{"id":404,"date":"2010-10-24T20:07:14","date_gmt":"2010-10-24T20:07:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=404"},"modified":"2010-10-27T03:08:54","modified_gmt":"2010-10-27T03:08:54","slug":"la-guerra-delle-valute-e-la-bancarotta-camuffata-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=404","title":{"rendered":"La guerra delle valute e la bancarotta camuffata usa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/monete.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-405 alignleft\" title=\"monete\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/monete.bmp\" alt=\"\" width=\"366\" height=\"265\" \/><\/a>La guerra valutaria mondiale in corso \u00e8 la dimostrazione di tre realt\u00e0 dell\u2019economia globalizzata. La prima \u00e8 che la crisi \u00e8 tutt\u2019altro che finita. La seconda \u00e8 che gli equilibri del potere economico mondiale sono mutati e che con essi viene meno l\u2019egemonia Usa. La terza \u00e8 che questo cambiamento, insieme alla crisi, sta acuendo la conflittualit\u00e0 tra le aree economiche principali, Usa, Ue, Bric. Questo terzo elemento \u00e8 accentuato dalla volont\u00e0 degli Usa di scaricare la crisi, di cui sono epicentro, sugli altri paesi e dalla scelta di risolverla nella stessa maniera in cui hanno cercato di risolvere ogni crisi negli ultimi decenni: con l\u2019immissione di dosi massicce di liquidit\u00e0 nel sistema finanziario da parte del governo e con il conseguente aumento del debito pubblico. Due metodi che, sebbene abbiano consentito di risolvere temporaneamente le crisi, hanno per\u00f2 creato una serie di bolle speculative, che, una volta scoppiate, facevano ripiombare il sistema in una crisi pi\u00f9 profonda. Questa volta la massiccia immissione di liquidit\u00e0 &#8211; 800 miliardi di investimenti pubblici nel 2009 \u2013 non ha neanche prodotto benefici reali, visto che negli Usa il tasso di disoccupazione \u00e8 ancora alto (chi ha lavoro \u00e8 oggi il 4,6% in meno del 2007) e il deficit commerciale con l\u2019estero, il pi\u00f9 grande del mondo, \u00e8 aumentato ancora, arrivando a 604 miliardi di dollari. L\u2019immissione di liquidit\u00e0 ha prodotto invece la consueta serie di impennate speculative, prima verso i titoli di stato e le materie prime e ora verso i junk bonds, i titoli spazzatura. In compenso, il debito pubblico Usa \u00e8 esploso. Questo ufficialmente \u00e8 al 90% del Pil, ma, se si considerano le nazionalizzazioni di fatto di Freddie Mac e Fannie Mae, si arriva al 140%, e, se si d\u00e0 per buona la valutazione dell\u2019Ufficio del Bilancio del Congresso Usa, con le pensioni ai reduci di guerra e le spese sanitarie si arriverebbe almeno al 400%. Intanto, le banche hanno potuto investire negli Usa e in Europa la liquidit\u00e0 ricevuta dallo Stato a tassi prossimi allo zero, in titoli del debito pubblico a pi\u00f9 alto rendimento, realizzando lauti profitti. Ma soprattutto l\u2019aumento della liquidit\u00e0 ha condotto alla svalutazione del dollaro nei confronti delle altre valute. La notizia recente che la Fed si appresta ad una nuova massiccia immissione di liquidit\u00e0 ha provocato una ulteriore discesa del dollaro ai minimi da 8 mesi sull\u2019euro, degli ultimi 15 anni sullo yen e degli ultimi 11 anni sul real brasiliano. A questo punto, si \u00e8 scatenata la reazione delle altre potenze economiche, dal Giappone al Brasile, che con l\u2019apprezzamento delle loro valute rischiano il collasso delle loro esportazioni e del loro apparato industriale. Eppure, alcuni economisti e soprattutto gli Usa continuano a dare la colpa degli squilibri commerciali e finanziari mondiali alla Cina, che manterrebbe lo yuan al di sotto del suo valore reale, realizzando cos\u00ec un enorme surplus commerciale ai danni degli Usa. La realt\u00e0 \u00e8 un\u2019altra. In primo luogo, la Cina nel passato ha gi\u00e0 rivalutato lo yuan senza che si determinassero risultati apprezzabili per il debito commerciale Usa. Le ragioni risaltano dalle parole dell\u2019amministratore delegato di General Electric: \u201cNoi statunitensi Siamo esportatori patetici, dobbiamo diventare nuovamente una potenza industriale.\u201d La massiccia delocalizzazione ha portato alla deindustrializzazione degli Usa, diventati paese importatore di quasi tutto ci\u00f2 che consumano. Di fatto, gli Usa finanziano i loro enormi debiti commerciale e pubblico grazie alla capacit\u00e0 di attirare il surplus mondiale, collocando i propri titoli di Stato presso il Giappone e i paesi emergenti, soprattutto la Cina, che li impiegano come riserve valutarie. Il nocciolo della svalutazione del dollaro sta qui. Infatti, pi\u00f9 che essere tesa a facilitare l\u2019export di una industria manifatturiera Usa ridotta a poca cosa, la svalutazione del dollaro tende a svalutare l\u2019ammontare del debito pubblico statunitense detenuto dall\u2019estero. \u00c8 un modo surrettizio per fare bancarotta, non pagando una parte del debito e scaricando i costi della propria crisi sugli altri paesi. Inoltre, \u00e8 un sistema e per esercitare pressioni verso chi, come la Cina, non sembra pi\u00f9 intenzionato a concedere finanziamenti agli Usa a fondo perduto, acquistando sempre e comunque i Treasury bond. Non si tratta di una novit\u00e0, gli Usa lo hanno gi\u00e0 fatto negli anni \u201980 con il Giappone, che finanzi\u00f2 la vittoria Usa nella corsa al riarmo contro l\u2019Urss. Grazie alla caduta del dollaro nel 1985, gli Usa restituirono al Giappone in dollari svalutati il prestito fatto in dollari sopravvalutati.<\/p>\n<p>Domenico Moro, Economista<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra valutaria mondiale in corso \u00e8 la dimostrazione di tre realt\u00e0 dell\u2019economia globalizzata. La prima \u00e8 che la crisi \u00e8 tutt\u2019altro che finita. La seconda \u00e8 che gli equilibri del potere economico mondiale sono mutati e che con essi viene meno l\u2019egemonia Usa. La terza \u00e8 che questo cambiamento, insieme alla crisi, sta acuendo la conflittualit\u00e0 tra le aree economiche principali, Usa, Ue, Bric. Questo terzo elemento \u00e8 accentuato dalla volont\u00e0 degli Usa di scaricare la crisi, di cui sono epicentro, sugli altri paesi e dalla scelta di risolverla nella stessa maniera in cui hanno cercato di risolvere ogni<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-404","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia-e-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/404","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=404"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/404\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":409,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/404\/revisions\/409"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=404"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=404"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=404"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=404"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}