{"id":4020,"date":"2015-07-23T20:27:24","date_gmt":"2015-07-23T20:27:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4020"},"modified":"2016-06-20T07:27:40","modified_gmt":"2016-06-20T07:27:40","slug":"la-finta-opposizione-di-consumo-lesempio-del-filosofo-diego-fusaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4020","title":{"rendered":"La finta opposizione di consumo: l&#8217;esempio del filosofo Diego Fusaro"},"content":{"rendered":"<div data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">\n<p style=\"text-align: justify;\">In principio era un sito internet intitolato \u201cLa filosofia e i suoi eroi\u201d. Nei primi anni Duemila, chi cercasse in rete informazioni su Platone o Aristotele poteva facilmente imbattersi in queste pagine redatte da uno studente torinese di nome <strong>Diego Fusaro<\/strong>. Il sito era una galleria di santini animata da una visione schematica della storia del pensiero, ricalcata dai manuali, ma trasudava di un entusiasmo impressionante. Una decina di anni pi\u00f9 tardi, nel 2013, il loro autore veniva annoverato da <strong>Maurizio Ferraris<\/strong> su La Repubblica tra i pi\u00f9 promettenti giovani filosofi d\u2019Europa.<br \/>\nHo assistito alla folgorante ascesa mediatica di Diego Fusaro con un misto d\u2019invidia e di stupefazione. Invidia perch\u00e9, essendo suo coetaneo e avendo fatto gli stessi studi, ammetto che non mi dispiacerebbe affatto pubblicare libri con i pi\u00f9 prestigiosi editori, dirigere una collana di testi filosofici, andare in televisione a tuonare contro il capitalismo e l\u2019ideologia gender, partecipare a convegni col fior fiore degli intellettuali infrequentabili, condurre un programma su Radio Padania, rilasciare alla stampa russa interviste a sostegno di <strong>Vladimir Putin<\/strong>, fare dei selfie con <strong>Marione Adinolfi<\/strong> e infine essere definito \u201cfilosofo dagli occhi azzurri che conquista le donne con le citazioni\u201d.<br \/>\nStupefazione, tuttavia, perch\u00e9 a leggere e ascoltare certe esternazioni di Fusaro si pu\u00f2 avere l\u2019impressione di avere a che fare con un idiot savant che ripete meccanicamente degli slogan. Stupefazione, anche, per come Fusaro sia riuscito a non far pesare la sua progressiva radicalizzazione politica sul credito che gli prestano editori come Il Mulino, Bompiani e Feltrinelli. Cos\u00ec, come se nulla fosse, uno storico editore della sinistra italiana ha potuto affidare una monografia su <strong>Antonio Gramsci<\/strong> al promotore di un Fronte Nazionale Italiano. Nessuno sembra voler fare caso al fatto che il Gramsci di Fusaro, anti-scientifico e nazionalista, sia una filiazione diretta del gramscismo di destra teorizzato negli anni Settanta da <strong>Alain De Benoist<\/strong>. Un Gramsci fascista se teniamo fede alla definizione che De Benoist fornisce del fascismo come, appunto, \u201cvariante del socialismo avversa al materialismo e all\u2019internazionalismo\u201d.<br \/>\nCom\u2019\u00e8 potuta accadere questa cosa che chiamiamo Diego Fusaro? Alle fondamenta dell\u2019edificio c\u2019\u00e8 una rapida carriera accademica, sostenuta dall\u2019impressionante socievolezza del giovane Fusaro con alcuni grandi vecchi della filosofia italiana, a cominciare da <strong>Giovanni Reale<\/strong> e <strong>Gianni Vattimo<\/strong>. E poi l\u2019incontro col pensiero di <strong>Costanzo Preve<\/strong>, studioso di Marx che teorizz\u00f2 il superamento della dicotomia destra-sinistra, caldeggiando la nascita di un fronte comune \u2014 \u201crossobruno\u201d come dicono alcuni, o \u201ceurasiatico\u201d come dicono altri \u2014 contro il capitalismo. Per questo motivo, alla fine della sua vita Preve si trov\u00f2 a pubblicare i suoi libri per editori di estrema destra (Edizioni all\u2019insegna del Veltro, Settimo Sigillo\u2026) accanto a <strong>Julius Evola<\/strong>, <strong>Corneliu Codreanu<\/strong> e <strong>Robert Faurisson<\/strong>.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/fusaro_casapound.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4021\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/fusaro_casapound-214x300.jpg\" alt=\"fusaro_casapound\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/fusaro_casapound-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/fusaro_casapound-480x673.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/fusaro_casapound-357x500.jpg 357w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/fusaro_casapound.jpg 685w\" sizes=\"auto, (max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a>\u00c8 da Preve che Fusaro prende le sue idee principali, ma \u00e8 soltanto traducendole in un sistema di frasi a effetto che il giovane filosofo trova la ricetta adatta per bucare lo schermo. La sua strategia \u201cnazionale-popolare\u201d, programmaticamente gramsciana, si pone come obiettivo di \u201ccreare un nuovo senso comune\u201d tenendo conto dei \u201csemplici\u201d (bont\u00e0 sua) al fine di creare un \u201cfronte trasversale\u201d contro il \u201ccapitalismo trionfante\u201d. Tutto questo, tuttavia, senza mai definire chiaramente le caratteristiche del suo progetto politico radicale. Sicuramente Fusaro non \u00e8 fascista, poich\u00e9 autocertifica di non ammirare Hitler o Mussolini; sicuramente non \u00e8 leghista, avendo preso duramente le distanze da Salvini; ma per sua stessa ammissione si considera pi\u00f9 vicino al programma di CasaPound che a quello di Tsipras. Marxista, Fusaro? Questo proprio no, a meno di considerare marxista chiunque abbia il vezzo di citare Marx, e ultimamente sono tanti e insospettabili, da Alain De Benoist a <strong>Marine le Pen<\/strong>: Fusaro stesso si definisce \u201callievo indipendente di Marx e Hegel\u201d, come gi\u00e0 Preve prima di lui, ma il suo immaginario politico assomiglia quello del socialismo controrivoluzionario otto-novecentesco che culmina nel circolo Proudhon. Pare di avere a che fare con un caso particolarmente acuto di \u201cmarxismo immaginario\u201d, per citare Raymond Aron\u2026 Forse \u00e8 vero che destra e sinistra non esistono pi\u00f9, e allora dovremo trovare nuove parole. Non tanto per capire meglio le trasformazioni del piano ideologico \u2014 roba vecchia, del secolo scorso! come direbbe il giovane filosofo \u2014 quanto per taggare con maggiore precisione i nostri tweet: allora diciamo che Fusaro \u00e8 indubbiamente un <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/hashtag\/sovranista?source=feed_text&amp;story_id=10206650891538660\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;*N&quot;,&quot;type&quot;:104}\">\u202a<\/a>sovranista<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/hashtag\/sovranista?source=feed_text&amp;story_id=10206650891538660\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;*N&quot;,&quot;type&quot;:104}\">\u202c<\/a> e approssimativamente un <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/hashtag\/lepenista?source=feed_text&amp;story_id=10206650891538660\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;*N&quot;,&quot;type&quot;:104}\">\u202a<\/a>\u200elepenista\u202c. Malgrado la giovane et\u00e0, Diego Fusaro \u00e8 gi\u00e0 fatto maestro nell\u2019arte in cui eccellono i pi\u00f9 celebrati filosofi contemporanei: quella di riuscire a trattare qualsiasi problematica dicendo sempre le stesse quattro cose, assumendo inoltre un linguaggio e un\u2019espressivit\u00e0 che il pubblico riconoscer\u00e0 come professorale. A differenza di altri filosofi universitari ai quali viene rimproverato di esprimersi in un idioletto indecifrabile \u2014 ad esempio usando paroloni come \u201cidioletto\u201d \u2014 Fusaro parla e scrive in maniera relativamente chiara e persino pedagogica, anche se non immune da una certa tragicomica pesantezza. La chiacchiera fusariana consiste nel montaggio semi-aleatorio di un pugno di moduli argomentativi preconfezionati, di formule declamatorie (\u201clo dico nel modo pi\u00f9 radicale possibile\u201d) e di citazioni ricorrenti (\u201ccretinismo economico\u201d, \u201cepoca della compiuta peccaminosit\u00e0\u201d, eccetera). Come gi\u00e0 segnalato sopra, molti elementi del suo discorso sono presi di peso dai libri di Costanzo Preve. Il risultato non \u00e8 diverso da quello che si potrebbe ottenere con un generatore automatico e la quantit\u00e0 di testi generabile in questo modo \u00e8 potenzialmente infinita, come testimonia la prolificit\u00e0 del giovane filosofo. Avventurarsi nella visione della sua gigantesca videografia su YouTube significa fare i conti con un universo di slogan ripetitivo e autoreferenziale. E per ci\u00f2 stesso, incredibilmente efficace. Talvolta il meccanismo s\u2019inceppa e produce delle affascinanti anomalie, dei loop e dei glitch nel tessuto logico. Ecco un esempio gustoso della lingua fusariana, del suo modo di \u201coccupare lo spazio\u201d dicendo poco o nulla, tratto da un intervento al Festival della Politica di Mestre nel 2014:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><em>Io credo che si tratti oggi pi\u00f9 che mai di lavorare filosoficamente a partire da una critica delle ideologie che porti all\u2019attenzione la critica del potere come necessariamente basata sulla critica delle ideologie.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa frase non passerebbe il test di Turing, celebre esperimento mentale che serve a distinguere l\u2019intelligenza umana da quella artificiale. Ma siamo indulgenti: si tratta di uno scivolone come se ne fanno talvolta nella lingua orale. Parliamo allora del conto Twitter del filosofo, dove vengono mandati in rotazione continuamente gli stessi slogan, come se ad animarlo fosse un bot. Questo accade non perch\u00e9 Fusaro sia effettivamente un robot, ma perch\u00e9 applica un preciso metodo che si apprende nelle facolt\u00e0 di filosofia. Una tecnologia espressiva della quale oggi l\u2019ineguagliato campione \u00e8 <strong>Umberto Galimberti<\/strong>, grande copia-incollatore di testi propri e altrui: con elevatissimi tassi di riciclaggio da un libro all\u2019altro \u2014 fino al 95% \u2014 l\u2019editorialista del magazine D di Repubblica ha tracciato la via del suo giovane erede. Il metodo combinatorio, in effetti, si applica anche allo scritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La carriera accademica di Fusaro segue il ritmo delle numerose pubblicazioni scientifiche, come il recente <em>Fichte e l\u2019anarchia del commercio<\/em>. Si tratta di una lettura de <em>Lo Stato commerciale Chiuso<\/em> di <strong>Johann Gottlieb Fichte<\/strong>, testo feticcio della nuova destra ripubblicato nel 2009 per le Edizioni di Ar da <strong>Franco Freda<\/strong>, gi\u00e0 fondatore del primo Fronte Nazionale italiano. Pi\u00f9 che un vero saggio di storia delle idee, il libro di Fusaro \u00e8 un capolavoro nell\u2019arte di allungare il brodo: due o tre occorrenze per ogni singola citazione da Fichte; la tesi del libro parafrasata decine di volte cambiando l\u2019ordine delle parole ma senza mai riuscire a darle maggiore profondit\u00e0; grappoli di frasi identiche una dietro l\u2019altra. Se vi siete mai chiesti come sia possibile realizzare un libro di 274 pagine con il materiale che serve a riempirne tutt\u2019al pi\u00f9 una cinquantina, un indizio tiene in questa semplice citazione dal testo (pp. 96-97):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><em>L\u2019aporia pu\u00f2 essere superata continuando a concentrare l\u2019attenzione sul mondo storico a contatto con il quale la Wissenschaftslehre come System der Freiheit si \u00e8 venuta costituendo. \u00c8 nostra convinzione che l\u2019aporia possa essere superata continuando a concentrare l\u2019attenzione sul mondo storico a contatto con il quale la Wissenschaftslehre \u00e8 sorta.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non fosse chiaro, Fusaro sta dicendo che l\u2019aporia si pu\u00f2 superare concentrando l\u2019attenzione sul mondo storico dalla quale \u00e8 sorta la Wissenschaftslehre, che poi \u00e8 un altro modo di affermare che si potr\u00e0 superare l\u2019aporia concentrandosi sul mondo storico a contatto della quale la Wissenschaftslehre si \u00e8 costituita. La cosa pi\u00f9 interessante \u00e8 che comunque Fusaro non ci dir\u00e0 assolutamente nulla di rilevante su questo benedetto contesto storico. Contrariamente a quello che ribadisce spesso, il nostro \u00e8 incapace di storicizzare i testi: la sua tesi su Fichte infatti, molto simile alla sua tesi su Gramsci, \u00e8 che\u2026 bisogna uscire dall\u2019Euro! Per un\u2019introduzione pi\u00f9 pertinente all\u2019opera di Fichte nel suo contesto, si preferir\u00e0 leggere l\u2019ottimo &#8220;The Closed Commercial State: Perpetual Peace and Commercial Society from Rousseau to Fichte&#8221; di <strong>Isaac Nakhimovsky<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il 2005 e oggi Fusaro ha pubblicato pi\u00f9 di dieci monografie. La maggior parte sembrano libri composti secondo le buone regole della scrittura filosofica universitaria e indicano una frequentazione approfondita delle fonti. &#8220;Bentornato Marx! Rinascita di un pensiero rivoluzionario&#8221;, per fare un esempio, svolge in maniera indubbiamente scorrevole il compito di difendere la sua tesi. Tesi piuttosto contestabile, va detto, che ancora una volta \u00e8 esattamente la stessa di Preve: secondo Preve-Fusaro, della tradizione marxista si deve lasciar perdere l\u2019elaborazione economica e invece concentrarsi sul lascito puramente filosofico. L\u2019economia \u00e8, in generale, la bestia nera di Fusaro, che diffida da ogni confronto con la realt\u00e0 empirica poich\u00e9 potrebbe scoraggiare l\u2019ottimismo della volont\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un libro che parla molto di alienazione, di feticismo, di sfruttamento, e assolutamente mai di composizione organica del capitale, di caduta tendenziale del saggio di profitto o semplicemente di teoria delle crisi. Il Marx di Fusaro sta qui semplicemente per dirci che il capitalismo \u00e8 una cosa ingiusta, da abbattere a ogni costo, e non ci dice nulla sugli elementi che condannano il sistema a una perenne instabilit\u00e0. Questo Marx \u00e8 un Dickens che parla come un hegeliano. Appiattendo il pensiero di Marx sull\u2019idealismo tedesco, Fusaro pu\u00f2 facilmente liberarsi di tutto ci\u00f2 che nel pensatore di Treviri appartiene alla tradizione del marxismo novecentesco e tornare alla fonte di un socialismo pre-scientifico, pronto per convergere con nazionalismo e comunitarismo. E d\u2019altra parte, questo suo lavoro sull\u2019attualit\u00e0 del pensiero di Marx \u2014 fermo circa ad Althusser \u2014 astrae totalmente dai pi\u00f9 recenti dibattiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vizi di forma esclusi, affinit\u00e0 elettive con i neofascisti a parte, c\u2019\u00e8 ancora chi sostiene che Fusaro porti avanti una critica necessaria del pensiero dominante del nostro tempo. In realt\u00e0, Diego Fusaro deve la sua fortuna alla capacit\u00e0 che ha avuto di occupare di forza un certo territorio ideologico, quello della critica del Sessantotto inteso come momento culminante del capitalismo \u2014 una critica popolarizzata da <strong>Michel Houellebecq<\/strong> con vent\u2019anni di anticipo e molta pi\u00f9 finezza, ripresa con originalit\u00e0 da <strong>Jean-Claude Mich\u00e9a<\/strong> nei primi anni Duemila, ma in fondo gi\u00e0 evidente a marxisti come <strong>Michel Clouscard<\/strong> e liberali conservatori come <strong>Raymond Aron<\/strong> che vivevano \u201cin diretta\u201d il Maggio francese e ne coglievano con lucidit\u00e0 le contraddizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pubblico di Fusaro \u00e8 fatto di chi, non avendo avuto modo di sentire altrove certe idee, si convince che queste siano originali e controcorrente. Si convince quindi che esista una dittatura del \u201cpensiero unico\u201d semplicemente perch\u00e9 si abbevera egli stesso alle fonti della cultura dominante e non riesce a concepire che magari \u00e8 la sua concezione di destra e di sinistra ad essere caricaturale. Ogni volta che legge un trafiletto su <strong>Judith Butler<\/strong> e la teoria del gender, marginalissima moda intellettuale non pi\u00f9 rilevante del balconing, invece di farsi una bella risata lo prende come indizio di un progetto mondialista che minaccia direttamente il suo uccello. Questa non \u00e8 critica dell\u2019ideologia, e nemmeno dialettica conservatrice: \u00e8 retorica populista, buona solo per arringare le folle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non avevamo certo bisogno di Fusaro per aprirci gli occhi sulle contraddizioni della sinistra e del capitalismo, eppure eccolo qui. Qualcuno lo applaude per avere scoperto l\u2019acqua calda e lui la butta gi\u00f9 a secchiate su facili capri espiatori, nella pi\u00f9 nobile tradizione di un \u201csocialismo degli imbecilli\u201d (cit. <strong>August Bebel<\/strong>) incapace di vedere all\u2019opera le forze dell\u2019economia dietro i comportamenti degli individui. Nel frattempo, la stampa, l\u2019editoria e l\u2019accademia continuano a fare come se fosse tutto normalissimo: d\u2019altra parte questo ragazzo va in televisione, non lasciamocelo scappare! Altrimenti chi se lo compra un libro su Gramsci?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Raffaele Alberto Ventura<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Fonte:<\/span> <a href=\"http:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.minimaetmoralia.it%2Fwp%2Fche-cosa-abbiamo-fatto-per-meritarci-diego-fusaro%2F&amp;h=WAQHs-i7QAQFhLs5tca8igZnGgRuYJACtFnZnEaNc5gZczg&amp;enc=AZMOw9Z_CI9rGLBRZk6n9oQKmjmrMRvOWiSc0EG9QR5ajxLhFGN3PCUXNxM4V3m3rDLK4AsOB4WIOj3GU_B1faS9j5_HK0fvvxT6Y-JMcNyrSsuJD8LH0vQsGulDYy-b1xGjxsKUOqFIZm6KJF16KHjeQkTpev1Tu-l7YiwNI4Bfe6I_nNs8npX_vE-SEaNLevY&amp;s=1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">http:\/\/www.minimaetmoralia.it\/\u2026\/che-cosa-abbiamo-fatto-per\u2026\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In principio era un sito internet intitolato \u201cLa filosofia e i suoi eroi\u201d. 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