{"id":3966,"date":"2014-08-06T23:31:08","date_gmt":"2014-08-06T23:31:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3966"},"modified":"2017-11-19T03:19:59","modified_gmt":"2017-11-19T03:19:59","slug":"festival-e-dintorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3966","title":{"rendered":"Festival e dintorni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Anche quest&#8217;anno torna il Festival e con lui le manifestazioni collaterali a vocazione culturale o aggregativa su cui la redazione ha deciso di soffermarsi con questo primo contributo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha aperto i battenti la rassegna del Cinema russo e sovietico, portata a Locarno dalla collaborazione tra Centro Culturale <strong>il Rivellino<\/strong> e <strong>Gosfilmofond<\/strong> (la Fondazione Nazionale del Film della Federazione Russa), sulla scia dei rapporti stabiliti in occasione della sessantaseiesima edizione del film Festival lo scorso anno &#8211; con un&#8217;esposizione che aveva ospitato <strong>Nikolai Borodachev<\/strong>, responsabile dell&#8217;ente russo (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3016\">leggi<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oscurata dai canali mediatici della Locarno di Solari, che ha scelto di non cogliere l&#8217;occasione di integrare le due manifestazioni in una mancata convergenza logistica e di programma che potr\u00e0 causare qualche problema di affluenza alla creatura dei fratelli Sciolli e Jean Olaniszyn, la rassegna ha tutte le carte in regola per attirare gli appassionati di un cinema che molto si \u00e8 dimenticato e si \u00e8 cercato di far dimenticare : attento al contenuto, orientato alla formazione e all&#8217;arricchimento culturale e personale del pubblico, e non piegato al vezzo estetico dell&#8217;<em>art pour l&#8217;art<\/em> tanto spesso prostituita alle logiche di mercato di cui l&#8217;occidente si \u00e8 storicamente fatto portatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il programma \u00e8 ricco e variato, spazia dai pi\u00f9 classici <em><strong>Le navi attaccano i bastioni<\/strong><\/em> o <em><strong>La corazzata Pot\u00ebmkin<\/strong><\/em>, fino a co-produzioni in odor di <em>noir<\/em> e alle quotidiane proiezioni dei filmati di animazione degli anni &#8217;70, &#8217;80 e &#8217;90, fruibili in versione originale e sottotitolati dalla squadra del Gosfilmofond espressamente per l&#8217;appuntamento asconese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La responsabile della delegazione russa ha introdotto la prima proiezione (due mediometraggi animati di epoca brezneviana) rimarcando il ruolo avanguardista nel panorama internazionale rivestito dai registi sovietici che attraverso i vari percorsi professionali, passando dalla documentaristica all&#8217;animazione per ragazzi, si sono affermati sul piano teorico fondando una solida scuola rappresentata dalla casa di produzione <strong>Soyuzmultfilm<\/strong>, come si sono affermati sul piano tecnico attraverso innovazioni quale il macchinario di concezione propria del maestro <strong>Yuri Norstein<\/strong>, visto all&#8217;opera nel contesto delle avventure del <em><strong>Riccio nella nebbia<\/strong><\/em> e in seguito in <em><strong>Fiaba delle fiabe<\/strong><\/em> (riconosciuto pure a Hollywood quale miglior filmato d&#8217;animazione di tutti i tempi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito la proiezione de <em>Il Castello<\/em>, basato sull&#8217;omonimo romanzo di Kafka, che permette a Balabanov di mettere magistralmente in scena il rapporto alienante tra uomo e norma, uomo e legge. Presente in sala pure l&#8217;attore <strong>Viktor Sukhorukov<\/strong>, star russa con pi\u00f9 di cinquanta apparizioni all&#8217;attivo tra cinema e televisione, che ne <em>Il Castello<\/em> interpretava uno dei suoi primi ruoli quale attore affermato e ha tenuto a spendere qualche parola sul regista Balabanov e il percorso umano e professionale avuto al suo fianco lungo una quindicina di anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questa una rassegna che forse avrebbe potuto osare di pi\u00f9 sul piano politico nei contenuti del suo programma (il che rende ancora pi\u00f9 inspiegabile il gran rifiuto di Solari &amp; co.), ma che offre i presupposti per un buon compendio a un&#8217;offerta di Piazza e di concorso a tutt&#8217;oggi purtroppo non sempre all&#8217;altezza delle aspettative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Amos Speranza<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche quest&#8217;anno torna il Festival e con lui le manifestazioni collaterali a vocazione culturale o aggregativa su cui la redazione ha deciso di soffermarsi con questo primo contributo. 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