accaparrando pochi gruppi &#8211; attualmente \u201cRingier\u201d e \u201cTamedia\u201d, le due maggiori sigle, dominano il 70% dell&#8217;informazione -, e questo \u00e8 il primo grande danno, culturale quanto democratico (ricordo, in tal senso, che in Svizzera la libert\u00e0 d&#8217;espressione non \u00e8 ancorata alla Costituzione, ma deriva dalla libert\u00e0 di stampa, ed \u00e8 dunque logico che la libert\u00e0 d&#8217;espressione, come valore umano, sociale e politico, sta alquanto decadendo). Da quarant&#8217;anni \u2013 a partire da Reagan &#8211; quelli che invocano il \u201cmeno Stato\u201d sono coloro che lo utilizzano per conseguire i propri fini privati \u2013 in tal senso essi lo invocano per utilizzarlo meglio. Questa dinamica sta avendo luogo anche a livello culturale, e ci\u00f2 \u00e8 veramente tragico: l&#8217;interesse primario \u00e8 diventato quello dei contratti, e cio\u00e8 quello di arricchirsi, di svuotare le casse per concedere liquidit\u00e0 a gruppi privati non certo d&#8217;interesse pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che, in ogni caso, tra le istituzioni e le entit\u00e0 private ci dovrebbe essere una dinamica che preveda ruoli ben definiti e, nel contempo, una forte collaborazione. Credo pure che una cultura pubblica esista; e la popolazione, nel contempo, \u00e8 sempre pi\u00f9 interessata alla cultura; occorre anche, del resto, proporre delle iniziative che siano in grado di attirarla. Credo si debba impostare un progetto che preveda due piani. Da una parte \u00e8 fondamentale portare delle star \u2013 non per forza profili finanziariamente oltremodo onerosi, ma semplicemente personaggi di punta. Queste devono fungere da volano per i \u201cpiccoli\u201d, per le iniziative locali, probabilmente non ancora riconosciute. Ed \u00e8 con i \u201cpiccoli\u201d che si tocca veramente la popolazione, giovani e anziani.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4189\" aria-describedby=\"caption-attachment-4189\" style=\"width: 294px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/andre_malraux.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-4189 \" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/andre_malraux.jpg\" alt=\"Andr\u00e9 Malraux\" width=\"294\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/andre_malraux.jpg 1000w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/andre_malraux-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/andre_malraux-768x508.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/andre_malraux-480x318.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/andre_malraux-755x500.jpg 755w\" sizes=\"auto, (max-width: 294px) 100vw, 294px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4189\" class=\"wp-caption-text\">Andr\u00e9 Malraux<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono sempre stato un forte ammiratore delle grandi iniziative pubbliche sul piano culturale, e ci credo. Senza la cultura di Stato, pubblica, forte, non si sarebbe potuto rilanciare una citt\u00e0 come Parigi, che ancora all&#8217;inizio degli anni Sessanta si trovava in una condizione alquanto negativa, non c&#8217;era pi\u00f9 nulla: in un ventennio sono stati costruiti tre straordinari musei, che favorirono la rinascita culturale parigina. E in tal senso \u00e8 importante che gli esponenti delle istituzioni preposti alla cultura siano, in qualche modo, straordinari: essi non devono essere degli <em>apparat\u010dik<\/em>, dei funzionari (e n\u00e9 Andr\u00e9 Malraux n\u00e9 Jack Lang (4) meritano il termine di funzionari, e da ci\u00f2 la loro grandezza). In Svizzera e peggio ancora in Ticino si stanno scegliendo molti tecnocrati, gestori, <em>Buchhalter<\/em>: ci vuole un tecnico \u2013 se proprio vogliamo usare questo delicato termine, soprattutto in questo caso -, uno specialista, e cio\u00e8 un&#8217;artista. Si stanno designando i dirigenti della cultura con dei criteri che si applicano per altre tipologie di funzionari; ma la cultura \u00e8 per forza artistica, e perci\u00f2 non \u00e8 sostenibile scegliere un profilo preposto alla cultura con i medesimi criteri coi quali lo si fa per un direttore di banca. Non voglio affatto sostenere che non vi sia la necessit\u00e0 di gestori, i quali, per esempio, abbiano le competenze per occuparsi del frangente contabile. Ma ci\u00f2 di cui occorre rendersi conto \u00e8 il fatto che gestire la cultura non significa gestire dei conti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cRivellino\u201d \u00e8 frutto di un gruppo veramente bizzarro. Gli si \u00e8 dato il nome di galleria, per\u00f2 \u00e8 diventato un centro culturale. Esso si \u00e8 costituito attorno ai \u201ccocci rotti\u201d della cultura locarnese: al momento della sua nascita \u2013 7 anni fa \u2013 molti luoghi di ritrovo, iniziative, erano stati chiusi; era deceduto Szeemann, erano partiti importanti direttori di musei e avevano chiuso dei musei; insomma, c&#8217;era una forte crisi. La cosa pi\u00f9 interessante mi sembrava congiungere tali \u201ccocci\u201d. Credo che questo sia stato un gioco di privati: tutti eravamo molto motivati. Personalmente ho cercato di tenere il \u201cRivellino\u201d al di fuori di una collocazione partitica; per quanto concerne invece la proiezione politica, affermare che il Centro, attraverso le proprie attivit\u00e0, non abbia una tonalit\u00e0 politica, sarebbe una grande menzogna; e ci\u00f2 perch\u00e9 fare effettivamente cultura, coinvolgere gli interessi culturali della gente, \u00e8 automaticamente fare politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. L&#8217;anno scorso Nikolai Borodachev (5), direttore del \u201cGosfilmfond\u201d (6), dopo aver investito un milione di franchi nella Casa del Cinema, mostr\u00f2 il desiderio di avere una piccola rassegna all&#8217;interno del Festival del Film di Locarno. Ma la proposta ricevette il niet del presidente Marco Solari, che grid\u00f2 all&#8217;ingerenza. Qual \u00e8 il suo giudizio, in qualit\u00e0 di protagonista diretto (7), a proposito di tale vicenda? Essa \u00e8, in un qualche senso, paradigmatica?<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_4186\" aria-describedby=\"caption-attachment-4186\" style=\"width: 282px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/borodachev.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-4186 \" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/borodachev.jpg\" alt=\"Borodachev con Massimiliano Ay - Mikelin 2013\" width=\"282\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/borodachev.jpg 960w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/borodachev-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/borodachev-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/borodachev-480x320.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/borodachev-750x500.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 282px) 100vw, 282px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4186\" class=\"wp-caption-text\">Borodachev con Massimiliano Ay &#8211; Mikelin 2013<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cGosfilmfond\u201d non ha messo il milione; \u00e8 stato firmato un accordo con la citt\u00e0 &#8211; che presumo sia ancora valido \u2013 per il \u201cPalacinema\u201d. Per Borodachev o perlomeno per la cineteca russa questo investimento equivale ad ottenere una vetrina, un piccolo spazio, nell&#8217;ambito del Festival del Film. Solari, effettivamente, ha urlato all&#8217;ingerenza; la realt\u00e0, tuttavia, \u00e8 che l&#8217;ingerenza \u00e8 operata proprio dai gruppi che egli rappresenta, e ci\u00f2 si vede molto chiaramente quest&#8217;anno. Uno dei principali sponsor del Festival \u00e8 \u201cManor\u201d e, di riflesso, si \u00e8 realizzata una rassegna dedicata ad Israele. L&#8217;ho gi\u00e0 detto precedentemente: trovo buono che venga fatta, per\u00f2 si dovrebbe ammettere che essa \u00e8 stata modellata secondo le volont\u00e0 di un ben definito gruppo di persone che vivono in Israele, non di tutti i suoi abitanti (il passaporto israeliano lo possiedono pure arabi, palestinesi, musulmani, cattolici, cristiani di diversa fede, etc.). Solari si sarebbe dovuto scandalizzare anche per questa rassegna, nella quale, per esempio, Elia Suleiman (8) &#8211; insieme a molti altri &#8211; non \u00e8 stato considerato. Marco Solari \u00e8 stato Amministratore delegato di \u201cMigros\u201d ed \u00e8 vice presidente della Direzione generale della \u201cRingier\u201d; e dunque ha svolto ruoli dirigenziali in due tra le maggiori aziende svizzere; \u00e8 evidente l&#8217;influenza che sulla sua persona \u00e8 impressa dagli interessi economici preminenti. Solari ha urlato all&#8217;ingerenza perch\u00e9 \u201cGosfilmfond\u201d avrebbe richiesto una parte del finanziamento a dei gruppi russi, come \u201cGazprom\u201d, sigla che finanzia gi\u00e0 altri Festival nel mondo. Quelli rappresentati da Solari sono gruppi in qualche modo, tendenzialmente, filo-americani e, in tal senso, hanno ancora delle riserve mentali proprie dell&#8217;era della guerra fredda. Quando \u00e8 caduto il muro di Berlino si \u00e8 conclusa la prima guerra fredda mondiale; credo che negli ultimi 4-5 anni e in modo pi\u00f9 marcato con gli eventi d&#8217;Ucraina, si sia affacciata una seconda guerra fredda mondiale. Durante l&#8217;interruzione tra queste due fasi il mondo si \u00e8 riformato, e in tale processo il gruppo nordamericano si \u00e8 trovato confrontato con un&#8217;altra Europa, un&#8217;Europa tedesca, nella quale il marco \u00e8 stato sostituito dall&#8217;Euro; e nel contempo il blocco atlantico ha visto il sorgere di una serie di realt\u00e0 economicamente alquanto dinamiche, che si riassumono nei BRICS (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. Quali sarebbero, potenzialmente, le prospettive concernenti la cooperazione culturale tra il Ticino e i paesi dei BRICS? E, laddove queste fossero concretizzate, quali conseguenze \u2013 complessivamente \u2013 avrebbero?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da parte dei paesi BRICS c&#8217;\u00e8 un enorme interesse per il Ticino. Per quanto concerne la Russia, occorre tenere conto che al momento della dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica nel nostro Cantone sono giunti molti russi, ucraini, azeri, kazaki. Negli ultimi tempi si sta affacciando lo Stato cinese, che ha comprato alcune aziende, tra cui la \u201cDuferco\u201d, leader mondiale nel mercato degli acciai. Gli indiani, seppur non si riesca ancora a chiarire nitidamente in che modo, ci stanno raggiungendo, ma piuttosto a Ginevra e a Zurigo. Un gruppo brasiliano, \u201cBtg Pactual\u201d, ha comprato la Banca della Svizzera Italiana (BSI).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dato che sono piuttosto essi a venire alle nostre latitudini, \u00e8 fondamentale saperli accogliere. Il fatto che investano qui \u00e8 positivo in termini strategici, anche e soprattutto perch\u00e9 rafforza un&#8217;economia in realt\u00e0 di provincia, contadina fino alla seconda guerra mondiale. Il caso russo \u00e8 alquanto emblematico: sono arrivati innanzitutto con la carta culturale. Con i cinesi, in tal senso, \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 difficile, data anche l&#8217;estrema diversit\u00e0 culturale. Molti artisti indiani sono venuti in Ticino negli anni Cinquanta e Sessanta, ed \u00e8 molto sintomatica la mostra attualmente ospitata al \u201cMuseo delle culture\u201d di Lugano (10) : essa \u00e8 una dimostrazione che gli indiani vogliono entrare. L&#8217;Azerbaijan ha tentato diverse volte di portare delle mostre in Ticino; \u00e8 uno Stato che sta crescendo molto e che \u00e8 molto interessato al Ticino (si consideri che in Svizzera la compagnia statale azera \u201cSOCAR\u201d ha rilevato le stazioni di benzina \u201cEsso\u201d).<br \/>\nChiaramente sono necessarie ampie disponibilit\u00e0 finanziarie per fare cultura, e nel caso specifico per portare artisti stranieri in Ticino; ma \u00e8 un investimento strategico che non pu\u00f2 essere eluso e che, in tal senso, sul lungo periodo si pu\u00f2 rivelare alquanto fruttuoso, su diversi versanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6. A Lugano Drago Stevanovic ha lanciato \u201cOtherMovie\u201d, un piccolo Festival del Film finalizzato a mettere in contatto Oriente e Occidente. Come valuta una tale idea?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un&#8217;ottima iniziativa, nutrita da molta passione; si \u00e8 riusciti a portare film e registi molto interessanti. Ma mi pare abbia bisogno di forze, anche economiche. A Drago ho consigliato di coinvolgere \u201cGosfilmfond\u201d: si tratta di un Festival che deve lavorare soprattutto con le cineteche, e specialmente con quelle dei paesi BRICS, che potrebbero costituire una corposa fonte di materiali. Questo \u00e8 il classico caso nel quale l&#8217;istituzione pubblica dovrebbe attivarsi, dato che in questi anni \u201cOtherMovie\u201d \u00e8 stato supportato in misura preponderante dal cinema privato \u2013 e, a tal proposito, occorre considerare che il privato pu\u00f2 anche decidere di fare un passo indietro. In tal senso, credo che almeno il \u201cLAC\u201d (11) debba mettere a disposizione i propri servizi; sono assolutamente necessarie delle sale, fondamentali per un Festival. Temo che, nei prossimi anni, \u201cOtherMovie\u201d avr\u00e0 maggiori difficolt\u00e0. E l&#8217;intervento pubblico, oltre ad essere necessario, \u00e8 utile in un senso pi\u00f9 complessivo, dato che questi eventi, laddove sono ben funzionanti, dinamizzano il tessuto socio-culturale e, inoltre, possono avere dei benefici anche a livello economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Note:<\/span><\/strong><\/p>\n<p>(1) \u201cIl bacio dell&#8217;assassino\u201d (1955)<\/p>\n<p>(2) La questione \u201cGosfilmfond\u201d verr\u00e0 approfondita nell&#8217;ambito del quesito numero 4<\/p>\n<p>(3) Direttore artistico dal 1992 al 2000<\/p>\n<p>(4) Entrambi ministri della Cultura di Francia. Il primo dal 1959 al 1969; il secondo dal 1981 al 1986, e dal 1988 al 1993<\/p>\n<p>(5) Borodachev ha ricoperto incarichi di primo piano in passato nel Partito Comunista dell\u2019Unione Sovietica (PCUS), divenendo pure vice-ministro della ex-Repubblica Socialista Sovietica del Tagikistan<\/p>\n<p>(6) La cineteca statale russa (e prima sovietica) &#8211; l&#8217;archivio del cinema pi\u00f9 grande al mondo. L&#8217;ente in questione \u00e8 partner della \u201cCin\u00e9math\u00e8que Suisse\u201d e, tra le altre cose, detiene anche copie di pellicole svizzere introvabili nel nostro Paese<\/p>\n<p>(7) Fu proprio Arminio Sciolli, assieme ai colleghi de \u201cIl Rivellino\u201d, grazie ai contatti privilegiati decennali con le massime istituzioni russe, a portare a Locarno il \u201cGosfilmfond\u201d<\/p>\n<p>(8) Regista, sceneggiatore e attore nativo di Nazaret<\/p>\n<p>(9) Brasile, Russia, India, Sudafrica e Cina<\/p>\n<p>(10) Il museo nasce con il nome di \u201cMuseo delle culture extraeuropee\u201d e nel 2007 viene rinominato \u201cMuseo delle culture\u201d<\/p>\n<p>(11) \u201cLugano Arte e Cultura\u201d, il centro culturale della Citt\u00e0 di Lugano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sinistra.ch accoglie un&#8217;intervista ad\u00a0Arminio Sciolli &#8211; portavoce del centro culturale locarnese \u201cIl Rivellino\u201d &#8211; a proposito delle dinamiche di cooperazione culturale internazionale, al fine di meglio comprendere a quale genere d&#8217;impatto sistemico tali interazioni possono condurre. Il testo in questione \u00e8 apparso in versione originale sul settimo numero di\u00a0#politicanuova (leggibile qui),\u00a0quadrimestrale marxista edito dal Partito Comunista. \u00b0\u00b0\u00b0 A cura di Aris Della Fontana 1. In quali dinamiche consiste una cooperazione culturale fra realt\u00e0 differenti? Qual \u00e8 l&#8217;utilit\u00e0 di queste interazioni? La cooperazione culturale pu\u00f2 essere un presupposto per una pi\u00f9 generale partnership fra gli attori in gioco e, in tal<\/p>\n","protected":false},"author":16408,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27,13,243],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-4181","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","category-opinione","category-speciale-pardo-2015-eventi-ricreativi-culturali-e-artistici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4181","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16408"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4181"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4181\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4740,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4181\/revisions\/4740"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4181"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4181"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4181"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=4181"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}