{"id":4034,"date":"2015-08-04T00:28:59","date_gmt":"2015-08-04T00:28:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4034"},"modified":"2020-08-01T15:39:01","modified_gmt":"2020-08-01T15:39:01","slug":"il-1-agosto-del-partito-comunista-siamo-patrioti-perche-difendiamo-il-servizio-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4034","title":{"rendered":"Il 1\u00b0 agosto del Partito Comunista. &#8220;Siamo patrioti perch\u00e9 difendiamo il servizio pubblico&#8221;!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Lo scorso 1\u00b0 agosto, in occasione della Festa Nazionale della Confederazione Svizzera, si sono svolti incontri ovunque nel Paese. Dai <em>brunch<\/em> in fattoria, alle feste dal sapore patriottardo in centro a Lugano, dalle feste multi-culturali a quelle nazionaliste. Anche il Partito Comunista ha voluto organizzare un proprio evento, sullo sfondo di Casa Gabi, la storica sede locarnese dei comunisti ticinesi. Gi\u00e0 in passato l&#8217;ex-Partito del Lavoro (che nel 2007 cambi\u00f2 nome in Partito Comunista) aveva festeggiato a modo suo il cosiddetto &#8220;Natale della Patria&#8221;: nel 2013, ad esempio, invitando due attivisti NO TAV da Torino per un dibattito sulle grandi opere che deturpano l&#8217;ambiente, mentre quest&#8217;anno \u00e8 stato il deputato <strong>Massimiliano Ay<\/strong>, segretario politico del Partito a tenere un&#8217;allocuzione sull&#8217;Unione Europea e sul ruolo dei comunisti nel Paese, spiegando come il suo Partito si presenter\u00e0 alle elezioni federali con uno spirito costruttivo, spiegando come i comunisti si siano dimostrati spesso pi\u00f9 patrioti degli ultra-nazionalisti che prevalgono in questo momento. Di seguito pubblichiamo integralmente il discorso del segretario del Partito Comunista.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">Contro l&#8217;UE, ma senza ripiegare sul nazionalismo!<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">Nell&#8217;ambito della festa nazionale vorrei parlare di un tema d&#8217;attualit\u00e0 come quello delle relazioni con l&#8217;Unione Europea (UE). Noi comunisti abbiamo detto che dopo il voto del 9 febbraio bisognava approfittarne per intavolare relazioni di cooperazione con i paesi dei BRICS, ma non perch\u00e9 vogliamo rompere tout court con l\u2019UE, ma per diversificare la nostra economia, i nostri rapporti commerciali, e quindi non essere dipendenti da una potenza piuttosto che da un\u2019altra. Le uscite di alcuni compagni socialisti che fino a ieri erano ultra-europeisti e ora sono diventati, per racimolare qualche voto facile, degli anti-europeisti, sono perlopi\u00f9 posizioni rozze e assurde, che non solo denotano opportunismo, ma aiuta solo e soltanto l&#8217;anti-europeismo semplicistico di stampo leghista, e non la nostra idea di anti-imperialismo e di cooperazione multilaterale. Ecco perch\u00e9 abbiamo deciso di non far aderire il nostro Partito al comitato anti-UE finanziato da Christoph Blocher a cui eravamo stati invitati, ed ecco perch\u00e9 non ho personalmente firmato la proposta di Boris Bignasca di vietare l&#8217;esposizione della bandiera europea sul nostro territorio.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">Non neghiamo il sentimento nazionale!<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">Ma nel contempo ricordiamoci anche del compagno Dimitrov, storico leader dell&#8217;Internazionale Comunista, che tanti anni fa ricordava come \u201cil cosmopolitismo che nega il sentimento nazionale, non ha nulla da spartire con l&#8217;internazionalismo proletario\u201d e allora anche qui alcuni gesti, come quello di non alzarsi per l&#8217;inno nazionale, un \u201cpartito di governo che non \u00e8 al governo\u201d come ci siamo definiti a congresso non lo fa! Perch\u00e9 non siamo un&#8217;\u00e9lite di intellettuali cosmopoliti staccata dal popolo, noi siamo un partito d&#8217;avanguardia con vocazione di massa e per parlare a questa massa non si possono erigere muri simbolici su questioni che non sono di fondo. L&#8217;inno nazionale non \u00e8 necessariamente nazionalismo, cos\u00ec come europeismo non significa internazionalismo. Anche qui, noi il marxismo lo dobbiamo sempre pi\u00f9 coniugare come \u201cteoria della prassi\u201d in senso gramsciano, in modo dialettico.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">I nazionalisti svendono l&#8217;economia del Paese<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">Siamo in realt\u00e0 pi\u00f9 patrioti noi di tanti altri, ma non sbandiereremo questo sentimento solo per tirar su qualche voto, perch\u00e9 per noi prima viene la classe sociale e la coerenza del nostro discorso. Siamo patrioti perch\u00e9 difendiamo il servizio pubblico di questo Paese che invece i nazionalisti per primi hanno voluto svendere ai privati legati al capitale estero. Nel 1997 solo il Partito Comunista aveva tentato invano di opporsi con un referendum alle liberalizzazione delle telecomunicazioni e alla privatizzazioni di Swisscom: non solo i nazionalisti sedicenti patrioti, ma pure i sindacati e il PSS hanno mandato al macero un settore strategico della nazione. Siamo patrioti, perch\u00e9 siamo quelli che difendono la neutralit\u00e0 della Svizzera e non vogliamo che i nostri soldati siano impiegati in missioni guerrafondaie con la NATO. Siamo patrioti perch\u00e9 non vogliamo svendere l&#8217;oro della Banca Nazionale agli americani: e qui anche i nazionalisti concordavano, ma dove erano questi signori quando si trattava di impedire la riforme della Banca dello Stato del Canton Ticino nel 2003 e mantenere un servizio alla collettivit\u00e0. A difendere quel simbolo \u201cpatrio\u201d e \u201cliberale\u201d come la Banca dello Stato erano solo i troskisti e i comunisti, e se l&#8217;erano scordato anche i leghisti e i nazionalisti di professione, come peraltro anche tanti socialisti. Siamo patrioti perch\u00e9 rispettiamo la Costituzione federale che riconosce il diritto all&#8217;obiezione di coscienza, quando in troppe caserme lo stato di diritto viene dimenticato e quando anche certi presunti socialisti luganesi, infatuati dalla divisa, si scordano i valori fondanti della nostra cultura progressista comune. Siamo patrioti perch\u00e9 vogliamo difendere l&#8217;economia nazionale da quei presunti nazionalisti svizzeri che invece vogliono imporre le sanzioni alla Russia contribuendo non solo a perdere posti di lavoro qui da noi, ma anche a rendere il nostro Paese subalterno ai diktat commerciali del Premio Nobel per la Guerra Barak Obama. Siamo patrioti perch\u00e9 il diritto umanitario \u00e8 scritto nella tradizione del nostro Paese, anche se i nazionalisti razzisti vorrebbero cancellarlo.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">Siamo il Partito del Lavoro e del Progresso<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">Il Partito Comunista \u00e8 il Partito del Lavoro, \u00e8 il Partito del Progresso, \u00e8 un partito inserito nella storia nazionale di questo Paese, che vuole trasformare la classe lavoratrice, quella classe sociale che produce la ricchezza, in una classe nazionale capace cio\u00e8 di determinare le sorti della Svizzera. Ma se ci chiedono se anche noi allora siamo nazionalisti, noi rispondiamo parafrasando don Lorenzo Milani che se la classe dirigente ha diritto di dividere il mondo in svizzeri e stranieri, allora diremo che noi non abbiamo patria nel loro senso di nazionalisti borghesi, e reclamiamo anzi il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati, oppressori e imperialisti dall&#8217;altro. Gli uni sono la nostra patria, gli altri sono i nostri stranieri. Compagne e compagni, in conclusione: Marx diceva che il comunismo \u00e8 la libera confederazione dei produttori associati. Togliatti diceva che la classe operaia, appunto i produttori, deve diventare classe nazionale. E per farlo c&#8217;\u00e8 bisogno anzitutto di organizzazione, di disciplina e di studio. Questo pu\u00f2 offrirlo solo un serio Partito Comunista che si ponga il problema del governo e non del folklore e delle boutades estremiste, ed \u00e8 con questo spirito che ci candidiamo alle prossime elezioni federali, come Partito Comunista che sia il Partito dell&#8217;anti-imperialismo, che sia il Partito del Lavoro, che sia il Partito del Progresso! Grazie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 1\u00b0 agosto, in occasione della Festa Nazionale della Confederazione Svizzera, si sono svolti incontri ovunque nel Paese. Dai brunch in fattoria, alle feste dal sapore patriottardo in centro a Lugano, dalle feste multi-culturali a quelle nazionaliste. Anche il Partito Comunista ha voluto organizzare un proprio evento, sullo sfondo di Casa Gabi, la storica sede locarnese dei comunisti ticinesi. Gi\u00e0 in passato l&#8217;ex-Partito del Lavoro (che nel 2007 cambi\u00f2 nome in Partito Comunista) aveva festeggiato a modo suo il cosiddetto &#8220;Natale della Patria&#8221;: nel 2013, ad esempio, invitando due attivisti NO TAV da Torino per un dibattito sulle grandi<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":4035,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-4034","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4034","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4034"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4034\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9029,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4034\/revisions\/9029"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4035"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4034"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4034"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4034"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=4034"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}