{"id":3884,"date":"2015-05-31T13:50:48","date_gmt":"2015-05-31T13:50:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3884"},"modified":"2015-05-31T14:42:43","modified_gmt":"2015-05-31T14:42:43","slug":"massimiliano-ay-la-normalizzazione-e-la-sfida-di-dimostrare-che-la-nostra-identita-comunista-e-quella-che-rappresenta-gli-interessi-della-maggioranza-della-popolazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3884","title":{"rendered":"Massimiliano Ay: &#8220;la normalizzazione \u00e8 la sfida di dimostrare che la nostra identit\u00e0 comunista \u00e8 quella che rappresenta gli interessi della maggioranza della popolazione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sinistra.ch accoglie un&#8217;approfondita intervista a Massimiliano Ay apparsa sul 6\u00b0 numero di\u00a0<em>#politicanuova<\/em> (Aprile 2015) &#8211; leggibile online <a href=\"http:\/\/issuu.com\/politicanuova\/docs\/politicanuova06\">qui<\/a> -, quadrimestrale marxista di approfondimento edito dal Partito Comunista (PC)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b0\u00b0\u00b0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">#politicanuova<em> intervista Massimiliano Ay, Segretario Politico del Partito Comunista della Svizzera Italiana (PC) e Candidato al Consiglio di Stato sulla lista Mps-PC alle elezioni cantonali di aprile 2015.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di Aris Della Fontana e di Tobia Bernardi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. La tua candidatura al governo \u00e8 coerente con la volont\u00e0 di raggiungere l&#8217;obiettivo sostanziale, cio\u00e8 la \u201csociet\u00e0 nuova\u201d? E, in tal senso, la volont\u00e0 di realizzare una \u201cpolitica progettuale\u201d pu\u00f2 darsi all&#8217;interno di un esecutivo operante secondo un sistema collegiale che, come gi\u00e0 notava Guido Pedroli nel lontano 1962, \u00e8 tendenzialmente immobilista e conservatore? Pi\u00f9 in generale, che ruolo svolge il programma delle riforme?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Schermata-2015-05-31-alle-16.01.54.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3896\" style=\"border: 1px solid black;\" alt=\"Schermata 2015-05-31 alle 16.01.54\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Schermata-2015-05-31-alle-16.01.54-277x300.png\" width=\"277\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Schermata-2015-05-31-alle-16.01.54-277x300.png 277w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Schermata-2015-05-31-alle-16.01.54-768x831.png 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Schermata-2015-05-31-alle-16.01.54-480x519.png 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Schermata-2015-05-31-alle-16.01.54-462x500.png 462w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Schermata-2015-05-31-alle-16.01.54.png 784w\" sizes=\"auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/><\/a>Evidentemente la collegialit\u00e0 \u00e8 funzionale alla riproduzione del consociativismo, che impedisce una reale alternanza democratica, in quanto esiste, fra tutti i maggiori partiti \u2013 formanti il Partito dello Stato, per l&#8217;appunto -, una perenne \u201cunit\u00e0 nazionale\u201d che permette di \u201cspartire\u201d la torta senza temere opposizioni, e in pieno stile corporativo. Un tale sistema, data la sua composizione e il suo funzionamento, \u00e8 destinato alla tendenziale inazione, all&#8217;assenza di progettualit\u00e0, e perci\u00f2 impedisce delle modificazioni non solo radicali ma pure parziali che siano tali \u2013 limitandosi a gestire lo stato di cose corrente; di fronte ai problemi strutturali della societ\u00e0, cio\u00e8, esso non possiede la forza e gli strumenti per intervenire attivamente. Inoltre, valgono ancora le parole di Giorgio Canonica: \u00abl\u2019elezione proporzionale del governo costituisce un blocco all\u2019evoluzione dei rapporti di forza politica, occulta i conflitti di classe a livello politico, mistifica l\u2019opinione popolare, integra le forze opposizionali nell\u2019ideologia del consenso\u00bb. Per il Partito Comunista, tuttavia, da questa aspra critica del sistema di governo proporzionale-collegiale, non deriva n\u00e9 l&#8217;abbandono delle istituzioni, n\u00e9 una prassi politica extra-parlamentare: cerchiamo di muoverci dialetticamente nella realt\u00e0 che critichiamo, mantenendo l&#8217;indipendenza propria della nostra identit\u00e0 di classe, e dunque senza farci fagocitare dalle logiche in questione. Concretamente, ci\u00f2 equivale a partecipare al lavoro politico-istituzionale attraverso una prassi riformatrice (non riformista!) della struttura economica e sociale, la quale, oltre a rappresentare uno degli strumenti con cui costruire l&#8217;alternativa sociale, scardina o, quantomeno, non rispetta la collegialit\u00e0. Anzich\u00e9 privilegiare la governabilit\u00e0 \u2013 uno strumento egemonico volto all&#8217;auto-conservazione dei rapporti di forza tra le classi -, riteniamo vitale porre al centro dell&#8217;agenda il conflitto, il quale, oltre a rappresentare un elemento di progresso \u2013 e nient&#8217;affatto di caos -, \u00e8 imprescindibile nella societ\u00e0 liberale, dove le differenze sociali sono alla base dello stesso sistema economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Nel suo Congresso del 2011 il Partito Comunista della Svizzera Italiana aveva varato il cosiddetto processo di normalizzazione. I comunisti, oggi, rispetto al contesto cantonale complessivo, sono diventati normali? Se s\u00ec, tale percorso \u00e8 stato realizzato all&#8217;insegna della liquidazione del passato (storico e ideologico) e del \u201cnuovismo\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra il 2002 e il 2003 abbandonai il movimento giovanile del PS dopo varie delusioni di fronte a una politica che stentavo a riconoscere come socialista. Nel 2005 mi schierai con i comunisti dell&#8217;allora Partito del Lavoro (che nel 2007 cambi\u00f2 nome in Partito Comunista), con la consapevolezza che bisognasse lavorare per cambiare la percezione di marginalit\u00e0 in cui essi versavano, spesso anche a causa di una prassi gruppettara e un appiattimento culturale in cui erano finiti nel corso degli anni &#8217;90. Il processo di normalizzazione \u00e8 stato teorizzato al Congresso di Locarno del 2011, ma in realt\u00e0 era gi\u00e0 partito fin dal 2008\/2009 con una tattica elettorale piuttosto audace in quel di Bellinzona, dove il Partito Comunista, allora quasi inesistente, riusc\u00ec a emergere clamorosamente nel dibattito politico comunale. In sostanza si trattava di toglierci di dosso quell&#8217;aura di estremismo parolaio e inconcludente in cui eravamo finiti, quasi fossimo un gruppuscolo di folklore nostalgico, piuttosto che un partito marxista del XXI secolo, che sapesse rispondere alla nuova fase politica ed economica con cui si confrontava la popolazione. Il ragionamento era semplice: in paesi a noi vicini i comunisti, per quanto con risultati elettorali magari modesti, sono riconosciuti come componente del dibattito politico nazionale. Da noi essere comunisti \u00e8 ancora visto come qualcosa di inaffidabile: si doveva assolutamente \u201cnormalizzare\u201d la percezione che la popolazione aveva del Partito Comunista, rivendicando la nostra legittimit\u00e0 democratica e il nostro ruolo nella societ\u00e0 come forza politica seria. E questo non significa liquidare il marxismo-leninismo o nascondere la nostra storia di cui siamo invece orgogliosi: ma semmai \u00e8 la sfida di dimostrare che la nostra identit\u00e0 comunista \u00e8 quella che rappresenta gli interessi della maggioranza della popolazione. Io credo che abbiamo fatto in questo ambito vari passi avanti, non ancora sufficienti, ma basta vedere come si \u00e8 estesa la nostra proposta politica e l&#8217;apparato di analisi di cui disponiamo, per dire che la direzione \u00e8 quella corretta. Insomma si tratta di fare politica cercando di incidere nella realt\u00e0 e nei rapporti di forza, e non ridurci a romantici rivoluzionari autoreferenziali che sventolano la bandiera rossa in un fortino assediato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. In stretta connessione con quella economica, \u00e8 legittimo parlare anche di una crisi politica? Le classi dominanti sono ancora dirigenti? E, cio\u00e8, riescono ad intravedere un piano strategico con il quale superare l&#8217;attuale impasse? In tale temperie, quale ruolo spetta ai comunisti? Questi ultimi debbono lasciare il capitalismo nel \u201csuo brodo\u201d oppure individuare e proporre uno sbocco progressivo, cio\u00e8 un serio progetto d&#8217;alternativa? Quale senso ha, in tal ottica, definirsi un partito di governo, pur non essendovici effettivamente?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Schermata-2015-05-31-alle-15.37.241.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3890\" alt=\"Schermata 2015-05-31 alle 15.37.24\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Schermata-2015-05-31-alle-15.37.241-216x300.png\" width=\"216\" height=\"300\" \/><\/a>Abbiamo una classe politica estremamente confusa, che non sa nemmeno pi\u00f9 fare i propri interessi borghesi, come \u00e8 stato il caso di recente con la crisi ucraina dove addirittura contro la stessa economia nazionale la Confederazione ha continuato a schierarsi di fatto dalla parte dei decadenti alleati euro-atlantici. Il che come comunisti potrebbe anche farci piacere, se non fosse che la sinistra appare messa ancora peggio, in un contesto di declino generalizzato delle societ\u00e0 occidentale. I comunisti non hanno come compito quello di gestire il capitalismo, ma anche \u201clasciarlo nel suo brodo\u201d sarebbe irresponsabile anzitutto perch\u00e9 a pagarne le conseguenze sarebbe proprio la stessa classe lavoratrice che vorremmo invece vedere emancipata. Bando quindi all&#8217;estremismo parolaio, e facciamo i marxisti seri, quelli che stanno nelle contraddizioni della societ\u00e0 e che intendono il comunismo come il movimento reale e non idealistico delle cose. Oggi vediamo una classe operaia in costante processo di pauperizzazione a seguito della crisi e delle politiche di \u201causterity\u201d, che viene per di pi\u00f9 lasciata a se stessa e che conseguentemente \u00e8 aggregata da alcuni partiti \u2013 la Lega dei Ticinesi, ad esempio (non a caso attiva contro la Kultura) \u2013 in un\u2019ottica (spesso virtualmente) \u201canti-sistema\u201d. Si sta cos\u00ec formando una nuova pseudo-classe dirigente di livello estremamente basso (fatta anche di deputati semi-analfabeti e addirittura al limite del caso sociale) che non fa bene n\u00e9 al processo decisionale politico, n\u00e9 all&#8217;economia del Paese, n\u00e9 in ultima analisi alla stessa democrazia. La politica anzi si converte da una prospettiva di miglioramento a una mera amministrazione di un presente eterno. Si viene cos\u00ec a delineare persino un deficit nella formazione degli statisti, ma non solo: a risentirne \u00e8 pure la formazione dei gruppi dirigenti dei sindacati e dei partiti operai. Non \u00e8 un caso se la sinistra ticinese ha difficolt\u00e0 a disporre di giovani e produce sempre pi\u00f9 leader insipidi, prevedibili e banali, quando non sfacciatamente carrieristi (cosa che il PC sta facendo di tutto per impedire). Peraltro tale situazione svilisce la credibilit\u00e0 stessa delle istituzioni borghesi, e ci\u00f2 \u2013 per quanto un comunista possa auspicarlo \u2013 in un contesto di forte crisi sociale ed economica e senza un\u2019adeguata coscienza di classe rivoluzionaria (ci\u00f2 significa partiti comunisti forti, sindacati radicati, e movimenti democratici di massa presenti), pu\u00f2 solo dare origini a svolte autoritarie. Uno svilimento delle istituzioni borghesi pu\u00f2 essere infatti fonte di progresso solamente nel contesto della formazione di un duopolio di potere, uno dei quali basato su forme consiliari in aperto conflitto con la borghesia, cosa che oggi non esiste. Fintanto che tale situazione non si avverer\u00e0 \u2013 come spiegava lo storico dirigente del Partito Comunista Portoghese Alv\u00e0ro Cunhal \u2013 l\u2019interesse della classe lavoratrice \u00e8 di lottare affinch\u00e9 \u201cla dittatura della borghesia si eserciti attraverso le forme pi\u00f9 democratiche possibili, poich\u00e9 queste (\u2026) le permettono di meglio (\u2026) forgiare la sua unit\u00e0, rafforzare le sue organizzazioni, limitare e indebolire il potere dei monopoli, conquistare le masse alla causa della rivoluzione socialista. Ecco perch\u00e9 si afferma che la lotta per la democrazia \u00e8 parte fondamentale della lotta per il socialismo\u201d. Ci ritroviamo insomma con una parte di sottoproletariato e di una porzione di classe operaia in forte decadenza sociale, abilmente manovrate da una parte della borghesia priva anch\u2019essa di prospettiva, che vive secondo alcuni miti costruiti ad arte da una narrazione collettiva spesso di tipo sciovinistico, dove la scuola ha evidentemente delle forti responsabilit\u00e0. La Svizzera ha per\u00f2 delle chance per uscirne in modo positivo, a partire dalla stabilit\u00e0 economica ancora relativamente presente e dal discreto apparato formativo, ma \u00e8 necessaria una consapevolezza per svoltare subito!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Qual \u00e8 il tuo giudizio a proposito dell&#8217;operato del governo cantonticinese nell&#8217;ambito di questa legislatura?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Estremamente negativo. Come affermato in precedenza, il consociativismo e la collegialit\u00e0 sono forme di castrazione e di immobilismo, a cui purtroppo anche la socialdemocrazia si \u00e8 adagiata. E poi in modo molto concreto questo governo ha approvato la pianificazione ospedaliera che prevede di smantellare gli ospedali pubblici delle regioni periferiche, declassandoli e tagliando posti di lavoro in contesti economici gi\u00e0 fragili, senza contare la valorizzazione delle cliniche private in cui bazzicano i vertici liberali e dove non manca lo zampino della curia. A questo aggiungiamo l&#8217;idea nefasta del freno all&#8217;indebitamento che impedisce allo Stato un controllo sull&#8217;economia e un&#8217;adeguata ridistribuzione della ricchezza. E come se non bastasse i contratti normali di lavoro a tremila franchi mensili, che non sono un primo passo verso dei salari minimi come pensano i socialisti, ma sono degli strumenti di dumping salariale micidiale perch\u00e9 legittimano il padronato nella sua corsa al ribasso dei salari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. Secondo quale modalit\u00e0 il Partito Comunista intende rapportarsi ai soggetti che, genericamente, definiamo subalterni?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ultimo Congresso del Partito Comunista ha ribadito che non \u00e8 il momento di organizzare prioritariamente la massa, poich\u00e9 non abbiamo gli strumenti per esercitare l\u2019adeguata egemonia e nemmeno per costruirla: dobbiamo anzitutto formare noi stessi nella qualit\u00e0 della proposta, nella compattezza identitaria e nella coerenza ideologica. Attraverso questo strumento che abbiamo definito in sede congressuale come \u201cpartito di quadri con vocazione di massa\u201d stabilire alcuni esperimenti prioritari con cui interagire con i settori sociali pi\u00f9 ricettivi in questo momento anche se meno chiari a livello di classe: gli studenti in primis, in seguito alcuni movimenti (come quello pacifista) e infine alcuni settori professionali ancora da identificare. Credere di potersi subito rapportare alla classe operaia nel suo insieme o \u2013 ancora peggio \u2013 al sottoproletariato \u00e8, al momento, semplicemente illusorio. Ecco quindi che va non solo ribadita la valenza centrale della politica rispetto al neo-qualunquismo dell\u2019anti-politica, ma anche la centralit\u00e0 dell\u2019aspetto pedagogico e formativo come campo di azione e costruzione dei comunisti. Quest\u2019ultimo ambito \u00e8 strategico poich\u00e9 non vediamo la possibilit\u00e0 n\u00e9 di emergere come forza politica, n\u00e9 di conquistare le masse a una prospettiva socialista, se non si tutela la base democratica e laica della rivoluzione repubblicana ticinese oggi messa in pericolo da una destra securitaria e reazionaria la cui cultura \u00e8 permeata, a causa dell\u2019irresponsabilit\u00e0 dei Verdi ticinesi, anche a sinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6. Il Partito Comunista propone di impostare il tessuto economico attorno ai parametri di una produzione ad alto valore aggiunto. Questa prospettiva non rischia di essere sprovvista di una (necessaria) connotazione di classe? Insomma, dove sta la lotta per il socialismo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/schermata-2014-12-25-alle-10-55-33.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3902\" style=\"border: 1px solid black;\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/schermata-2014-12-25-alle-10-55-33-300x256.png\" width=\"300\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/schermata-2014-12-25-alle-10-55-33-300x256.png 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/schermata-2014-12-25-alle-10-55-33.png 307w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il Partito Comunista da oltre un anno parla di alto valore aggiunto. Ora \u00e8 sulla bocca di tutti, ma come formula vuota adatta giusto il tempo delle elezioni. Iniziamo con il definire questo concetto: l&#8217;alto valore aggiunto non \u00e8 altro che una produzione destandardizzata e centrata su una manodopera altamente qualificata, che permette di produrre un bene e\/o un servizio considerabile un unicumsull&#8217;intero mercato. Nel contesto del declino economico occidentale, il nostro Paese pu\u00f2 restare competitivo solo se sapr\u00e0 sviluppare questo tipo di settori produttivi: produzione e logistica avanzata, medical devices, sensoristica e telemetria, biomimicry, health trives, ecc. Infatti un posto di lavoro nel settore dell\u2019alta tecnologia crea un indotto di circa cinque altri posti di lavoro. In Ticino esistono aziende come l&#8217;AGIE, istituti come l&#8217;IDSIA specializzato nell&#8217;intelligenza artificiale, la DIAMOND attiva nell\u2019ambito delle fibre ottiche, ecc. Realt\u00e0 che se necessario potrebbero anche essere oggetto di un processo di nazionalizzazione. Lo Stato deve investire fortemente nel settore della ricerca e in questa direzione pu\u00f2 essere letto il rilancio produttivo delle Officine di Bellinzona con il progetto del Centro di Competenze. La nostra riflessione in questo ambito \u00e8 partita nel contesto del\u2019accettazione in votazione popolare della disastrosa iniziativa \u201ccontro l\u2019immigrazione di massa\u201d lo scorso 9 febbraio 2014. Secondo il Politecnico di Zurigo i \u201crami ad alto valore aggiunto, come quello dell&#8217;industria delle macchine, non dispongono di un appoggio politico solido a Berna, al contrario di altri che creano invece meno ricchezza, come l&#8217;agricoltura. I comparti orientanti all&#8217;export avranno inoltre maggiori problemi perch\u00e9 l&#8217;iniziativa aumenter\u00e0 i costi di reclutamento del personale, cosa che rincarer\u00e0 i prodotti rendendoli meno competitivi a livello internazionale\u201d. In tale contesto, evidentemente peggiorato con l\u2019ultima votazione, occorre puntare in modo accelerato sull&#8217;alto valore aggiunto e riuscire nel contempo ad aprire il Paese a nuove forme di cooperazione con potenze emergenti. Va qui tenuto peraltro in considerazione anche il fatto che se l\u2019iniziativa \u201ccontro l\u2019immigrazione di massa\u201d dovesse essere totalmente applicata, l\u2019UE potrebbe imporre, da un lato, dazi doganali aumentando in questo modo il costo di materie prime e prodotti semi-lavorati (che andrebbero inevitabilmente a incidere sul costo dei prodotti finiti che la Svizzera esporta e consuma); e dall\u2019altro lato l\u2019UE potrebbe imporre una tassazione particolare sui prodotti che la Confederazione esporta verso l\u2019Eurozona. E\u2019 chiaro a tutti che qualora ci\u00f2 si verificasse il capitalismo svizzero farebbe ricadere almeno in parte tali spese sulle classi subalterne del nostro Paese, ad esempio con un incremento dell\u2019IVA. E gi\u00e0 qui abbiamo una risposta alla tua domanda sulla connotazione di classe. Si tratta di assumere una posizione propositiva, in cui far emergere la \u201cnuova\u201d Svizzera, consolidarne il benessere in un\u2019ottica per\u00f2 che vada verso un discorso, se non internazionalista, perlomeno cooperativo. Tutto ci\u00f2 sarebbe peraltro in piena sintonia con la prospettiva di un mondo multipolare come auspicato dal movimento comunista internazionale, dove \u2013 nell\u2019affermarsi di relazioni internazionali pacifiche e nella rinuncia a prassi imperialistiche \u2013 potranno rinascere aspetti di sovranit\u00e0 popolare con potenzialit\u00e0 di sviluppare una democrazia progressiva, in cui i produttori (lavoratori del braccio e della mente) conquistino man mano, nel contesto evidentemente della conflittualit\u00e0 di classe, quel ruolo di protagonisti della storia che il socialismo prevede. E&#8217; proprio per garantire una Svizzera prospera, con il minor numero di disoccupati possibile e capace di essere protagonista attiva della costruzione di nuove relazioni di cooperazione economica internazionale a favore di uno sviluppo equo e sostenibile, che una profonda riforma anche del nostro modello formativo (oltre che professionale) va progettata con sempre maggiore urgenza. Non si pu\u00f2 insomma continuare con una situazione in cui la Confederazione \u00e8 costretta ad assumere oggi medici dalla Germania e ingegneri dall&#8217;India, perch\u00e9 non ne dispone in numero sufficiente e adeguatamente qualificato. E&#8217; impellente creare posti di lavoro capaci di avere futuro, in cui il lavoratore residente altamente qualificato, formato, competente e preparato possa essere impiegato con un salario adeguato senza temere concorrenze al ribasso. La proposta del Partito Comunista \u00e8 quella insomma di orientarsi verso quella che i compagni Francesco Vitali e Mattia Tagliaferri su #politicanuovanr. 3 del febbraio 2014, definivano \u201cuna societ\u00e0 dei saperi nella quale assumano un\u2019importante centralit\u00e0 i poli d\u2019eccellenza situati nei settori ritenuti strategici. Tali poli permetterebbero delle convergenze di carattere dialettico con le micro e piccole imprese di cui oggi ancor abbondiamo, permettendo di dare vita a un percorso virtuoso di know hownei pi\u00f9 disparati settori, attraverso la crescita di distretti industriali che dovrebbero segnare un ritorno alla preminenza del capitale effettivo. Ci\u00f2 permetterebbe di inserirsi all\u2019interno di una divisione internazionale del lavoro rispettosa del multipolarismo che sta emergendo, attorno al quale \u00e8 necessario modellare l\u2019uscita dalla crisi\u201d. Una posizione, questa, che se adeguatamente e creativamente riconosciuta come strategica dal Partito Comunista, pu\u00f2 rappresentare addirittura un primo passo verso una almeno parziale pianificazione e socializzazione dell\u2019economia nazionale stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7. In tale prospettiva, quindi, la formazione scolastica gioca un ruolo fondamentale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente! La scuola non deve subire i diktat dell&#8217;economia; sono semmai scuola e ricerca che possono costruire una nuova economia. U\u2019economia reale di punta necessita di un adeguato livello formativo. Tuttavia la crisi accentua la mancata armonizzazione fra forze produttive e rapporti di produzione, il che si traduce in una pauperizzazione della classe lavoratrice (e conseguentemente in una decadenza dell\u2019aristocrazia operaia da Lenin), un allargamento del disagio sociale e quindi del sottoproletariato. Rendere il Paese competitivo (nella declinazione socialista del termine) dal punto di vista economico (e quindi occupazionale e di controllo macroeconomico da parte dello Stato) \u00e8 un processo che deve partire non dalla sottomissione della scuola alle esigenze di corto periodo del padronato, ma al contrario istituendo l&#8217;obbligatoriet\u00e0 scolastica fino ai 18 anni, favorendo al massimo un&#8217;istruzione di grado liceale per ognuno e gettando le basi per una futura formazione politecnica che sappia superare alla base la divisione fra lavoratore manuale e intellettuale. Per implementare una tale riforma occorre anche procedere sul piano pedagogico, abituando i ragazzi al lavoro collaborativo e all\u2019attiva partecipazione sindacale. La carente formazione nell\u2019ambito del tirocinio \u00e8 la causa dei problemi che oggi si riscontrano con vari giovani lavoratori neo-qualificati, incapaci spesso di assumersi responsabilit\u00e0 e di lavorare in maniera autonoma: conseguenza anche qui di un modello educativo paternalista, che toglie ogni spazio di reale autogestione da parte degli allievi e che, in sostanza, li de-responsabilizza a tal punto da renderli quasi degli automi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8. Credi ci sia la possibilit\u00e0 di ripensare, in termini strategici, il futuro della piazza finanziaria luganese?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Schermata-2015-05-31-alle-16.41.13.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3904\" style=\"border: 1px solid black;\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Schermata-2015-05-31-alle-16.41.13-300x186.png\" width=\"300\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Schermata-2015-05-31-alle-16.41.13-300x186.png 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Schermata-2015-05-31-alle-16.41.13-480x298.png 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Schermata-2015-05-31-alle-16.41.13.png 618w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il Partito Comunista gi\u00e0 a inizio 2013 aveva dato vita \u2013 da solo \u2013 a una campagna specifica sulla piazza finanziaria di Lugano. Sempre meno impieghi, le prime ristrutturazioni senza piani sociali, la vendita di BSI, ecc. rendono la situazione molto precaria. Lugano da sola non potr\u00e0 certamente influenzare sensibilmente le grosse dinamiche globali, ma il management della piazza finanziaria dimostra una totale cecit\u00e0 rispetto alla realt\u00e0. Se non si supera il paradigma capitalistico il sistema finanziario tende al massimo disordine e all&#8217;impossibilit\u00e0 di una coordinazione adeguata delle risorse disponibili. La crisi rende necessario un cambiamento radicale del sistema bancario e creditizio, facendo della sostenibilit\u00e0 e del soddisfacimento dei bisogni della popolazione la sua ragione d\u2019essere. I fallimenti del Risk Management e l\u2019incontrollabilit\u00e0 delle operazioni bancarie mostrano come l\u2019attuale sistema finanziario sia in balia delle proprie contraddizioni. Negli ultimi anni l\u2019attuale modello bancario ha vissuto mutamenti che hanno portato a preferire investimenti a corto termine, rischiosi, nell\u2019economia finanziaria invece che investimenti in progetti a medio-lungo periodo nell\u2019economia reale. Troppo spesso vediamo come questo sistema bancario preferisca concentrarsi su pochi colossi commerciali, le cui operazioni sono troppo spesso di matrice speculativa \u2013 e che quasi mai hanno un impatto economico positivo per la popolazione ed il resto dell\u2019economia nazionale \u2013 anzich\u00e9 sulla miriade di potenziali piccoli clienti commerciali. Questi ultimi, come le famiglie, le microimprese a gestione giovanile e\/o femminile, e le aziende strategiche per il tessuto economico nazionale, sono perci\u00f2 messi in secondo piano e devono concorrere con questi colossi per l\u2019accesso al credito. Una maggiore solidit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 del sistema bancario pu\u00f2 avvenire solo mutando strutturalmente questa logica, cambiando cio\u00e8 i core business degli istituti finanziari. Per far questo \u00e8 necessario che il settore pubblico intervenga sempre pi\u00f9 in queste faccende, fino ad essere lui stesso promotore di attivit\u00e0 finanziarie non per forza redditizie, ma capaci di incidere sulla prosperit\u00e0 del settore economico nazionale e non. Un primo passo in questa direzione, ed \u00e8 la proposta del Partito Comunista concretamente, sarebbe la costituzione di una holding bancaria di propriet\u00e0 pubblica, detentrice di almeno il 41% delle azioni delle altre banche esistenti. Questa coordinerebbe in modo razionale le concessioni di credito e gli investimenti delle sue affiliate secondo il principio di sviluppo sostenibile dell\u2019economia produttiva in base ai bisogni della popolazione. Solo in questo modo \u00e8 possibile dare la precedenza alle famiglie e alle microimprese, permettendo loro di svilupparsi nell\u2019economia reale concedendo crediti a tassi ridotti. Il controllo pubblico sulle operazioni bancarie permette inoltre di creare un sistema efficace di vigilanza sulle transazioni finanziarie. Questo consente una maggiore controllabilit\u00e0 del settore che attualmente \u00e8 asservito alla massimizzazione dei profitti e permette indisturbatamente il proseguo di attivit\u00e0 finanziarie anti-sociali e non etiche, come il riciclaggio di denaro e il trasferimento di capitali verso i paradisi fiscali. Un sistema bancario e creditizio che non sottostia alle logiche del profitto a corto termine, ma che valorizzi maggiormente i propri dipendenti e i progetti a medio-lungo termine nell\u2019economia reale, \u00e8 l\u2019unico capace di incidere positivamente sugli altri settori economici, salvaguardando l\u2019impiego e lo sviluppo professionale dei salariati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9. Il Partito Comunista della Svizzera Italiana sostiene la necessit\u00e0 di rimodulare lo schema delle relazioni internazionali elvetiche in ottica multi-polare. Ritieni che questo indirizzo sia applicabile anche alla sola dimensione ticinese?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda \u00e8 complessa e non abbiamo ancora analizzato a fondo la questione per poter esprimere una chiara linea politica in merito (1). Tuttavia partendo dalla recente esperienza dei bambini ecuadoriani scolarizzati a Contone e in seguito espulsi dal Paese, mi viene da dire che il Partito Comunista ha agito proprio nell&#8217;ottica di costruire nuove relazioni internazionali anche nella mera dimensione ticinese: piuttosto che il piagnucoloso buonismo visto da una parte della sinistra, noi abbiamo incontrato il corpo diplomatico dell&#8217;Ecuador (un paese retto da un governo rivoluzionario) segnalando il caso concreto e tentando di togliere i migranti ecuadoriani dal racket della tratta di esseri umani, per inserirli piuttosto nell&#8217;interessantissimo progetto di rimpatrio organizzato dal compagno presidente Rafael Correa, che prevede forme di reinserimento scolastico e professionale. Per noi aiutare i migranti non significa farli vivere nelle roulotte e dar loro l&#8217;elemosina, non \u00e8 questo l&#8217;internazionalismo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10. L&#8217;imam della Lega dei Musulmani di Lugano ha proposto di insegnare l&#8217;islam nelle scuole pubbliche. Come vedi la questione della lezione di religione? E soprattutto come si pone il Partito Comunista di fronte a una certa destra che fomenta la paura sull&#8217;invasione islamica. Chiedo ci\u00f2 perch\u00e9 il PC era rimasto cauto sulla questione dei profughi siriani.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Partito Comunista ritiene la religione una questione personale e chiede la sua abolizione dai programmi scolastici. Siamo contrari anche all&#8217;idea sostenuta dal resto della sinistra di una lezione di storia delle religioni e sosteniamo al contrario le tesi dell&#8217;Associazione ticinese dei Liberi Pensatori e del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti: il fenomeno religioso, in forma rigorosamente laica e senza prevalenza del cristianesimo, va semmai visto in modo interdisciplinare nelle materie umanistiche, senza appesantire ulteriormente un orario scolastico gi\u00e0 sufficientemente carico, come gi\u00e0 una decina di anni fa avevano denunciato le assemblee dei genitori delle scuole medie ticinesi. E cos\u00ec ho risposto anche alla proposta dell&#8217;imam di Lugano, bench\u00e9 sia chiaro che se nelle scuole vi sono religioni che hanno spazio, al contrario di altre si crea malcontento. La nostra proposta risolve alla radice il problema e valuta positivamente semmai la centralit\u00e0 della razionalit\u00e0 nell&#8217;educazione pubblica. Per quanto concerne invece l&#8217;islamofobia strumentalizzata da certa destra, ritengo che soprattutto dopo gli attentati a Charlie Hebdo bisogna evitare a tutti i costi che si sviluppi un&#8217;irrazionale crociata contro tutti i musulmani e un clima di &#8220;scontro di civilt\u00e0&#8221;: ideologia, questa, che andr\u00e0 a giustificare nuovi interventi militari nei confronti di Paesi ritenuti ostili, nonch\u00e9 a perpetuare la sudditanza dell&#8217;Europa e della Svizzera ai disegni geostrategici degli Stati Uniti, tesi a fare del nostro continente un campo di battaglia contro la Russia, il Medio Oriente e altri nostri potenziali partner strategici, con cui il nostro Paese non ha alcuna ragione di dover confliggere. Non si pu\u00f2 per\u00f2 tacere il fatto che i terroristi islamisti che hanno colpito a Parigi erano gli stessi che nei mesi scorsi, con l&#8217;attiva complicit\u00e0 dei governi occidentali, partivano come mercenari per scatenare la guerra civile in Siria allo scopo di rovesciarne il governo laico. Quando vedo alcuni socialisti che si fanno ritrarre su Facebook con la bandiera tricolore con le tre stelle utilizzata dalle forze reazionarie in Siria pensando che stanno aiutando dei civili, mi spavento per l\u2019ingenuit\u00e0 di questi compagni: noi come comunisti chiediamo che la Svizzera sostenga gli sforzi del Libano nella gestione dei profughi civili vittime dei ribelli siriani in loco e impedisca l&#8217;accesso sul nostro territorio, sfruttando magari il sacrosanto diritto all&#8217;asilo, di persone legate ai movimenti islamisti radicali come quelli che stanno mettendo a ferro e fuoco la Siria e il Medioriente. Il Partito Comunista, inoltre, forte delle relazioni con le forze secolariste dei paesi arabi, rivendica la normalizzazione immediata delle relazioni diplomatiche e di cooperazione economica con il Governo nazionale della Repubblica Araba di Siria, l&#8217;unico che pu\u00f2 contrastare il terrorismo e intavolare con Damasco e, in questo caso anche con la Russia, un partenariato per la sicurezza. Urge inoltre che la Confederazione avvii un&#8217;intensa collaborazione con le comunit\u00e0 musulmane in Svizzera, partner vitale nell&#8217;ottica di evitare infiltrazioni di qualsiasi tipo sul nostro territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11. Veniamo alla fiscalit\u00e0. Abbassiamo le imposte o le aumentiamo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/tassa-dei-milionari1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-3901\" style=\"border: 1px solid black;\" alt=\"tassa-dei-milionari1\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/tassa-dei-milionari1-212x300.jpg\" width=\"153\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/tassa-dei-milionari1-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/tassa-dei-milionari1-480x679.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/tassa-dei-milionari1-354x500.jpg 354w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/tassa-dei-milionari1.jpg 679w\" sizes=\"auto, (max-width: 153px) 100vw, 153px\" \/><\/a>Non siamo e non vogliamo essere il \u201cpartito delle tasse\u201d. Il Partito Comunista vuole abolire l&#8217;IVA e tutti i balzelli indiretti che colpiscono tutti indistintamente. Ma certamente noi vogliamo una fiscalit\u00e0 progressiva ed equa. La proposta che avanziamo dal 2011 \u00e8 quella della Tassa dei Milionari, una patrimoniale che riguarderebbe solo il 2% della popolazione con un patrimonio superiore al milione di franchi (esentata la prima casa fino a un valore di Fr. 750&#8217;000.-). I milionari hanno avuto per decenni regali fiscali, hanno goduto di privilegi come nel caso dei globalisti, hanno speculato in borsa, addirittura per chi di loro \u00e8 un evasore si parla di amnistia fiscale, e questo mentre nel contesto di crisi i salariati pagano fino all&#8217;ultimo centesimo. Applicando questa imposta solidale sulla fortuna il Cantone avrebbe un&#8217;entrata annua di 340 milioni di franchi, che sarebbe utilissima per le assicurazioni sociali. Lo spauracchio della fuga dei ricchi \u00e8 poi una colossale montatura: una tale patrimoniale esiste anche in Francia con un tasso di fuga estremamente ridotto, questo perch\u00e9 esistono altre condizioni che interessano a una persona facoltosa: le infrastrutture, i servizi, la stabilit\u00e0, la sicurezza, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12. Qual \u00e8 il tuo giudizio, in termini di quantit\u00e0 e qualit\u00e0, a proposito degli spazi di aggregazione giovanile in Ticino?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; un giudizio negativo. Io vengo da Bellinzona dove abbiamo fatto una figura barbina con la storia del 65 decibel o con la volont\u00e0 di abbattere il centro giovanile (e questo proprio quando abbiamo vinto le elezioni come Sinistra Unita, un segnale disastroso all&#8217;elettorato giovane!). Ma di recente, Simone Romeo, nostro consigliere comunale a Locarno, si \u00e8 scagliato contro le limitazioni dei concerti in quel comune. Si tratta insomma di un problema strutturale: fra proibizionismi e restrizioni agli eventi ricreativi le citt\u00e0 sono letteralmente morte. Ora, qualcuno pensa che parlare di tali eventi equivalga ad affrontare dei problemi \u201cgrassi\u201d, che nemmeno dovrebbero occupare i comunisti in quanto partito di classe. E&#8217; una visione del tutto sbagliata: gli spazi di aggregazione sono fondamentali proprio per ricostruire una cultura comunitaria progressista fra le nuove generazioni. Oltre a ci\u00f2 tali momenti e ritrovi sono determinanti per favorire il controllo informale nell&#8217;ottica di una strategia della riduzione del danno per quanto riguarda a rischio da parte degli adolescenti. E ci\u00f2 \u00e8 importante se vogliamo evitare di cascare nella repressione moralista e paternalista che purtroppo si sta facendo strada anche in certa sinistra. Nel contempo sono utilissimi per favorire la responsabilizzazione dei giovani, purch\u00e9 non li si ingabbi in consessi neo-corporativi della cultura borghese come i parlamentini giovanili e quant&#8217;altro. E&#8217; chiaro tuttavia che se non miglioriamo e rendiamo gratuita ad esempio la rete di trasporti pubblici, tutto questo discorso risulter\u00e0 vano e lo stesso vale per altre infrastrutture considerate troppo costose a favore delle nuove generazioni. Insomma l&#8217;aggregazione giovanile \u00e8 un terreno anch&#8217;esso di un moderno conflitto di classe!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13. Quali sono le contraddizioni insite nella pianificazione ospedaliera prospettata dal governo uscente?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul numero 4 di #politicanuova ho gi\u00e0 avuto modo di approfondire la questione della pianificazione ospedaliera che nel frattempo \u00e8 stata contestata dalla preposta commissione. Essa \u00e8 uno strumento per favorire le strutture sanitarie private, guarda caso in mano o ai soliti noti della politica liberale o alle organizzazione clericali. Insomma si vede che il PPD non ha perso tempo dopo aver ereditato il DSS nel 2011. Oltre a ci\u00f2 la pianificazione ospedaliera sta procedendo a un declassamento che \u00e8 un vero e proprio di nosocomi nelle periferie, minando il concetto stesso di servizio pubblico. E non va scordato che il rappresentante del PS in governo non si \u00e8 opposto a questa tendenza; intanto attendiamo di votare l&#8217;iniziativa \u201cGi\u00f9 le mani dagli ospedali\u201d per la quale abbiamo contributo a raccogliere le firme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>14. Tra gli aspetti pi\u00f9 originali dell&#8217;elaborazione politica afferente al Partito Socialista Autonomo (PSA) troviamo l&#8217;aspra critica al sistema clientelare e lottizzante cantonticinese. Ritieni che tale questione sia ancora attuale ai giorni nostri?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Schermata-2015-05-31-alle-16.23.28.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-3899\" style=\"border: 1px solid black;\" alt=\"Schermata 2015-05-31 alle 16.23.28\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Schermata-2015-05-31-alle-16.23.28-300x282.png\" width=\"168\" height=\"158\" \/><\/a>Assolutamente s\u00ec, peccato che il PSA confluendo \u2013 passando per la tappa intermedia dell&#8217;ex-PSU &#8211; nell&#8217;odierno PS nel 1992 si sia adeguato a questa realt\u00e0. In pratica il PSA \u00e8 stato inglobato nella spartizione della torta. Non \u00e8 un mistero che oggi i partiti \u2013 e non \u00e8 che la socialdemocrazia sia immune da ci\u00f2 \u2013 sono comitati d&#8217;affari che spartiscono posti di lavoro, lottizzano l&#8217;amministrazione, piazzano parenti e amici in questa o quella commissione, in questa o quella direzione di liceo, in un modo in alcuni casi francamente imbarazzante. Soprattutto quando poi queste stesse persone pontificano sul comportamento immorale di altre organizzazioni. Il Partito Comunista \u00e8 escluso da questi giochi perch\u00e9 il pedegree delle famiglie proprietarie della sinistra ticinese non ci \u00e8 concesso (preferendo piuttosto tali famiglie fomentare nuove sigle anticapitaliste). E&#8217; un fattore che ci rende orgogliosi perch\u00e9 questa partitocrazia di semi-feudale che abbiamo in Ticino sta portando il Paese nel baratro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>15. Il Partito Comunista della Svizzera Italiana e il Movimento per il Socialismo (Mps), in vista dell&#8217;imminente momento elettorale, hanno mantenuto l&#8217;impostazione unitaria gi\u00e0 manifestatasi in occasione delle elezioni cantonali del 2011. Ci si potrebbe domandare: per quale motivo limitarsi solamente a questo grado di unit\u00e0, e non, invece, procedere con la fusione delle due sigle? In tal senso, quali sono le differenze essenziali \u2013 se ce ne sono &#8211; tra PC e MpS?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MPS e PC sono complementari, ecco perch\u00e9 la lista 3 mi soddisfa anche politicamente e rappresenta il voto utile a sinistra per il Granconsiglio: dal carattere fortemente sindacale il primo, che proviene dall&#8217;esperienza dell&#8217;ex-PSL di orientamento troskista e con una modalit\u00e0 di lavoro molto tematica; noi ci siamo invece caratterizzati per essere un partito molto concentrato sui giovani, sull&#8217;analisi economica e sulla cooperazione nell&#8217;ambito dei nuovi equilibri internazionali, nonch\u00e9 per tentare di costruire una nuova identit\u00e0 marxista che non scadesse nel folklorismo degli slogan roboanti ma che al contrario sapesse delineare delle soluzioni pragmatiche ai cittadini, come ho spiegato rispondendo in merito al processo di \u201cnormalizzazione\u201d. Percorsi unitari sono possibili avanzando gradualmente, prestando attenzione ai contenuti e alle strategie partendo per\u00f2 dall&#8217;unit\u00e0 d&#8217;azione sul territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><em>Note:<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1)\u00a0L&#8217;articolo di Nicolas Fransioli presente su questo numero di <i>#politicanuova<\/i> contribuisce a fornire contenuti teorici e pratici a questa prospettiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sinistra.ch accoglie un&#8217;approfondita intervista a Massimiliano Ay apparsa sul 6\u00b0 numero di\u00a0#politicanuova (Aprile 2015) &#8211; leggibile online qui -, quadrimestrale marxista di approfondimento edito dal Partito Comunista (PC) \u00b0\u00b0\u00b0 #politicanuova intervista Massimiliano Ay, Segretario Politico del Partito Comunista della Svizzera Italiana (PC) e Candidato al Consiglio di Stato sulla lista Mps-PC alle elezioni cantonali di aprile 2015. A cura di Aris Della Fontana e di Tobia Bernardi 1. La tua candidatura al governo \u00e8 coerente con la volont\u00e0 di raggiungere l&#8217;obiettivo sostanziale, cio\u00e8 la \u201csociet\u00e0 nuova\u201d? E, in tal senso, la volont\u00e0 di realizzare una \u201cpolitica progettuale\u201d pu\u00f2 darsi all&#8217;interno<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3889,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27,13],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-3884","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","category-opinione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3884","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3884"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3884\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3905,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3884\/revisions\/3905"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3889"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3884"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3884"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3884"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=3884"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}